Santuario di Nostra Signora del Regno | Ardara | Sassari
XI Secolo
Dove si trova
Il Santuario Nostra Signora del Regno si trova ad Ardara in provincia di Sassari in Sardegna. Guarda da un alto poggio sulla pianura sottostante: questa posizione isolata e dominante accresce fascino alla costruzione, che è tutta di nerissimi conci di trachite: "ferrigna".
Il Santuario
Fra
le più importanti dell'architettura romanica isolana, il
santuario di Santa Maria del Regno o Nostra Signora del Regno,
colpisce per la grandiosità delle sue forme e per il contrasto,
all'interno, del nero basalto con l'oro del polittico
cinquecentesco collocato sull'altare. Si tratta di una
cappella palatina: costruita vicino al castello di Ardara La
cappella palatina di Santa Maria del Regno e il vicino castello
di Ardara (all'epoca capitale del giudicato di Torres) vennero
eretti nell'XI secolo per volontà di Giorgia , sorella di
Gonnario Comita, giudice di Torres e Arborea. La chiesa, dove
prestarono giuramento e trovarono sepoltura diversi giudici
turritani, venne consacrata nel 1107 . Santa Maria del Regno,
nel suo ruolo di cappella palatina, è citata nel Libellus
Judicum Turritanorum, documento in volgare logudorese redatto
nel XIII secolo . Il Giudice di Torres, nel tentativo di
sfuggire alle incursioni arabe, aveva lasciato, probabilmente
poco dopo il Mille, la primitiva sede ed era venuto ad abitare
al centro del Giudicato, erigendo un castello ad Ardara che
diventava così la nuova capitale. Dopo l'incendio della
cattedrale della vicina Bisarcio, i Vescovi di quella sede
furono ospiti del Giudice, ad Ardara, per circa un secolo, tanto
che per alcuni di essi troviamo addirittura il titolo di
"Vescovo Ardarense". Data la nuova situazione, fu cura del
Giudice Comita o, secondo la tradizione, della sorella Giorgia
nella seconda metà del sec. XI ampliare o riedificare quella che
doveva essere la "cappella palatina". Sorgeva così quell'altro
straordinario monumento di pietà cristiana che fu chiamato "la
Madonna del Regno".
Per arrivare sia da Cagliari che da Sassari, si lascia la SS 131 allo svincolo per Ardara. Dopo pochi km si raggiunge il centro abitato. Ardara si trova su un pianoro vulcanico alle pendici orientali del Montesanto. Santa Maria del Regno sorge in corrispondenza di uno degli ingressi del paese. Domina la vallata sottostante, ben visibile a chi si diriga verso il paese.
Orari
d'apertura:
Per gli orari di apertura: Informarsi presso la Parrocchia- Tel 079 400193
Sante Messe:
Per gli orari delle Funzioni religiose: Informarsi presso la Parrocchia – Tel 079 400193
Contatti
PARROCCHIA - NOSTRA SIGNORA DEL REGNO- V.LE NOSTRA SIGNORA DEL REGNO 1
07010 ARDARA (SS) Tel. 079 400193
Tradizioni
La
festa dedicata alla Santa Patrona di Ardara si svolge il 9
maggio e ha da sempre richiamato folle di devoti pellegrini. Le
funzioni religiose iniziano il primo maggio con la Novena, i
Vespri Solenni vengono celebrati la sera dell'8. La cerimonia
solenne viene celebrata il giorno 9 alla presenza del Vescovo,
del Capitolo Diocesano e di diversi parroci. Al termine delle
funzioni, tutte presso la Basilica, il coro dei fedeli intona "sos
gosos", cioè le antiche lodi in onore della Madonna.
Nella piazza davanti alla bellissima Basilica di Santa Maria del
Regno, si svolge la processione religiosa seguita da canti e
balli, giochi tradizionali, e spettacoli folkloristici. I
festeggiamenti civili sono organizzati da un apposito Comitato
che in concomitanza con la festa di San Giuseppe il 19 marzo
esegue lo scambio delle bandiere, rito attraverso il quale,
viene investito dell'incarico di dirigere il Comitato stesso, il
nuovo Obriere.
Pubblicazioni
Storia degli studi
Su Ardara esiste una monografia di Francesco Tedde, uscita nel 1985. La storia degli studi sul monumento è ampia, a partire dalla voce curata da Vittorio Angius (1833), passando per i contributi del canonico Giovanni Spano (1860), di Dionigi Scano (1907), Raffaello Delogu (1953), per giungere alle pubblicazioni più aggiornate, tra le quali si segnalano le schede di Roberto Coroneo (1993) e di Renata Serra (2004).
Altre pubblicazioni : Ardara Nostra Signora del Regno - della Diocesi di Ozieri
Da vedere nei dintorni
Nei dintorni si possono visitare: Il castello di Monte Acuto, i dolmen di monte Acuto e i dolmen di S.Andrea a Berchidda. La Chiesa di Nostra Signora di Castro del XII secolo. Il sito archeologico di Castro. Sant'Antioco di Bisarcio, una delle più grandi chiese romaniche in Sardegna. La grotta di S.Michele, da cui prende il nome la cosiddetta cultura di "Ozieri" o di "San Michele", inquadrata nel Neolitico finale in Sardegna, tra il 3.200 e il 2.800 a.C. Il Nuraghe Burghidu. Il Il Ponte Romano sul rio Mannu di Ozieri e la città di Ozieri, che offre tantissime opere di interesse artistico.
Prodotti tipici
La ricchezza del territorio, unita
all’operosità dell’uomo del Monte Acuto, favorisce un intenso
sviluppo dell’attività dell’artigianato gastronomico che da
generazioni sapientemente contribuisce al bilancio attivo
dell’economia della Comunità. A caratterizzare la produzione
è soprattutto il pane di Ozieri, un disco di pasta di 30/40
centimetri di diametro, detto su pane fine o spianata, fino a
poco tempo fa di produzione quasi esclusivamente familiare e ora
affidata a panifici industriali diffusi nei paesi circostanti.
La cosiddetta spianata tipo Ozieri è ormai reperibile in buona
parte del nord della Sardegna si conserva morbida e gradevole
anche per diversi giorni. Una ghiottoneria, poi, sono le
ricotte gentili di pecora: morbide, bianchissime, e dal sapore
talmente delicato da essere proposte come antipasto ma,
addolcite con un po’ di miele, anche come dessert. Un ruolo
importante, poi, giocano gli insaccati (salsicce, lardo,
pancetta) e i prodotti del maiale. Ed è proprio la carne di
maiale aromatizzata l’ingrediente principale delle panadas di
Òschiri che in agosto dedica a questo gustoso snack, formato da
un cofanetto di pasta, un’apposita sagra. Mandorle, zucchero,
miele e farina: questa la base dell’antica arte dolciaria
locale. A cominciare dall’inarrivabile bontà delle copulettas,
nuvolette di mandorle e zucchero con la forma di fragilissime
barchette spesso ricoperte di una delicata glassa bianca.
Dolci preziosi da esibire in occasioni speciali e che oggi è
facile trovare anche nelle pasticcerie artigianali insieme ai
morbidi amaretti e alle tiliccas, eleganti ghirigori di sfoglia
immacolata ripieni di ’sapa’, mosto di prima pigiatura fatto
cuocere lentamente. Ma i dolci più famosi di Ozieri sono i
sospiri, palline di zucchero, bianco d’uovo e mandorle tritate
che oggi è possibile trovare ricoperte di cioccolato o con
aromatizzazioni diverse a cominciare dal mirto. Di particolare
gusto s’aranzada, dolce di mandorle tostate, miele e scorze
d’arancia.
di Maria Caterina Muggianu Content Provider Regina Mundi