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Santuario S. Maria Madre della Chiesa

XVII Secolo (ricostruito nel 1963-65)

Santuario di di S. Maria Madre della Chiesa - Jaddico (Brindisi

Il Santuario di di S. Maria Madre della Chiesa - Jaddico (Brindisi)



Dove si trova
Il Santuario di S. Maria Madre della Chiesa, meglio conosciuto come la chiesa di Jaddico, è situato sulla SS 379 (Km 46) a pochi km a nord dalla città di Brindisi.
Jaddico è una bella contrada di campagna alle porte della città, che si estende fra boschetti di macchia mediterranea e filari di vigna.

Il Santuario
Questa chiesa, come attualmente la vediamo, fu costruita negli anni 1963-65 ed è stata benedetta e dedicata a "Maria Madre della Chiesa" l’ 8 dicembre 1965, quattro ore dopo la chiusura del Concilio Vaticano II°, che aveva messo in risalto questo titolo. Il Vescovo di Brindisi l’ha elevata a SANTUARIO l’ 8 dicembre 1990.
Esisteva in questa località, chiamata Jaddico , una chiesa che la storia riporta come frequentata assiduamente fino al 1777, che era appartenuta all’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme (da Brindisi le navi crociate partivano per la Terrasanta) poi terremoti, guerre o incuria della gente, andò distrutta. Non è facile affermare con certezza a quale epoca appartenga la chiesetta distrutta; ma un documento datato 1777 e conservato presso l'Archivio di Stato di Brindisi, apre uno spiraglio sulla sua storia.
Nel 1962 era rimasto di questo edificio sacro solo un muro fatiscente, quello che attualmente è incorporato nella nuova chiesa, con un un affresco raffigurante l'immagine della Beata Vergine Maria che cinge il Bambino e con la mano sinistra regge un gallo, da qui il nome alla contrada (Gallico, Jaddico in dialetto).
E’ ciò che rimane di un'antica chiesa, collocata ai margini della vecchia Via Traiana, unitamente ad alcuni segmenti di colonne barocche a tortiglione con capitello, di cui due sostengono l'attuale "mensa", ed un terzo è utilizzato oggi come base per l'ambone. Questo muro oggi è incorporato nel santuario dedicato alla Vergine Maria, Madre della Chiesa.
Qui, la notte del 27 maggio del 1963, l’antico affresco miracolosamente conservatosi sulla parete del rudere e raffigurante la Madonna col Bambino in braccio, si illuminò per l’ultima volta di luce soprannaturale, mentre un dolce profumo misterioso si liberava nell’aria primaverile. Alcuni testimoni di quell’episodio sono ancora vivi, e oggi raccontano la loro straordinaria esperienza nel numero di aprile di Ventisette, il foglio di informazione del santuario, redatto dai Padri Carmelitani Scalzi custodi del santuario.
Tutto aveva avuto inizio nel 1962.

La vigilia dell’Assunta, un cinquantenne vigile urbano di Brindisi, Teodoro D’Amici, portò per la prima volta dei fiori e dei lumini davanti a questa immagine. Fu spinto da un sogno, che si ripeté per tre volte. Sognava di trovarsi in quel luogo e di sentire una voce femminile insistente: "portami ceri e fiori". Altri sogni premonitori invitarono Teodoro e con lui la gente a venire a pregare di notte davanti a questo muro che per tredici volte si illuminò misteriosamente. Teodoro vide diverse volte il quadro animarsi, sentì più di qualche volta, in sogno o in preghiera davanti all’affresco, la voce della Madonna che l’ 8 settembre 1962 gli apparve dietro il muro con le mani allargate dalle quali partivano dei raggi luminosi. Molti furono i testimoni di questa come delle altre illuminazioni che si irraggiavano per tutta la campagna.
L’evento più clamoroso avvenne dunque il 27 maggio 1963, alle undici e mezzo di sera, quando tutta la zona, dopo un silenzio irreale, fu inondata di una luce intensissima che dalla chiesa, appena edificata, si alzava verso il cielo.
Ancora oggi il viaggiatore che si ferma a pregare a Jaddico è colpito dal particolare silenzio che si respira nel santuario, mentre il libro dei pellegrini posto all’ingresso raccoglie ad ogni ora del giorno e della notte le invocazioni alla Vergine e i ringraziamenti per le tante grazie ricevute, piccole o grandi che esse siano.
Teodoro D’Amici è morto tredici anni fa, il 15 luglio 1993, vigilia della festa della Madonna del Carmine.
Poche cose si sono sapute dei suoi rapporti con Maria. Quanti? Come? È un segreto che si è portato con sé. Ha voluto costruire questa chiesa a proprie spese almeno fino alla copertura, per ubbidire alla Madonna che sembra gli abbia chiesto di "coprire il muro", ha cercato e trovato poco lontano dell'acqua che la Madonna avrebbe chiamato "l'acqua mia", con la quale oggi ci possiamo bagnare davanti a un monumento sulla destra del piazzale antistante il Santuario. Ha pregato e fatto pregare soprattutto con il Santo Rosario.
Dal 1986 il Santuario è assistito dai Padri Carmelitani Scalzi che offrono a chi viene la loro spiritualità tesa alla contemplazione con Maria e come Maria. Una cittadella mariana ospita chi vuole andare a Gesù per mezzo di Maria in questo luogo di preghiera.
Il Santuario è aperto notte e giorno e sempre numerose sono le persone che vengono a pregare. Sono rari i pellegrinaggi di pullman, mentre è continuo l'afflusso di gente, soprattutto uomini, che silenziosamente sostano con le loro auto davanti al piazzale ed entrano per affidare al Signore i segreti del proprio cuore.

Per conoscere meglio la Storia del Santuario clicca qui


Opere d'Arte
All'ingresso c'è un grande Crocefisso che attira l'attenzione. Non si può rimanere indifferenti davanti al sacrificio di Gesù. La consueta acquasantiera ci fa bagnare con l'acqua del battesimo e rinnova in noi la purificazione e la santificazione. Poi lo sguardo, e quindi la fede, ci portano in avanti verso il basso, dove ammiriamo qualcosa di originale in confronto a tutte le altre chiese. Dobbiamo scendere diversi gradini per trovarci davanti ad un alto muro, un avanzo di una vecchia costruzione, un enorme portale diroccato, massiccio e fatiscente, dove al centro ammiriamo un'immagine che porta i segni di un intonaco corroso dal tempo: è la Madonna di Jaddico. Si tratta di un affresco raffigurante la Vergine Santissima con in braccio Gesù, nelle fattezze di un bimbo biondo. Con una mano Maria sorregge e quasi guida il divino bambino a benedire, con l'altra sorregge, in un misto di colori sbiaditi e poco marcati, un gallo che sembra accarezzato dalla manina di Gesù. Maria appare come una mamma non giovanissima, intenta a fissare, con i suoi grandi occhi materni, chi le sta davanti. La stessa bocca chiusa ed accorciata dal logorio del tempo, sembra invitare alla contemplazione silenziosa del Figlio. E' Maria che ci porta a Gesù. E' Maria che continua ad offrirci Gesù e, non a caso, sullo stesso rudere, poco a fianco dell'immagine, è stato incassato un tabernacolo, che contiene la presenza reale di Dio nell'Eucarestia.
Il Santuario è abbellito da artistiche vetrate dipinte da artisti del luogo.

Sul piazzale, nell'artistico monumento che ci descrive il miracolo delle Nozze di Cana, l'acqua della madonna di Jaddico, è un segno della benevolenza di Maria che chiede a Gesù le grazie mentre a noi ripete: "Fate tutto quello che vi dirà".
Nel giardino del santuario, una artistica e suggestiva "Via Crucis secondo il Vangelo" e i bellissimi misteri del santo Rosario, accompagnano il pellegrino nella meditazione e nella preghiera.

Preghiere
Preghiera alla Madonna di Jaddico

O Vergine Immacolata, Regina dell’universo, Madre della Chiesa e madre mia amorosissima, Luce dell’anima mia e della mia mente, non permettere che io, indegno figlio tuo, mi allontani, per un solo istante, da Te.
Senza la tua luce mi perderei e diverrei servo del peccato ed invece non desidero che essere servo Tuo.
Accompagnami, illuminato dalla tua Luce e inebriato dal Tuo profumo, per i tortuosi sentieri di questa vita!
Coprimi negli assalti dell’inferno con il Tuo manto, e rendimi invisibile a satana!
Disponi a Tuo piacere della mia vita e non cessare di proteggermi e di benedirmi, sicchè, quando al Tuo divin Figlio piacerà di chiamarmi per la grande sentenza, io possa presentarmi a Lui sicuro della salvezza eterna.
O Maria, Madre della Chiesa, prega per noi che ricorriamo a Te!



A Iaddico Una voce nel Santuario
Era stato affrescato col cuore, come tanti dipinti di quei tempi. Era stato venerato, pregato.
Poi, come un po' tutto sulla terra, era stato dimenticato, abbandonato al logorio del tempo che tutto consuma, corrode, distrugge. La Provvidenza vegliava su quel muro diroccato e un giorno mi permise di intervenire.
Scelsi una persona semplice, riservata, anche il suo nome, Teodoro (Teodoro = dono di Dio), significava che era "un dono di Dio" per molti. Gli chiesi, nel sogno, dei fiori.
Gli indicai, sempre nel sogno, che c'era qualcosa di abbandonato che era molto importante, che sarebbe diventato molto importante, che sarebbe diventato un centro di attrazione, una sorgente di grazie.
Era la mia immagine col Bambino Gesù. Aveva asciugato tante lacrime nei secoli passati, era stata bagnata dalle lacrime di tanta gente che io non potevo e non posso dimenticare.
Quelle lacrime per me sono ancora calde.
Il gemito che le accompagnava lo sento ancora risuonare nelle mie orecchie…..
Non chiesi con forza, ma discretamente, come il mio solito. Insistetti perché mi stava a cuore quello che oggi vedi. Spinsi quel "dono di Dio" a scoprire un altro dono di Dio, un altro dono che Dio stava per concedere alla gente di questo luogo: una mia presenza speciale, attraverso proprio questo sbiadito affresco.
Ceri e fiori furono il mio primo incontro con voi. Poi dai piccoli tremolanti lumini, accesi il gran fuoco, feci risplendere quel rudere e la mia immagine.
Diversi furono i testimoni di quella luce straordinaria, ma molti, moltissimi sono e saranno quelli colpiti nell'anima da questo splendore.
La Luce è mio Figlio, tu lo sai, ed era mio Figlio che continuo ad avere l'incarico di offrire a voi.
Come l'immagine che vedi, il mio rapporto con voi è sempre legato a Gesù. Ora bimbo lo ammiri tra le mie braccia, perché come bimbo è più facile offrirlo e come bimbo è più facile accettarlo….
Benvenuto dunque nella mia chiesa!
Mi hanno messo al centro ed io li ho lasciati fare perché tra le braccia avevo Gesù. E' Gesù che presento a tutti, ogni volta che venite a me.
Chiesi di coprirmi, ma erano gli uomini, nel disegno di Dio, che dovevano, che volevo coprire sotto il mio manto, che oggi distendo su tutti quelli che vengono a visitarmi.
Capirono il mio linguaggio, capirono il mio messaggio che discretamente andavo rivelando.
La luce brillava sempre più intensa ed anche l'acqua, uno dei segni miei preferiti, faceva sentire la mia presenza.
Ora sei giunto in questa chiesa, forse non sapevi neppure tu, come e perché.
Dio vuole ridonarsi a te per mezzo mio.
Vedi: il mondo si sta dimenticando di Dio. L'uomo sembra voglia sfidare Dio mettendolo da parte. Vuole fare da solo e si arrovella il cervello per risolvere da solo tutti i suoi problemi. Crea difese sempre più limitate, inventa strumenti che spesso producono l'effetto contrario, discute a tavolino la propria sorte dalla mattina alla sera, e non si accorge che senza Dio sta andando alla deriva, non si accorge che tutto è tanto fragile, che tutto è come sospeso a un filo che da un momento all'altro può spezzarsi.
Dio ama l'uomo che ha creato, non l'ha mai lasciato e non lo lascia mai in balia di sé stesso, anche quando l'uomo vorrebbe fare da solo. E' Dio che sta moltiplicando nel mondo la mia presenza per far crescere la fiducia nella sua presenza per mezzo mio.
E` un altro grande atto di amore di questo nostro Dio.
Qui, in questo angolo della terra, io non dormivo.
Attraverso questa immagine abbandonata, circondata dalle vostre spine, dai vostri rovi, quasi sommersa da pruni e sterpi della vostra vita, il mio cuore vegliava.
Seguivo tutti i tuoi passi, seguivo tutte le tue mosse e, silenziosa, cercavo sempre di farmi avanti per poterti guidare.
Era un luogo quasi deserto questo, sembrava non ci fosse vita, ma sapevo come col tempo si sarebbe trasformato, sapevo e vedevo la strada, le strade, che sarebbero sorte.
Vedevo e sentivo il vostro chiasso.
Sentivo e scoprivo le vostre corse, la vostra velocità...
Volevo che fosse eretto un tempio alla contemplazione, al silenzio, alla mia contemplazione, al mio silenzio perché diventasse anche un po' vostro.
Poche parole, come sempre, per farmi capire; qualche segno a povera gente...
Poi mossi il cuore dei 'grandi'... ed ecco, ora, tutto è così bello, così attraente.
Ti sei sentito spinto a venire ed ora stai qui davanti a me a contemplarmi, ammiri soprattutto gli occhi dell'affresco che mi rappresenta, gli occhi miei e del mio Gesù, che sembrano dirti tante cose, che, anzi, vogliono dirti tante cose.
Ora interiorizza questa figura, questa immagine, mettiti comodo e chiudi gli occhi, i tuoi occhi, un istante. Comincia a gustare il silenzio interiore, comincia a gustare la mia presenza che ti offre Gesù.
Vedi, al mio fianco, a fianco di quella pallida immagine mia con Gesù, c'è una realtà che è ancora più invisibile, ma che è molto più importante. C'è Gesù nell'Eucarestia.
C'è una porticina bronzata, c'è uno scrigno dorato che racchiude un tesoro, ma non è un tesoro come i vostri tesori terreni, che per quanto belli sono freddi, senza anima.
Il tesoro che ti addito è vivo, tanto vivo che dà la vita, che comunica la vita a tutti quelli che a lui si accostano. E' per questo che ti ho chiamato in questo luogo.
Benvenuto ai miei piedi! Benvenuto tra le mie braccia!
Ti avevo seguito da tempo, da sempre, ora finalmente mi hai ascoltato, forse non te ne sei neppure accorto, ma sono stata io a chiamarti.
L'invito l'ha percepito solo il tuo cuore, perché al cuore io sono solita parlare, e al cuore soprattutto sono solita rivelare, comunicare, donare Gesù….
Fermati un po', non aver fretta, non correre anche qui, come fai per le strade del mondo.
Qui voglio che ti consideri come fuori del mondo.
Fa tacere tutto dentro di te. Allontana dalla tua mente i ricordi, vuota la tua anima dalle mille preoccupazioni che ti stancano, ti affliggono. Fermati, taci, guardami e lasciati guardare.
Ti ho detto di chiudere gli occhi perché è con gli occhi dell'anima che devi vedermi, con gli occhi del cuore che devi sentirmi, che devi percepire la mia presenza.
Quando avrai creato questo vuoto dentro di te, quando avrai messo tutta l'attenzione solo per me, incomincerò a farti sentire Dio. Sì, questo è il mio compito, questo è il mandato che ho ricevuto dallo stesso Dio, mio e tuo.
Raccogliti un momento, non guardare l'orologio, fermati e pensa, anzi non pensare, prega solo, prega senza dir nulla, solo adora, ama in silenzio, nel profondo del silenzio della tua anima.
Li' nel tuo intimo ci sono io, tua madre, che ti insegna a pregare, che vuole insegnarti a pregare, ad amare, ad adorare, ma solo se tu pure lo vuoi.
Adoriamo insieme Gesù nell'Eucarestia: è il nostro Dio e sa già tutto di noi, sa tutto di ciascuno di voi, conosce le vostre necessità, i vostri affanni, le pene, le sofferenze, le preoccupazioni.
Dio già sa tutto, poi ci sono io: saprò mormorare di nuovo poche parole per presentare quello di cui avete bisogno.
Ricordi alle nozze di Cana? Presentati a Lui così come sei, con le tue debolezze, con i tuoi peccati. Basta uno sguardo e ti sentirai purificato. Ti aiuterò, poi, io a presentarti al Ministro di Dio per l'assoluzione completa.
Intanto apri il tuo cuore e facci entrare la misericordia del tuo Dio che non ha limiti. Te la offro io, te la voglio offrire io, soprattutto oggi che sei entrato in questa mia casa, in questa casa di Dio che è anche casa tua.
Vedi, ti sto accogliendo io in questo tuo ritorno, io tua madre, e ti sto preparando per presentarti a Gesù.
Ora lasciati guidare da me, qui e dovunque, da oggi in poi e per sempre.
Grazie perché sei venuto, grazie perché sei tornato!

 

Come arrivare
La veloce superstrada adriatica che da Bari raggiunge Brindisi e poi prosegue per Lecce, e a destra devia per Taranto, introduce il viaggiatore nel Salento.
A Pochi chilometri prima di Brindisi, il cartello stradale avvisa: Santuario di S. Maria Madre della Chiesa che è situato sulla SS 379 , al Km 46, a circa otto Km da Brindisi

Mappa per raggiungere il santuario Visualizza la mappa del santuario

 

Orario d'Apertura
Il Santuario è meta di pellegrinaggi, ma soprattutto di visite continue di persone che da sole o con la propria famiglia vengono ad affidare alla Madonna le proprie necessità ricevendone grazie sempre più copiose Il silenzio e il raccoglimento alimentano l'intimità col Signore fonte di conversione e di pace. Per questo il Santuario è aperto notte e giorno.

Celebrazioni
Orario Sante Messe
Festivo: (luglio-agosto) 11,30-18,30-20,00
Feriale: ore 18,30 (sempre)
Festivo: (giugno) 10,00-11,30-18,30-20,00
Festivo: (settembre a maggio) 10,00-11,30-17,00-18,30


Contatti
Santuario Santa Maria Madre della Chiesa- SS 379 (Km46) C.P. 38 Jaddico 72011 Brindisi-Casale
Tel. 0831 452076 Fax 0831 555888
email: santuario@jaddico.it

Feste patronali
il 27 maggio, la festa annuale del Santuario.
Il 27 di ogni mese si ricorda l'ultima "illuminazione" del muro, avvenuta il 27 maggio del 1963, in una Giornata Mariana con pellegrinaggio particolare da Brindisi.
8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione, pellegrinaggio automobilistico, con partenza da piazza Duomo a Brindisi, alle ore 5,30, e nel Santuario Santa Messa con benedizione delle auto e dei conducenti.
16 Luglio, festa della MADONNA DEL CARMINE - SETTIMANA MARIANA con riflessioni e manifestazioni culturali sulla Madonna. Vestizione con l'ABITINO della Madonna, il giorno del Carmine, dopo una breve preparazione.
15 Agosto, festa dell'ASSUNTA - TRE GIORNI CON MARIA - Il 14 agosto: Veglia di preghiera, ricordando il 1962. Alla fine dell'ultima Messa del 15, pioggia di fiori al canto della Salve Regina.
LA CITTADELLA MARIANA, il Centro di Spiritualità "Mater Carmeli" ospita pellegrini, e gruppi per ritiri spirituali e studi mariani
.

Pubblicazioni
Pubblicazione Il muro di Jaddico dell’autore Mario Amodio
Foglio informativo “27”


Da vedere nei dintorni
A pochi chilometri da Brindisi, sul litorale nord, nel comprensorio di Carovigno, si trova l’Oasi naturalistica (940 ettari) e la Riserva marina di Torre Guaceto (2207 ettari) protetta dal WWF. Il “luogo dell’acqua dolce” (questo il significato di ’guaceto’ dall’arabo Al Gawsit).
Un paradiso di natura e colori sospeso sull’acqua dolce del sottosuolo, vera essenza e fonte di questa terra. Alberi secolari e rare orchidee si mescolano alle creature del mare e ai segni degli uomini che nel tempo hanno abitato Torre Guaceto e ancora oggi continuano a rifugiarvisi per ritrovare il mare e la pace con la natura. Proprio questa biodiversità permette diverse modalità di fruizione che concilino il divertimento e il piacere di una passeggiata in natura con il rispetto e la conoscenza del Parco.

Insediamenti rupestri, ipogei e tempietti
Fasano è indubbiamente quello tra i centri più importanti per la presenza di molti complessi rupestri dai bellissimi affreschi bizantini: il villaggio rupestre di Lama D’Antico, presumibilmente del X sec.

Interessanti gli insediamenti di Lamalunga, S. Lorenzo e S. Giovanni, la cui datazione va dal X al XI sec. In agro di Carovigno è da visitare il santuario e la cripta di santa Maria di Belvedere: nella grottaa affrescata spicca l’immagine della Madonna con Bambino. In agro di Ostuni, in un vallone calcareo che si apre verso il mare, si trova il suggestivo insediamento di San Biagio in Rialbo, nei pressi del Santuario di Sant’Oronzo, databile al XII sec.

A Oria merita una visita l’ipogeo dei SS. Crisante e Daria, ubicato all’interno del castello Svevo di
Federico II. Costruito nel IX sec. per accogliere le reliquie dei due martiri, ha impianto quadrato e
tre navate. I muri perimetrali ed i pilastri presentano ancora tracce di affreschi.
Torre Santa Susanna vanta la presenza della chiesetta di San Pietro in Crepacuore, costruita intorno al VII-VIII secolo d.C. sulle rovine di un antica costruzione messapica.
A S. Vito dei Normanni, in contrada Grottamiranda, si trova l’insediamento basiliano di S. Biagio a Jannuzzo, del XII sec., in cui è conservato un ciclo pittorico unico nel meridione, quello della Vita di Cristo. Si tratta, come per Lama d’Antico, di un villaggio completo, con la chiesa, la zona cimiteriale, i servizi comunitari e le abitazioni, i cui affreschi sono tra i più belli ed i meglio conservati.


Prodotti tipici
Odori e sapori mediterranei caratterizzano la gastronomia: una cucina "povera", ma ricca di estro, inventiva ed assoluta genuinità, dove i profumi del pescoso Adriatico si mescolano con i freschi sapori dell'orto, lo straordinario olio di oliva, le fragranze del pane, taralli e friselle; il lungo catalogo delle paste fresche; i sapidi prodotti caseari; i generosi vini, vanto di una terra dall'antica vocazione viticola. Saporitissimi piatti come :Annulieddu a lu furnu, Tordi al solso, Zuppa di pesce alla gallipolina, Puddica,. Un buon dessert di Sfogliato di Canosa, e Susamelli e ottimi vini come Ostuni bianco o un robusto e generoso Aleatico Pugliese.


Curiosità
Nel Santuario si prega L'Ave Maria arricchita dal mistero della Santissima Trinità e da altri brani del Vangelo:
rallegrati, Maria, piena di grazia, il Signore e' con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto e' il Figlio di Dio, diventato Figlio tuo, Gesu', e beata te, che hai creduto, che nulla e' impossibile a Dio, per la potenza dello Spirito Santo.

Santa Maria, madre di Dio e madre della Chiesa, e percio' madre nostra dolcissima, prega per noi peccatori, adesso, e nell'ora della nostra entrata nell'eternita', perche' sia con te nella gloria del Padre, dove, come e quando vuole Lui. amen.




di Maria Caterina Muggianu


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