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LA MADONNA DELL'OMBRELLO


Madonna dell'ombrello
"Madonna dell'Ombrello" di Girolamo dai Libri (1474-1555)



irolamo Dai Libri, uno degli interpreti più rappresentativi e affascinanti del Rinascimento veronese, deve il suo cognome all'arte della decorazione di manoscritti e incunabuli, di cui erano esperti il padre Francesco e i suoi discendenti.
Anch'egli artista abile nelle miniature su pergamena, ma altrettanto qualificato per il senso squisito del colore, capace di una resa naturalistica di grande effetto nelle esecuzioni con l'olio su tela.
E' il caso di ammirare" la Madonna dell'ombrello", i cui  personaggi sono immersi nel colore e avvolti dagli scorci di un paesaggio di rara bellezza.
Al centro, in trono è la Vergine, intenta a reggere il Bambino, con la mano destra allungata verso S.Giuseppe, come a rassicurarlo o per affidargli qualche incarico speciale.
In questo dipinto appare eloquente il linguaggio delle mani, di chiaro significato pedagogico.
Infatti S.Giuseppe interroga con gli occhi la Madonna, mentre con la mano rivolta verso di sè,sembra dire:-Proprio io?-
La scena si dilata sulla destra con la stupenda immagine del maestoso Arcangelo Raffaele, sul cui manto verde spicca l'insegna:"Questa è la madre della grazia".
Quale ricchezza di doni celesti è raffigurata in questa pala!  Maria mediatrice di grazia, Giuseppe collaboratore di Maria, Raffaele(cioè medicina di Dio) che guida Tobiolo per mano, ai piedi di Gesù Bambino.
Un messaggio di fiducia, di certezza e di aiuto, quando viene chiesto  e di obbedienza a quel Dio che tutto può.
Se Tobiolo non avesse aderito all'aiuto di andare a cercare il pesce, grazie al quale il padre Tobia avrebbe riacquistato la vista, il miracolo non sarebbe avvenuto.
Ha accolto la parola del Padre celeste, per soccorrere il proprio padre terreno. Un grande insegnamento oggi difficile da applicare, perchè implica la disponibillità a credere nel disegno che ha su di noi Dio, senza discussioni o tentennamenti; inoltre richiede la volontà di porre in atto gesti di solidarietà, di altruismo, capaci di superare l'egoismo edonistico che impregna la vita moderna.
E' ancora dal quadro che giungono immagini tratte dalla natura, atte a farci riflettere: se da un lato ci sono rupi, nude rocce, aridità prevalenti, dall'altro l'ambiente si fa  verdeggiante con  insediamenti umani arroccati sulle alture.
Ma al centro, dietro l'ombrello,sinonimo di protezione, le  fresche fronde di un agrume rigoglioso, fanno da corona alle figure,quasi a collegare la terra al cielo.
Ed infine quel cagnolino bianco, animale fedele per eccellenza, ci fa pensare a come la fiducia alla Parola del Signore Gesù non abbia mai a vacillare nelle nostre menti e nei nostri cuori: è un punto fermo, riconosciamolo con umiltà e avremo occhi che "vedono", come vide Tobia
                                                                                   
 

Marcellino Campara e Ines Zanini



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