San Giuseppe e l'Infanzia di Cristo
di Gerrit Van HontHorst

L’olio su tela eseguito nel 1626 dal pittore olandese Gerrit o Gerard Van Honthorst, (nato a Utrecht il 14 novembre 1592 e morto nella stessa città il 27 aprile 1656) collocato all’Ermitage di San Pietroburgo è un’opera assai conosciuta.
Gerrit svolse il suo apprendistato inizialmente presso il padre e dal 1610 al 1620 soggiornò a Roma, dove studiò i grandi maestri e l’arte antica. Qui rimase colpito soprattutto dalla pittura di Michelangelo Merisi da Caravaggio, al quale ispirò gran parte delle sue opere, specializzandosi nella pittura a” lume di notte”, con straordinari effetti di luce, da cui l’epiteto di “Gherardo delle Notti”.
Tra le opere caratterizzate da questi accorgimenti luministici figura il quadro“Infanzia di Cristo”. Dal pittore bergamasco infatti egli riprese i forti chiaroscuri e l’attenzione per la realtà (caravaggismo), che qui traspare in modo particolare nelle due figure protagoniste.
San Giuseppe è in piena attività nella sua bottega di falegname a Nazareth, mentre Gesù regge una candela per illuminare il lavoro del padre. La candela che dà luce a tutta la scena è un elemento che ricorre in altri quadri di pittori secenteschi, ad esempio in quello di S. Giuseppe di Georges La Tour. In questa come in altre opere la luce della candela è una metafora che allude all’evento di Gesù venuto nel mondo per illuminare la vita degli uomini.
Il dipinto di Gerrit rappresenta una scena molto realistica e guardandolo si ha l’impressione del movimento: se si osserva la scena con attenzione si nota il dinamismo e la naturalezza delle pose, sia in San Giuseppe, concentrato nella lavorazione di un pezzo di legno con lo scalpello e il martello, sia nel Figlio.
Gesù si sporge in avanti per far luce al padre e la sua è una posa molto naturale e ha l’aspetto di un ragazzino un po’ spettinato che ci fa pensare come Egli nell’adolescenza abbia effettivamente lavorato nella bottega di Giuseppe.
Si può immaginare anche che si siano appena detti qualcosa e che Gesù si sia sporto in avanti in seguito ad una richiesta del padre terreno per dargli una collaborazione più fattiva.
I due angeli nella penombra commentano la scena con gli sguardi e il gesto delle mani, forse sono gli angeli custodi, sempre presenti, ma praticamente percepibili ma invisibili.
Nel quadro la personalità di San Giuseppe appare in tutta la sua grandezza, quasi che l’autore abbia voluto rendere omaggio all’umile falegname di Nazareth e additarlo come figura di riferimento per tutti i cristiani.
La medesima venerazione per il padre putativo di Gesù è evidente nel manoscritto arabo pubblicato dallo svedese G.Wallin nel 1722, conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi. Questo documento fa parte della letteratura apocrifa e intende additare nella situazione di Giuseppe la stessa di tutti i credenti.
In questo testo si narrano alcune tappe della sua lunga vita, conclusasi all’età di centoundici anni. Giuseppe era della stirpe di Betlemme, città di Giuda, nato dalla stirpe del re David e fu sacerdote nel tempio del Signore, quando rimase vedovo con quattro figli e due figlie.
Maria che era stata portata nel tempio all’età di tre anni, in questo periodo ne aveva dodici.
Allora i sacerdoti inviarono dei messi per convocare dodici vecchi della tribù di Giuda, affinchè stabilissero a chi affidare la Vergine fino al tempo delle nozze. La sorte cadde sul vecchio Giuseppe, il giusto.
Passati due anni da quando Maria era entrata in casa sua, avvenne il mistero dell’Incarnazione e i fatti successivi narrati ricalcano le notizie già descritte nei Vangeli canonici.
La tristezza di fronte alla morte è invece evocata nell’ apocrifo con dovizia di particolari che mostrano la sensibilità e la scrupolosità morale di questo umile uomo. Nell’approssimarsi della sua ultima ora invoca il Signore affinché non sia allontanata da lui la faccia dell’angelo custode perché resti il suo compagno di viaggio fino a quando sarà condotto davanti al suo Dio; ricorda di aver avuto dai sacerdoti del tempio l’affidamento di Maria quando egli aveva novant’anni.
Il giorno in cui l’anima abbandonò il suo corpo era il 26 agosto e accanto a lui vegliavano Gesù e Maria che con gesti affettuosi rispondevano allo sguardo implorante di Giuseppe che chiedeva di non abbandonarlo. Gesù gli teneva la mano, poi gli poneva la mano sul petto mentre Sua Madre gli toccava i piedi. Gesù allora invocò il Padre celeste di mandare i suoi angeli Michele e Gabriele per scortare l’anima di Giuseppe fino a Lui. Veramente sublime il trapasso di questo pio Giuseppe!
Anche noi sul suo esempio dobbiamo invocare una morte santa e per questo scopo è sorta a Roma la “Pia Unione del transito di S.Giuseppe”,per la salvezza dei morenti,fondata dal Beato Luigi Guanella al fine di divulgare, promuovere e diffondere nel mondo il culto del falegname di Nazareth.
Questa Pia Unione che ha sede presso il Santuario di S.Giuseppe al Trionfale propone ai fedeli la “preghiera dei morenti” da recitare devotamente anche più volte al giorno:” O S.Giuseppe, padre putativo di Gesù e vero Sposo di Maria Vergine, prega per noi e per gli agonizzanti di questo giorno(o di questa notte)”.
Ma accanto alla speranza coltivata in vita di avere una buona morte, è raccomandabile la pia pratica del “Sacro Manto”,preghiera rivolta a S.Giuseppe, affinchè interceda per tutte le nostre necessità,con suppliche e invocazioni, tra cui: “ Salve, o glorioso S.Giuseppe, depositario dei grandi tesori del Cielo e padre putativo di Colui che sostiene tutte le creature. Dopo Maria SS. tu sei il Santo più degno del nostro amore e meritevole della nostra venerazione. Fra tutti i Santi, tu solo avesti l’onore di allevare, nutrire e abbracciare il Messia, che tanti Profeti e Re avevano desiderato di vedere. S.Giuseppe, salva l’anima mia e ottienimi dalla misericordia divina la grazia che umilmente imploro. E per le Anime benedette del Purgatorio ottieni un grande sollievo nelle loro pene. Amen”.Gloria al Padre, tre volte.


Ines e Marcellino Campara



  
Consiglia ad un amico questa pagina Aggiungi ai preferiti Scrivi un commento, questo rimarrà riservato Segnala su Facebook, Tweeter ed altri...
Invia ad un amico | Metti nei preferiti | Lascia un commento | Condividi su Facebook, Tweeter, ecc...