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Dedicato a tutte le donne

 

Il particolare, è tratto dalla tela intitolata “Susanna e i vecchioni”
È un dipinto ad olio di cm 170 × 119 del 1610, firmato sulla parete dalla pittrice ARTIMISIA GENTILESCHI, figlia del più noto Orazio.



appresenta un episodio della storia di Susanna contenuta nel Libro di Daniele al cap XIII. Questo è il terribile passaggio in cui questa giovane donna sposata felicemente a Ioakìm, viene aggredita alle spalle nel giardino della sua casa e minacciata da due vecchi che erano gli anziani (Giudici) del popolo: «L'iniquità è uscita da Babilonia per opera di anziani e di giudici, che solo in apparenza sono guide del popolo». I due l’avevano aspettata di nascosto per sorprenderla mentre faceva il bagno nel suo giardino. Di certo Susanna aveva già notato i loro sguardi insolenti, ma qui sembra essere colta di sorpresa.

La pittrice riesce a rappresentare con grande maestria il momento cruciale in cui la donna, avverte tutta la forza del pericolo che incombe. Le tre teste sono iscritte in un triangolo inclinato e rovesciato. Alla base il capo dei vecchi che si sono dimenticati di Dio. Uno suggerisce all’altro di certo parole sconce, che sembrano avere tanto peso da spostare anche fisicamente la testa di Susanna, posta al vertice opposto, che si ritrae riparandosi con le mani.

Gli storici ci hanno documentato la biografia dell’autrice, pertanto sappiamo che ella stessa era stata vittima di uno stupro all’età di 17 anni e questo spiega la finitezza nell’interpretare la storia.

Certo la scena è drammatica, si intuisce la forza e la purezza di questa donna che nonostante le minacce di morte, non si concede sapendo che Dio la tirerà fuori dal pericolo, segno di una grande fede, nella quale la giovane era stata allevata. Infatti la storia volge a buon fine per l’intervento di Daniele che spinto dallo Spirito, denuncia l’ignominia degli anziani che vengono spaccati in due e uccisi.

È interessante notare come questo “spaccare in due”, è proprio l’immagine di quello che il peccato fa all’uomo. Lo divide dentro e fuori, la condizione del peccatore è di una solitudine esistenziale tremenda.
Questa icona ci invita alla preghiera, per tante donne che nella storia hanno dovuto subire violenze e contese, e perché i valori della fedeltà del pudore e della speranza, possano tornare ad essere il patrimonio delle nuove generazioni.


 
Lucia Raiola



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