La Madonna del Rosario
di Tommaso Minardi

La Madonna del Rosario, dipinta nel 1840 in stile neoquattrocentesco da Tommaso Minardi, caposcuola del Purismo romano, è eseguita con una rara precisione nei lineamenti e con una particolare attenzione al portamento delle figure. Lo schema compositivo triangolare, le armonie cromatiche e la sensibilità nella rappresentazione degli stati d’animo sono da ricondurre ad alcune opere di Perugino e Raffaello. La Madonna tiene sulle ginocchia il Figlio e allo stesso tempo prega; il Bambino in atteggiamento giocoso, mette al collo di un mansueto agnellino la corona del rosario: il soggetto religioso diventa un motivo per esaltare la purezza dei sentimenti, l’affetto materno, la tenerezza di un figlio e la fede in Dio.

La devozione alla Vergine non è incominciata subito nella Chiesa primitiva perché all’inizio l’ha preceduta il culto dei martiri.

Forse questo fu dovuto alla preoccupazione di evitare eventuali confusioni con le pratiche pagane esistenti in onore alle “dee madri”.

Solo nel IV° secolo fu dato a Maria un posto nella vita liturgica legandolo alla celebrazione della nascita di Gesù, l’evento di Betlemme che rimandava alla narrazione dell’Incarnazione.

S.Gregorio di Nissa cominciò a divulgare in Medio Oriente e in Asia Minore il culto alla Vergine diffondendo una delle prime preghiere mariane, dalla quale ebbe poi origine l’attuale “Ave Maria”.

Nel V° sec. Maria venne poi parificata nella devozione agli altri Santi e ottenne dal Concilio di Efeso(431) il più alto degli attributi, ossia il titolo di “theotòkos”, Madre di Dio (già chiamata così in Egitto fin dall’inizio del III°sec.). Lungo i secoli vi fu un susseguirsi di nuovi attributi alla Vergine e di menzioni nella messa con l’introduzione di varie feste mariane nel corso dell’anno.

Ma la Chiesa intervenne più volte per dare forma canonica a questa devozione nata spontaneamente o sollecitata da qualche ordine religioso.

In campo cattolico è soprattutto nel sec.XVII che si sviluppa il culto mariano, con una netta distinzione tra la liturgia regolamentata dalla Chiesa e le forme che nascono nei diversi strati popolari organizzati in forme spontanee o associative. Attualmente sono sei le solennità dedicate alla Vergine Maria che nella nuova liturgia vengono celebrate nell’arco dell’anno da tutta la comunità cristiana, come stabilito dalla riforma liturgica attuata da Paolo VI dopo il Concilio Vaticano II. 1° gennaio: solennità di Santa Maria Madre di Dio. Lungo il corso dei secoli era stata celebrata in date diverse (ad es.18 gennaio in Francia, più tardi l’8 ottobre,ecc.). Questa festa ha sempre celebrato l’evento fondamentale della storia: l’incarnazione di Dio nato da Maria di Nazareth,come si legge nella lettera di S.Paolo ai Galati, “Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge,…”.

2 febbraio: Presentazione del Signore al tempio e purificazione di Maria dopo 40 giorni dalla nascita del Bambino. Secondo le prescrizioni dell’Esodo ogni primogenito maschio doveva essere riscattato con una somma equivalente a 20 giornate di lavoro. Il Vangelo di Luca ci informa che in questa occasione i genitori dovevano offrire al tempio una coppia di tortore o di giovani colombi.

25 marzo: Annunciazione. E’ una festa che accanto all’esaltazione dell’obbedienza a Dio della Vergine, mette in luce il mistero del Figlio di Dio incarnato (fu anche chiamata Annunciazione del Signore). E’ la donna pronta a collaborare ai progetti di Dio, un vero esempio da estendere a valenza universale.

15 agosto: Assunzione di Maria al cielo (definito come dogma nel 1950). La festa era già celebrata nell’antichità con i nomi di “passaggio”,”dormizione”,”trapasso” per ricordare la piena glorificazione di Maria in cielo, assunta anima e corpo. Nel XX sec. papa Pio XII volle mandare un messaggio forte agli uomini del nostro tempo, affermando in Maria l’importanza del corpo umano, destinato con l’anima a godere la felicità perfetta in Dio.

8 settembre: Natività di Maria. Fu festeggiata la prima volta nel V° sec. in Oriente e si diffuse anche a Roma a partire del VII sec.,quando vennero scritte antifone di alta acclamazione, come ad esempio:”Da te nacque il sole di giustizia, Cristo nostro Dio che, cancellando la maledizione, ci portò la benedizione…”.

8 dicembre: Immacolata Concezione. Celebrata in luoghi diversi con intenti diversi, ebbe nel 1854 la solenne definizione dogmatica con la quale Maria, scelta dal Signore da tutta l’eternità, veniva designata come la Madre Vergine del Salvatore. E’ un inno alla dignità della persona, che mostra in Maria la grazia, la santità e la fedeltà totale. E’ Maria associata a Gesù nel compimento della missione che il Cristo porta a termine dentro il mistero della salvezza. Per questo tutti i giorni dell’anno la Chiesa ricorda la Madre di Dio nel canone romano della celebrazione eucaristica.

Ma la grande devozione a Maria è legata da secoli anche a quella del Rosario e per questo la Chiesa Le ha dedicato una festa il 7 ottobre. Fin dal Medioevo, forse al tempo delle crociate in Terrasanta, la corona che serviva a contare il numero delle preghiere vocali era usata dagli anacoreti orientali. Ma ancor prima della recita della “Ave Marie” S.Beda il Venerabile per i suoi fratelli laici, dispensati dalla recita del salterio per la scarsa familiarità col latino, aveva suggerito l’adozione di una collana di grani infilati ad uno spago per il conteggio dei “Paternostri”. L’origine del culto alla Madonna del Rosario è stato attribuito all’apparizione di Maria a S.Domenico di Guzman nel 1212 a Prouille, nel primo convento da lui fondato. Successivamente questa pratica fu dal Santo diffusa per convertire gli eretici albigesi con la proposta di meditare i misteri del Rosario in una triplice partitura (incarnazione, passione e morte di Cristo, gloria di Cristo e di Maria).

Ma l’istituzione della festa fu opera del Papa Pio V che la nominò “Madonna della Vittoria” a perenne ricordo della battaglia di Lepanto, svoltasi appunto il 7 ottobre del 1571, nella quale la flotta della Lega Santa (formata da Spagna, Repubblica di Venezia e Stato della Chiesa) sconfisse quella dell’Impero Ottomano, allontanando così il pericolo di un’invasione turca nell’Europa cristiana. Il successore, papa Gregorio XIII la trasformò in festa della “Madonna del Rosario” e incoraggiò ufficialmente la recita del Rosario, che in breve tempo divenne la preghiera popolare per eccellenza, definito anche il “breviario del popolo”, da recitarsi la sera, in famiglia come efficace strumento per far fronte alle insidie del male. Ultimamente nel 2002 Papa Giovanni Paolo II, con la lettera apostolica “Rosarium Virginis Mariae” ne rilanciò lo spirito e l’importanza, introducendo nel contempo un ulteriore ciclo di misteri, quelli della Luce, per una nuova riscoperta del percorso spirituale e contemplativo che questa preghiera può darci.


Ines e Marcellino Campara



  
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