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Madonna in Campagna

XVII Secolo (1602)

Il santuario della Madonna in Campagna

Madonna in Campagna - Gallarate (Vr).



Dove si trova
Viale Milano,38 - 21013 Gallarate (VA)


Il Santuario
Nel 1600 Gallarate era un borgo di 2500 anime, capoluogo d'una pieve antica per storia e notevole per vastità.
La strada del Sempione la collegava a Milano: una via stretta, tortuosa, mal tenuta e poco sicura dagli assalti dei malandrini, come del resto tutte le strade del Ducato di Milano, al tempo della dominazione spagnola.
Lungo questa antica strada, ad un chilometro fuori porta Milano, sorgeva un’antica cappelletta dedicata alla Vergine che tanta importanza avrà nella futura storia di Madonna in Campagna, il rione che nascerà ai primi del ‘900 proprio lì attorno.
Chiamata popolarmente il “gesiolo”, essa era spesso meta d'una spontanea devozione dei borghigiani e della gente contadina che viveva nei cascinali d'intorno, sparsi tra campi e vigneti: alla parete di fondo della cappelletta era addossato un altare sopra il quale si trovava l’affresco di una Vergine che allattava il piccolo Gesù.
La devozione al gesiolo non aveva mai avuto nulla di straordinario; rientrava in quella devozione mariana popolare che ha fatto sorgere tante ingenue immagini ai crocicchi delle strade, su facciate patrizie e modeste ringhiere.
Fu solo nell'anno 1601 che il pellegrinaggio degli abitanti del luogo si intensificò in seguito al diffondersi della convinzione che proprio lì la Vergine fosse stata particolarmente elargitrice di grazie. Lo spontaneo concorso aumentò ancor più il 21 novembre, festa della Presentazione di Maria al Tempio: i gallaratesi, presi da entusiastico fervore, decisero di costruire, al posto dell'antica cappella, un più grande tempio in onore della Vergine.
La sera del 19 dicembre del 1602 venne posta con solennità la prima pietra del futuro Santuario.

Nell’anno 1630 una grave epidemia di peste, dopo aver infierito a Milano, mieteva numerose vittime a Gallarate e nei dintorni. I borghigiani fecero voto, se liberati dal flagello, di celebrare con un solenne pellegrinaggio la ricorrenza del 21 novembre; ad essi si unirono nel voto gli abitanti di Verghera e di Buscate.
L’anno successivo, in novembre, il morbo scomparve. Nasceva la festa votiva della Presentazione, la “Rama di Pomm” , celebrata ancora oggi con gran concorso di popolo e con l’offerta della cera al Santuario da parte delle autorità civiche.
Cornice della festa sono diverse manifestazioni folcloristiche e culturali; tra queste il Palio tra le quattro contrade del rione. Tradizione antica, donde la festa ha tratto il suo appellativo popolare, è quella di vendere sul sagrato del Santuario le mele, “i pomm”, infilzate nei rami spinosi di Gladiztia, o albero di Giuda.


Opere d'Arte
l’altare è l’opera che più si impone nel Santuario: è un felice esempio di barocco che unisce allo sfarzo e alla scenografia della decorazione un solido impianto sia formale che iconografico. Nel 1666 viene dato incarico allo scultore Giovanbattista Rigoli da Campione per l’impianto marmoreo e scultoreo dell’opera. Nel 1677, stante i continui ritardi dell’artista, si decide di rescindere il contratto con il Rigoli, che avviene solo nel 1682. Allora l’incarico passa allo scultore Gallaratese Giuseppe Rosnati che nel 1685 compiva l’opera con la posa dei due angeli laterali.

Il Crocefisso, databile alla prima metà del XVII secolo, che rappresenta Gesù nell’attimo dell’abbandono dell’UOMO-DIO ormai consegnatosi al volere del padre. La resa anatomica sottolinea, con potente e drammatica tensione, questo momento della passione.

L’opera, donata dal confratello Francesco Ambrosoli, della Confraternita detta della Divozione, eretta in Santuario nel 1801, proviene dal monastero milanese delle Clarisse di Porta Nuova, soppresso dalla prima Repubblica Cisalpina, e venne acquistato da un privato che la legò al Santuario. Per ospitarlo all’inizio dell’800 venne ristrutturata la cappella causando la rimozione del dipinto di S. Raimondo.

Il quadro della Madonna è sicuramente un frammento dell’antico affresco situato nel ‘gesiolo’ distrutto nel ‘600 per costruire l’attuale chiesa. In origine la Vergine doveva essere rappresentata in figura intera seduta sul trono, ipotesi convalidata dallo spazio vuoto sopra la testa e dal taglio inferiore all’altezza delle ginocchia: incompatibile con una rappresentazione a ‘mezzo busto’. Questo tipo di figura è quello più comune nelle pitture che ci rimangono. Attualmente l’affresco risulta inglobato nell’altare barocco con il muro pertinente al vecchio edificio.

La tela di S. Raimondo, commissionato nell’anno 1666 venne messo in opera nel 1669, anno in cui fu fondata in Madonna in Campagna la confraternita dei Mercedari, di cui S. Raimondo era compatrono con la Madonna della Mercede e S. Pietro Nolasco.

Il quadro Lo Sposalizio Mistico di S. Caterina dove sono raffigurati S.Giuseppe e S.Fermo è menzionato nella cronaca della visita pastorale del Card. Federigo Borromeo nel 1622 come ‘per mano di perito pittore’ e risulta già nella attuale posizione come pala dell’altare di S. Giuseppe (probabilmente ligneo), contrapposto ad un altare di S. Carlo.

http://www.micgallarate.it/micgallarate/articolo.php?ma=18&ms=63&idarticolo=139


Come arrivare
In auto da Milano autostrada MI-Laghi, uscita Gallarate; anche con FFSS. Buona la segnaletica stradale per raggiungere il santuario.


Mappa per raggiungere il santuario Visualizza la mappa del santuario

 

Orario d'Apertura
7-19


Celebrazioni
S. Messa feriale ore 8 da luned’ a sabato – SS. Messe festive ore 8,9.30,11,18
S. Rosario feriale ore 7.30, 18 – festivi e prefestivi ore 17.20
http://www.micgallarate.it/micgallarate/articolo.php?ma=18&ms=150&idarticolo=107


Contatti
Viale Milano,38 - 21013 Gallarate (VA)
Tel: 0331/792630
e-Mail: doncarlo.manfredi@alice.it
Sito internet: www.micgallarate.it


Tradizioni
Nell’anno 1630 una grave epidemia di peste, dopo aver infierito a Milano, mieteva numerose vittime a Gallarate e nei dintorni. I borghigiani fecero voto, se liberati dal flagello, di celebrare con un solenne pellegrinaggio la ricorrenza del 21 novembre; ad essi si unirono nel voto gli abitanti di Verghera e di Buscate. L’anno successivo, in novembre, il morbo scomparve. Nasceva la festa votiva della Presentazione, la “Rama di Pomm” , celebrata ancora oggi con gran concorso di popolo e con l’offerta della cera al Santuario da parte delle autorità civiche. Cornice della festa sono diverse manifestazioni folcloristiche e culturali; tra queste il Palio tra le quattro contrade del rione. Tradizione antica, donde la festa ha tratto il suo appellativo popolare, è quella di vendere sul sagrato del Santuario le mele, “i pomm”, infilzate nei rami spinosi di Gladiztia, o albero di Giuda.


Pubblicazioni
 Notiziario parrocchiale bimestrale Incontro
"La Madonna in Campagna di Gallarate - Arte, Storia e Tradizioni" di Alberto Ambrosoli
CR Rom di facile ed immediata consultazione


Da vedere nei dintorni
La chiesetta romanica di San Pietro. Costruita nel XII secolo, ha il fianco e l'abisde coronati da loggette ad archi intrecciati; sulla facciata, motivi di losanghe.
Santa Maria Assunta. Basilica ottocentesca, ha una facciata maestosa opera di Camillo Boito e conserva l'antico campanile del Quattrocento. All'interno, a destra dell'altare, è esposto il quadro Sposalizio della Vergine, capolavoro del pittore Pier Francesco di Cesare Mazzucchelli detto il Morazzone (1573-1626), uno dei più importanti artisti lombardi del diciassettesimo secolo.

Visitate anche il museo della Società gallaratese di storia patria. Conserva oggetti di scavo dalla necropoli preromana di Golasecca e da vari sepolcreti preromani e romani di Gallarate, Cassano Magnago e altre località dei dintorni; ha anche una sezione d'arte antica e numerosi dipinti, cimeli, ricordi di storia locale durante il periodo del Risorgimento.
Civica galleria d'arte moderna. Quadri, sculture, grafiche di maestri contemporanei tra cui Afro, Cassinari, Guttuso, Migneco, Quattrini, Soldati, Tavernari, Vespignani.

Da visitare nei dintorni: Torbiere della Lagozza. oltre Besnate. È una depressione in cui è scavata una stazione o insediamento preistorico su palafitte. E poi Arsago Seprio chiesa di S. Vittore e Battistero; a Somma Lombardo Castello Visconti; a CastelSeprio parco archeologico; a Varese il Santuario del Sacro Monte.
Sono vicini il lago Maggiore, il Lago di Varese, il lago di Travedona, il lago di Lugano.
Zona delle prealpi.


Prodotti tipici
Amaretti di Gallarate


   

di Loredana Cova


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