«La famiglia al centro di una società sana» di Fabrizio Mastrofini
La famiglia fondata sul matrimonio è centrale per la vita di una società sana, ha ribadito Benedetto XVI ricevendo in udienza i vescovi scandinavi al termine della visita ad limina. Esprimendo soddisfazione per il Congresso nazionale sulla Famiglia che si svolgerà dal 14 al 16 maggio a Jönköping, in Svezia, il Papa ha notato che «uno dei messaggi più importanti che le popolazioni delle terre del Nord devono sentire da voi è il richiamo alla centralità della famiglia per la vita di una società sana», in particolare di fronte all’indebolimento «dell’impegno verso l’istituzione del matrimonio e della concezione cristiana della sessualità che sono stati a lungo il fondamento delle relazioni personali e sociali nella società europea». «I figli – nota Benedetto XVI – hanno il diritto di essere concepiti e portati in grembo e cresciuti all’interno del matrimonio: è attraverso la relazione sicura e riconosciuta con i loro genitori che possono scoprire la loro identità e conseguire un appropriato sviluppo umano». Di qui il monito a dare «priorità a questo diritto fondamentale dei bambini rispetto a qualsiasi altro presunto diritto degli adulti ad imporre loro modelli alternativi di famiglie, e soprattutto rispetto ad un presunto diritto all’aborto». Nella situazione scandinava, dove la Chiesa è minoranza, il Papa ha esortato i presuli a «continuare a trasmettere l’insegnamento della Chiesa sulle questioni etiche e sociali» e ad avere «particolare cura» per le vittime della crisi economica. Un incoraggiamento, inoltre, ad accogliere anche con «appositi programmi di catechesi» i numerosi rifugiati dal Medio Oriente, «molti dei quali cristiani delle Chiese orientali» e a favorirne l’integrazione. Per quanto riguarda i sacerdoti, Benedetto XVI ha notato come «in questo Anno Sacerdotale sia importante dare priorità all’incoraggiamento e al sostegno dei vostri preti che devono spesso lavorare in situazioni di isolamento l’uno dall’altro e in circostanze difficili per portare i Sacramenti al popolo di Dio». Il Papa ha ricordato che la comunità cattolica scandinavo è piccola e diffusa su una vasta area ed ha incoraggiato i sacerdoti a seguire l’esempio di San Giovanni Maria Vianney «fonte di ispirazione e intercessione». Ed ha sottolineato poi che l’Anno Sacerdotale è un’occasione per «esplorare più profondamente il significato e il ruolo indispensabile del sacerdozio nella vita della Chiesa». «È vostra responsabilità», ha poi detto ai vescovi, «verificare» che i preti siano «ben preparati» per il loro sacro ministero. Apprezzamento, nel discorso, anche per «l’enorme contributo» offerto dai laici alla vita della Chiesa. La Chiesa scandinava conta 12 diocesi per un totale di circa 300mila fedeli. In Danimarca i cattolici rappresentano lo 0,7% della popolazione, in Finlandia lo 0,2%, in Islanda il 2,6%, in Norvegia l’1,3% e in Svezia il 2%. Prima di svolgere il suo discorso, Benedetto XVI è stato salutato da monsignor Anders Arborelius, presidente della Conferenza episcopale della Scandinavia e vescovo di Stoccolma.