Quaranta finora i reclusi che si sono tolti la vita Il segretario del Sappe: la tensione sta salendo a livelli preoccupanti di Ilaria Sesana
«Aiutateci siamo alla pazzia per il caldo». L’appello, disperato, era stato lanciato qualche giorno fa dai detenuti del Coroneo, il carcere di Trieste. «Siamo in soprannumero (233 detenuti per 155 posti, ndr ),
non si respira». D’estate, in molte carceri, la temperatura nelle celle arriva facilmente ai 40 gradi. Uomini stipati in spazi ristretti, senz’aria. Condizioni di vita intollerabili, soprattutto se manca persino la possibilità di fare una doccia, come nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) dove «nessuno si preoccupa di portare l’acqua», accusa Adriana Tocco, garante dei detenuti della Campania. Sovraffollamento e caldo. Una situazione che, denunciano i detenuti di Trieste, fa aumentare «zuffe e atti di autolesionismo ».
Il drammatico conteggio dei suicidi in carcere, ad esempio, ha fatto registrare il 40esimo disperato gesto del 2010 con la morte, per impiccagione, di un tunisino di 43 anni. Detenuto nel carcere di Brindisi avrebbe finito di scontare la pena nel maggio 2012. Venerdì scorso si è stretto al collo una maglietta, legandola alle sbarre della finestra del bagno della cella e si è lasciato andare. Inutili i tentativi di soccorrerlo degli agenti di polizia penitenziaria. L’ennesimo 'evento critico' da registrare sulle tabelle del ministero della Giustizia, l’ennesima tragedia di un 2010 che, in termini numerici, ha già fatto registrare cinque suicidi in più rispetto allo stesso periodo del 2009.
E si perde persino il conto dei tentativi di suicidio sventati in extremis da compagni di cella o agenti. Solo nell’ultima settimana sono stati salvati un uomo alle 'Sughere' di Livorno, una detenuta nella casa circondariale di Petrusa (Agrigento), un recluso a Udine e uno a Vicenza. «È del tutto evidente che la crescente situazione di tensione nelle carceri sta raggiungendo limiti preoccupanti», afferma Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe). Sovraffollamento e violenze in carcere, denuncia poi, restano all’ordine del giorno. «Nonostante la dichiarazione d’emergenza del 13 gennaio scorso del Governo - prosegue Capece - stentano a vedersi iterventi concreti. Si continua a voler ignorare che 172 istituti penitenziari su 204, pari all’84% superano la capienza regolamentare. E che la metà supera quella tollerabile».
Morire di carcere
Complessivamente, dall’inizio del 2010, sono 112 le persone morte in carcere tra suicidi, malattie e 'cause da accertare'. Venerdì a Frosinone un uomo è deceduto per arresto cardiaco nella sezione tossicodipendenti.
L’episodio è stato reso noto dal Garante dei diritti dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni: «L’infermeria del carcere è dotata di defibrillatore, ma lo strumento salvavita aveva batterie scariche e placche scadute».
Polemiche anche a Palermo, all’Ucciardone, dove un uomo di 41 anni è in coma per un infarto. Nella cella satura di fumo, che divideva con altre otto persone, non riusciva più a respirare. Avrebbe chiesto agli agenti di poter uscire ma all’improvviso si è accasciato. Secondo i familiari, il personale sarebbe intervenuto in ritardo. Replica il direttore vicario, Carmen Rosselli: «Garantita la massima assistenza».