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vvenne
che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei
capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a
osservarlo. Diceva agli invitati una parabola,
notando come sceglievano i primi posti: Quando
sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti
al primo posto, perché non ci sia un altro
invitato più degno dite, e colui che ha invitato
te e lui venga a dirti: “Cedigli il posto!”.
Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo
posto. Invece, quando sei invitato, va’ a
metterti all’ultimo posto, perché quando viene
colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni
più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a
tutti i commensali. Perché chiunque si esalta
sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando
offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi
amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i
ricchi vicini, perché a loro volta non ti
invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio.
Al contrario, quando offri un banchetto, invita
poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato
perché non hanno da ricambiarti. Riceverai
infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei
giusti».
da Maria
uanto
è differente il modo di pensare di Gesù da
quello del mondo!
Un altro difetto dell'uomo, che lo può portare
alla rovina, è l'orgoglio. Si fa tutto per
apparire, per essere stimati. Spesso si mostra
ciò che non si è, per attirare l'attenzione.
Bisogna stare attenti anche alla falsa umiltà.
Si possono compiere delle azioni apparentemente
umili, ma dentro cova l'orgoglio, desiderando di
farsi vedere virtuosi. L'umiltà è verità nella
semplicità ed è apprezzata dagli uomini e da
Dio.
Oltre all'orgoglio c'è l'interesse che guasta le
vostre azioni. Anche l'apparire riceve la spinta
dal desiderio di avere di più. Si pensa
continuamente a guadagnare di più; senza sapere
che più si ha e più si vuole avere.
La pace nel cuore nasce e cresce solo se vi
accontentate di ciò che avete. Questo aiuta
anche ad essere umili. Quante azioni sono
compiute per avere una ricompensa a proprio
vantaggio! E dimenticate i poveri, i bisognosi.
Spesso nelle amicizie si favoriscono quelle con
i più facoltosi e il povero è scansato.
Gesù ha insegnato proprio il contrario. Fin da
bambino preferiva i compagni meno simpatici,
quelli che gli altri disprezzavano. Li portava a
casa ed io facevo da mamma anche a loro.
Quante volte ci siamo guardati negli occhi con
Giuseppe per gli inviti che faceva Gesù! Era uno
sguardo di compiacenza, e ci sentivamo coinvolti
nel mettere in pratica ciò che era scritto nei
libri sacri, che recitavamo ad alta voce in
famiglia.
Vorrei invitare anche te a riflettere su ciò che
veramente conta per la "risurrezione dei
giusti", cioè non il benessere che si cerca per
se stessi, ma quello per gli altri, preferiti a
se stessi.
Ogni uomo è al mondo per collaborare con Dio nel
fare il bene. Riceverete la giusta ricompensa se
avrete collaborato per fare stare meglio gli
altri.
VVoglio collaborare anch'io con te: ascoltami!.
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