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Santuario Madonna del Faggio di Monte Carpegna

XVI Secolo

Santuario eremo Vergine del Faggio

L'Eremo sul Monte Carpegna (1260 -1415 aro e Urbino (PU).



Il Santuario

“O Vergine benedetta, madre di Dio e Madre della Chiesa,
in questo luogo, ci fai sentire più vicini il cielo
e offre ossigeno al nostro cammino.
Tu hai voluto questo Santuario che,tra i faggi e i monti,
sia come la casa materna, dove noi ci rifugiamo nelle bufere della vita.
La Diocesi di S.Marino-Montefeltro, offre al Cielo la Tua immagine
Come il dono più alto e più in alto che essa possiede.
Ben consapevole che Tu, o Maria sei il capolavoro di Dio
E che il tuo cuore è il Santuario più adeguato,
dove Egli riversa ogni suo tesoro di grazia e di misericordia.
In questa nostra visita, Ti salutiamo, o Madre,
e accogliamo il tuo gesto amorevole che ci invita e ci rassicura.
Noi sappiamo che Tu desideri che nella nostra vita,
nella nostra famiglia,nella nostra terra e in tutto il mondo
ci si accorga che “il Tuo Cuore Immacolato è il nostro rifugio”.
Perciò noi ci consacriamo a questo Tuo Cuore, cioè ci affidiamo al tuo amore,
affinché Tu allontani da noi il peccato, che ci rovina, e il male
che ci rende indegni di Te,nostra Madre, e ci aiuti ad essere cristiani.
Noi Ti chiediamo di vigilare sulla nostra Diocesi, sulla nostra Parrocchia,
sulla nostra Società, sui nostri cari.
Presentiamo a Te le nostre necessità,affinché Tu vedendoci bisognosi,
possa, come a Cana, muoverti a compassione di noi Tuoi figli, poveri, deboli
e tanto spesso peccatori.
Ricordati, o Madre, di noi, oggi, e nell’ora della nostra morte. Così sia”
(Preghiera dettata da S.E.mons. Paolo Rabitti Vescovo Feretrano ora Arcivescovo di Ferrara.)


Nella sintesi di questa preghiera s’intravede già il paesaggio, e la casa della Madre Celeste sulla vetta del Monte Carpegna a 1415 sul livello del mare ,con l’annesso romitorio su un piccolo ripiano in mezzo ad un bosco di faggi. Davanti si estende una vasta prateria con una visuale mozzafiato di vette, colline,” la dolce vision di S.Marino” ed ancor più lontano l’adriatico.
Nella chiesetta, da tempo immemorabile, si Venera la B.Vergine sotto il nome di Madonna del Faggio, rappresentata in una statua lignea molto antica con il bambino in grembo.
Già nella S.Visita del 1578 c’è un decreto che ne prescrive il restauro e l’indoratura.
Ripulita e ritoccata di recente ,viene conservata in una custodia infissa al muro sopra l’altare.
Verso questa devota immagine si è sempre mantenuta una viva fervente devozione specie dagli abitanti della frazione Monte Boaggine, che viveva prevalentemente di pastorizia. Si ha notizia, che verso la fine dell’ottocento, su una popolazione di circa 300 abitanti, contava nel territorio circa 6.000 pecore, 350 vacche, un centinaio tra cavalli asini e muli.
Queste mandre durante l’estate pascolavano sulle alture del Monte Carpegna, ma per la scarsità dei foraggi, durante i mesi invernali, dovevano forzatamente emigrare nei pascoli delle maremme tosco-laziali.
L’emigrazione avveniva ai primi di ottobre, essendo i pascoli ormai brulli e riarsi e vi facevano ritorno, passato l’inverno,nell’inoltrata primavera verso alla fine di maggio.
La transumanza degli animali comportava anche il trasferimento di uomini giovani, così che i pochi abitanti che rimanevano in montagna, erano solo donne ,bambini e vecchi. Prima dell’inizio della trasmigrazione tutta la frazione si riuniva ai piedi della Vergine l’8 settembre in devoto pellegrinaggio per implorare l’aiuto su coloro che erano in partenza, sulle le famiglie, le mogli e i bambini che rimanevano. Per il lungo itinerario tutto a piedi, si raggruppavano più proprietari di animali formando una sola masseria caricando su asini, muli,cavalli tutto quanto serviva al trasferimento per il viaggio procedendo a tappe di circa 20 km per 11 o 12 giorni fino al raggiungimento delle località per lo sverno.
La più antica memoria rintracciabile della chiesa della Beata Vergine del Faggio risale ad un rogito notarile del 15 aprile 1205 scritto su una pergamena che si trova nell’archivio del Capitolo Feretrano di Pennabilli, in cui si legge che un certo Leo da Vivole vende alla chiesa di S.Maria del Monte Carpegna di cui è rettore Viviano, una selva e prato in località detta “aqua frigida” per il prezzo di 20 denari e vi appare fra i testimoni un “Tebaldus Celle”.
Altri 2 atti risalgono al 1242; l’uno datato 22 aprile ove risulta che Pellegrino sacerdote e Blanco converso, rettori di detta Cella concedono in enfiteusi ai fratelli Gauzo, Donolo e Abusolo delle Genghe fino alla terza generazione, alcuni appezzamenti descritti con i loro confini, per 35 soldi ravennati ecc
L’altro con la data del 23 novembre in cui Don Pellegrino Rettore di S.Maria del Monte con il consenso di Blanco converso, concede altro terreno in enfiteusi, ecc.
Da queste memorie si deduce che la Cella era di una certa importanza se vi abitavano un rettore e un converso, e possedeva beni.
Il 10 Luglio 1570 S. Pio V decretava che l’antica collegiata di S.Bartolomeo in Pennabilli fosse eretta in Cattedrale, ed il 25 maggio 1572 Gregorio XIII spediva la bolla, trasferendo la sede Vescovile da S.Leo a Pennabilli.
Trovandosi in varie difficoltà economich, sia per la erezione della Cattedrale, sia per il mantenimento dei Canonici che dovevano officiarla. il Vescovo Feretrano Pietro Cartolari,richiese alla S.Sede che il beneficio di S. Maria della Cella, ritenuto assai pingue, venisse trasferito al Capitolo Feretrano
Con bolla del 4 luglio 1602, Papa Clemente VIII concesse tale beneficio
Con la riforma del Concordato del 18 Febbraio 1984, la proprietà sulla Cappella della Madonna del Monte, è passata dal Capitolo Feretrano ,come struttura di notevole importanza alla Diocesi di S.Marino-Montefeltro.
Nei secoli, al Rettore della chiesetta subentrarono dei custodi eremiti che avevano la cura e custodia della Chiesa e dell’annesso Eremitaggio , conducevano vita di penitenza, vivendo di carità ed elemosina sempre pronti a ricevere pellegrini e viandanti dinnanzi all’Immagine per una preghiera o un consiglio.
Il 3 giugno 1954 vi approda scalzo, in un abito dimesso con capelli lunghi, alla ricerca di un Eremo proveniente da Montegallo (Ascoli Picen) il Servo di Dio Quintino Sicuro, ma vi si tratterrà fino al 20 giugno, riscontrando la località troppo secolarizzata per l’istallazione di sciovie e l’arrivo della strada rotabile.
Si sposterà quindi verso il Monte Fumaiolo all’Eremo vuoto e solitario di S.Alberico divenendo poi sacerdote ed eremita. Qui ai piedi della comune Mamma ebbi la fortuna della Sua Amicizia:

Opere d'Arte
Nel santuario è conservata una statua lignea della Madonna, probabilmente antica quanto la celletta. Alcune testimonianze del 1578, sulla necessità di un suo restauro, ce la fanno datare sicuramente molto prima di quella data.

Come arrivare
A tutti coloro che decidessero di raggiungere questa località, partendo dalla riviera Romagnola, suggeriamo di risalire la Valmarecchia attraverso la Statale Marecchiese n. 258 direzione Novafeltria.
Salendo dal mare, infatti, lo sguardo è attratto e affascinato dalle tante torri e castelli che per secoli hanno sovrastato questa valle. Dopo aver abbandonato la Romagna malatestiana si raggiunge il territorio del Montefeltro.
Deviando a sinistra, all'altezza di Pietracuta, attraverso la strada provinciale si arriva dapprima a San Leo e poi a Pugliano, nota per le tradizionali fiere del bestiame e merci varie che si svolgono da sempre tutti i Lunedì di Settembre.
Svoltando a sinistra in pochi minuti si raggiunge Villagrande, capoluogo del comune di Montecopiolo. La favorevole posizione geografica ha reso questo paese montano (915 s.l.m.) mèta del turismo estivo e invernale.
Scendendo a valle, per la strada che conduce a Ponte Cappuccini, dopo pochi minuti si incontra il bivio per l'Eremo.

Mappa per raggiungere il santuario Visualizza la mappa del santuario

 

Orario d'Apertura
Il servizio religioso è assicurato dal Parroco di Monte Boaggine attualmente Don Giuliano Sarti tel.0722-78477- o Rifugio Eremo tel.0722-78577

Celebrazioni
Nel perido primaverile ed estivo V'è la S.Messa festiva alle ore 16 e mezz'ora prima la recita del S.Rosario.

Contatti
Rifugio - Stazione Eremo: Tel.: 0722 78143
Sito Internet :http://www.eremomontecarpegna.it

Feste patronali
La principale festa è la prima domenica dopo l'Assunzione -15 agosto(festa di grande affluenza di macchine e persone,un po' dispersiva) e l'8 settembre. Ormai quasi in disuso i pellegrinaggi a piedi dei Comuni limitrofi del lunedì di pentecoste e della prima domenica di Luglio.

Da vedere nei dintorni
- I ruderi del Castello di Montecopiolo Culla dei Montefeltro;
- a 10Km. la città e il forte di S.Leo
- a 12 km.ruderi del Castello di Maiolo e nei dintorni la statua della Madonna di S.Maria d'Antico acquistata in Firenze tra il 1440-1540 dai fratelli della Robbia;
- a 15 km.in Carpegna il famoso palazzo dei Cardinali Gaspare e Ulderico.
- A 50 -60 km le città di Urbino e la Rep. di S.Marino.

Prodotti tipici
Da provare le tagliatelle con prugnoli del Monte Carpegna, i cannelloni, le lasagne al forno, la polenta, i gratin con ortaggi nostrani, le famose melanzane sott'olio, la piadina sfogliata.




di Battista Magalotti


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