Maria Francesca Teresa Martin nasce il 2 gennaio 1873 ad Alençon, in
Normandia (Francia), da Luigi Stanislao e Zélia Maria Guérin. La sua
infanzia è segnata dalla morte della madre (28 agosto 1877).
Il 15 novembre 1877, con le sorelle si trasferisce ai «Buissonnets»,
a Lisieux.
L’ingresso in Carmelo della sorella Paolina, considerata da Teresa
di Lisieux come sua seconda madre, suscita nel cuore della piccola
“principessa” (appellativo datole dal padre) il desiderio di
seguirne le orme.
L’8 maggio 1884, giorno della professione di Paolina, Teresa fa la
sua prima comunione e il 14 giugno riceve la confermazione.
Il 15 ottobre 1886 anche la sorella Maria entra nel Carmelo di
Lisieux.
Nella notte del Natale 1886, giunge per Teresa la «grazia della
conversione». «In questa notte luminosa, Gesù... mi rendeva forte e
coraggiosa. Mi rivestiva delle armi e, dopo quella notte benedetta,
non fui più vinta in alcun combattimento, anzi... intrapresi, per
così dire, “una corsa da gigante”. La piccola Teresa di Lisieux aveva ritrovato
la forza d’animo che avrebbe conservato per sempre» (Ms A, 45r).
La chiamata al Carmelo risuona sempre più forte nel cuore di Teresa,
ma la sua giovane età costituisce un ostacolo, che sarà superato il
28 dicembre 1887.
Il 9 aprile 1888, Teresa entra in convento. Ha 15 anni e 3 mesi!
Nei primi cinque anni di vita claustrale Teresa sperimenta «più
spine che rose».
Pur ritrovando le sorelle, Paolina e Maria, piega alla regola anche
i suoi affetti. La corrispondenza con la sorella Celina rivela il
suo animo segnato dalla sofferenza per la malattia mentale del
padre.
L’8 settembre 1890, festa della Natività di Maria, Teresa, dopo un
periodo di grande aridità, compie la sua professione «inondata da un
fiume di pace».
Mentre la morte del padre (29 luglio 1894) la colpisce nel suo
affetto di figlia, l’ingresso di Celina in Carmelo (14 settembre
1894) la colma di gioia.
A 22 anni (1895), Teresa, su espresso ordine della sorella Paolina
(Madre Agnese di Gesù), scrive i ricordi della sua infanzia
(Manoscritto A) e si offre spontaneamente all’Amore misericordioso
del suo Signore.
Nella notte del venerdì santo 1896 si manifesta la malattia, che
segnerà per sempre la sua breve esistenza.
Si apre per lei la prova più dura, che l’accompagnerà sino alla
fine: la notte della fede.
Nell’autunno 1896 redige il Manoscritto B indirizzato alla sorella
Maria (suor Maria del Sacro Cuore).
All’inizio del giugno 1897, su richiesta di Madre Maria di Gonzaga,
stende i suoi ricordi nel Manoscritto C e rivela il suo animo negli
Ultimi colloqui.
La sera del 30 settembre 1897, Teresa realizza la sua pasqua in
un’estasi d’amore: «Non muoio, ma entro nella Vita». Ha 24 anni.
Se tutto è compiuto, ora tutto ha inizio.
Teresa dal cielo incomincia a spargere «petali di rose» sulla terra,
come tante grazie ottenute dal Signore per sua intercessione.
Nel 1910 si apre il processo canonico per la sua beatificazione.
Il 29 aprile 1923 Teresa del Bambino Gesù e del Volto santo è
dichiarata «beata» da Pio XI e «santa» il 17 maggio 1925.
Dallo stesso pontefice il 14 dicembre 1927 è proclamata patrona
principale, al pari di Francesco Saverio, di tutti i missionari e
delle missioni cattoliche.
Il 19 ottobre 1997, da Giovanni Paolo II è dichiarata proclamata
«dottore» della Chiesa.
Il suo cammino non è finito. Lei stessa scriveva: «Passerò il mio
tempo in cielo a fare del bene sulla terra».