«Sussidiarietà, bussola delle nuove politiche» di Antonella Mariani
Sconti e bonus, agevolazioni e provvidenze una tantum: le famiglie non vogliono beneficenza, ma giustizia sociale. È a questo principio che è ispirato, nella sua parte propositiva, il Rapporto Cisf presentato ieri a Milano. Giustizia ed equità: perché i figli non sono un bene privato, ma il futuro di un’intera società. Per un welfare « amico dei figli », i versanti su cui agire, secondo Francesco Belletti, direttore del Cisf e presidente del Forum delle associazioni familiari, sono tre. Il primo: politiche di conciliazione dei tempi famiglia- lavoro. « Questa variabile è decisiva per le giovani coppie » , spiega Belletti. Ma non solo per loro, perché l’indagine Cisf svela forse per la prima volta quello che le famiglie sanno per esperienza: i figli non scompaiono dopo la prima infanzia. Tant’è vero che ben il 44,7 per cento della madri lavoratrici con figli tra 6 e 10 anni dice di aver difficoltà a conciliare famiglie e lavoro, contro il 36,6 per cento della madri con figli tra i 0 e i 5 anni. Dunque, anche il mondo delle imprese deve cambiare, per considerare il lavoratore come risorsa in tutta la sua concreta situazione di vita. Il secondo: costruire un sistema di servizi che aiuti le famiglie rispetto ai compiti di cura e che riguardi non solo i figli ma anche gli anziani. « Un sistema – ag- giunge Belletti – il più differenziato e flessibile possibile, replicando esperienze fortunate come le tagesmutter e i nidi condominiali » . Perché un welfare « amico dei figli » , come suggerisce anche il Rapporto nella sue conclusioni, non è statalista o assistenzialistico ma sussidiario alle famiglie; è plurale nel senso che ogni intervento dovrebbe avere « una pluralità di attori che operano come partner associativi o in rete » , è relazionale nel senso che ha l’obiettivo di rafforzare le relazioni tra genitori e figli. E poi c’è il terzo capitolo, che riguarda il grande tema della riforma fiscale, da attuare in modo graduale considerando anche la scarsità delle risorse in gioco e il contesto di crisi che il mondo occidentale sta vivendo. Il Rapporto Cisf ricalca la proposta del Forum delle associazioni familiari, suffragata da una petizione che nel 2008 ha raccolto più di un milione di firme: un percorso progressivo verso l’adozione del Quoziente familiare pesato. La prima fase proposta dal Cisf è l’aumento degli assegni familiari ( sia per i dipendenti sia per i parasubordinati), e la loro estensione, nelle famiglie con 3 figli, anche ai ragazzi tra i 18 e i 21 anni se studenti o apprendisti. Non solo: anche il tetto di reddito per godere degli assegni andrebbe alzato per far crescere il reddito disponibile « per sostenere i bilanci delle famiglie con figli » . La seconda fase è l’adozione del sistema delle Deduzioni familiari corrette, che realizza, più e meglio degli assegni familiari, « l’equità fiscale amica della famiglia » . Si tratta di introdurre una deduzione sul reddito imponibile – 6- 8 mila euro l’anno per ogni figlio a carico –, valida per tutti tranne che per i redditi molto alti. « Il sistema dovrebbe essere corretto per non sfavorire le famiglie con redditi medio- bassi, introducendo il concetto di ' tassa negativa sul reddito', cioè del trasferimento monetario diretto dal fisco al cittadino » di quella parte di deduzione non godibile perché superiore al carico imponibile. In questo modo verrebbero aiutate le famiglie che stanno intorno o sotto la soglia di povertà. La terza fase è quella del vero e proprio quoziente familiare, che adegua l’imposizione fiscale al numero dei componenti della famiglia e ai loro bisogni specifici ( età, condizioni di salute...). Il quoziente familiare, spiega il rapporto Cisf « è un indice di equità familiare perché ridistribuisce il reddito in senso orizzontale tra le famiglie che hanno maggiori carichi ( numero di figli, anziani a carico) e quelli che ne hanno di meno a parità di reddito » . Ma per essere davvero equo verso le famiglie con redditi più bassi, il quoziente deve essere corretto secondo criteri matematici piuttosto complessi.