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Beato Michele Sopocko Sacerdote | Santi Sacerdoti

Bisogna trattare la vecchiaia come la vocazione a un amore più grande verso Dio e verso il prossimo




Beato Michele Sopocko Sacerdote Michele Sopocko nacque il 1 novembre 1888 a Juszewszczyzna, in Lituania. L’atmosfera che regnò intorno a lui nell’infanzia, come dirà lui stesso, svegliò in lui il desiderio di dedicarsi al servizio di Dio come sacerdote.

Michele entrò nell’autunno del 1910 nel Seminario di Vilna. il 15 giugno 1914 fu ordinato sacerdote. Don Sopocko, nonostante i pericoli che comportava la guerra continuava a svolgere l’attività pastorale, andava da una parrocchia all’altra consolando le persone alle quali il passaggio delle truppe dell’esercito aveva arrecato dei danni. Durante il suo soggiorno a Taboryszki don Sopocko svolse anche un’attività importante nel settore educativo. Col passar del tempo questo divenne un motivo di persecuzioni da parte delle autorità di occupazione.

Ottenne dal vescovo il trasferimento al Reggimento di Vilna della Divisione Bielorussa di Artiglieria e si recò immediatamente al fronte. Fu inviato a svolgere il suo ministero pastorale presso le truppe che erano di stanza a Rózanna. Doveva celebrare la Santa Messa, guidare la preghiera e confessare. Confessava numerosissimi soldati.
Don Michele si prendeva cura dei feriti che soffrivano a causa delle condizioni molto difficili per la mancanza di un ospedale.

A partire dall’autunno del 1927 don Sopocko si trovava a dover conciliare il lavoro nel seminario con il lavoro nell’esercito. In quanto padre spirituale, nello stesso tempo era nel seminario moderatore di: Congregazione Mariana, Circolo Eucaristico, Terz’Ordine Francescano e Circolo dei Seminaristi dell’Unione Missionaria del Clero.

Pur svolgendo le mansioni di cappellano militare e studiando teologia morale, don Sopocko si iscrisse ancora, in autunno del 1922, all’Istituto Superiore di Pedagogia. Nel 1923 conseguì il dottorato in teologia e si occupò in modo più ampio di pedagogia. A primavera del 1924 fece ricerche tra gli allievi delle scuole elementari e delle scuole medie. Lo scopo di queste ricerche era verificare l’influenza dell’alcool sullo sviluppo delle capacità della gioventù. I risultati di queste ricerche furono in seguito la base per la tesi di laurea intitolata: “Alcolismo fra i giovani dell’età scolastica”, che coronò i suoi studi nell’Istituto di Pedagogia

Il momento decisivo della sua vita fu l’anno 1933, quando divenne confessore e direttore spirituale di santa Faustina Kowalska della Congregazione delle Suore della Madre di Dio della Misericordia. Fu lui a compiere il discernimento circa le visioni di suor Faustina. Per suo suggerimento Ella scriveva sul “Diario”, le grazie e le proprie esperienze mistiche, che divennero accessibili a tutti e continuano ad essere fonte di approfondimento del mistero della Divina Misericordia e dello sviluppo del suo culto.
Il culto della Divina Misericordia divenne l’idea-chiave della vita di don Sopoćko. Per suo interessamento, seguendo le indicazioni di suor Faustina, il pittore Eugeniusz Kazimirowski dipinse, a Vilna nel 1934, la prima immagine di Gesù Misericordioso. Don Sopoćko scrisse molto sulla Misericordia Divina e inviò alla Santa Sede e alla Conferenza Episcopale Polacca numerose istanze per istituire la Festa della Divina Misericordia.

Cercava sempre di portare qualcosa di positivo. Era edificante per gli altri il suo atteggiamento di maturità sacerdotale, umiltà e semplicità. Si sentiva sempre responsabile per i presbiteri della diocesi, che in gran parte erano stati suoi allievi. Partecipava volentieri alle solennità e feste del seminario. E soprattutto appoggiava il seminario spiritualmente con la sua preghiera. Dava anche un sussidio materiale, specialmente ai seminaristi provenienti da famiglie povere, facendolo con una straordinaria delicatezza e discrezione.
Si dedicò ad approfondire l’idea della Divina Misericordia. Aveva raccolto molto materiale, aveva a disposizione gli elaborati già iniziati e riflessioni del tutto nuove. Iniziò dunque a scrivere con impegno. In effetti, preparò una serie di opere, tra le quali la più importante era la pubblicazione di quattro volumi : “La Misericordia di Dio nelle sue opere”. Il primo volume fu pubblicato a Londra nel 1959, e gli altri tre volumi negli anni 60 a Parigi, grazie all’aiuto di persone votate all’opera della Divina Misericordia che abitavano nell’ovest europeo. Quest’opera fu tradotta anche in lingua inglese.
Una circostanza importante che stimolava l’impegno di don Sopocko fu il fatto che il culto della Divina Misericordia continuava a svilupparsi mentre questa idea destava l’interesse dei teologi. Un altro stimolo e un incoraggiamento a lavorare per la missione della Divina Misericordia fu il processo informativo per la beatificazione di suor Faustina Kowalska iniziato nel 1965 dall’arcivescovo di Cracovia Karol Wojtyla. Anche don Sopocko fu impegnato in questo processo come testimone.
L’idea della Divina Misericordia e il culto giunsero in molte nazioni del mondo, ma indubbiamente un ruolo di spicco, soprattutto agli inizi di quest’opera, svolse proprio don Sopocko.
Dedicò a quest’opera quasi tutta la sua vita, dovette sopportare molti dispiaceri e soffrì molto a causa di essa. Raccomandava la Divina Misericordia come mezzo efficace per vincere le sventure del mondo moderno, le sue delusioni e i suoi scoraggiamenti, le sue debolezze e il suo avvilimento. Per poter guarire, il mondo deve tenere presente che, come usava dire: “Il Vangelo non consiste nel predicare che i peccatori devono diventare buoni, bensì nel predicare che Dio è buono con i peccatori”.

Don Sopocko arrivò ai bellissimi giubilei di 50 e poi di 60 anni di sacerdozio. Le celebrazioni di questi anniversari nel seminario divennero per i partecipanti un’esperienza molto commovente ed istruttiva. In quest’occasione numerosi candidati al sacerdozio udirono la testimonianza della sua vita sacerdotale eccezionalmente ricca di molteplici attività e poterono conoscere il suo atteggiamento spirituale. In queste celebrazioni i più edificanti erano i discorsi del festeggiato stesso. Quel sacerdote segnato dagli anni e dalle difficoltà della vita e anche da dolorose esperienze interiori era giunto ormai alla fine della sua vita. Il suo discorso fu il più conciso di tutti i discorsi pronunciati quel giorno. L’anziano sacerdote espresse la profonda gratitudine a Dio per il dono del sacerdozio e poi confessò con grande umiltà che nella sua lunga vita sacerdotale non sempre era stato fedele ai compiti che gli erano stati affidati e che era suo sincero desiderio chiederne scusa a Dio. Chiedeva a tutti i presenti di pregare affinché Dio Misericordioso gli perdonasse le sue infedeltà.

Molti partecipanti a questa festa sentirono che essa era un grande premio morale e una ricompensa a questo venerabile e benemerito sacerdote che aveva faticato tanto per l’opera di Dio, e soprattutto per la diffusione dell’idea della Divina Misericordia. L’unico segno di riconoscenza dei suoi meriti per la Chiesa e per l’arcidiocesi fu la nomina, tuttavia soltanto verso la fine della sua vita, nel 1972, a canonico del Capitolo Metropolitano.
Don Sopocko, durante tutta la sua vita era stato un uomo attivo, ma tutta la sua attività era fondata su solide basi spirituali.
Quando diminuirono le forze fisiche e iniziò a essere cagionevole di salute, la vita spirituale prese sempre più spazio diventando il terreno del suo impegno e servizio a Dio. Le citazioni prese da varie letture, trascritte nel suo “Diario” testimoniano il fatto che proprio in questo modo comprendeva il suo ultimo ministero: “Bisogna trattare la vecchiaia come la vocazione a un amore più grande verso Dio e verso il prossimo. Dio ha dei piani nuovi nei confronti degli anziani, vuole andare nel profondo dell’uomo attraverso la rivelazione della sua vita interiore faccia a faccia. L’unico atto efficace che siamo capaci di compiere è la preghiera. In questa passività attiva tutto si sta preparando, tutto si decide, tutto si gioca. Il cielo sarà una recita del “PADRE NOSTRO”.
Morì nella sua stanzetta in via Poleska, a Białystok - Polonia, il 15 febbraio 1975. Era una sera di sabato, il giorno di San Faustino, patrono di suor Faustina Kowalska.

Il defunto rimase nella memoria del clero e dei fedeli come un sacerdote esemplare che si era dedicato totalmente al servizio di Dio. In breve sorse il desiderio di sottolineare in modo particolare la sua figura luminosa, per la maggiore gloria di Dio e per il bene dei fedeli. Nel DIARIO di Santa Faustina è scritta una promessa del Signore Gesù che riguarda il suo confessore, don Michele Sopocko: “Nella sua corona ci saranno tante corone quante sono le anime che si salveranno tramite quest’opera. Io do il premio per le sofferenze, non per il buon esito del lavoro” (Diario, 90).

Il processo di beatificazione di don Michele Sopocko nella fase diocesana fu concluso il 29 settembre 1993.
Il 20 dicembre 2004 la Congregazione delle Cause dei Santi in Roma promulgava il decreto che constatava l’eroicità delle virtù del Servo di Dio don Sopocko.
La solenne beatificazione del Servo di Dio Don Michele Sopocko, confessore di suor Faustina Kowalska, si è tenuta il 28 settembre 2008 nel Santuario della Divina Misericordia a Bialystok, Polonia, 70 anni dopo la morte di Santa Faustina: “Il Cuore misericordioso di Gesù - ha ricordato nell'omelia l'arcivescovo Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi - ha forgiato due apostoli della carità divina: santa Faustina Kowalska e il beato Michele Sopocko. E invita anche noi a essere testimoni di perdono, donato e ricevuto, grati a questi due santi apostoli, che hanno diffuso il messaggio evangelico non solo nella loro nobile patria polacca, ma in tutta la Chiesa e in tutto il mondo”.

(Tratto da uno scritto di Don Henryk Ciereszko)


Fonti: Tratto da uno scritto di Don Henryk Ciereszko

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