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P.Lorand Kilbertus s.j.
testimone della fede tra i giovani di Belgrado
La testimonianza che segue - che abbiamo ricevuto alla fine del 2005 - riflette la situazione difficile dei cattolici di Belgrado prima dell'ultimo conflitto e il ruolo di animatore spirituale svolto dal gesuita P.Kilbertus, che il Signore ha chiamato a Sé alla fine di settembre dello stesso anno. Questo gesuita, di origine ungherese ma nato in Serbia, ha amato i suoi figli spirituali - e specialmente i giovani - come un padre ama i suoi figli, e li ha difesi come un vero pastore, attualizzando quanto Gesù ci ha detto nel Vangelo.

 
 

i mando questo scritto "in memoriam" del nostro Padre spirituale, perché venga pubblicato nel vostro sito "Il Gesù Nuovo" e nella vostra rivista. Quando ho scritto la prima volta, accennando alla fede e religiosità dei cattolici della Serbia, non immaginavo che avremmo vissuto la dolorosa esperienza della morte improvvisa del padre spirituale della mia famiglia e di tantissimi cattolici di Belgrado, P.Lorand Kilbertus della Compagnia di Gesù. Questo mi ha spinto a voler scrivere qualcosa su di lui, in segno di riconoscenza e per far conoscere quanto preziosa è stata la vita di questo sacerdote per tanti di noi.

Nella Belgrado di 15 anni fa, prima dell'ultima guerra, i cattolici vivevano come in un "ghetto" simbolico. Io e tanti miei coetanei eravamo "giovani ateisti", ma in realtà disorientati e alla ricerca, non troppo convinti di quanto veniva insegnato in riferimento alla fede e alla religione. Forse molti di noi si credevano "sapienti", ma in realtà percorrevano le vuote strade di una sapienza orgogliosa… Ora invece, conoscendo la Fede, l'amore di Gesù Cristo, del suo Sacro Cuore come di quello di Maria, del loro amore verso ognuno di noi, cominciamo a capire come il Signore abbia compreso la nostra ansia di ricerca, anche quella inespressa e non troppo consapevole, e ci sia venuto incontro…
Io e mio marito, guidati dalle mani del Signore, abbiamo un giorno fatto conoscenza con P.Lorand Kilbertus, nella chiesa di San Pietro Apostolo, tenuta dai gesuiti. Ci ha chiesto con un sorriso: "Sapete che questa è una chiesa cattolica?" Cominciò così un'amicizia che costituì la nostra "risposta" al suo invito, finché non chiedemmo il Battesimo.
Posso dire che compresi che eravamo di fronte al nostro "apostolo per i casi perduti", e fu così che nel giorno della festa dell'apostolo Giuda Taddeo (28 ottobre), alla fine di un itinerario di formazione, abbiamo ricevuto nello stesso giorno i sacramenti del Battesimo, Cresima, Prima Comunione, Matrimonio e… anche il Battesimo della nostra figlia di nove mesi, il tutto dalle mani dell'Arcivescovo emerito di Belgrado, Mons. France Perko.
Frequentando il nostro carissimo Padre Lorand Kilbertus, che è stato anche padrino di mio marito, siamo venuti a conoscere pian piano anche le tappe importanti della sua vita. P.Kilbertus era nato nel 1928 nella regione di Banat (Serbia). Dopo la scuola primaria frequentò il Liceo Classico a Zagabria, dove - nel 1939 - rispondendo concretamente alla chiamata del Signore che da tempo sentiva nel suo cuore, volle entrare nell'Ordine della "Societas Jesu", cioè nel noviziato dei gesuiti.
Dopo il completamento dei tre livelli di formazione previsti nella Compagnia di Gesù, P.Lorand fu mandato all'inizio come insegnante di lingue classiche nel Noviziato, ma dopo pochi anni gli venne affidato quello che sarebbe stato il suo vero "campo missionario": Belgrado, dove venne per la prima volta nel 1967 e poi definitivamente nel 1986, e dove visse e operò fino alla sua morte. il 28 settembre del 2005.
P.Lorand Kilbertus, nato in Serbia, apparteneva ad una famiglia di origine tedesco-ungherese, era un vero erudita, uomo di grande sapienza umana e spirituale, uomo di preghiera e di silenzio. Parlava sette lingue, incluso il serbo, e poteva celebrare la Santa Messa oltre che nella nostra lingua anche in ungherese, croato, sloveno e inglese.

Per tanti giovani di Belgrado era però soprattutto un amico, e ora ci viene da dire che era forse l`unico vero amico che avevamo. Per noi era proprio un "padre", forse ancor più che i nostri padri di sangue. Da lui abbiamo imparato tutto quello che sappiamo della fede e della preghiera, lui ci ha fatto comprendere il valore del Santo Rosario e ci ha introdotto ad una spiritualità più profonda.
Eravamo ignoranti di tutto quel che riguarda la dimensione religiosa, così essenziale nell'uomo, e ci ha trasmesso la sua "saggezza", attinta dalla Sacra Scrittura e dagli insegnamenti della Chiesa e dei suoi Santi. Per molti di noi era anche il confessore abituale, e al sacramento della Confessione dedicava molto tempo.
Pater Kilbertus amava molto anche la musica: suonava e cantava in chiesa, incoraggiava tutti con il suo sorriso e sapeva trasmettere gioia anche nelle situazioni più difficili.
Infine ecco improvvisa la sua morte: vittima di un incidente stradale, ebbe il tempo di ricevere gli ultimi sacramenti e volò in Cielo il 28 settembre 2005, all'età di 78 anni e dopo 59 anni di sacerdozio. E' difficile esprimere quale è stato il nostro dolore: per usare un'immagine è come se un'imbarcazione, la nostra, avesse perso l'ancora…
Il 1° ottobre, festa di S.Teresa di Lisieux, abbiamo partecipato alle esequie, accompagnandolo quindi all'ingresso della "strada eterna", dove ci precede e ci attende. La concelebrazione è stata presieduta dall Arcivescovo emerito di Belgrado, il Nunzio Apostolico Mons. Eugenio Sbarbaro.
Si può affermare che tutta la Belgrado cattolica era presente, ma ha partecipato anche tanta altra gente di ogni denominazione, tutti nella chiesa di S.Pietro per dare l`addio a un "uomo di pace" e di ecumenismo. Era presente anche il suo amico, il Vescovo ortodosso Ireneo.
Erano presente anche un medico ginecologo, anch'egli suo amico, con cui P.Kilbertus aveva a lungo combattuto contro l`aborto. Questo medico ha testimoniato come negli ultimi anni il carissimo Padre visitava e confortava i malati senza speranza di guarigione, come quelli affetti da AIDS. A quanti - medici ed infermieri - gli chiedevano perché lo facesse, mettendo a rischio la sua salute, P.Kilbertus rispondeva semplicemente: "Sono amici miei."
Ha trascorso 26 anni nella nostra città, era molto devoto di S.Ignazio, fondatore dei gesuiti, e con S.Ignazio condivideva una profonda e sentita devozione mariana, tanto da farlo chiamare anche "sacerdote di Maria".
Nella chiesa dei gesuiti di Belgrado - S.Pietro - P.Kilbertus curava particolarmente il culto verso "Nostra Signora Miracolosa di Belgrado". Questa immagine mariana è copia di quella che si trova in Germania a Passau - "Maria Hilf" - ed è stata donata da questa città tedesca ai cristiani di Belgrado nel 1718. La sua festa si celebra solennemente il 19 ottobre.
Ricordo i tristi giorni dell'inizio dell'ultimo conflitto, nel marzo del 1999, quando le forze dell'aviazione NATO iniziarono a bombardare il nostro territorio. Mio marito - quando già i nostri figli crescevano - era stato mobilitato dall'Esercito per la difesa della città, era anche "psicologo di brigata" e spesso non sapevo dove si trovasse. Con il conforto spirituale dei "nostri" gesuiti, possiamo dire che si è salvato grazie alle incessanti preghiere rivolte al Signore per intercessione della Madonna di Belgrado.
Nello stesso periodo io lavoravo come giornalista nella sezione informativa della Radio, posta al centro della città, non lontano dalla "nostra" chiesa di S.Pietro. La mattina di ogni giorno, prima di recarmi al lavoro, passavo dalla chiesa, ricevevo la benedizione alla fine della S.Messa, e puntualmente pregavo in ginocchio davanti all'immagine della Madonna. P.Lorand Kilbertus mi incoraggiava dicendo: "Andiamo a pregare insieme, in queste ore di guerra…"


Nostra Signora Miracolosa di Belgrado


Mi ripeteva - con la sicurezza che veniva dalla sua fede profonda - che il Signore mi avrebbe dato la forza di sopravvivere alla tensione, che avrebbe aiutato una madre che come me aveva due bambini piccoli in casa e come tutti doveva affrontare ogni giorno lo stress del lavoro in quelle tristi condizioni, mentre mio marito era mobilitato per la guerra.
Ogni volta che suonavano le sirene d'allarme per annunciare un'incursione aerea, correvo alla chiesa di S.Pietro, dove i gesuiti lasciavano sempre la porta aperta. Questo avveniva ogni giorno. P.Kilbertus e gli altri gesuiti del posto ci sono stati sempre accanto per sostenerci spiritualmente e psicologicamente.
C'è anche un altro episodio che vorrei comunicare a testimonianza della santità di vita del nostro caro P.Kilberturs. Sempre durante l'ultimo conflitto bellico del 1999, un giorno mio marito, durante una pausa della follia degli eserciti in guerra, incontrò il nostro carissimo Padre ora defunto, raccontandogli di sé e delle sofferenze degli altri militari. P.Kilbertus gli chiese se era possibile portare ai soldati al fronte qualche copia dei Vangeli. Mio marito Bojan gli assicurò la propria disponibilità, ed è così che poté donare a tanti soldati decine di copie del Vangelo, dandole di preferenza a quelli che a suo parere ne avevano maggior necessità.
Ora il caro P.Kilbertus ci ha lasciato. Il Signore lo ha voluto in Cielo. Ma lo sappiamo, lui stesso ce lo ha insegnato, in realtà è ancora vicino a noi, è solo cambiato il posto dove ci attende… Lo abbiamo salutato con il canto a lui così caro: "Regina del Santo Rosario…" Con Maria prega per noi e non ci dimentica, anzi ci aiuta più di prima, anche se non lo vediamo più fisicamente, e questo ci manca… ma resta nostro grande amico nella Casa del Signore.
So che il vostro sito e la vostra rivista sono dedicati a San Giuseppe Moscati. Anch'egli dal Cielo continua, in modo diverso ma più efficace, il suo lavoro di medico dei corpi e delle anime. Per me questa è una bella occasione per testimoniare un suo intervento per la salute del nostro figlio minore, che ha 13 anni. Pochi giorni fa abbiamo dovuto portarlo in una clinica, ho pregato il Santo Medico, e sono certa che San Giuseppe Moscati ci sta guidando in questa difficoltà. Che sia benedetto! Ora nostro figlio è in cura, e spero presto di riferirvi il seguito di questa vicenda ancora in corso.

Ana Boskovic
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