Aiutò i genitori a morire: prosciolto di Elisabetta del Soldato
Non sarà incriminato il figlio del direttore d’orchestra Sir Edward Downes, morto nel luglio scorso assieme alla moglie nella clinica svizzera Dignitas che assiste i pazienti al suicidio. Lo ha deciso ieri il procuratore generale Keir Starmer dopo che il figlio del musicista, Caractacus Downes, era stato indagato per aver accompagnato i genitori nella cosiddetta “clinica della morte”. I motivi per l’incriminazione secondo quanto dichiara l’“Atto sul Suicidio” del 1961 esistono tutti, ha dichiarato ieri Starmer, ma la decisione di non procedere è stata presa dopo che si siamo accertati che l’uomo ha agito mosso «interamente da compassione » . Fino a qualche mese fa chiunque aiutasse o incoraggiasse una persona a morire anche solo accompagnandola in Svizzera ri- schiava fino a 14 anni di reclusione. La legge non è cambiata ma dopo la “vittoria” all’Alta Corte della malata di sclerosi multipla Debbie Purdy che chiedeva al giudice di sapere cosa succederà al marito quando questo l’accompagnerà in Svizzera a morire, la Procura ha pubblicato nuove linee guida che intendono chiarire la posizione giuridica di chi assiste una persona a suicidarsi. La Procura deve dunque considerare caso per caso e giudicare le ragioni per cui una persona decide di morire e quelle delle persone che gli stanno accanto. Ogni caso, ha sottolineato il procuratore, sarà esaminato singolarmente prima dalla polizia e poi dalla Corte che dovranno accertarsi se le persone che assistono un malato a morire abbiano, tra gli altri, anche un interesse economico a farlo. Nel caso del figlio di Downes, ha continuato Starmer, «siamo soddisfatti con le prove che confermano che i motivi che l’hanno spinto ad accompagnare i genitori in Svizzera erano dettati esclusivamente dalla compassione e che incriminarlo non sarebbe nell’interesse pubblico». È questo’ il primo caso affrontato dalla procura dopo l’introduzione delle nuove linee guida. Sir Downes è morto lo scorso 10 luglio all’età di 85 anni assieme alla moglie Joan, 74 anni, malata terminale. Nonostante Downes non fosse malato terminale era diventato quasi cieco e dipendeva completamente dalla moglie. Sono 117 fino a oggi i britannici che sono morti nella clinica Dignitas e oltre ottocento sono in lista d’attesa. Prima applicazione a Londra delle «linee guida» sul suicidio assistito per il caso del direttore d’orchestra spirato in Svizzer