Il galateo dei messaggeri (con ali e senza) di Gianni Letta
Penso alla straordinaria delicatezza con cui l'Onnipotente interviene nella storia degli uomini, stando alle pagine della Sacra Scrittura, fedelmente e genialmente tradotte dai pennelli di chi ha dipinto Annunciazioni indimenticabili: e la memoria corre subito al Beato Angelico, a Simone Martini, al giovane Leonardo o ad Antonello da Messina. La tradizione cristiana afferma che ogni messaggio che Dio ha deciso di trasmettere ai suoi eletti lo ha affidato alla mediazione sapiente degli angeli. Un intervento diretto, prorompente, potrebbe indurre spavento, accecare, prostrare e ammutolire l'uditore, cui sarebbe tolta ogni possibilità di rispondere in modo umano, cioè libero e ragionevole. Ma la verità e la grazia non vogliono essere subìte: vogliono essere amate. Che lezione stupenda, per tutte le istituzioni umane, per tutti i maestri terreni di qualsiasi disciplina, per tutti gli operatori della comunicazione, dell'informazione e della stampa! Il tema riproposto alla pubblica riflessione dalla mostra di Illegio ci domanda di saper dire la nostra parola e di saper raccontare le notizie con la grazia degli angeli, che non mettono in mostra se stessi, che non alterano mai la parola ricevuta in consegna, che non mettono a disagio il proprio interlocutore quand'anche ci sia da rivolgergli un invito alla conversione, un appunto doloroso, un presagio di sventura. Un galateo angelico della comunicazione è più prezioso di una eccellente abilità tecnica nell'usare i mezzi della comunicazione. Sappiamo che una parola detta o scritta può far vivere e può far morire. Ci sia concessa, allora, come uomini di governo, servitori dello Stato e del bene dei cittadini, giornalisti e predicatori, la sapienza di un dire che anteponga sempre la dignità della persona umana alle esigenze della dialettica, della persuasione o dell'audience. E dagli angeli, inoltre, apprendiamo sempre più l'arte indispensabile di dare soprattutto buone notizie, in un tempo nel quale sembra quasi che ci si debba ossessivamente tenere aggiornati sulle mediocrità e sulle bassezze umane: no, tutti i giorni ci sono tanti fatti positivi, tanta gente decorosa, onesta, eroica, limpida, tanti motivi di speranza e di ottimismo. Dobbiamo proporci di aver raccontato, nel corso della nostra vita, più notizie di speranza di quante siano state le notizie di tristezza che purtroppo abbiamo dovuto trasmettere. Un secondo pensiero riguarda gli angeli di oggi, in carne e ossa, che suscitano il nostro entusiasmo e senso di riconoscenza. Non ricordate forse gli "angeli del fango" che si misero all'opera quando una tremenda alluvione travolse l'incantata città di Firenze, mettendo a repentaglio, oltre a persone e altri beni, un grandioso patrimonio artistico? E potremmo ripercorrere mille luoghi e mille date della storia italiana e mondiale, da allora fino a oggi. Nonostante i limiti e gli errori di ogni persona umana, di ogni governo possibile e di ogni istituzione terrena, la storia delle ore più infauste del nostro Paese è spesso anche la storia delle ore più gloriose del volontariato, della capacità di improvvisazione e di dedizione tipica del nostro popolo, e della sinergia tra politica, militanza civile e carità cristiana. Dalle forze armate ai medici volontari in Italia e all'estero, da chi si prende cura di giovani che la droga o altre miserie avrebbero potuto distruggere, fino a chi assiste amorevolmente malati e anziani nelle nostre case, dai reporter che documentano e fanno conoscere le emergenze internazionali alle più commoventi manifestazioni di vicinanza nel dolore o nel lutto, nella nostra vita ci è sicuramente accaduto di incontrare più volte persone che, come angeli, ci hanno soccorso, detto una parola incoraggiante, teso una mano. Ricordiamoli tutti e insegniamo ai nostri giovani a diventare come loro. Un ultimo pensiero. Le mostre del Comitato di San Floriano offrono sempre l'occasione di colloquiare amichevolmente sul confine tra religione e vita civile, tra cultura e fede, tra impegno politico e ricerca mistica. Credo che non sia sconveniente, pur in uno Stato laico come l'Italia, fermarci un attimo per una considerazione su quella presenza per certi versi angelica della Chiesa nella società italiana. Credenti di ogni città e villaggio, consacrati o immersi nella condizione laicale, lavorano da generazioni e generazioni al bene di questo nostro mondo. Tra i molti, non posso fare a meno di considerare come un angelo, nella sua umanità e limpidezza, il Santo Padre Benedetto XVI, che merita tutto il nostro affetto e sostegno nel suo compito di condurre alla santità i cristiani del nostro tempo. Senza uomini come lui, e senza la presenza, il servizio e la parola della Chiesa saremmo tutti più poveri.