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Madonna delle Grazie | Pennabilli

L'affresco della Madonna



Dove si trova
Nella provincia di Pesaro e Urbino ora passato sotto la Provincia di Rimini unitamente a tutta la vallata di 7 comuni del marecchia.


Il Santuario
“Nel Cielo apparve poi un segno grandioso una Donna Vestita di Sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle” (Apocalisse 12,1)-
La diocesi di S.Marino- Montefeltro fa corona al Santuario eremo della Madonna del Faggio sul Monte Carpegna con una costellazione di tanti altri piccoli Santuari alla Donna vestita di Sole . Dodici sono le parrocchie che hanno per titolare la Madonna e tutte molto antiche:- Dogana di S.Marino - Borgomaggiore- S.Leo-Torricella- Secchiano- S.Maria d’Antico- S.Maria in Sassotetto- S.Maria Valcava- Pieve Corena- Monte Altavelio- Savignano di Montetassi- Madonna di Pugliano- Inoltre quasi tutte le altre chiese custodiscono immagini mariane, si può dire che non ve né alcuna che non abbia uno o più altari dedicati alla Madonna o centri spirituali legati alla madre del Signore.- Fra queste si annovera quella della Madonna delle Grazie in Pennabilli, la cui immagine si trova nell’antica chiesa di S.Cristoforo, detta anche di S.Agostino, risalente all’XI Secolo,retta poi dagli eremitani agostiniani dal 1374 al 1810 da cui ne prese il nome. L’affresco della Vergine più tardo risale al XV secolo, dipinto su muro, faceva parte in origine, di un contesto pittorico più ampio che è stato ridotto alle attuali dimensioni nel 1528 circa 40 anni dopo il miracolo delle lacrime, con la costruzione di una tribuna ad arco rinascimentale in marmo bianco.
Per ridurre l’affresco alle dimensioni dell’arco il muro è stato tagliato ai lati con l’aggiunta di due nicchie dipinte per camuffare il taglio nella parte semicircolare alta, ed è stata rifatta la figura dell’Eterno Padre, poiché la precedente era stata evidentemente compromessa dal taglio del muro.Nel 1623 fu sovrapposto ql primo monumento la parte in legno dorato rivestendo i fianchi con cassettoni di circa un metro. La S.Vergine seduta su una panca è ritratta ricoperta di un manto azzurro con decorazioni gialle sparse; tiene nella mano sinistra un piccolo cardellino a simboleggiare la passione di Cristo, con la destra sorregge il figlio in piedi sul ginocchio destro che guarda verso lo spettatore con sguardo sereno-Sopra, sono dipinti l’annunciazione e un giardino fiorito, simbolo della verginità di Maria. In alto l’Eterno padre benedicente e lo spirito Santo in forma di colomba.
La venerata immagine, è protagonista nella storia di molti eventi miracolosi: nel venerdì 20 marzo 1489 (ricordato annualmente come venerdì bello) lacrimò più volte dall’occhio destro e quell’evento fu veduto visivamente da numeroso popolo. Alcuni astanti, meravigliati e increduli vollero asciugare le lacrime con pezzuole, ma queste continuarono ad uscire scorrendo per la gota, lasciando una traccia sul nitido volto. Le cronache storiche, poi, narrano che il 23 febbraio 1517 un forte esercito della famiglia dei Medici di Firenze si era accampato sotto le rocche pennesi deciso ad espugnarle. Durante l’assalto, nella cruentissima battaglia, mentre i soldati difendevano le mura, la popolazione, donne bambini e i vecchi erano in preghiera davanti all’altare della Vergine ad implorare aiuto. In maniera prodigiosa ecco apparire sul roccione in raggiante splendore , la SS.Vergine Maria. A tale vista le armate medicee colte da terrore, si precipitarono in ritirata e la città fu salva. Ma pochi anni dopo, nel 1521 le medesime truppe d’ esercito più numeroso e forti , al comando di Giovanni dalle Bande Nere, si accamparono nuovamente sotto le mura tentando la capitolazione della città e della rocca. Il Duca di Urbino constata la situazione di forte minoranza consigliò la popolazione ad abbandonare la città, egli stesso si rifugiò nella rocca di Sassocorvaro. Tutti i cittadini fuggirono nella notte all’infuori di 14 valorosi soldati. All’alba alcuni di essi scesero per trattare la resa. I nemici l’ accettarono a condizione che tutti si consegnassero come ostaggi. Nella disperazione e nel dolore quei pochi si ritirarono a consiglio. Scesa la notte mentre i nemici si aggiravano intorno alle mura cercando di penetrare nel castello,nuovamente nel cielo tra un fortissimo bagliore , riapparve l’immagine della Vergine con il figlio in braccio tra un esercito di angeli. La città fu nuovamente salva. Da quei tempi il paese e la popolazione annoverano un fervente culto di venerazione per questa immagine. Nel corso dei secoli e fino ai giorni nostri, fu più volte sperimentato l’aiuto della Vergine nell’ esaudire le richieste di protezione. Durante l’ultima guerra nel giugno 1944 la popolazione implorò l’aiuto della S.Vergine per impedire l’evacuazione dalla città ordinata da parte del comando tedesco, l’ordine fu poi revocato per intercessione di Maria. Il 21 settembre dello stesso anno ancora l’esercito tedesco in ritirata aveva minato i ponti strategici del territorio per farli saltare con mine per interrompere le vie di comunicazione. Gli abitanti del paese si ritrovarono ancora davanti alla Vergine delle Grazie , facendo altresì voto , che esauditi, avrebbero restaurato convenientemente il santuario venne altresì proclamata Regina del Montefeltro. Il comando tedesco non aveva fatto brillare tutte le mine innescate. Svariate altre sono le testimonianze degli abitanti di Pennabilli su guarigioni ,e miracoli per intercessione della Vergine delle Grazie. Degna di attenzione, per la notorietà degli avvenimenti, è la grazia al capitano di marina Filippo Zappi ,che partecipò con Umberto Nobile all’avventurosa spedizione dell’esplorazione al polo nord con il dirigibile “ Italia”nel 1928. Raggiunto il Polo fra il 23 e 24 maggio non fu possibile l’atterraggio per le avversità atmosferiche ; sulla via del ritorno il dirigibile fuori rotta appesantito dai ghiacci, urtò contro il pack, la navicella di comando si distaccò nell’impatto. Dei 16 uomini formanti l’equipaggio dieci furono sbalzati sui ghiacci, dei sei rimasti a bordo dell’involucro del dirigibile, si persero le tracce nelle nebbie polari e non si seppe mai più nulla, era il 25 maggio. Dopo il terribile disastro della collisione i superstiti si accamparono sul luogo del’impatto nella celebre tenda rossa in attesa di soccorsi. Ma dopo giorni di inutili tentativi di contatti radio con il mondo civile Filippo Zappi con altri due compagni,Mariano e Malgren decisero di non aspettare oltre i disperati soccorsi . Lasciarono la tenda affrontando la distesa dei ghiacci con una marcia disperata nella speranza di aiuto. Nella lunga peripezia si perse nella tormenta il membro Malgren, solo la fame e la neve, ormai, accompagnavano quei due disperati superstitii. Lo Zappi prostrato dal freddo e dalla disperazione, tornò col pensiero alla casa materna dove aveva trascorse l’infanzia vicina alla chiesa di S.Agostino ripensò alla bontà e ai miracoli della Vergine delle Grazie. Le promise che sarebbe tornato a ringraziarLa se avesse avuta salva la vita. Intanto le squadre di soccorso individuata la tenda rossa salvarono i superstiti. I soccorritori informati dell’esistenza del piccolo gruppo sparso iniziarono le ricerche con slitte. All’alba del 12 luglio ormai all’estremo delle forze, 48 giorni dopo il terribile impatto furono tratti in salvo, l’amico Mariano aveva già un piede congelato. Quando Filippo Zappi tornò a Pennabilli per adempiere la promessa fatta alla Vergine si fece una gran festa di giubilo e gratitudine alla Madonna delle Grazie per la protezione accordata.

“Ex luna sub pedibus eius”
Ride chiara la luna
Su le faggete.
Bianca fra botri e calanchi
Amorosa t’affacci
Madonna del Piano.
Dorme nei casolari
Poveri, spersi
Fra rovi e arenarie
L’umile gente
Votata alla fatica
Certa,al desiderio vano.
Appena l’alba gioca
Su la Faggiola,
il gallo desta i comignoli.
Giù pel maggese
Gemono le giovenche
Aggiogate,e il solco cresce
Lento, sul còtico sordo.
S’apre come la folgore
L’aviogetto la via,
alta più che le allodole,
nel cielo deserto;
l’Aquilone ne inghiotte il boato
e il solco,
come fiato di ibernanti,
lassù in fretta si chiude.
Dicono che l’altra notte
L’uomo è calato sulla luna…
Allodola che fermi il canto
Quando t’abbatti
Sulla zolla che ti sfama,
Non sai tu la disperata brama
Di questa creatura senz’ali
Dai sogni sterminati,
seminati nei solchi
dello spazio infinito.
Verrà dalla polvere lunare
Il bianco cotilèdone
Che nutre d’immortalità?
Oppur le tracce dei trasvolatori
Son pari gemelle
Di quelle che inseguono lente
L’aratro: dischiuso epitaffio
Di lacrime e fatica
Nel Segno dello zodiaco?
Silente tramonta la luna
Oltre la chioma de le faggete.
E tu intatta sorridi su le mute argille
Madonna del Piano
Tu limpida terra feconda
Grembo che accogli
Petto che nutri
Cristo Divino Cotilèdone.
Tu alla fonte
Che, lieve tra l’erica e il muschio
Discorri pian piano,
e dici fede e dici speranza
fra i prati e le stelle,
Madonna del Piano
( P. Pasquale Magni )
Dalla rivista “ il Fuoco” n. 2/2004


ATTESTAZIONE DEL MIRACOLO da manoscritto del 1658 “Descrizione della Penna”, “l’infrascritti sono quelli che sono stati che hanno veduto cho gli occhi soi il miraculo scripto dallato de qua:et ferno tre e quattro volte experientia d’avere asciutto, et sempre ritornava la lacrima. 1)Cristopharo da la penna maestro di teologia Priore in questo tempo alla Penna 2) Fra Giovanni Perusino predicatore in questo tempo nel convento:primo inventore et esaltatore predicandola ogni giorno in pergolo.3) Fra Giovan Michele di Milano conventuale 4) Fra Giorni Albanese conventuale 5)Fra Herculano da Cesena compagno del predicatore; 6) D. Francesco da Pietra Rubbio maestro in schola in Penna; 7) Pier Antonio Paganoccio cittadino fiorentino vicario de la Penna; 8) Ser Bernardino da Carmignano suo officiale; 9) Ser Angelo d’Andrea del Zullo; 10)Ser Benedico de Franchini; 11) El magnifico Gian Nicolò dei conti da Carpegno; 12) El Riccio da Parma capo squadra al presente della Penna;13Simon del Ballo;,14) Baptista de Giulianoed altri assai che si trovaro no a vedere dicto miraculo.”

Ricordo del Poeta Guerra su mattonella vicino alla porta nei pressi del Santuario di una popolana
LA SIGNORINA LUCREZIA
La signorina Lucrezia visse la sua vita senza nozze.
Nei giorni dopo gli ottant’anni custodiva ancora
nelle pieghe della sottana la chiave per aprire la cattedrale
dove anche di notte andava a tenere compagnia
alla Madonna delle Grazie.
Ormai ci vedeva poco e puntellava la porta
della chiesa col manico della scopa così se qualcuno
fosse capitato là dentro, il rumore l’avrebbe
avvertita e poteva andare incontro al visitatore.
Spesso era sola nella grande navata e quando
fuori pioveva a dirotto o la neve copriva le strade,
lei e la Madonna stavano l’una accanto all’altra
anche senza dirsi una parola.
Ma una mattina di vento pare che Lucrezia
Le abbia chiesto la grazia di morire senza lunga
sofferenza e fu accontentata la notte del 22 Marzo 1991
(Tonino Guerra)


Opere d'Arte
vi sono diversi quadri quelli di maggior valore sono nel Museo diocesano tra questi il quadro dell'apparizione.Il Santuario prima del restauro.L'altare della Vergine prima del restauro. La cornice lignea che incorniciava l'affresco con la tela dell'immacolata del pittore Marco Bistolli del 1656 che ricopriva l'affresco.Una delle vesti della Vergine in cui veniva mostrato l'affresco nelle feste con le corone d'oro fino del peso di 7 once con la scritta."R.Capitolum S.Petri de Urbe hanc coronam auream ex legato Illustrissimo Com.Alexandri Sfortiae B.M.V.D.D.1707" Crocifisso ligneo del 1580 in una cappella e il quadro della resurrezione in altra con santi, all'interno della chiesa. Calice del 1710 del Pennese Domenico Valentini , segretario alla corte di Polonia.
I



Come arrivare
Autolinee
Ferrovie Emilia Romagna (bus) (Rimini, v. Clementini 33)
Linea Ponte Messa - Pennabilli - Novafeltria - Rimini
n° verde 800915030 tel. 0541 25474-54617
Fermata di fronte alla Stazione FS di Rimini
Il biglietto è in vendita presso l'apposito sportello
oppure nei bar e nelle edicole. VA OBLITERATO a bordo

Sita-Baschetti Autolinee (Sansepolcro, v. Buitoni 20)
Linea Arezzo - Sansepolcro - Pennabilli - Novafeltria - Rimini
tel. 0575 74361-749816
Fermata di fronte alla Stazione FS di Arezzo e Rimini
e all'Autostazione di Sansepolcro
Il biglietto SITA è in vendita presso l'apposito sportello
oppure nei bar e nelle edicole. VA OBLITERATO a bordo. Il biglietto BASCHETTI va acquistato a bordo.


In auto dal versante adriatico (tot. 45km)
A14 uscita Rimini nord: raggiungere Santarcangelo, seguire le indicazioni per San Leo, immettersi sulla Statale 258. Lasciare la Statale solo 8km circa dopo l'abitato di Novafeltria, deviando a sinistra per Pennabilli (ultimi 4km).
A14 uscita Rimini sud: seguire le indicazioni per Montefeltro e San Leo, immettersi sulla S.S. 258. Lasciare la Statale solo 8km circa dopo l'abitato di Novafeltria, deviando a sinistra per Pennabilli (ultimi 4km).


In auto dal versante tirrenico (tot. 80km)
Da Arezzo raggiungere Sansepolcro e proseguire poi sulla Statale 258 in direzione Rimini, attraverso il passo di Viamaggio. Lasciare la statale in località Ponte Messa, deviando a destra in direzione Pennabilli, per gli ultimi 3km
 

Mappa per raggiungere il santuario Visualizza la mappa del santuario

 

Orario d'Apertura
Ogni giorno è possibile visitare il Santuario dalle ore 8.00 alle ore 20.00


Celebrazioni
S.Messa ore 8- il lunedì e il venerdì . Il primo sabato del mese e nelle solennità mariane- 8 Dicembre-1° gennaio-25 marzo-8 settembre 7 ottobre- S.Messa ore 18 estivo - invernale 17.


Prerogativa del Santuario
Per rinnovare lo spirituale vincolo di affinità con la patriarcale Basilica Liberiana ( S.Maria Maggiore) la Penitenzieria Apostolica per speciale facoltà concessa dal Sommo Pontefice ha accolto la richiesta di concedere L’indulgenza Plenaria da lucrare nel Santuario della Beata Vergine del le Grazie, in Pennabilli , concessa alla stessa maniera di Santa Maria Maggiore in Roma alle solite condizioni ( confessione, Comunione ecc) 1- nel giorno della festa della Basilica di S.Maria Maggiore ( 5 Agosto)
2- nel giorno della festa dello stesso Santuario (Venerdì bello)
3- nelle solennità liturgiche della B.Vergine
4- una volta all’anno a scelta di ciascun fedele
5- ogni volta che un gruppo si reca in pellegrinaggio al Santuario.
( data in Roma il 29 gennaio 2009)


Contatti
Santuario della Madonna delle Grazie centro storico -
tel. Pennabilli Chiama srl 0541 910047
www.montefeltro.net/Pennabilli/santuario.htm
oppure chiamare in Curia


Tradizioni
Mostra Mercato Nazionale di Antiquariato durante tutto il mese di Luglio, giunta alla XXXVIII edizione;
Artisti di Strada in piazza, 3 giorni a fine maggio Il Venerdì bello festa in ricordo della lacrimazione Altre manifestazioni nella valle del marecchia.
S.Agata Feltria: fiera nazionale del tartufo bianco pregiato tutte le domeniche di ottobre – Mercatino del Natale nelle domeniche di dicembre.  



Da vedere nei dintorni
Pennabilli antica. conserva intatta la caratteristica medievale, viuzze strette con pavimentazione in pietra. Visitandola si scopre il mondo del concittadino di adozione, l’enciclopedico vulcano Tonino Guerra, pittore-scultore regista poeta ecc. si possono visitare i luoghi da lui creati come:
- l’orto dei frutti dimenticati
- l’angelo coi baffi
- Il Santuario dei Pensieri
- la strada delle meridiane
- il rifugio delle madonne abbandonate
- i luoghi dell’anima, che riportano il visitatore alla riflessione con se stesso, e con il mondo adiacente.
La Cattedrale del XVI secolo Il Monastero di Clausura delle suore Agostiniane che sorge sulla rupe
La Pieve romanica in Ponte Messa Ma tutta la valle è costellata di vestigia antiche e di grande bellezza-
A 30 Km. la Rep: di S.Marino che nel 2000 ha dedicato un francobollo a questo Santuario. Il forte di S.Leo a 20 Km.




 
 
       

di Battista Magalotti


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