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Rassegna stampa Culturale

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In questo spazio, che non viene aggiornato con cadenza regolare, troverete una ricca rassegna stampa culturale con temi relativi all'arte, alla storia ed a tutto quanto fa culutra.


Archivio Generale Rassegna Stampa Culturale

NATALE È L'IDENTITÀ CRISTIANA
Giuseppe Mani Vescovo
del 24/12/2015

Natale non è la festa principale del Cristianesimo ma sicuramente la festa dell’identità cristiana. E’ facile oggi , vivendo in un ambiente multicultuale, chiedersi perché dal momento che ebrei, musulmani e cristiani adorano lo stesso Dio, sono figli di Abramo e pregano nella stessa direzione , non si mettono d’accordo e fanno un’unica religione, probabilmente diminuirebbero anche le tensioni tra i popoli. TutteI adorano lo stesso Dio ma c’è una differenza sostanziale: i cristiani credono che Dio è diventato uomo e si è chiamato Gesù.

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NATALE È L'IDENTITÀ CRISTIANA
Giuseppe Mani Vescovo
del 24/12/2015

Natale non è la festa principale del Cristianesimo ma sicuramente la festa dell’identità cristiana. E’ facile oggi , vivendo in un ambiente multicultuale, chiedersi perché dal momento che ebrei, musulmani e cristiani adorano lo stesso Dio, sono figli di Abramo e pregano nella stessa direzione , non si mettono d’accordo e fanno un’unica religione, probabilmente diminuirebbero anche le tensioni tra i popoli. TutteI adorano lo stesso Dio ma c’è una differenza sostanziale: i cristiani credono che Dio è diventato uomo e si è chiamato Gesù.

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«Torni la musica sacra». La lezione di Benedetto XVI
Massimo Introvigne
del 05/07/2015

Il 4 luglio a Castel Gandolfo, il Papa Emerito Benedetto XVI, ha ricevuto il dottorato honoris causa da parte della Pontificia Università Giovanni Paolo II di Cracovia e dell’Accademia di Musica di Cracovia. Il Papa emerito ha profittato dell'occasione per impartire una grande lezione sulla funzione e la natura della musica, un tema di cui aveva parlato diverse volte nel corso del suo pontificato, ma forse mai in modo così completo e sistematico. Benedetto XVI ha rievocato anzitutto il suo legame con la Polonia e con San Giovanni Paolo II, affermando che «senza di lui il mio cammino spirituale e teologico non è neanche immaginabile.

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L'ecologia integrale di papa Francesco in 10 punti

del 18/06/2015

Un ecologia mirata alla tutela dell'ambiente nella sua interezza. Un'ecologia "integrale" la definisce papa Francesco, spigandone le caratteristiche nell'Enciclica "Laudato Si". Eccone i 10 tratti salienti:

1) LA RETE DEGLI ESSERI VIVENTI
Come i diversi componenti del pianeta – fisici, chimici e biologici – sono relazionati tra loro, così spiega Papa Francesco, «anche le specie viventi formano una rete che non finiamo mai di riconoscere e comprendere.

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“Laudato sì”, il messaggio al mondo di Francesco
CHIARA SANTOMIERO
del 18/06/2015

Le fonti francescane raccontano che nel Cantico di Frate Sole il versetto sul perdono fu inserito successivamente alla prima stesura: poiché tra il vescovo di Assisi Guido e il podestà Oportulo era nato un violento dissidio, san Francesco mandò i frati a cantare la sua laude davanti ai due contendenti aggiungendo la nota su chi è capace di perdonare. I due, capita la lezione, sugellarono con un abbraccio la ritrovata pace cittadina. I destinatari dell’enciclica “green” di papa Francesco intitolata – con chiara ispirazione al capolavoro del poverello di Assisi - “Laudato si’”, sapranno cogliere allo stesso modo il messaggio e correre ai ripari per quanto riguarda la tutela dell’ambiente? E’ l’auspicio di Carlo Paolazzi, frate minore, autore di numerosi studi e pubblicazioni sulle Fonti francescane e, da ultimo, di “Il cantico di frate sole” (Edizioni Porziuncola), un testo di cui spiega ad Aleteia struttura e significati.

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«Educazione sessuale alle famiglie non alla scuola»

del 11/03/2015

Ventitre enti tra associazioni, fondazioni e comitati, tutte impegnate sui temi della famiglia e dell'educazione, hanno scritto una lettera aperta al presidente della Repubbica, al premier e al ministro dell’Istruzione, con la quale chiedono che l’educazione sessuale non sia delegata alla scuola, ma sia riservata alla famiglia, la quale, in base all’articolo 30 della Costituzione, è la titolare del diritto-dovere di mantenere, educare ed istruire i figli.

Quattro le motivazioni sostanziali: rispetto dell’intimità, rispetto del pudore, rispetto della privacy e rispetto della libertà di educazione della famiglia.

Qui di seguito il testo della lettera aperta.

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La famiglia è grembo per ciascuno di noi.
Mons. Artuiro Bellini
del 25/02/2015

La famiglia è grembo per ciascuno di noi. E’ "scuola" di ascolto e di contatto corporeo. Spazio protetto e sicuro, dove cominciamo a familiarizzare col mondo esterno, rassicurati dal battito del cuore della mamma.

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Identità sessuale, vita e famiglia: i compiti educativi della scuola
Diocesi Trieste
del 23/02/2015

DIOCESI DI TRIESTE - COMMISSIONE DIOCESANA “Vittorio Bachelet”
PER L’EDUCAZIONE CATTOLICA, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ
IDENTITÀ SESSUALE, VITA E FAMIGLIA: -I COMPITI EDUCATIVI DELLA SCUOLA
Una situazione che preoccupa
1. Il mondo educativo in generale e quello della scuola in particolare sono investiti dalla cosiddetta ideologia del “gender”, secondo la quale l’identità sessuale non è un dato naturale, ma culturale e come tale esso deve poter essere scelto. Maschio e femmina sarebbero quindi degli stereotipi di genere da superarsi perché impediscono la libertà dell’individuo e, di conseguenza, l’educazione dovrebbe ugualmente istruire su tutti gli orientamenti sessuali fin dalla più tenera età scolare.

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La Dama Bianca di Messina

del 09/08/2014



Nel corso degli anni la città di Messina fu protetta più volte da una valorosa combattente: “La Dama Bianca”; altri non era che la Madonna in persona con un esercito di angeli. E’ stata vista più volte soprattutto dai nemici i quali scappavano a gambe levate.
I messinesi hanno sempre avuto una devozione particolare verso la Madonna.

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Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II : Papi per la Pace
M. Caterina Muggianu
del 12/04/2014

Angelo Giuseppe Roncalli – Papa Giovanni XXIII ( 28 ottobre 1958 – 3 giugno 1963)

Erano le 16.4 5 del 28 ottobre 1958
Dopo un’ora il Cardinale Canali appariva alla finestra della loggia detta di Paolo V e annunciava “ Habemus Papam” Poi si affaccio’ Giovanni XXIII
Si era pensato di eleggere un Papa di transizione, un Papa anziano, ma Giovanni XXIII, non solo non fu un cosiddetto “Papa di transizione” ma il suo nome sarebbe stato scritto fra quelli dei “grandi” della Chiesa.
Subito si dimostrò un Papa innovativo sin nelle piccole cose della vita quotidiana.

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Giovanni XXIII, la furbizia del santo contadino di Dio
Andrea Tornielli
del 15/01/2014

Angelo Giuseppe Roncalli (1881-1958) il papa "buono , ma per nulla sprovveduto

«Che sarei io se un giorno il Signore non mi avesse chiamato in un altro campo? Sarei un lavoratore, come lo sono molti miei nipoti, i quali pur accettando il dono dell’istruzione e della cultura, hanno voluto rimanere alcuni nei campi a lavorare, ed altri, perché anche per loro, come per tutti gli italiani, ad un dato momento la terra non è stata più sufficiente per le accresciute braccia, si sono recati negli stabilimenti e nelle officine». Angelo Giuseppe Roncalli, il «Papa buono» Giovanni XXIII (1881-1958), se non fosse stato avvinto dalla Provvidenza e non avesse scalato tutti i gradini della gerarchia ecclesiastica, sarebbe forse rimasto a legar fascine sui campi, come hanno fatto molti dei suoi parenti e come ha simbolicamente continuato a fare lui nella sua particolare calligrafia. «Papa buono» ma per nulla sprovveduto, Roncalli saprà far tesoro, durante la sua lunga e impegnativa carriera diplomatica, di quella sana furbizia contadina assimilata dal suo ambiente familiare.

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L'Unità dei Cristiani
M. Caterina Muggianu
del 13/01/2014

Il percorso della Chiesa dal Concilio Ecumenico Vaticano II
Svariati documenti ufficiali esprimono l’impegno della Chiesa per l'unità dei cristiani, in particolare: Costituzione Dogmatica Lumen Gentium, (1964). Il decreto Unitatis Redintegratio (1964) Il Catechismo della Chiesa cattolica (1992); Il Direttorio per l'applicazione dei principî e delle norme sull'ecumenismo (1993); La Lettera Apostolica Tertio millennio adveniente (1994); La Lettera Enciclica Ut unum sint (1995); La Lettera Apostolica Orientale lumen (1995). L’Esortazione Apostolica Ecclesia in Medio Oriente (2012)
II Papa Giovanni XXIII intendeva chiaramente che il Concilio non fosse solamente uno strumento per l'aggiornamento della Chiesa Cattolica, ma anche un contributo per la cicatrizzazione delle ferite che dividono le comunità Cristiane.

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La forza della grazia
Gerhard Ludwig Müller
del 17/12/2013


Con il testo tutt’oggi fondamentale dell’esortazione apostolica Familiaris consortio, pubblicata da Giovanni Paolo II il 22 novembre 1981 dopo il Sinodo dei vescovi sulla famiglia cristiana nel mondo contemporaneo, è stato espressamente confermato l’insegnamento dogmatico della Chiesa sul matrimonio.

Dal punto di vista pastorale l’esortazione post-sinodale si è occupata anche della cura dei fedeli risposati con rito civile, ma che sono ancora vincolati da un matrimonio valido per la Chiesa. Il Papa ha dimostrato un’alta misura di premura e di attenzione.

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Il sentiero dell’attesa
HENRI J.M. NOUWEN
del 10/12/2013

In preparazione al Natale proponiamo alcuni brani del volumetto HENRI J.M . NOUWEN, Il sentiero dell’attesa.

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Il papa emerito Benedetto XVI scrive a Odifreddi su Repubblica (e lo demolisce)
Benedetto XVI
del 24/09/2013


Il papa emerito Benedetto XVI scrive a Odifreddi su Repubblica (e lo demolisce)
Invia per Email Stampa
settembre 24, 2013 Benedetto XVI

Oggi Repubblica ha pubblicato una lettera di Joseph Ratzinger a Piergiorgio Odifreddi, matematico ateo e autore di “Caro Papa, ti scrivo”

La missiva, come spiega oggi Piergiorgio Odifreddi, gli è stata consegnata il 3 settembre ed è datata 30 agosto. Consta di 11 fitte pagine di protocollo. Sul quotidiano ne sono stati pubblicati alcuni stralci.

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L'enorme importanza della Preghiera per le vocazioni
Vito Magno Giornalista vaticanista
del 12/06/2013

Un’immagine della sera dell’elezione di Papa Francesco resterà più delle altre nella memoria collettiva: l’inchino con cui si è affidato alla preghiera dei fedeli prima di impartire la benedizione. Un gesto coerente con il suo essere pastore, seguito dal silenzio di centomila persone. Qualche giorno prima, nella stessa piazza, Benedetto XVI, spiegando le ragioni della rinunzia al pontificato aveva detto: “Il cuore della Chiesa non è dove si progetta, si amministra, si governa, ma è dove si prega”.

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Messico, La sindaca di Monterrey, consegna la città a Gesù Cristo

del 11/06/2013

La sindaca di Monterrey in Messico, Margarita Arellanes Cervantes levando la mano al cielo ha pregato: “Chiedo umilmente a Dio di entrare in questa città e farne la sua dimora; Signore Gesù Cristo, benvenuto a Monterrey” - 11 giu. 2013 - Circondata da applausi, ovazioni e grida festanti, da parte dei partecipanti all'evento “Monterrey Ora”, Margarita Arellanes Cervantes, sindaca di Monterrey in Messico, ha consegnato simbolicamente le chiavi della città a Gesù Cristo chiedendo che il suo “ regno di benedizione e di pace sia stabiliti”.

L'evento era stato organizzato dall'Alleanza dei pastori di Monterrey .

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Il mese di Maggio
Laura Borello
del 24/05/2013

Il mese di maggio, come ben tutti i cattolici sanno, è identificato nel calendario spirituale e ancor più in tutta la tradizione religiosa popolare, come il mese della Vergine.

In questo mese, ancor oggi, le processioni in onore della Madonna diventano più frequenti ed è abbastanza comune che gli altari dedicati a Maria siano ornati con più attenzione di fiori freschi, magari offerti dai fedeli in uno slancio di devozione immediata o perché frutto di una tradizione assimilata in famiglia.
La presenza ed il dono dei fiori freschi in realtà si collega ad una tradizione antica ed è strettamente legata al valore simbolico che questi assumono.

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5 maggio 2013 - Pasqua ortodossa

del 05/05/2013



Ai membri dell’episcopato, del clero, ai monaci e alle monache

e a tutti i fedeli figli e figlie della Chiesa Ortodossa Russa


Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria

per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! (1 Cor 15, 57)

Eminenze e Eccellenze Reverendissime, reverendi padri, venerabili monaci e monache, cari fratelli e sorelle,

in questo grande giorno di luce esprimo i miei auguri di cuore a tutti voi in ocasione della Pasqua del Signore e rivolgo a ognuno e ognuna le sante parole dell’antico saluto:

Cristo è Risorto!

Queste parole, con cui lungo i secoli i cristiani si salutano nei giorni luminosi della Pasqua e che testimoniano al mondo la verità di quanto è accaduto duemila anni fa, contengono una forza spirituale sorprendente. Esse sono al contempo annuncio della vittoria, invito alla gioia, augurio di pace, speranza e consolazione per ogni uomo.

Colui che era stato generato dalla purissima Vergine Maria – che ha sofferto senza colpa, è stato crocifisso ed è morto in mezzo a due ladroni – si è rialzato dai morti, come primo del genere umano.

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«La clausura? È la vera libertà»
Domenico Agasso Jr.
del 18/01/2013


Prega e offre la propria agonia al Signore per salvare una persona posseduta da una «malattia spirituale». E ci riesce. La protagonista di questa storia è suor M.

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Come la Chiesa ha alfabetizzato l’Europa
Francesco Agnoli
del 06/12/2012

Si discute, in questi tempi, della scuole paritarie. Sembra che la scure dell’Imu debba calare anche su di loro, con effetti devastanti. L’argomentazione dei contrari è semplice: le scuole paritarie, che offrono un servizio pubblico, fanno risparmiare allo Stato sei miliardi di euro l’anno.

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LE PIETRE D'INCIAMPO DEL VANGELO
Gianfranco Ravasi
del 23/12/2012


Il bue, l'asino e la grotta di Betlemme
"Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’alloggio." (Luca 1,34)

La grotta, il bue e l’asino, mezzanotte: guai se nel nostro presepe mancassero questi elementi che recano con sé tutta l’atmosfera natalizia e le emozioni bellissime di un’infanzia innocente, forse perduta. Ma se scorriamo le righe del racconto evangelico di Luca, di questo apparato non c’è menzione perché esso è sbocciato liberamente come un fiore della tradizione su un testo che è, invece, molto più sobrio.

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Trentino, Festival della Famiglia: creare una "rete" per resistere ai morsi della crisi
Radio Vaticana
del 26/10/2012

“Il 2012 è stato l’anno più difficile per la famiglia: il morso delle ristrettezze si è sentito pesantemente. Diventa urgente allora l’intervento della politica, e noi stiamo lavorando proprio su questo, dalle iniziative per la conciliazione tra famiglia e lavoro, alla riduzione del costo dei prodotti dell’infanzia, alla revisione dell’ISEE.” Con queste affermazioni, Andrea Riccardi, ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione, ha aperto ieri pomeriggio a Riva del Garda la prima giornata del Festival della Famiglia, sul tema “Se cresce la famiglia, cresce la società”.

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Cristo porta tutta la novità
Robert Imbelli
del 26/10/2012

Nella sua Lettera apostolica Porta fidei, con la quale ha indetto l’Anno della Fede, nel cinquantesimo anniversario dell’inaugurazione del concilio Vaticano II, Benedetto XVI pone particolarmente l’enfasi sulla “novità” radicale della risurrezione di Cristo, cuore della fede cristiana. Viene in mente la straordinaria sintesi di sant’Ireneo: «Omnem novitatem attulit, semetipsum afferens», ossia «Cristo, nella sua venuta, ha portato con sé tutta la novità».

La novità della risurrezione di Cristo ha come frutto immediato la trasformazione dei discepoli timorosi nella nuova comunità che è la Chiesa, il corpo del Risorto.

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Il Vangelo nel mondo

del 28/10/2012


Il Sinodo lancia un progetto concreto per la nuova evangelizzazione. Con un punto fermo: «la fede si decide nel rapporto che instauriamo con la persona di Gesù» e per testimoniarlo bisogna accostarsi alla vita degli uomini di oggi, senza «inventare chissà quali nuove strategie» perché il Vangelo non è «un prodotto da collocare sul mercato delle religioni».P roprio per «sostenere e orientare» tutte le comunità cristiane nell’urgenza della missione, i padri sinodali hanno approvato, nella mattina di venerdì 26 ottobre il messaggio pastorale, il nuntius, a conclusione dei lavori.

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Nel segno del concilio
c.d.c.
del 28/10/2012


Era iniziato bene e si è concluso meglio. Il Sinodo apre il tempo della nuova evangelizzazione chiamando tutte le componenti della Chiesa, ecclesiastici e laici, ai blocchi di partenza per la missione, indicata come un compito di tutti i battezzati. Il messaggio al popolo di Dio ribadisce che la Chiesa invita alla missione non perché incalzata dal pessimismo, quanto piuttosto sollecitata dalla speranza, in spirito di vera amicizia con l'umanità attuale.

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MORIRE PER GESU' CRISTO E PER L'AFRICA
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
del 10/10/2012

Già da molti anni la Chiesa ha voluto dedicare il mese di ottobre alle missioni cioè al ricordo dei tanti missionari e missionarie, religiosi e laici, che “hanno lasciato padre, madre, fratelli, sorelle, campi.. .” e sono partiti per annunciare il Vangelo, testimoniandolo con le parole e con la vita, talvolta fino al martirio.

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Giovanni d’Ávila predicatore e maestro spirituale
Benedetto XVI - Lettera Apostolica 7 ottobre 2012
del 09/10/2012

Giovanni d’Ávila
predicatore e maestro spirituale

LETTERA APOSTOLICA

San Giovanni d’Ávila,
sacerdote diocesano,
è proclamato Dottore della Chiesa universale.

BENEDETTO PP. XVI

A perpetua memoria

1.

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Ildegarda di Bingen
Benedetto XVI - Lettera Apostolica 7 ottobre 2012
del 09/10/2012


Ildegarda di Bingen

LETTERA APOSTOLICA

Santa Ildegarda di Bingen,
Monaca Professa
dell’ordine di San Benedetto,
è proclamata Dottore della Chiesa universale

BENEDETTO PP. XVI

A perpetua memoria.

1.

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Ildegarda di Bingen La profetessa teutonica
Karl Lehmann, Cardinale vescovo di Magonza
del 09/10/2012



Per quasi 2000 anni i dottori della Chiesa sono stati esclusivamente uomini. Fino al 1970, questo titolo è stato conferito a trenta teologi. Soltanto nel novecento sono stati proclamati ben sette nuovi dottori della Chiesa.

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La donna e l'umanizzazione del mondo
San Josemaría Escrivà
del 07/08/2012

La donna è chiamata ad apportare alla famiglia, alla società civile, alla Chiesa, qualche cosa di caratteristico che le è proprio e che solo lei può dare: la sua delicata tenerezza, la sua instancabile generosità, il suo amore per la concretezza, il suo estro, la sua capacità d’intuizione, la sua pietà profonda e semplice, la sua tenacia.. . La femminilità non è autentica se non sa cogliere la bellezza di questo insostituibile apporto e non ne fa vita della propria vita.

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Un'ingiustizia sociale di Gesù?
Gianfranco Ravasi
del 16/07/2012


«Questi ultimi hanno lavorato una sola ora,
eppure li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo!».
(Matteo 20,12)

La parabola evoca, come accade spesso alla predicazione di Gesù, la concretezza di una situazione sociale amaramente costante nella storia dell’umanità. La parola di Cristo non è né eterea né aerea, bensì è piantata saldamente nel terreno delle vicende umane.

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Alcuni brani tratti da "San Benedetto il primo Europeo"
Ludmila Grygiel
del 11/07/2012

All’inizio del Terzo Millennio, mentre si parla tanto della costruzione della nuova Europa, dell’allargamento dell'Unione Europea, vale la pena ritornare alle origini della nostra storia, commemorando la figura e l'opera di san Benedetto. La commemorazione è un atto personale che coinvolge ("com-muove") la memoria, e consiste nel riesaminare i suoi contenuti. I.

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LA VERA PARTICELLA DI DIO
Antonio Socci
del 05/07/2012

In questi giorni è stata strombazzata in tutto il mondo la scoperta del famoso “bosone di Higgs”, la cosiddetta “particella di Dio”. Ma c’è anche un’altra “scoperta” – rimasta pressoché sconosciuta – a cui voglio accostarla: più che la “particella di Dio” essa mostra Dio stesso.

Si tratta di uno studio sulla Sindone di Giuseppe Baldacchini, uno scienziato italiano già dirigente al laboratorio dell’Enea di Frascati (vedi http://www.

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I due grandi amori di papa Wojtyła
fra Marco Malagola ofm
del 03/07/2012


«La grandezza è il segno che si addice a Wojtyła» affermava l'amico vaticanista e scrittore Domenico del Rio nel suo Wojtyla, il nuovo Mosè, mentre, con intuito profetico, nel Karol il Grande, pubblicato postumo, il giornalista sottolineava di Giovanni Paolo II «la passione di rivelare al mondo ciò che di più grandioso può esserci sulla terra: l'amore di Dio».

Possiamo dire che tutta la vita di papa Wojtyła sia stata un canto d’amore: per la Chiesa, per l'umanità intera, per la sua amata nazione polacca, ma anche per la creazione e l'universo. Dicendo «universo» penso a Teilhard de Chardin che Giovanni Paolo II cita in parecchi suoi scritti.

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Una macina da mulino
Gianfranco Ravasi
del 17/06/2012


"Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me,
gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino
e sia gettato nel profondo del mare". (Matteo 18,6)


Spesso questa frase è stata addotta per condannare i pedofili e persino per giustificarne la condanna a morte. Come può il “mite” Gesù che insegna il perdono, pur condannando la colpa, giungere a questo punto di crudeltà?
Per interpretare correttamente il testo dobbiamo procedere per gradi.

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Lo spirito impuro
Gianfranco Ravasi
del 27/04/2012


"Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice: «Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito»". (Matteo 12,43-44)

Gesù con queste parole sembra “sceneggiare” una storia diabolica, introducendo elementi dal sapore mitico.

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L'Annunciazione a Maria nell'arte Un tema molto popolare nell'iconografia cristiana
Britta Dörre
del 26/03/2012

ROMA, domenica, 25 marzo 2012 (ZENIT) - L'Annunciazione a Maria è uno dei temi più raffigurati dell'arte cristiana. L'evento, raccontato dall'evangelista san Luca (1,26-38), descrive l'inizio della storia della salvezza, ovvero l'Incarnazione del Figlio di Dio, il che spiega perché la scena occupa sin dall'inizio un posto di grande rilievo nell'iconografia cristiana.

Così si legge nel Vangelo di Luca: “La vergine si chiamava Maria.

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Guercino, "il ritorno del figliol prodigo" e l'attualità del padre misericordioso
Antonio D’Angiò
del 26/03/2012

ROMA, sabato, 3 marzo 2012 (ZENIT).- Sino a domenica 29 aprile sarà possibile visitare a Roma, nelle sale di Palazzo Barberini adibite per la prima volta a spazio espositivo, la mostra “Capolavori da Cento e da Roma: Guercino 1591 – 1666”.

Sono trentasei le opere esposte di Francesco Barbieri, detto il Guercino, che attraversano tutto il tempo del suo percorso artistico, con una particolare attenzione anche a quelle realizzate tra il 1621 ed il 1623, durante la sua permanenza romana, sotto l'ala protettiva del suo mecenate Gregorio XV.

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Il paralitico, il perdono, gli uomini
Gianfranco Ravasi
del 13/03/2012

"A questa vista, le folle furono prese da timore, resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere
agli uomini".( Matteo 9,8)

Non abbiamo potuto citare tutto il brano matteano (9,1-8) che ora brevemente evochiamo per sommi capi. Si tratta di un episodio che è ripreso anche dagli altri Vangeli Sinottici (Marco 2,1-12 e Luca 5,17-26), con varianti descrittive proprie.

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La Storia Siamo Noi
P. Pier Luca
del 12/03/2012

Carissimi,

vi mando questa lettera del Cardinale Keith O’Brien, Arcivescovo di Edinburgo e presidente della Conferenza Episcopale Scozzese in merito alla proposta di legalizzazione del “matrimonio” omosessuale in Gran Bretagna. Ve la mando non tanto per il merito della questione quanto per la paurosa deriva di una società – e noi non siamo molto lontani – che in nome della modernità si crede onnipotente. Notate che né Dio, né la Chiesa, né la fede sono mai nominate.

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Seiano
Rino Cammilleri
del 26/02/2012

«Se liberi costui non sei amico di Cesare!» (Gv 19,12). Udite queste parole, Pilato se la fece letteralmente nelle braghe e consegnò Gesù alla crocifissione. I capi dei giudei l'avevano fregato.

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Carrón: una Speranza più forte della crisiImmagine pagina
Giorgio Paolucci
del 04/01/2012

È appena tornato dagli Stati Uniti, dove ha incontrato le comunità di Cl nate oltreoceano in questi anni, segno di un carisma che continua a fiorire e che ha messo radici in 80 Paesi. In questi giorni sta preparando la lezione introduttiva della Scuola di comunità del 2012, lo strumento di educazione alla fede inventato da don Giussani per verificare quanto la fede c’entra con la vita di tutti i giorni. Il lancio pubblico della Scuola di comunità è previsto per mercoledì, con una videoconferenza da Milano che verrà seguita da cinquantamila persone collegate da decine di città italiane.

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Antidoti al torpore in forma di poesie
SILVIA GUIDI
del 04/01/2012


"Strano mestiere cercare parole da cucire l'una all'altra, guardando il muro per ore, sdraiati su un divano"; così Wislawa Szymborska amava prendere in giro se stessa e disinnescare con l'ironia ogni possibile rischio di retorica nel corso di un'intervista, di una lettura poetica o di un discorso ufficiale (incombenza che accettava come un male necessario, soprattutto dopo il premio Nobel del 1996).
La poetessa polacca è morta mercoledì scorso nella sua casa di Cracovia; nata il 2 luglio 1923 a Bnin, nella regione di Poznan, Szymborska aveva studiato e si era laureata in lettere e sociologia presso l'università della città dove ha sempre vissuto, o meglio, dove è diventata "maestra di una disciplina indispensabile e spesso ignorata: l'arte di essere vivi" - come scrive Roberto Calasso sul "Corriere della Sera" del 2 febbraio 2012 - regalando al mondo, grazie alla freschezza del suo sguardo, preziosi antidoti al torpore scolpiti nel cesello levigato di una pagina di versi, capaci di scavalcare agevolmente anche gli inevitabili tradimenti delle traduzioni in altre lingue.
"La Szymborska - continua Calasso sul "Corriere" - penetrava tra lettori di ogni tipo, dai più esigenti a quelli che, in linea di massima, evitano la poesia.

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Il Nazareno
Gianfranco Ravasi
del 28/01/2012

"Andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perchè si adempisse il detto dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno»". (Matteo 2,23)
A chi non ha una grande assuefazione con i testi biblici questo versetto non crea nessuna difficoltà: il nome Nazareno è diventato talmente popolare da essere accolto senza esitazione come la denominazione topografica di Gesù, che era vissuto a lungo appunto a Nazaret. Eppure la connessione – almeno come ce la presenta Matteo – non è così scontata.

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UNA PAROLA DA NON DIRE
Adriano Pessina
del 21/01/2012




Nel 1971 esce in Italia, La terza età, traduzione di un testo di Simone de Beauvoir che, molto più realisticamente, si intitolava La vieillesse. Molto tempo è passato da quando la pensatrice francese denunciava una sorta di congiura del silenzio intorno al fenomeno della vecchiaia e ai suoi problemi specifici, non soltanto sanitari: oggi parliamo già di quarta età e continuiamo a preferire la nozione di anziano (letteralmente “nato prima”) a quella di vecchio. Ma ciò non significa che sia cresciuta la consapevolezza che la vecchiaia sia il tempo proprio di ogni uomo che vive a lungo e che è parte integrante della nostra condizione umana.

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IDENTIKIT DEL MESSIA
Cardinale Giacomo Biffi
del 20/01/2012

Ciò che primariamente colpisce nel magistero di Gesù è la straordinaria chiarezza di idee. Tutto è lucidamente enunciato senza ambiguità o tentennamenti. Le esitazioni, il rifugio nel soggettivismo, le formule dubitative («forse», «secondo me», «mi parrebbe»), così frequenti nel nostro dire, non si incontrano mai nei suoi discorsi, dai quali sono lontanissimi i vezzi, le civetterie,l’apparente arrendevolezza del “pensiero debole”.

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Cronache di viaggio
Filippo
del 10/01/2012

Non ho visto molto Perù, perchè vivere a Lima, per di più in un quartiere "protetto" dalla realtà della città vera e dalle sue infinite e misere periferie, non si può dire che sia un'esperienza significativa.
In più il Perù si estende dalla foresta amazzonica all'oceano Pacifico passando per picchi che superano i seimila metri. Ci sono luoghi, persone, abitudini delle quali non siamo minimamente a conoscenza.

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LE PIETRE D'INCIAMPO DEL VANGELO
Gianfranco Ravasi
del 08/01/2012

Gesù ha parlato a lungo nello spa¬zio pubblico della sinagoga di Ca¬farnao, la città che allora domina¬va il lago di Tiberiade dalla sua costa settentrionale. Ancor oggi i pellegrini sostano nella stessa area che reca i se¬gni solenni di un'antica sinagoga del IV secolo, eretta sulle basi di quella in cui Cristo aveva tenuto un discorso scon¬certante che aveva generato una rea¬zione ostile da parte non solo della fol¬la che l'ascoltava, ma anche degli stes¬si discepoli. Tant'è vero che l'evangeli¬sta Giovanni annotava malinconica¬mente: «Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui» (6,66).

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Ultime notizie da Fatima: ciò che la Madonna ha fatto (e fa) per noi…
Antonio Socci
del 03/01/2012

La profezia dei Maya, gli oroscopi.. . A milioni vanno dietro a queste favole, specialmente con l’ingresso nel 2012 e complice l’incertezza provocata dalla crisi.

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Dagli scritti di mons. Antonio Bello vescovo.
Mons Tonino Bello
del 05/01/2012

Dagli scritti di mons. Antonio Bello vescovo.

Lettera a Giuseppe, avanzo di galera.

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L'amico di Giovanni Paolo II
Chiara Santomiero
del 18/10/2011

ROMA, domenica, 15 maggio 2011 (ZENIT.o rg).- La prima volta da giovani professori che condividevano le cuccette di uno scompartimento sul treno da Lublino a Cracovia; l’ultima a cena nell’appartamento del Papa, il 21 gennaio del 2005, il giorno prima che fosse ricoverato per l’ultima volta al “Vaticano III” come lui chiamava il Policlinico Gemelli.

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Libri, "Poesia come un albero"
(Luca Manes)
del 10/10/2011

Quando nel deserto nulla appare allo sguardo, imbattere in un albero significa ritrovare la vita. Poterla nuovamente guardare, con la gioia della scoperta. Così accade con la poesia di Margherita Guidacci, riedita nell’antologia Poesia come un albero (Marietti editore.

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Madre Elena Aiello - Beata
Beniamino Donnici – Medico Psichiatra
del 16/09/2011

Attacco al Papa e alla Chiesa? Il segno dei tempi
di Redazione Il Vaticanese

Madre Elena Aiello - Beata

Il Vaticanese pone oggi in Primo Piano con convinzione una lettera scritta da Beniamino Donnici medico Psichiatra già Europarlamentare, Colonnello Medico. Con convinzione, perché l’On. Beniamino Donnici è stato l’unico politico della scena nazionale ad avere rinunciato ad una poltrona d’oro per anteporre alla politica, al danaro certo e ai privilegi che essa porta con se, la riflessione su “quale” politica si dovesse adottare per compiere i passi giusti verso il futuro non solo suo, privato, personale, ma dell’intera società.

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APPELLO DI PACE - BOUND TO LIVE TOGETHER

del 14/09/2011

Comunità di Sant’Egidio Arcidiocesi di Monaco e Frisinga
BOUND TO LIVE TOGETHER
APPELLO DI PACE
Monaco 2011
APPELLO DI PACE

Uomini e donne di religione diversa ci siamo riuniti a Monaco di Baviera su invito dell’Arcidiocesi di München e Freising e della Comunità di Sant’Egidio, che da 25 anni porta avanti con tenacia lo “Spirito di Assisi”. Siamo grati a chi ha tenuto viva questa speranza in anni difficili, quando i ponti crollavano. Dopo dieci anni segnati dalla cultura della violenza, dal folle terrorismo, in un mondo che sembra dominato da un capitalismo senza regole, ci siamo fermati semplicemente per pregare, ascoltare e scrutare il futuro.

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“Bound to live together”/ “Convivere – il nostro destino”
Benedetto XVI
del 12/09/2011


Al mio venerabile fratello
Reinhard Cardinale Marx
Arcivescovo di Monaco e Frisinga

Tra poche settimane cadrà l’anniversario dei venticinque anni dall’invito rivolto dal beato Giovanni Paolo II ai rappresentanti delle diverse religioni del mondo a convergere ad Assisi per un incontro internazionale di preghiera per la pace. In seguito a questo memorabile evento, anno dopo anno la Comunità di Sant’Egidio realizza un incontro per la pace, per scendere più in profondità nello spirito di pace e di riconciliazione e perché Dio nella preghiera ci trasformi in uomini di pace. Sono lieto che l’incontro di quest’anno abbia luogo a Monaco, la città di cui sono stato vescovo, alla vigilia del mio viaggio in Germania e in preparazione alla cerimonia per la memoria del venticinquesimo anniversario della preghiera mondiale per la pace di Assisi, che avrà luogo nel prossimo mese di ottobre.

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Eucarestia: passione di Dio per l'uomo'

del 05/09/2011


Il Congresso Eucaristico di Ancona ha affrontato, lunedì 5 settembre,il primo ambito del convegno di Verona del 2006, quello riguardantel'affettività: 'Eucarestia: passione di Dio per l'uomo' con il prof. Domenico Simeone, docente all'Università di Macerata, e la prof.s sa Ina Siviglia Sammartino,consultore del Pontificio Consiglio per la Famiglia, sui percorsi educativifamiliari e pastorali.

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Storia e cronologia dei Congressi Eucaristici versione testuale
(Agenzia Sir)
del 04/09/2011


Dieci anni dopo il Congresso Internazionale di Lille, l'Opera dei Congressi Eucaristici mise salde radici anche in Italia. L'introduzione di questa forma di culto eucaristico in Italia lo si deve all'impulso dato direttamente dalla Sede apostolica. Dopo il Congresso tenuto a Venezia, il quinto della serie, per dare maggiore continuità e su richiesta del Congresso dei sacerdoti adoratori, venne istituito il Comitato permanente dei Congressi eucaristici nazionali, quale sotto-comitato per i Congressi internazionali.

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Congresso eucaristico
Giacomo Gambassi
del 04/09/2011

Memoria e devozione
Miracoli eucaristici
Nelle «città del pane» l'Italia rivive la storia di fede del popolo cristiano
Dall’antica acropoli di Alatri la Cattedrale di San Paolo guarda la cittadina laziale. Per raggiungere i cancelli d’ingresso occorre percorrere una scalinata che invita ad alzare lo sguardo. Quasi un richiamo a quell’«ostia incarnata» che il Duomo conserva in una teca di vetro e che spicca sopra un altare della navata di destra.

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Il buon gioco dell’annuncio dei 10 comandamenti
Don Fabio Rosini
del 31/08/2011

Ultimamente stanno tornando di moda i Dieci Comandamenti. Articoli sulla stampa, libri, riflessioni e quant’altro, danno spazio a questa tematica. Questo è un fenomeno sorprendente se si pensa a quanto forte sia stato l’impulso, nella storia del pensiero occidentale recente, a liberarsi di ogni imposizione, di ogni legge.

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Cose che nessuno sa (sui nostri figli e… su noi).
Antonio Socci
del 22/08/2011

“La giovinezza è la scoperta del corpo e dello spirito… è lo stupore e il desiderio del proprio corpo e lo stupore e il desiderio della propria anima che arde di domande su di sé, sulla vita, la morte, l’amore e Dio. Ma è l’anima, lo spirito, che esplode verso l’infinito desiderio. Il corpo cerca solo, arrancando di stargli dietro”.

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Nata Femmina
Merid Elvira Dones
del 18/06/2011

"Egregio Signor Presidente del Consiglio, le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor
ha toccato persone a me molto care: "le belle ragazze albanesi".
Mentre il premier del mio paese d'origine, Sali Berisha, confermava l'impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che "per chi porta belle ragazze possiamo fare un'eccezione."
Io quelle "belle ragazze" le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia.

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DELUDENTE, GROTTESCO ED OFFENSIVO IL FILM DI MORETTI.
Daniele Venturi - Presidente Associazione Nazionale Papaboys
del 18/04/2011

Non potevamo aspettarci opere d’arte da Nanni Moretti, e questo è chiaro. Ma doversi trovare a vedere un filmetto di seconda categoria che sa di cine-uovo (per i cine-panettoni c’è il periodo natalizio) proprio non ce lo aspettavamo. Non c’è niente in questo film, zero via zero, un niente nascosto dietro ad un tentativo di fare ‘cassetta’ sfruttando le imminenti festività della Santa Pasqua ed a scapito dell’intelligenza e della sensibilità.

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Il nodo da sciogliere della storia italiana
Massimo Viglione
del 06/04/2011

Il mito risorgimentale poggia su molteplici travisamenti storici, ideali e religiosi (ideologia risorgimentale), il cui risultato è questo indiscutibile “dogma nazionale”: in Italia, per essere patrioti, per dimostrare di amare l’Italia, occorre amare il Risorgimento, in quanto è con esso che è nata la nostra patria. Si è sempre voluto a tutti i costi (e oggi con rinnovato spirito) far penetrare nelle menti degli italiani che l’unica via al patriottismo sia la celebrazione risorgimentale, la venerazione dei quattro “padri della patria”. È la più grande vittoria della vulgata risorgimentale, l’inganno per eccellenza: il far credere che chi narra ciò che è stato occultato (le insorgenze, il settarismo utopista, la guerra alla Chiesa Cattolica, i brogli elettorali dei plebisciti, le stragi di “briganti”, il piemontesismo, il fiscalismo, l’emigrazione, ecc.

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La cattedra lignea di san Pietro
Dario Rezza
del 22/02/2011



La tarda antichità e l’alto Medioevo ci hanno lasciato questo documento di grande valore artistico e storico, che ha assunto col tempo anche valore di reliquia
Nello splendido monumento berniniano della Cattedra collocata nell’abside della Basilica vaticana, il 17 gennaio 1666, per desiderio di papa Alessandro VII, è stato racchiuso un cimelio che per secoli era stato oggetto di venerazione da parte di fedeli e pellegrini che accorrevano a Roma: la cattedra lignea di san Pietro, che però, così sottratta agli occhi dei devoti, ha perso la sua popolarità e il suo culto. Si tratta di un cimelio storico, trattato in passato come una reliquia, servito quale sedia papale per uso liturgico, simbolo anche dell’autorità del papa e della sua legittimità di pontefice. La festa della Cattedra di san Pietro il 22 febbraio, in uso a Roma già nel 336, anche se la sua origine e celebrazione non hanno alcun riferimento alla cattedra materiale, esprimeva infatti, ed esprime tuttora, la potestà di Pietro, radicata in Roma e lasciata ai suoi successori: la sede di Pietro è riferimento di unità per tutta la Chiesa, secondo la bella iscrizione classica che il papa san Damaso dettò per il fonte battesimale del Vaticano: Una Petri sedes, unum verumque lavacrum.

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I vescovi del Messico in campo contro la violenza

del 16/02/2011

BOGOTÁ, 15. "Unire il lavoro pastorale per la non violenza e la costruzione della pace": questo è l'obiettivo della delegazione di vescovi messicani in visita in Colombia per conoscere le azioni che la Chiesa cattolica colombiana ha intenzione di intraprendere a favore della pace, contro la violenza del crimine organizzato e la guerriglia.
La visita è stata promossa dalla Commissione episcopale per la pastorale sociale del Messico (Ceps).

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Quando la Madonna indossò il Tricolore…
Antonio Socci
del 13/02/2011

Gli italiani sono “gli azzurri”. Nessuno sa che con i 150 anni dell’Italia unita, si festeggiano anche i 100 anni dell’ “azzurro” come colore nazionale. Viene dall’iconografia mariana e la dinastia sabauda ne fece un suo simbolo.

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LA SATIRA TV CHE FERISCE
don Maurizio Patriciello
del 23/01/2011


Sono un prete. Un prete della Chiesa cattolica. Uno dei tanti preti italiani.

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La confessione degli ultimi catari
Franco Cardini
del 12/01/2011

Tra XII e XIII secolo, l’Europa rischiò di mutar profondamente la propria anima cristiana. Avrebbe forse continuato, se le cose fossero andate altrimenti da come andarono – e sarebbe potuto accadere – a ispirarsi al Cristo: ma si sarebbe trattato in realtà di qualcosa di molto diverso dal Gesù di Nazareth che conosciamo attraverso il Vangelo. Per comprendere la portata di quegli avvenimenti bisognerebbe forse risalire al III secolo e al profeta mesopotamico-persiano Mani, che ispirandosi a un cristianesimo profondamente permeato della cultura religiosa mazdea – che era allora la religione ufficiale dell’Impero persiano – elaborò un sistema che si sarebbe incontrato più tardi con il neoplatonismo e che consisteva nel ritenere l’universo percorso incessantemente dalla forza di due principii, quello della Verità, della Luce e del Bene e quello della Menzogna, dell’Oscurità e del Male: l’uno signore dello Spirito, l’altro padrone della Materia.

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Il cammino dei magi
Benedetto XVI
del 07/01/2011

Cari fratelli e sorelle,
nella solennità dell'Epifania la Chiesa continua a contemplare e a celebrare il mistero della nascita di Gesù salvatore. In particolare, la ricorrenza odierna sottolinea la destinazione e il significato universali di questa nascita. Facendosi uomo nel grembo di Maria, il Figlio di Dio è venuto non solo per il popolo d'Israele, rappresentato dai pastori di Betlemme, ma anche per l'intera umanità, rappresentata dai Magi.

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I compagni dell'ultimo viaggio
Fabrizio Bisconti
del 11/11/2010

Attorno alle tombe dei martiri, dislocate nelle catacombe romane e nelle necropoli paleocristiane dell'intero mondo tardoantico, sorgono dei "cimiteri satellite", che si innervano, senza rispettare il fronte di sfruttamento delle aree sepolcrali, nelle immediate vicinanze delle memorie, talché si verranno a creare i cosiddetti retrosanctos, dei settori cimiteriali che, talora, devastano i precedenti contesti, proprio per quella tensione devozionale, che è ben sintetizzata da una iscrizione romana di incerta origine: quod multi cupiunt et rari accipiunt, un'espressione, quest'ultima, che dichiara un desiderio forte, ma non sempre esaudibile.
La convinzione che dai corpi santi e dalle loro reliquie si sprigionasse uno spirito salvifico, che va a interessare i corpi sepolti in prossimità dei martiri, santificandoli e garantendo loro l'unione con Dio, si propone come un dato reale utile a spiegare la costruzione di altri "cimiteri satellite" collocati nei sopraterra delle catacombe romane e, cioè, le cosiddette basiliche circiformi, così definite per la loro pianta, caratterizzata da navate avvolgenti, che girano in senso continuo intorno a quella centrale. Si tratta di ben sei basiliche: quelle dei Santi Pietro e Marcellino, sull'antica via Labicana, quella di Sant'Agnese sulla Nomentana, quella di San Lorenzo sulla Tiburtina, quella di San Sebastiano sull'Appia, quella di Papa Marco sull'Ardeatina e quella anonima sulla Prenestina.

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Dilma, l'America latina delle donne
Giulia Cerqueti
del 02/11/2010

Con l'ex guerrigliera Rousseff che prende il posto di Lula anche il Brasile, per la prima volta nella sua storia, ha scelto una presidenza al femminile.
02/11/2010
Il presidente uscente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva e la nuova eletta Dilma Rousseff festeggiano al palazzo dell'Alvorada, a Brasilia.
Il presidente uscente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva e la nuova eletta Dilma Rousseff festeggiano al palazzo dell'Alvorada, a Brasilia.

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Quegli ebrei salvi grazie a Pio XII
Giorgio Vecchiato
del 04/11/2010

Il preconcetto di colpevole passività di fronte ai nazisti resiste ancora. Ma molti ebrei romani si sono potuti salvare, e oggi possono testimoniare, proprio grazie a papa Pacelli.
03/11/2010
L’attore americano James Cromwell, 70 anni, nei panni di Pio XII nella fiction "Sotto il cielo di Roma".

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Tombe umili e sepolcri privilegiati
Fabrizio Bisconti
del 01/11/2010

Rispetto alle consuetudini funerarie elaborate dalle civiltà antiche e, specialmente, dall'esperienza ellenistico-romana, la prassi funeraria paleocristiana presenta immediatamente caratteri e tendenze che conducono verso sistemi sepolcrali più uniformi, omogenei ed egualitari. Tali caratteri dipendono proprio da un mutamento di mentalità, ma anche di ritualità, che comportano, ad esempio, l'uso esclusivo dell'inumazione, la quale, come è intuitivo, dà luogo a un primo livellamento delle tipologie funerarie, che abbatte quell'articolazione delle morfologie sepolcrali provocate dalla coesistenza dell'incinerazione e della inumazione e, dunque, dei contenitori dei resti umani, ora ridotti a semplici urne cinerarie, ora a più importanti monumenti che, dall'umile fossa, giungono al solenne mausoleo.
Il livellamento delle tipologie funerarie dipese solo da uno spirito di eguaglianza che, messo in pratica nel vivere quotidiano, va a interessare anche il mondo dei morti, il quale si cala, sin dalle prime manifestazioni sepolcrali, in un contesto neutrale, quasi anonimo, talora asintomatico per quanto attiene la dichiarazione del cristianesimo, nel senso che i tipi epigrafici e decorativi non mostrano segnali evidenti di aderenze alla nuova forma religiosa, spesso simbolica, comunque non declinata in senso cristiano.

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Gaudí, Nella Sagrada Familia catechesi in pietra

del 24/10/2010

Nel 1977 Etsuro Sotoo era un giovane insegnante d’arte a Kyoto che sentiva il richiamo dell’arte stessa più che della sua didattica. «Il richiamo della pietra», dice lui. Piantò tutto e venne in Europa a far lo scultore.

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Italia: rapporto sui mestieri che nessuno vuole fare
(R.B.)
del 24/10/2010

Pasticcieri, sarti, falegnami, ma anche infermieri, muratori e tecnici informatici italiani, addio. Secondo una ricerca condotta dalla Confartigianato sul rapporto 2010 Excelsior-Unioncamere, infatti, i giovani del Belpaese, nonostante la crisi economica e il problema della disoccupazione che affliggono la società, rifiutano di impegnarsi in quelli che, secondo i dati, sono i mestieri più richiesti. Rispetto alle 55mila nuove assunzioni previste per il 2010, sembra che 147mila saranno i posti che le aziende faranno fatica a coprire, proprio a causa delle scelte professionali dei giovani.

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Il dottor Gesù Miracoli & medicine
Roberto Beretta
del 21/10/2010

Gesù era un buon medico? Dei corpi, dico: non solo delle anime. Certo, di gente ne ha guarita tanta; però quelli erano miracoli.. .

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Le «cimici» di Wojtyla
Luigi Geninazzi
del 22/10/2010

Non si riesce più a tenere il conto dei libri su Giovanni Paolo II ma l’ultimo, uscito in Polonia pochi mesi fa, è davvero qualcosa d’insolito. È il ritratto di Karol Wojtyla, visto, descritto e analizzato dai suoi «nemici», gli uomini del regime comunista incaricati di sorvegliarlo, pedinarlo e controllarlo passo dopo passo. Si tratta dei documenti conservati negli archivi del SB, i servizi segreti polacchi, redatti dagli informatori dal 1946 al 1978, vale a dire dal primo giorno di sacerdozio fino all’ascesa al pontificato.

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Nuova energia per i cristiani in Medio Oriente
Mario Ponzi
del 23/10/2010

Paura, disperazione, solitudine, timidezza sono parole cancellate dal vocabolario delle Chiese cattoliche in Medio Oriente. Coraggio, speranza, comunione, testimonianza sono invece parole riscritte in grassetto al loro posto. Sarà rispettata questa volontà espressa all'unanimità dai padri sinodali nello stilare l'elenco definitivo delle proposizioni da presentare al Papa al termine dei lavori.

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"La conversione di Saulo" e "La crocifissione di san Pietro" di Santa Maria del Popolo
Antonio Paolucci
del 23/10/2010

Nel quadro dell'iniziativa della diocesi di Roma "Dialoghi con Caravaggio nelle sue Chiese", venerdì 22 ottobre, nella chiesa di Santa Maria del Popolo, si tiene l'incontro su La crocifissione di san Pietro e La conversione di Saulo. I relatori hanno anticipato al nostro giornale due articoli sul tema.

Nel museo del Prado, a Madrid, c'è un quadro che tutti conoscono.

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Cisgiordania, quelle case che ostacolano la pace

del 23/10/2010

Tel Aviv, 22. Continuano a scendere ombre sui negoziati israelo-palestinesi ripresi lo scorso 2 settembre a Washington. Le ruspe sono tornate in azione negli insediamenti ebraici in Cisgiordania.

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Verso la conclusione il Sinodo per il Medio Oriente

del 23/10/2010

Dopo due settimane di riflessione e di discussione il Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente si prepara a chiudere i battenti. Tra questo pomeriggio, venerdì 22, e domani mattina, sabato 23 - con le votazioni del messaggio finale e dell'elenco unico delle "proposizioni" da consegnare al Papa - i padri sinodali concluderanno i lavori dell'assemblea speciale. La pubblicazione dei due documenti consentirà così di valutare ancor più compiutamente il senso e le prospettive di questi quindici giorni di confronto.

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Il violinista di talento che architettò la Shoah
Gaetano Vallini
del 21/10/2010

"Taceremmo la verità se non dicessimo che si esce provati dal confronto, durato parecchi anni di ricerca, con un personaggio verso il quale non è possibile provare alcuna empatia. Heydrich non lascia tregua al suo biografo: forse ci sono stati momenti di innocenza nella sua infanzia, nella sua giovinezza e negli anni di formazione, ma egli fece cancellare quasi tutte le tracce di questo periodo quando diventò capo della Polizia di sicurezza. In seguito, quando si fu posto l'obiettivo di raggiungere, al fianco di Himmler, la cerchia più ristretta del Führer, Heydrich si rivelò pronto a schiacciare non soltanto singoli individui ma popoli interi, pur di soddisfare la propria ambizione".

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Quando il vaso è l'unità di misura
Maurizio Sannibale
del 21/10/2010

Giovedì 21 ottobre 2010 nella sala conferenze dei Musei Vaticani viene presentato il volume di Maria Emilia Masci Picturae Etruscorum in vasculis. La raccolta vaticana e il collezionismo di vasi antichi nel primo Settecento. Pubblichiamo sull'argomento un articolo del responsabile del reparto per le Antichità Etrusco-Italiche dei Musei Vaticani.

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Il mito del Medioevo capitalista
Jacques Le Goff
del 15/10/2010

Secondo Karl Polanyi, nella società occidentale l’economia non possiede una specificità autonoma fino al XVIII secolo. A suo avviso essa è incorporata (embedded) in quello che chiama («labirinto delle relazioni sociali»). Ritengo che la sua tesi si applichi alla visione del mondo medievale, che non lascia spazio al concetto di economia, a parte l’accezione di economia domestica ereditata da Aristotele.

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Bronzino e la squisita contraddizione
Antonio Paolucci
del 16/10/2010

Settanta opere, l'ottanta per cento della produzione pittorica di Agnolo di Cosimo di Mariano detto il Bronzino, nato a Firenze nel 1503 e morto nel 1572; tante ne ospita in questi giorni e fino all'11 gennaio 2011 Palazzo Strozzi. Insieme a "Caravaggio" alle Scuderie del Quirinale, l'evento espositivo fiorentino è il più importante e il più atteso dell'anno.
Voluta e ideata dalla soprintendente al Polo museale fiorentino Cristina Acidini, curata da Antonio Natali da Carlo Falciani, la mostra è la prima, grande e pressoché completa monografica dedicata all'artista.

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Così i gemelli fanno amicizia già nel grembo
Andrea Lavazza
del 14/04/2010

Per Aristotele siamo «animali politici». Per gli psicologi contemporanei siamo una specie dalla spiccata natura sociale, fin dalla nascita. Ora si è scoperto che l’interazione con i nostri simili può cominciare già nel grembo materno, quando ci si trovi 'in compagnia', come accade ai gemelli.

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Il gesuita che aprì la Cina al mondo
Lorenzo Rosoli
del 14/10/2010

I missionari «lasciano il proprio Paese d’origine, si separano dagli amici, ripudiano i propri parenti e viaggiano per luoghi remoti, constatando di persona che il mondo e i suoi abitanti sono un’unica grande famiglia», dove «possono esistere meraviglie e stranezze oltre ogni immaginazione, poiché il Creatore è onnipotente».

Se abbandonano la patria affrontando pericoli mortali è «solo allo scopo di diffondere in tutto il mondo la conoscenza del vero Signore e salvare le anime affinché salgano al Cielo». Avere, «per grazia della sorte», «il tempo di risalire la corrente del tempo», permette al vero sapiente di «investigare l’inizio e la fine delle cose, celebrando così la gloria dell’Onnipotente».

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E l'uomo fu rivelato all'uomo
Leonardo Lugaresi
del 14/10/2010




Pubblichiamo la sintesi di una delle relazioni tenute a San Marino in occasione del convegno "Pensiero classico e cristianesimo antico. A cinquant'anni dalla pubblicazione del volume di Werner Jaeger Cristianesimo primitivo e paideia greca (1961)" organizzato dalla Fondazione internazionale Giovanni Paolo II per il magistero sociale della Chiesa.




Il grande merito di un libro come Cristianesimo primitivo e paideia greca (1961) è quello di individuare nella paidèia il terreno di incontro e, più ancora, l'elemento fondamentale del rapporto tra cristianesimo ed ellenismo.

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Medio Oriente: Sinodo al via «Chiese antiche, sete di futuro»
Camille Eid
del 10/10/2010

Oggi si apre l’Assemblea speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei vescovi che durerà fino al 24 ottobre. Avvenire ha intervistato il patriarca di Alessandria dei Copti Antonios Naguib, nominato relatore generale del Sinodo che si tiene sul tema La Chiesa cattolica nel Medio Oriente: comunione e testimonianza.

Beatitudine, perché un Sinodo speciale per il Medio Oriente?
I vescovi del Medio Oriente hanno espresso, in diverse occasioni, alla Santa Sede il desiderio di riunirsi insieme per elaborare una visione comune.

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Quattro ponti verso la Cina
di Antonio Zanardi Landi
del 12/10/2010

La Cina non è soltanto un grande Stato-nazione, come spesso in Occidente siamo soliti rappresentare, ma è un continente a se stante. Un continente multiforme, poliedrico, variegato e, in definitiva, "un enorme caleidoscopio di diversità" come ha giustamente sottolineato Giuseppe Dalla Torre. Una molteplicità di esperienze, di contenuti, di costumi, di popoli, di lingue, di etnie e persino di religioni: dal confucianesimo al taoismo, dal buddismo all'islamismo, fino al cristianesimo sia nella declinazione protestante che in quella cattolica.

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Gaugin: l'esotico devoto
Sandro Barbagallo
del 26/09/2010

Dopo oltre cinquant'anni una grande mostra dedicata a Paul Gauguin sarà inaugurata il prossimo 30 settembre alla Tate Modern di Londra. Insieme al suo amico Vincent van Gogh, Gauguin è stato ed è tuttora uno dei pittori più amati sia dagli artisti che dal pubblico. Anche lui fa parte di una leggenda che si è naturalmente costruita sulla sua passione per il viaggio e le atmosfere esotiche della Polinesia.

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Il Pci e la pulizia etnica mancata
Giampaolo Pansa
del 01/10/2010

A partire dai primi mesi del 1944, soprattutto nell’Italia del Nord il Pci comincia a costituire bande partigiane in montagna o in territori di collina lontani dalle città. È una scelta quasi obbligata, imposta senza volerlo proprio dall’avversario. Le ripetute chiamate alle armi decise dalla Rsi causano un fenomeno sconosciuto nella storia d’Italia.

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Scienziati e Dio, attrazione o repulsione?
Giuseppe Tanzella-Nitti
del 03/10/2010

Nel mondo in cui viviamo gli scienziati sono sempre più ascoltati. A loro non si chiede soltanto una spiegazione delle scoperte più recenti, ma anche una risposta sui futuri scenari del nostro pianeta, sulle tendenze della società, sulle scelte strategiche da operare. Non è infrequente che nelle interviste a un Nobel per la fisica o per la chimica l’interessato sia chiamato a rispondere a quesiti di bioetica, di sociologia, di religione.

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E il Duce costruì il Vallo antinazi
Paolo Simoncelli
del 29/09/2010

Sarà per molti una sorpresa venire a conoscere l’esistenza di un sistema continuo di fortificazioni al confine con la Germania detto Vallo alpino del Littorio; ne parla (uno per tutti) Ciano nel suo Diario riportando uno degli sfoghi antitedeschi di Mussolini addirittura il giorno del primo anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia. Una difesa dunque dall’alleata Germania, che portò a ribattezzare popolarmente quelle fortificazioni come "Linea non mi fido".

L’analisi degli autori, Alessandro Bernasconi e Giovanni Muran, tende quindi a inserire questo sistema difensivo nell’ambito della non lineare politica dei rapporti italo-tedeschi (da cui il titolo del volume appena edito da La Nuova Base di Udine: Il testimone di cemento, testimone di tensioni, sospetti, retropensieri e ipotesi di uscita dal Patto d’acciaio), che tuttavia lascia campo a riproposizioni sintetiche e approssimative di un contesto internazionale già noto.

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Gaza: basta vendetta!
Giorgio Bernardelli
del 25/09/2010

Il suo nome dice poco, ma la sua storia probabilmente ce la ricordiamo tutti. Il dottor Izzeldin Abuelaish è infatti un’icona drammatica dell’ultima guerra combattuta a Gaza. Questo ginecologo palestinese che aveva lavorato in un ospedale di Tel Aviv e che – amico di un giornalista di Channel 10 – raccontava ai telespettatori israeliani la guerra da dentro Gaza inaccessibile ai giornalisti, per una crudele coincidenza il 16 gennaio 2009 stava parlando proprio in diretta alla tv quando un razzo israeliano ha colpito casa sua, uccidendo tre sue figlie e una nipote.

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L'anima «bianca» del Risorgimento
Dario Antiseri
del 28/09/2010

È stato Sergio Cotta a porre in evidenza il fatto che esiste un legame interiore tra cristianesimo e pensiero liberale – legame consistente nell’idea stessa di libertà. Esattamente su questo legame verte la mia indagine sui cattolici liberali italiani del XIX e del XX secolo. I primi hanno operato in una situazione politica in cui preminente era il problema dell’unificazione dell’Italia con la connessa, e scottante soprattutto per il mondo cattolico, «questione romana» – problema che Gioberti, Rosmini, Ventura e Lambruschini pensavano potesse essere risolto attraverso una federazione con a capo il Papa.

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Pio IX temeva false interpretazioni della vicenda
Pio IX
del 29/09/2010

Al Venerabile Fratello Luigi, arcivescovo di Torino, presso la città di Lione, Francia
Salute e benedizione apostolica, Venerabile Fratello. Avendo appreso dai giornali che il Marchese Gustavo di Cavour ha apertamente e pubblicamente dichiarato che dal suo defunto fratello Camillo non fu fatta alcuna ritrattazione, né fu a lui richiesta, provvedemmo a far venire a Roma Giacomo da Poirino, Religioso, amministratore della Parrocchia di S. Maria degli Angeli, il quale aveva amministrato i santissimi sacramenti allo stesso defunto.

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Santità non vorrei morire così
fra Giacomo da Poirino
del 29/09/2010

Beatissimo Padre
Fra' Giacomo da Poirino, dei Minori Riformati, al secolo Luigi Marocco, colla umiltà e colla ubbidienza alla S. Sede, che debbono essere in un figlio di s. Francesco di Assisi, si rivolge alla Santità Vostra.

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E il confessore di Cavour chiese clemenza a Leone XIII
Francesco Castelli
del 29/09/2010

Il confessore di Cavour frate Giacomo da Poirino alla fine chiese perdono. È quanto emerge dalla supplica inedita firmata nel 1882 dal religioso, francescano riformato, al secolo Luigi Marocco, che invocava la clemenza di Leone XIII per il comportamento tenuto nel 1861 e per il quale era stato sospeso a divinis.
Gli antefatti sono noti.

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Ararat, dov’è la montagna dell’Arca?

del 19/09/2010

La fama universale del monte Ararat – il monte di Noé, il monte dell’Arca, dal quale la vita riprese dopo il diluvio universale – si basa sul celebre passo di Genesi 8,4: «Nel settimo mese, il 17 del mese, l’arca si posò sui monti dell’Ararat [al harey Ararat]». Piuttosto che ad un monte specifico, questa espressione ebraica appare infatti riferibile a una regione di montagna, secondo il duplice significato del termine har. Tale regione montuosa va senz’altro identificata con l’Urartu, il vasto territorio compreso tra i laghi di Van, Urmia e Sevan in cui fiorì tra il X ed il VI secolo a.

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Shoah: memoria sì, non sensi di colpa
Vito Punzi
del 22/09/2010

Qualche settimana fa si è dato conto su queste pagine dell’ultimo romanzo di Iris Hanika, dedicato al carico della Memoria e all’«industria della Shoah» nell’attuale società tedesca, segnalando come in una delle ultime pagine del libro la scrittrice immagini Frambach – uno dei protagonisti – pronunciare la seguente frase mentre osserva a Berlino il Memoriale per gli ebrei d’Europa assassinati: «Quel passato era diventato così.

Non incantevolmente bello come questo memoriale, piuttosto angustamente pesante e chiaramente impresso nel Paese e nel popolo». Sul tema del peso attuale della «colpa» tedesca, acutamente rilanciato dalla Hanika (anche se solo attraverso una finzione romanzesca) è intervenuto nei giorni scorsi, con una lunga intervista al settimanale tedesco Junge Freiheit, proprio colui che ha progettato quel Memoriale, l’architetto newyorkese d’origine ebraica Peter Eisenman.

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Vita medievale di una brocca
Umberto Broccoli
del 23/09/2010

Gli archeologi, allestendo i loro musei con statue e cocci, ci hanno abituati a immaginare un mondo antico popolato di ceramisti e scultori e una antichità compresa fra l'Afrodite Cnidia e il cratere di Eufronios. Ma gli archeologi sanno bene che, dietro ogni Afrodite Cnidia e dietro ogni cratere di Eufronios c'è il lavoro silenzioso, anonimo e durissimo di chi ha impegnato la sua vita nelle botteghe, dentro le fornaci.
Le fornaci hanno prodotto tanto lavoro dell'uomo.

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Sms: non barbarie, ma epigrafia postmoderna
Giuseppe O. Longo
del 16/09/2010

Dal prossimo novembre la British Library di Londra ospiterà la mostra "One Language, Many Voices", destinata ad alimentare la lunga querelle tra puristi e innovatori: i primi non si rassegnano all’idea che ogni lingua è una sorta di organismo vivente in evoluzione continua, sia per le invenzioni dei parlanti sia per gli apporti e le contaminazioni da altre lingue.

All’opposto, gli innovatori sono disposti ad accettare qualsiasi novità, per quanto inutile e sguaiata, pur di allontanarsi dalla tradizione. In effetti una lingua vive nell’equilibrio dinamico tra espressione e comunicazione: le necessità espressive (molto sentite da poeti e scrittori) spingono a creazioni a volte troppo audaci per essere comprese dal pubblico generale, mentre le necessità comunicative tendono ad appiattire la lingua, spegnendola in una palude di frasi fatte.

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Proietti: «Ecco il mio Filippo Neri santo della tolleranza»
Tiziana Lupi
del 17/09/2010

«Preferisco il Paradiso» disse san Filippo Neri quando gli fu chiesto se voleva diventare cardinale. E così si intitola la miniserie dedicata al fondatore dell’Oratorio che la Lux Vide ha realizzato per Raiuno, dove andrà in onda lunedì 20 e martedì 21 settembre in prima serata. Ad interpretare il "santo della gioia", nato a Firenze nel 1515 e vissuto per oltre sessant’anni a Roma, è Gigi Proietti, al suo primo ruolo nei panni di un Santo che, racconta, ha accettato con grande entusiasmo: «Quando i produttori Luca e Matilde Bernabei me l’hanno offerto, ho sentito subito che avrei dovuto farlo, ancora prima di leggere il copione.

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La trasvolata delle Alpi
Paolo Ferrario
del 17/09/2010

Per i piloti dei moderni voli di linea è diventato un passaggio di routine, da segnalare ai passeggeri incollati ai finestrini: «Sotto di voi, il colle del Sempione». Chissà quanti, tra le migliaia di persone che, ogni giorno, sentono questo annuncio, sanno che, un secolo fa, proprio tra queste montagne, strette tra il passo di Monscera, il pizzo Pioltone e l’imponente monte Leone, si svolse una tra le più straordinarie e tragiche imprese della storia dell’aviazione che, proprio in quegli anni, stava muovendo i primi passi.

L’inizio del Novecento aveva, infatti, dato nuovo impulso allo studio di macchine capaci di superare la forza di gravità e di innalzarsi nel cielo.

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Cherubini, il genio burbero che si ribellò a Napoleone
Pierachille Dolfini
del 16/09/2010

Aveva un caratteraccio. Burbero. È vero.

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Nel Kashmir indiano il dialogo dopo la violenza
Roberto Sgaramella
del 14/09/2010

"L'appello alla calma sembra per ora aver raggiunto un certo effetto" dichiara monsignor Peter Celestine Elampassery, vescovo di Jammu-Srinagar. Nel corso di una conversazione con il nostro giornale, il presule indiano conferma che "oggi la situazione a Srinagar nonostante il coprifuoco, appare tranquilla. Questa calma potrebbe essere propizia per la ripresa del dialogo anche se mi sembra ancora necessario il dispiegamento delle forze dell'ordine.

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Né idolo né demonio
Enrico Reggiani
del 14/09/2010

Chi ragiona del ruolo storico e culturale della ferrovia nel xix secolo tende spesso a non accontentarsi di definirlo con i neutrali railway age o railway experience, ma a prediligere espressioni più radicali quali railway invasion ("invasione ferroviaria") e railway revolution ("rivoluzione ferroviaria") - entrambe giustificate, ad esempio, da constatazioni come quella dello storico Harold Perkin (1926-2004), il quale scrisse che "gli uomini che costruirono le ferrovie non stavano soltanto creando un mezzo di trasporto, (ma, al contrario) stavano contribuendo alla creazione di una nuova società e di un nuovo mondo".
A tali definizioni, tra gli studiosi della cultura letteraria di lingua inglese (e non) nella fase della transizione tra i secoli xix e xx, c'è chi ha risposto rincarando la dose e suggerendo di interpretare la ferrovia come "metafora culturale" per eccellenza di quel periodo - una sorta di cartina di tornasole culturale o di inappellabile spartiacque tra cultori del passato e portatori di progresso, come dimostra, ad esempio, la posizione espressa dal personaggio di Sue Bridehead nel romanzo Giuda l'Oscuro (1895) di Thomas Hardy (1840-1928): ""E se andassimo a sederci nella Cattedrale?", (Jude) le chiese quando ebbero finito di cenare. "Nella Cattedrale? Sì.

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Buonsenso spicciolo
Giulia Galeotti
del 14/09/2010

Mentre l'Italia del tempo attraversava, forse, i mesi più bui della sua storia, in previsione dell'inizio del nuovo anno scolastico nell'ottobre del 1924, il maestro Francesco Coletta redige il "Programma didattico annuale per gruppi di lezioni" per la sua classe, la terza elementare - sezione c - della scuola mista Vittorino da Feltre di Ferentino, nel basso Lazio.
Il Paese, la società e la scuola che risultano dalla lettura di questi cinque fogli protocollo, molto curati, vergati in una perfetta calligrafia senza alcuna sbavatura di pennino, riportano a un mondo molto più distante dei soli 86 anni che ci separano da allora. La mano sapiente che scende in dettaglio sul percorso da fare (mentre, timidamente e con tocco davvero lieve, una matita annoterà, sulla destra, le date in cui il programma verrà effettivamente svolto) e le pagine, ormai ingiallite, catapultano il lettore nel teatro di una scena e di una storia in cui si ritrova davvero poco di noi, oggi.

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E la croce attraversò la Manica
Fabrizio Bisconti
del 14/09/2010

Sono circolate numerose leggende, sin dal medioevo, secondo cui il cristianesimo sarebbe approdato precocemente in Gran Bretagna, facendo, addirittura, riferimento all'età apostolica e chiamando in causa, quali evangelizzatori, i principi degli apostoli o, anche, Giuseppe d'Arimatea che - sempre secondo complesse affabulazioni leggendarie - avrebbe portato nell'isola alcune gocce del sangue di Cristo. Sebbene le fonti patristiche e, segnatamente, Tertulliano e Origene, facciano cenno a una cristianizzazione già in corso nel iii secolo, la prima notizia attendibile circa un'organizzazione gerarchica di una Chiesa britannica può essere riferita al 314, in occasione del concilio antidonatista di Arles, al quale parteciparono tre vescovi, un sacerdote e un diacono: Eborius episcopus de civitate Eboracensi provincia Britannia, Restitutus episcopus de civitate Londiniensi provincia suprascripta, Adelphius de civitate Colonia Londiniensium. Exinde sacerdos presbiter, Arminius diaconus.

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Un domenicano a Babylondon
Paolo Gulisano
del 11/09/2010

Durante l'Ottocento, nel momento del trionfo del positivismo, dello scientismo, nonché della politica imperiale britannica, le leggi penali che per trecento anni avevano tenuto nella clandestinità la Chiesa cattolica in Gran Bretagna vennero progressivamente abolite, allo scopo di avvalersi totalmente dell'apporto dei cittadini cattolici all'edificazione delle glorie dell'Impero, e perché la cultura dominante riteneva che, ormai, i cattolici non facessero più paura a nessuno, essendo ormai niente più che una patetica sopravvivenza di un'antica "superstizione" destinata a essere spazzata via dalla modernità.
Quello che avvenne invece fu un nuovo inizio, una seconda primavera della Chiesa, come ebbe a dire uno dei protagonisti di quella eccezionale stagione, John Henry Newman. La Chiesa cattolica rivelò tutta la sua vitalità, tutta la sua forza di verità, forgiata dalle lunghe, crudeli persecuzioni.

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Placido fa di Vallanzasca un «mito»

del 07/09/2010

«In Parlamento ci sono persone che hanno fatto peggio del bandito Vallanzasca». Michele Placido per difendere il suo film Vallanzasca - Gli angeli del male (presentato fuori concorso, accolto piuttosto freddamente dalla stampa e preceduto da una valanga di polemiche destinate a non cessare) sceglie la via dello scontro. «Prima di fare questo film mi sono posto il problema perché sono stato prima in un collegio di preti e poi ho fatto il poliziotto» mette la mani avanti.

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Alla ricerca di criminali da perdonare
Paolo Pegoraro
del 08/09/2010

Sarà pure una singolare coincidenza, ma l'Anno sacerdotale indetto da Papa Benedetto XVI si è concluso a un secolo dalla nascita del più celebre tra i "preti di carta". Sì, perché padre Brown, il parroco detective uscito dalla penna di Gilbert K. Chesterton, fece la sua prima comparsa sul numero di "Storyteller" del settembre 1910.

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Il Raffaello delle occasioni speciali
Mark Evans
del 08/09/2010

I Cartoni di Raffaello sono uno dei grandi tesori dell'alto Rinascimento, commissionati nel 1515 da Papa Leone X, membro della famiglia Medici. Si tratta di disegni preparatori a grandezza naturale che illustrano gli Atti dei santi Pietro e Paolo e che dovevano servire per la realizzazione di arazzi volti a rivestire la parte inferiore delle mura della Cappella Sistina. I disegni furono realizzati da Raffaello e dai suoi assistenti con la tecnica del guazzo su carta.

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Inizia la redenzione della natura umana
Manuel Nin
del 08/09/2010

La tradizione liturgica siro-occidentale celebra, con le altre liturgie di oriente e occidente, la natività della Madre di Dio l'8 settembre. Di origine gerosolimitana, la festa - legata alla dedicazione di una chiesa nel luogo ritenuto casa di Gioacchino e Anna, genitori di Maria - venne introdotta a Costantinopoli nel VI secolo e a Roma da Papa Sergio I (687-701). Personaggi e temi sono presi dal Protovangelo di Giacomo, con la narrazione della storia di Gioacchino e Anna, anziani ambedue e sterile lei, che accolgono nello stupore e nella gioia la benedizione di Dio con la nascita della loro figlia.

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Insetti
Nicoletta Martinelli
del 05/09/2010

Formiche rosse giganti, grilli, cavallette e scarabei caldi e croccanti, serviti appena fritti: per la tradizione culinaria di molti Paesi gli insetti sono una leccornia. In Papua Nuova Guinea si leccano i baffi davanti a una particolare specie di verme, avvolta e cotta in foglie di banana. Le termiti alate – insegnano i ghanesi – danno il loro meglio servite arrosto, ai messicani piace farcire le tortillas con le larve dell’agave, in Cambogia sono popolari le locuste saltate nell’olio mentre i thailandesi condividono con i colombiani la passione per le formiche fritte.

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Stili preconfezionati per un’età multilingue
NICOLETTA MARASCHIO
del 05/09/2010

Idue volti dell’italiano. Quello «fragile», legato a una «coscienza linguistica debole», al «livellamento verso un uso informale», a un «andamento stereotipato, in parte condizionato dai mezzi di comunicazione di massa che rischiano di togliere il gusto dell’invenzione e della libertà linguistica». E quello «vitale» che fa del nostro idioma «la quarta o la quinta lingua più studiata nel mondo» in cui «la capacità di rinnovamento» si innesta in un albero secolare le cui radici affondano nel fiorentino del Trecento.

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Le campane di Papa Pecci
Gualtiero Bassetti
del 05/09/2010

Dal suo Leone vigile, generoso e arguto, il gregge perugino non s'è, in fondo, mai separato; né lui da loro. Lo si constata risalendo, non solo nella storia e nella tradizione, ma anche lungo il corso del Tevere: da più d'un campanile della diocesi, si sente ancora la Leona o la Leonia diffondere il caratteristico rintocco limpido e solenne, riservato alle grandi occasioni. Era di solito la campana maggiore: la intitolavano dal nome del "loro Papa" le singole parrocchie, per gratitudine e fierezza, quando veniva installata o fusa, perché si trattava, quasi sempre, di un dono suo.

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L'unità della conoscenza
Cristiana Dobner
del 05/09/2010

Un saggio si legge alla scrivania muniti di carta e penna, un romanzo distesi sulla spiaggia, una storia delle idee in veste letteraria richiede una comoda poltrona per godersi, paradossalmente, un viaggio nel "mondo di fuori e nel mondo interiore", in compagnia di grandi geni, della fisica, della psicanalisi e della Qabbalà, ma come osarlo ben sapendo di non essere "genio" e neppure qualificato esperto in almeno uno dei tre campi?
Tom Keve, fisico ebreo ungherese, si è posto il problema e ne ha indicato la soluzione: l'umanità dei grandi, i loro scacchi e i loro problemi palesano la strada che consente a chi, genio non è, di comprendere quanto costoro hanno intuito ed elaborato. Perché mai questa triade, di intreccio e di incrocio, per di più in piena Mitteleuropa?
La copertina dell'edizione francese (Triad, Paris, Albin Michel, 2010) introduce suggerendo un interrogativo: chi mai sono i sei personaggi? Inizia così la prima tappa del grande viaggio che, avanzando nelle cinquecento e più pagine, si rivelerà iniziatico, proprio come lo fu per l'autore: fisico di professione, naturalizzato in Inghilterra, che attraversò il deserto della depressione ed entrò in analisi. Malgrado la difficoltà organica ed esistenziale, Keve rimase molto percettivo su quanto gli avveniva: scrutando se stesso, scoprì "le differenti correnti" che lo abitavano e, nel contempo, abitavano il mondo.

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Un occhio cattolico per le sfumature del verde
Giancarlo Rocca
del 05/09/2010

Lo studio di Olivier Landron, Le catholicisme vert. Histoire des relations entre l'Église et la nature au xx siècle, (Paris, Cerf, 2008, pagine 527, euro 48), è interessante fin dal titolo. L'autore insegna storia del cristianesimo contemporaneo nella facoltà di teologia dell'università di Angers in Francia ed è già noto, non solo in Francia, per la sua tesi di dottorato in storia sulle nuove comunità francesi, sintetizzata nel libro Les nouvelles communautés (Paris, Cerf, 2004).

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I fioretti del Duce
Roberto Festorazzi
del 01/09/2010

Più dell’olio di ricino, poté la spada. La politica dei duelli, benché poco conosciuta e sottovalutata dagli storici, rese molto a Benito Mussolini e ai suoi sanguigni gerarchi, a cominciare dal ras di Cremona, Roberto Farinacci.

Il Duce, tra il 1915 e il 1922, piegò a fil di spada i suoi più tenaci avversari, sfidandoli a memorabili performance da moschettiere.

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Il corpo e la bellezza
Armand Puig i Tàrrech
del 01/09/2010

Cos'è e cosa significa il corpo in un mondo che ne è affascinato? Una riscoperta antropologica liberante? Una forza vitale senza sosta? Una fonte di commercio e di denaro? Il mio "io" nella sua forma più meravigliosa e piacevole? Il fondamento di una corporeità che si inoltra sulle vie dello spirito? È difficile accordare una risposta a queste domande. La riflessione nel salmo 8, innescata secoli fa, non ha perso la sua gravità: "Cos'è l'uomo perché te ne ricordi? Cos'è il figlio dell'uomo perché te ne curi?". Ma subito lo stesso salmista accenna una parola sapiente: "Di gloria e d'onore lo hai coronato".

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Minerbi, l'ebreo scolpito dalla grazia
Antonio Airò
del 29/08/2010

La sera dell’8 dicembre 1943, nella Roma occupata dai tedeschi, arrivava «colla scorta di un nostro "erculeo" fratello, un uomo di piccola statura, disfatto sì dalla fatica ma dal volto e dagli occhi inconfondibili.. .» .

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Anthony Flew, l'ateo pentito
Lorenzo Fazzini
del 27/08/2010

«Credo che l’universo sia stato creato da un’Intelligenza infinita e che le sue intricate leggi manifestino ciò che gli scienziati hanno chiamato la Mente di Dio. Ritengo che la vita e la riproduzione abbiano origine da una Fonte divina». Sembrerebbe la solita affermazione teistica di un onesto pensatore in ricerca religiosa il quale, osservando il cosmo, ne deduce la provenienza da un Dio creatore.

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L'allenamento per chi vuole salire
Gianfranco Ravasi
del 30/08/2010

Tre monti nominati nella Bibbia hanno un rilievo, un'incidenza tutta particolare. Cominciamo col "monte Sion". Cominciamo di qui, anche se non è il primo dal punto di vista logico, non soltanto perché il monte Sion riassume in sé tutta la tensione verso l'alto delle pagine bibliche - come abbiamo potuto vedere anche attraverso lo sguardo che si leva verso l'alto e verso il monte, l'unico che può dare la salvezza - ma anche perché col monte Sion è stato identificato da parte della tradizione ebraica e cristiana prima e poi anche da parte di quella musulmana, un altro monte, che è radicale per tutte e tre le religioni monoteiste, ovvero il monte di Abramo, il monte Moria, monte che non è rintracciabile in nessun atlante.

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Il gesuita che convertì Shakespeare
Enrico Reggiani
del 25/08/2010

La filiale italiana di quella che Gerald Roberts propose di chiamare nel 1987 la Hopkins Industry è un fenomeno culturale di grande tradizione e di ampie proporzioni. Taluni ne vedono le origini - non troppo accuratamente - nel 1937 a opera dell'"antigesuita Croce" (per richiamare una definizione tranchant di Alessandro Martini), trascurando coloro che, in Italia e in quegli stessi anni partecipavano al dibattito su Hopkins e, più in generale, sulla presenza dei cattolici inglesi nell'ambito dello scenario vittoriano. Costoro, con competenza, esprimevano qualche dissonanza rispetto agli assiomi crociani: erano tutti esponenti (Olivero, De Luca, Castelli e Baldi) di una sorta di anglistica altra, assai variegata rispetto a quella più di frequente tramandata dagli annali, ma altrettanto meritevole di attenzione.

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La cappella Sistina del deserto
Rossella Fabiani
del 24/08/2010

È stato definito la Cappella Sistina del deserto, e quando a usare questa immagine è Barbara Barich, docente di etnografia preistorica dell'Africa all'università La Sapienza di Roma, che notoriamente è parca di complimenti, si può essere sicuri che non è un'esagerazione. Oggetto di tale meraviglia è il Gilf Kebir (letteralmente, la grande barriera) un enorme bastione scolpito nell'arenaria che si incontra nel punto più meridionale dell'Egitto, ai confini con la Libia da un lato, e il Sudan dall'altro: una regione difficilmente accessibile in gran parte inesplorata e totalmente disabitata.
Ma nel passato le genti che provenivano dal Sahara spesso si sono trovate davanti questo grande sbarramento nel loro cammino verso l'acqua, il Nilo, che sin dai tempi più antichi rappresentò un richiamo vitale.

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1980, l'eroica estate del popolo di Danzica
Luigi Geninazzi
del 19/08/2010

E’ un anniversario glorioso che stavolta però s’accompagna a sentimenti di grande tristezza. In Polonia trent’anni fa nasceva Solidarnosc, il primo sindacato libero in un Paese del blocco sovietico, la prima breccia nel muro del comunismo che iniziò a sgretolarsi sul litorale baltico prima di crollare definitivamente a Berlino.
Tutto cominciò con gli scioperi nei cantieri navali di Danzica, un’epopea ormai entrata nella storia a cominciare da Lech Walesa, l’operaio più famoso del mondo.

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Sulla roccia è forgiata la fede degli irlandesi
Marina Corradi
del 19/08/2010

Pascoli, pecore, scrosci di pioggia, rari squarci di sole in un cielo di nuvole che subito si richiudono, severe, sopra a quel raggio sfuggito. La strada verso Lough Derg, nella parte settentrionale dell’Irlanda, in prossimità dell’Atlantico, sembra lasciarsi alle spalle il mondo. Avanzi in un orizzonte infinito e agli incroci, nei rari borghi, nessuno.

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Inginocchiatoi di pietra
Marco Agostini
del 19/08/2010

È impressionante la cura che l'architettura antica e moderna, fino alla metà del '900, riservò ai pavimenti delle chiese. Non solo mosaici e affreschi per le pareti ma pittura in pietra, intarsi, tappeti marmorei anche per i pavimenti. Mi sovviene il ricordo del variopinto tessellatum delle basiliche zenoniane o dell'ipogeo di Santa Maria in Stelle a Verona, o di quello vasto e raffinato delle basiliche di Teodoro ad Aquileia, di Santa Maria a Grado, di San Marco a Venezia o quello misterioso della cattedrale di Otranto.

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Il divertimento di creare
Gianfranco Ravasi
del 19/08/2010

La mia famiglia ha sempre avuto per casa almeno un gatto. È forse per questo che anch'io appartengo alla schiera di coloro che rimangono affascinati dall'eleganza ora indolente ora bizzosa e aggressiva di questo felino. Condivido, perciò, quello che scriveva più di quattro secoli fa nei suoi Saggi il grande Montaigne: "Quando gioco con la mia gatta, non riesco a sapere se è lei a divertirsi di più con me o in verità se sono io a divertirmi di più con lei".

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Athos, estetica sacra
Jean-Francois Colosimo
del 15/08/2010

«Tatàm, tatàm, tatatatàm…». Nella notte fonda il martelletto picchia, rimbalza sul legno della simandra. È così, dice la tradizione, che Noè convocò gli animali nell’arca.

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Agata casta diva
Silvia Guidi
del 17/08/2010

"Anche quest'anno Catania s'allicchittau, si è fatta bella per lei" sorride il pittore Marco Samà parlando dei festeggiamenti per la patrona in corso in questi giorni. Il modo migliore per capire cosa sono veramente è chiedere a chi vive da sempre a Catania, come Samà o Luigi Maina, lo storico cerimoniere delle feste dedicate alla "santuzza", o a chi si sente catanese di adozione, come lo scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco, nato ad Agira ma da anni presidente del Teatro Stabile della città etnea.

Cosa si festeggia in questi giorni a Catania?

(Samà) "Il 17 agosto facciamo memoria dell'884esimo anniversario del ritorno in patria delle reliquie da Costantinopoli.

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Il fisico noncurante
Maria Maggi
del 17/08/2010

Nicola Cabibbo è morto la sera del 16 agosto nell'ospedale Fatebenefratelli di Roma, dopo una lunga malattia. Era professore di Fisica delle particelle alla Sapienza e dal 1993 presidente della Pontificia Accademia delle Scienze. È stato anche presidente dell'Infn (Istituto nazionale di Fisica nucleare) e dell'Enea (Ente nazionale energie alternative).

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Diritti umani sotto scacco
Elena Molinari
del 13/08/2010

Nel ventesimo secolo il dibattito sui diritti umani è entrato a far parte della cultura politica e legale a livello internazionale. E il rispetto dei diritti civili e politici delle persone è diventato per la prima volta oggetto di preoccupazione per la comunità internazionale. Questa maggiore consapevolezza appare oggi minacciata dalla necessità di molti Paesi occidentali di proteggersi da attacchi terroristici, da infiltrazioni di gruppi estremisti e dai conflitti armati combattuti all’interno dei confini di un Paese.

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Due mondi a confronto sulla parola «Io»
Kagefumi Ueno
del 13/08/2010

Almeno tre elementi distinguono, dal punto di vista filosofico, il cristianesimo dalla religiosità nipponica e tre le parole-chiave: "ego", "natura" e "assolutizzazione". È ben netta la distinzione tra il concetto di ego buddhista-shintoista e quello monoteista occidentale. Anche il modo di concepire la natura in oriente è sostanzialmente diverso da quello occidentale: per i giapponesi la natura è divina e da riverire, sentimento non condiviso dagli occidentali.

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E Hitchcock infranse il patto con il pubblico
Emilio Ranzato
del 09/08/2010

Marion Crane ha tutto per entrare nel novero delle eroine hitchcockiane. È giovane. È fragile ma determinata.

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Benvenuto ebook ma lunga vita al libro
Giulia Galeotti
del 08/08/2010

Washington. Ultimo piano del James Madison Building. Un lungo corridoio conduce all'anticamera della Room 608.

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Malinconia dell'esilio nel cielo di Mercurio
Inos Biffi
del 08/08/2010

All'aprirsi del sesto canto del Paradiso, finalmente si rivela la "figura santa" che, annidata "nel proprio lume", Dante ancora non conosceva. Quell'"anima degna" è l'imperatore Giustiniano, che, sotto l'impulso dello Spirito, approntò il nuovo Corpus iuris, eliminando dall'antico diritto quanto ormai conteneva di superfluo e di inutile: "Cesare fui e son Iustinïano, / che, per voler del primo amor ch'i' sento, / d'entro le leggi trassi il troppo e 'l vano" (vv. 10-11).

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La Serenissima tagliò e il Papa lasciò correre
Gianpaolo Romanato
del 06/08/2010

Fu un'opera grandiosa. Forse la più audace impresa idraulica concepita allora in Europa. Stiamo parlando della deviazione del corso del Po realizzata da Venezia all'inizio del Seicento.

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Giovanni Battista il patriota
Eliana Versace
del 05/08/2010

Nel mese di giugno del 1859 il territorio lombardo divenne teatro di alcune tra le più sanguinose battaglie della Seconda guerra d'indipendenza italiana. L'esercito sabaudo, con l'indispensabile alleanza dei soldati francesi e l'ingente apporto delle truppe garibaldine, dopo i sanguinosi scontri con gli austriaci avvenuti a Palestro e Magenta, entrò trionfalmente a Milano l'8 giugno, capeggiato dal sovrano piemontese Vittorio Emanuele di Savoia e dall'imperatore di Francia, Napoleone iii. Le vittorie riportate il 24 giugno, nelle battaglie di Solferino e San Martino, a prezzo di sanguinosi combattimenti e migliaia di caduti, completarono la liberazione della Lombardia aprendo la strada verso il Veneto che invece, a seguito dell'armistizio stipulato in luglio dai francesi a Villafranca, fu lasciato sotto il dominio austriaco.

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Il quadro più bello del mondo
Marco Agostini
del 05/08/2010

Nel 1517 il cardinale Giulio de' Medici, poi Clemente VII, per la sua cattedrale di Narbona commissionò a Raffaello la Trasfigurazione. Il pittore vi lavorò fino al sopraggiungere della morte il 6 aprile 1520. Nondimeno il cardinale, anziché spedirla in Francia, trattenne l'opera a Roma facendola collocare sull'altare maggiore della chiesa di San Pietro in Montorio.

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Athanasius Kircher un genio per Spielberg
Andrea Monda
del 04/08/2010

"Sono venuto alla luce in questo mondo di calamità alle tre dopo la mezzanotte del 2 maggio 1602, proprio nel giorno dedicato a sant'Atanasio, nella città di Geisa, situata a tre ore di viaggio da Fulda". Così comincia l'autobiografia di Athanasius Kircher finalmente ripubblicata in Italia (Roma, La Lepre Edizioni, Vita del reverendo padre Athanasius Kircher. Autobiografia, 2010, pagine 124, euro 14) e l'incipit già contiene una parola-chiave, "calamità", che accompagnerà come un leit-motiv il seguito del racconto.

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Due civiltà e un mare di risonanze
Irene Iarocci
del 04/08/2010

Esiste forse un serpente con i piedi? Ovvia la risposta, sembrano suggerire gli ideogrammi cinesi corrispondenti a "serpente" e "piede" (da-soku) cuore dell'espressione nipponica dasoku shinagara corrispondente a: "È lapalissiano dire che.. ." .

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Abramo e i filosofi
Inos Biffi
del 02/08/2010

Non di rado si sente da parte di teologi o di pensatori "spirituali" esaltare il "Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe" (Esodo, 4, 5; Matteo, 22, 32), conosciuto nel suo rivelarsi mediante la storia della salvezza, e invece considerare con sospetto e indifferenza il "Dio dei filosofi", conosciuto attraverso l'esercizio della ragione.
Spesso, anzi, si dubita che il riconoscimento dell'esistenza di Dio possa essere un traguardo della ragione; e, in ogni caso, il Dio così raggiunto per tale via, sarebbe un Dio freddo e anonimo, imprigionato nei concetti; insomma, un "Motore immobile", senza affetto e cura per l'uomo, che, a sua volta, non potrebbe realmente amarlo ed entrare in una viva relazione con lui.
Si tratta di solito dei medesimi teologi che, convinti e almeno in certa misura conniventi dell'attuale crisi della metafisica, com'è chiamata, sono scettici o indifferenti rispetto all'affermazione del Vaticano i, là dove si dichiara che "Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza dalla luce della ragione umana, a partire dalle realtà create" (Costituzione Dei Filius, 2).

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E il nunzio smentì il "Corriere della Sera"
Vicente Cárcel Ortí
del 02/08/2010

Due settimane dopo la proclamazione della Seconda Repubblica, il "Corriere della Sera", il 28 aprile 1931, pubblicò un articolo in cui sosteneva che la rivoluzione politica verificatasi in Spagna aveva spinto Pio xi a sospendere sine die il concistoro che si sarebbe dovuto celebrare pochi giorni prima, riprendendo le notizie pubblicate dalla "Central News", diceva che il Papa nel suo discorso concistoriale aveva intenzione di parlare del recente cambiamento verificatosi nella politica spagnola, ma che, poiché tutto era ancora molto incerto, il concistoro non avrebbe avuto luogo.
Nello stesso giornale si diceva anche che il Preposito generale della Compagnia di Gesù, padre Wladimiro Ledóchowski, aveva dato istruzioni alle comunità che i gesuiti avevano in Spagna affinché fossero preparate dinanzi ai nuovi eventi che si profilavano all'orizzonte perché avrebbero riguardato direttamente la Chiesa, gli ordini religiosi e, in particolare, i figli di sant'Ignazio.
L'articolo terminava dicendo che nel suddetto concistoro si pensava di creare cardinale il nunzio Federico Tedeschini, che era da oltre dieci anni a capo della rappresentanza pontificia a Madrid, ma che, al momento, ciò non era possibile perché il cardinale Pacelli, segretario di stato, gli aveva dato l'ordine di restare al suo posto.

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E Solov'ëv smascherò l'Anticristo
Filippo Rizzi
del 30/07/2010

Ad ascoltarlo erano accorse personalità del calibro di Dostoevskij e Tolstoj. Per la sua passione per i Padri della Chiesa fu definito amabilmente da Bernard Dupuy l’«Origene dei tempi moderni». Hans Urs von Balthasar lo accostò a Tommaso d’Aquino come «il più grande artefice di ordine e di organizzazione nella storia del pensiero».

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Iraq-Kuwait, «vent’anni dopo» resta al-Qaeda
Camille Eid
del 01/08/2010

Deve essere stata propria una brutta sorpresa per i kuwaitia­ni svegliarsi quella mattina e trovare l’esercito iracheno pattugliare le vie della loro capitale. Sorpresa lo fu anche per il resto del mondo, messo da­vanti al fatto compiuto, nonostante i se­gni premonitori che si erano moltipli­cati prima di quel fatidico 2 agosto di vent’anni anni fa. Una svolta per il Me­dio Oriente da allora sempre più fran­tumato in fazioni sempre più feroce­mente contrapposte: fu per le riper­cussioni a catena innescate dal conflit­to che un allora giovane emiro, Osama Benladen, si decise a “perfezionare” al-Qae­da.

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Un fronte «invisibile» e le file al supermercato
Fulvio Scaglione
del 01/08/2010

Dalla radio e lo zucchero ai satelliti e Internet. Potrem­mo usare questi termini, con sintesi estrema, per descrivere in un lampo i vent’anni ormai tra­scorsi (in un lampo anch’essi) tra la prima Guerra del Golfo e i giorni dell’Iraq liberato da Saddam ma non dal terrorismo, con le truppe Usa che aspettano solo il momen­to del “tutti a casa”. Forse oggi po­chi se lo ricordano, ma trascorrem­mo la vigilia del primo attacco al Rais inchiodati alla radiolina, più o meno come avevano fatto i nostri genitori prima di noi.

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Meraviglie e segreti di una pianta viva
Giovanni Farris
del 30/07/2010

Per capire la passione di Fausto Montanari (1907-2000) nei confronti di Dante ritengo fondamentale cogliere una certa affinità tra la vita del critico e la gradualità percorsa da Dante nelle sue opere per raggiungere quella chiara coscienza teologica capace di illuminare l'esistenza.
L'uomo non è solo un meraviglioso punto di incontro di un immenso gioco di forze e di influenze materiali, ma un individuo dotato di un'intelligenza che aspira intensamente al raggiungimento di valori assoluti, come l'amore e la verità. A Montanari piace vedere l'uomo attraverso l'entusiastica figura del cavaliere errante; i suoi sogni restano sempre al di qua delle sue capacità di una cattura definitiva di un fantomatico santo Graal.

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Io, matematico contro la religione della scienza 2 parte
Alberto Savorana
del 19/06/2008

Ragione e fede sono termini che la cultura moderna ha prima allontanato e poi rigorosamente separato come due rette che non si incontrerebbero mai. Tu, al contrario, presentando di recente il libro di don Giussani Si può vivere così?, hai dichiarato di condividerne l’affermazione secondo cui la conoscenza per fede è un metodo proprio della ragione. In che misura questo metodo è importante anche per il lavoro scientifico? Puoi fare qualche esempio della sua applicazione?
Quando ero studente universitario un professore mi consigliò di studiare matematica supponendo che ogni teorema che leggevo sui libri fosse falso e cercando di confutarlo.

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Io, matematico contro la religione della scienza 1 parte
Alberto Savorana
del 19/06/2008

Ordinario di Matematiche complementari presso l’Università “La Sapienza” di Roma, Giorgio Israel è uno dei più vivaci e acuti polemisti nel panorama culturale italiano. Da anni ha ingaggiato una battaglia per la difesa della ragione - e per il suo “allargamento”, per usare un termine caro a Benedetto XVI - contro un’ideologia scientista che pretende di identificare l’uomo e la realtà con ciò che è misurabile in nome di una ragione ridotta. Ed è significativo che sia un matematico a condurre questa lotta senza quartiere alla religione dei numeri e della quantità.

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Come rinnovare la teologia
Inos Biffi
del 26/07/2010

Se alla genesi della teologia sta il mistero cristiano, ed essa si può definire come "intelletto della fede", non è pensabile che in una determinata epoca la si possa completamente rifare. Nella diversità dei tempi essa viene alimentata da una tradizione ininterrotta di contenuti e anche di linguaggio, che non ammette discontinuità drastiche e rivoluzionarie, pena la perdita dell'identità. È lecito almeno nutrire qualche perplessità di fronte a un teologo che sia persuaso di proporre dottrine teologiche inusitate e singolari, non mai insegnate prima di lui.

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Perché il Rinascimento va d'accordo col the e l'ikebana
Irene Iarocci
del 26/07/2010

Nel mare delle celebrazioni per il IV centenario della morte di Matteo Ricci, è appena un rivolo lo spazio riservato ad Alessandro Valignano (1539-1606). Curiosamente. Questo personaggio è ben più della figura straordinaria, ma "collaterale" con cui Ricci ha condiviso il destino di un'ingiusta damnatio memoriae fino all'alba del Novecento.

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L'influsso orientale nella Chiesa ambrosiana
Dionigi Tettamanzi
del 23/07/2010

La Chiesa di Milano è sempre stata aperta all'Oriente. Questo rapporto è attestato da moltissime testimonianze, a partire dalla tradizione - sebbene leggendaria - secondo la quale l'origine della Chiesa milanese risalirebbe a san Barnaba, il levita di Cipro protagonista con san Paolo della prima evangelizzazione in Asia minore. Ancor oggi la Chiesa ambrosiana ricorda il 25 settembre tutti i santi vescovi milanesi dei primi secoli, tra i quali spiccano molti nomi chiaramente greci o orientali: così Anàtalo, Calimero, Mona, Eustorgio, Dionigi, Màrolo originario della provincia del Tigri, Lazzaro ed Eusebio.

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Meglio single
Marcello Filotei
del 23/07/2010

La bottiglia di whisky non si finisce mai di sera. Se ne lascia un pochino, per "farci pace" il giorno dopo. Spesso appena alzati, prima ancora del caffè.

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Fiducia tradita
Vicente Cárcel Ortí
del 23/07/2010

La prima decisione che la Santa Sede prese dopo il riconoscimento diplomatico della Seconda Repubblica spagnola (23 aprile 1931) fu di chiedere ai vescovi di raccomandare ai sacerdoti, ai religiosi e ai fedeli rispetto e obbedienza verso i poteri costituiti per il mantenimento dell'ordine e per il bene comune.
Prima che tale decisione fosse comunicata ai prelati per la via ordinaria della Nunziatura Apostolica, il vescovo di Barcellona, Manuel Irurita, l'anticipò pubblicando il 16 aprile una circolare in castigliano e in catalano, dove dava disposizioni al clero della sua diocesi affinché si tenesse lontano dalle dispute politiche, senza negare il rispetto per le autorità civili, fra le quali una, che si dichiarava cattolica, gli aveva reso visita per tranquillizzarlo, dicendogli che il nuovo "Stato catalano", anche se aveva un carattere laico, avrebbe rispettato la religione.
Il vescovo credette opportuno ricambiare la visita.

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E gli europei s'incontrarono sulle rive dell'Atlantico
Adeline Rucquoi
del 21/07/2010

Lo sviluppo di Compostela come centro urbano e culturale dal X secolo è intimamente legato al ritrovamento dei resti del corpo dell'apostolo Giacomo il maggiore attorno al 820-830. A questo sviluppo collaborò in modo decisivo l'insediamento nella città dei vescovi d'Iria nella seconda metà del secolo, anche se dagli inizi dello stesso secolo Sisnando i fece costruire un ospedale per accogliere i pellegrini, le cui offerte arricchivano il "luogo santo". Il santuario attraeva allora sia i pellegrini della penisola sia quelli stranieri, come il franco Bretenaldo, che si stabilì nella città nel primo terzo del secolo, l'ignoto chierico tedesco che raccontava di essere stato guarito dalla cecità a Santiago nel 930, il vescovo di Le Puy, Godescalco, il cui pellegrinaggio venne fatto durante l'inverno del 950-951 con una grande comitiva, il vescovo di Reims, Hugues di Vermandois, trovatosi a Compostela dieci anni dopo, oppure il monaco armeno Simeone, che arrivò alla "chiesa dell'apostolo Giacomo Maggiore" nel 983-984.

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L'inquilino che rompeva i soffitti
Pietro Caiazza
del 17/07/2010

Giunto a Roma verso il 1592 e dopo alcuni anni di nera miseria, Caravaggio fu accolto, come è noto, dal cardinale Del Monte in Palazzo Madama dal 1595 al 1601 circa. Dopo il successo e la fama a seguito dei capolavori nella cappella Contarelli (in San Luigi dei Francesi) e nella cappella Cerasi (in Santa Maria del Popolo), e in circostanze che ancora precisamente sfuggono, si trasferì - 1602-1603 circa - probabilmente presso i fratelli Mattei. Nel 1603 prese in affitto per conto proprio fino al 1605 una casa nel vicolo di San Biagio, come si chiamava all'epoca l'attuale vicolo del Divino Amore che oggi congiunge piazza Borghese e via dei Prefetti, in Campo Marzio.

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Scoperto nel quarto centenario della morte un nuovo Caravaggio
Lydia Salviucci Insolera
del 17/07/2010

Quattrocento anni fa, il 18 luglio 1610, moriva sulla spiaggia di Porto Ercole Michelangelo Merisi da Caravaggio, dopo aver trascorso una delle vite artistiche più famose e appassionate, tra il successo raggiunto, l'amicizia di influenti committenti e le ultime fughe disperate nell'Italia meridionale a causa di una condanna per omicidio. L'eccezionalità della sua vita è diventata quasi leggenda, e all'inizio del Novecento addirittura materia di studio per Mariano Patrizi, l'allievo più dotato di Cesare Lombroso, tanto da dedicargli una serie di studi incentrati sul binomio genio e follia.
Ci sarebbero moltissimi modi per ricordare oggi e festeggiare Caravaggio.

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Voglia di libertà (usando la ragione)
Mario Pangallo
del 15/07/2010

La filosofia di san Tommaso non mortifica ma esalta la ragione umana e fa sua la formula d'origine neoplatonica dell'uomo "microcosmo": Propter hoc homo dicitur "minor mundus" quia omnes creaturae mundi quodammodo inveniuntur in e (Summa Theologiae). Definizione che in Tommaso non conosce le deformazioni naturalistiche di alcune correnti della filosofia rinascimentale e dell'antropocentrismo illuministico. L'uomo che, con un cattivo uso del libero arbitrio, voglia sganciarsi dall'Essere, dalla Verità e dal Bene, per diventare egli stesso artefice dei valori, rinuncia a essere soggetto veramente pensante, per piegarsi al dominio di un volere disordinato.

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Il sovietico francescano
Giancarlo Giojelli
del 16/04/2008

Sabato 15 marzo, vigilia della Domenica delle Palme. Un uomo prega inginocchiato tra gli altri fedeli nella basilica di Assisi. Prega intensamente, con gli occhi chiusi, per oltre mezz’ora.

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Il nostro enorme bisogno del bello
Marina Corradi
del 23/02/2019

Ho conosciuto una donna che fa la missionaria con i bambini di una terra sperduta dell’Est. Mi ha raccontato di figli abbandonati e madri sole, in un paese che ha perso quasi ogni memoria cristiana. La ascoltavo e cercavo di immaginare le sue giornate in quel posto lontano, dove l’inverno dura sei mesi e gli uomini vengono educati semplicemente a sopravvivere.

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Che brutte le chiese originali per forza
Enrico Maria Radaelli
del 12/07/2010

Molti architetti, artisti e committenti debbono riflettere quanto il frutto dei loro ingegni abbia poco incontrato le aspettative di bellezza e di verità dei fedeli. Ecco perché la Chiesa ancora una volta si prende cura delle sue greggi afflitte e per volere di Papa Benedetto XVI ha radunato sotto le volte della Cappella Sistina centinaia di artisti, architetti e intellettuali affinché tutti vengano sollecitati a prendere nuove vie per illustrare alle genti la Grazia con un po' più grazia.
Infatti con le circa cinquemila nuove chiese costruite in Italia nella seconda metà del Novecento non si sono in genere costruite e non si stanno più edificando "chiese nuove" - come erano "chiese nuove" le barocche dopo le rinascimentali, le rinascimentali dopo le gotiche, le gotiche dopo le romaniche e le romaniche dopo le paleocristiane - ma "chiesoidi", come Gillo Dorfles chiama "fattoidi" gli incongrui, arbitrari nuovi "fatti" creati con le loro "installazioni" dagli artisti odierni, utilizzando il suffisso "oide", che in psichiatria designa forme cliniche che presentano sintomi di quadri morbosi tipici (schizoide, paranoide e così via), e che nel linguaggio comune sta a indicare caratteri o atteggiamenti sgradevoli o almeno discutibili: artistoide, intellettualoide.

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Quando l'arte parla alla gente
Lucetta Scaraffia
del 09/07/2010

La basilica di San Pietro, in una delle nicchie esterne, dal 7 luglio è arricchita da una nuova statua, quella di un altro santo fondatore, come vuole la tradizione: Annibale Maria Di Francia, vissuto fra Ottocento e Novecento, beatificato e canonizzato da Giovanni Paolo ii. L'arrivo di questa grande scultura, cioè di un nuovo santo, dà l'idea concreta della Chiesa come costruzione in atto, continuamente ravvivata e rianimata dal succedersi di persone scelte da Dio per coniugare il progetto cristiano con i tempi che cambiano. L'idea di una comunità mai chiusa e definita, ma sempre in dinamico compimento.

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Dalla barca di Pietro alla flotta vaticana
Mario Ponzi
del 10/07/2010

Un mare anche per il Vaticano, ovviamente un "mare nel cassetto". Il cassetto è quello di un ufficio del Governatorato. Contiene addirittura un porto.

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Per caso nella storia
Gaetano Vallini
del 10/07/2010

A volte a scrivere la storia è il caso. Lo sa bene Aimone Canape, classe 1922, la cui vita è segnata da eventi inattesi ed eccezionali che sembrano usciti dalla penna di un fantasioso scrittore. Per una serie di circostanze imprevedibili, lui, di una modesta famiglia di Dongo, aspirante maître d'hotel, pur giovane cameriere a Berlino, vive nell'agiatezza dell'aristocrazia tedesca, conosce personaggi influenti e infaustamente illustri; incontra persino Hitler.

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Orrori inascoltati
Anna Foa
del 10/07/2010

Quando, il 1° settembre 1939, i nazisti invadono la Polonia, Jan Karski è uno studente di venticinque anni, cattolico, e vive a Varsavia. Richiamato alle armi come ufficiale, assiste senza riuscire a sparare un colpo alla rapida sconfitta della Polonia e alla sua spartizione fra Germania e Unione Sovietica. Prigioniero dei russi, scambia la sua divisa da ufficiale con quella di un soldato semplice e viene consegnato ai tedeschi, sfuggendo così senza immaginarlo alla sorte riservata agli altri ufficiali polacchi che saranno assassinati a Katyn, per poi fuggire dal campo di concentramento nazista dove è stato rinchiuso ed entrare, immediatamente, nella Resistenza.

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Come si rimargina la ferita dell'origine
Giovanni Di Giannatale
del 10/07/2010

Dante e la redenzione. Il poeta esprime alcune considerazioni sul tema sia nelle opere minori sia nella Commedia, rielaborando e mediando la dottrina di san Tommaso immagini suggestive. Per inquadrare il suo pensiero, occorre partire dal Convivio, in cui, riflettendo sull'incarnazione del Verbo, dichiara che questa fu stabilita da Dio per riconciliare a sé la natura umana, privata dei doni soprannaturali e vulnerata nei doni naturali, a causa del peccato originale: "Volendo l'incommensurabile bontà divina l'umana natura a sé riconformare che per lo peccato de la prevaricazione del primo uomo da Dio era partita e disformata, eletto fu in quell'altissimo e congiuntissimo consistorio divino della Trinità che il Figliuolo di Dio in terra discendesse a far questa concordia" (iv, 5, 3).

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La rosa che volle essere fanciulla
Alberto Batisti
del 21/06/2010

Il primo settembre 1850, Robert e Clara Schumann si trasferivano da Dresda a Düsseldorf. Per la prima volta il musicista lasciava la natìa Sassonia alla volta della Germania occidentale. Nella città renana, Schumann doveva assumere l'incarico di direttore dei concerti sinfonici e del Gesang-Musikverein, la Società Corale che contava più di trecento membri.

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Piccole canzoni per grandi dolori
Francesco M. Petrone
del 21/06/2010

Madame de Staël si chiedeva con affettazione mondana perché i tedeschi non coltivassero la conversazione salottiera. Più di uno si sarà sicuramente preso la briga di risponderle che preferivano suonare musica da camera. La liturgia domestica del pietismo stava trovando nuovi mezzi, in luogo dei circoli di ermeneutica biblica la spiritualità di un quartetto; la parola Stimmung poteva significare allora "accordatura dell'anima".

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Asce di rame nella fortezza dei Cananei
Lorenzo Nigro
del 16/06/2010

Fino al 2004 nessuno poteva immaginare che sulla collina di Batrawy, una rupe rocciosa oggi alla periferia nord della città di Zarqa in Giordania centro-settentrionale, agli inizi del terzo millennio prima dell'era cristiana fosse sorta un'antichissima città dei Cananei.
Nel dicembre di quell'anno una spedizione dell'università di Roma La Sapienza, durante una prospezione lungo l'alta valle dello Wadi az-Zarqa (il biblico Jabbok), ne riconobbe la natura di insediamento umano - sulla superficie, irta di pietre e massi, si riconoscevano numerosi frammenti ceramici del Bronzo Antico. Dalla primavera 2005, con la collaborazione del Dipartimento delle antichità della Giordania e il contributo del Ministero degli Affari esteri dell'Italia, sono iniziate campagne di scavo sistematiche nel sito che hanno immediatamente rivelato una città fortificata con straordinarie opere difensive, costituite inizialmente da un muro in pietra spesso 3,2 metri, cui nei secoli si aggiunsero progressivamente torri e bastioni, e due ulteriori muraglioni sul versante nord, dove era localizzata la porta della città.

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Quando in Spagna c'erano troppi conventi
Vicente Cárcel Ortí
del 14/06/2010

Per capire i tragici avvenimenti della Spagna dopo lo scoppio della guerra civile (18 luglio 1936) è necessario conoscere la travagliata storia della Seconda Repubblica, riconosciuta dalla Santa Sede dopo la sua autoproclamazione (14 aprile 1931) - nonostante i dubbi sulla legittimità politica del governo provvisorio - al fine di rispettare l'ordine pubblico e garantire i diritti della Chiesa e dei cattolici. Tuttavia, appena un mese dopo, il 10 e 11 maggio, il nuovo regime mostrò il suo vero volto, con un triste biglietto da visita: la violenza fu scatenata contro la Chiesa, con la complicità delle autorità.
"Non è certamente facile per chi le ha vissute fare la cronaca delle giornate incendiarie perpetrate nei primi giorni di questa settimana in questa Nazione.

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Quando l'apparire è apertura all'essere
Marco Maurizi
del 08/06/2010

È sotto gli occhi di tutti il potere e il fascino che l'immagine esercita su di noi, condizionando non solo la vita quotidiana, ma addirittura il mondo della cultura; per tacere delle scelte della politica.
Siamo certi però che l'effetto di superficialità e di fatuità - che così spesso si denuncia - possa essere attribuito al carattere d'immagine come tale? Una tale diagnosi, infatti, rischia di rimanere essa stessa troppo in superficie se la questione dell'immagine non viene affrontata e chiarita preliminarmente. Senza tale disamina, l'immagine apparirà sempre travestita di un'ovvietà e di una trasparenza che ne occultano il significato più profondo.

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L'isola di Barnaba
Fabrizio Bisconti
del 02/06/2010

I cristiani, ancora in età apostolica, in seguito alla persecuzione seguita al martirio di Stefano, si rifugiarono nell'isola di Cipro, dove era una fiorente comunità giudaica (Flavio Giuseppe, Antiquitates Judaicae, 16, 129). Da Cipro proveniva Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Barnaba, che significa "figlio dell'esortazione", un levita giudeo ed ellenista, appartenente alla famiglia della tribù di Levi, il quale appare, per la prima volta, nello scenario movimentato descritto dagli Atti degli Apostoli (4, 36), in quanto padrone di un campo, che vendette per donare il ricavato agli apostoli.
Le prime gesta di Barnaba sono legate a Paolo, il quale fu accreditato presso gli apostoli, che in un primo tempo lo temevano, proprio dal levita di Cipro, che prese con sé l'apostolo delle genti e lo presentò alla comunità di Gerusalemme, raccontando come, durante il viaggio, che avevano fatto insieme, il Signore gli aveva parlato, come era successo sulla via di Damasco (Atti, 9, 26-27).

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Un destino preparato dall'eternità
Inos Biffi
del 02/06/2010

Nell'imminenza della sua morte Gesù rende i suoi apostoli partecipi del suo corpo dato e del suo sangue sparso. Così, mangiando il pane da lui spezzato e bevendo al calice da lui benedetto, entrano già in comunione con il suo sacrificio. Ma quel gesto di Cristo dovrà essere rinnovato come suo memoriale: la cena del Signore (1 Corinzi, 12, 20) è destinata ad accompagnare la vita dei discepoli.

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Il lato oscuro del desiderio di giustizia
Oddone Camerana
del 02/06/2010

In genere l'invidia veniva studiata e indicata come uno dei cosiddetti peccati o vizi capitali. In quanto tale rientrava nell'ambito di ciò che riguardava la sfera della coscienza personale. Vizio vergognoso, silenzioso, invisibile e segreto, veniva segnalato per la sua dipendenza dal prossimo da invidiare, ancorché, a differenza degli altri peccati capitali, si parlasse della "solitudine dell'invidioso".

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Obiettivo sull'incanto
Gaetano Vallini
del 31/05/2010

In un mondo in continuo mutamento, in cui l'ambiente si trasforma così come si trasformano il tempo e gli stessi uomini nel rapporto con gli oggetti e tra loro, un cambio di prospettiva sarebbe utile per individuare i segni di questi cambiamenti. Uno spostamento di visuale che potrebbe identificarsi con l'incanto, ovvero la possibilità di stupirsi ancora dinanzi allo spettacolo della vita nelle sue molteplici sfaccettature, dalla più familiare dimensione quotidiana allo svelarsi di mondi meno noti.
Dunque, l'incanto come capacità di proiettare lo sguardo oltre ciò che si osserva; uno sguardo affascinato, meravigliato, che non si ferma alla prima sensazione, ma vuole andare al fondo delle cose, senza i pregiudizi o la nostalgia del già conosciuto che limitano lo sviluppo della riflessione.

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Dottor Jack e mister Morte
Cristian Martini
del 29/05/2010

"Con i tuoi organi possiamo salvare delle vite umane!", dice il "Dottor Morte", ovvero Jack Kevorkian nel film You don't know Jack di Barry Levinson con Al Pacino nella parte del medico che nella realtà ha praticato l'eutanasia su oltre centotrenta pazienti. Il principio è questo: si spegne una vita sul filo della sopravvivenza per recuperarne i pezzi e "accenderne" un'altra. Dico accenderne in quanto tale procedimento ricorda quando anni fa si acquistava un nuovo processore - i personal computer di qualità erano ancora costosi - e il resto dei componenti erano riciclati da quello vecchio.

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E padre Lais catturò la cometa
Alessandro Omizzolo
del 29/05/2010

Le comete, uno dei fenomeni celesti più affascinanti, da sempre hanno suscitato, e suscitano, stupore e meraviglia; e, in certi momenti, anche paura. Da molti, ad esempio, il passaggio della cometa di Halley nel 1910, esattamente cento anni fa, fu interpretato come un segno premonitore di tristi eventi che si sarebbero presto verificati, e lo scoppiare del primo conflitto mondiale pochi anni dopo fu considerato da non pochi come la conferma di quella triste previsione. Un episodio accaduto nel 1910 è prova dell'atteggiamento timoroso della gente nei confronti del passaggio della cometa.

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La guerra vista con gli occhi della gente
Antonio Zanardi Landi
del 29/05/2010

Nella tarda mattinata del 28 maggio è stato presentato al presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano il volume curato da Bruno Fabio Pighin Ai margini della guerra (1938-1947), che pubblica il diario finora inedito del cardinale Celso Costantini (Venezia, Marcianum Press, 2010, pagine 640, euro 50). Sull'opera, nel pomeriggio alla Camera dei Deputati, si svolge un convegno al quale, oltre al curatore del volume, intervengono monsignor Brian Edwin Ferme, preside della Facoltà di Diritto canonico San Pio x di Venezia, il cardinale Ivan Dias, prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, il direttore del nostro giornale e l'ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede che ha sintetizzato per "L'Osservatore Romano" il suo intervento.

Come ha giustamente sottolineato monsignor Pighin, nell'introduzione del diario del cardinale Celso Costantini e in un intervento in occasione del cinquantennale della morte, si può senz'altro affermare che Costantini sia stato, in qualità di segretario della Congregazione di Propaganda Fide - carica ricoperta per ben diciotto anni - e poi come cardinale titolare della Cancelleria, il massimo stratega della "decolonizzazione" religiosa.

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La festosa religiosità dei siciliani in Australia
Stefano Girola
del 26/05/2010

Anche quest'anno, nei giorni precedenti la prima domenica di maggio, tante famiglie d'immigrati siciliani in Australia sono partite dalle loro cittadine e dalle fattorie sperdute del Queensland. Prima di lasciare le loro case, i più anziani hanno scrutato il cielo, preoccupati per le nuvole minacciose. Come negli anni scorsi, secondo la tradizione, hanno pregato sant'Alfio di rinnovare "il miracolo" di non far piovere durante la processione dei suoi devoti.

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Tolkien e la tessitura degli eventi
Tom Shippey
del 26/05/2010

Ne Il signore degli anelli Tolkien non ricorre mai alla parola "provvidenza". D'altra parte, utilizza le parole "fato" e "caso" molte volte. Quindi può sembrare che Tolkien fosse molto più consapevole del fato e del caso che della provvidenza, ma non è vero: esistono alcuni passaggi in cui l'autore esprime dubbi o permette ai suoi personaggi di farlo sull'esistenza stessa del caso.

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Da Asclepio a Cristo
Enrico dal Covolo
del 26/05/2010

La fede biblica in un Dio unico, personale, creatore e soprattutto padre, che dispensa ai suoi figli dolori e gioie, malattie e guarigioni in modo misterioso, ma sempre provvidenziale, creò nel cristianesimo primitivo le condizioni favorevoli per un'equilibrata convivenza di due sistemi di guarigione complementari, e talora concorrenti: da un lato una sincera accoglienza della "medicina razionale, fisica, laica", quando questa accetta di considerarsi ministra di Dio; dall'altro il progressivo instaurarsi e rafforzarsi di un sistema di "medicina religiosa e soprannaturale", sempre più gestito dalla Chiesa mediante la preghiera, l'esorcismo e il miracolo, e in genere mediante la fede.
Circostanze culturali di vario genere favorirono alcuni modi di pensare: anzitutto l'opinione, non del tutto assente fino alla metà del ii secolo, che le guarigioni miracolose fossero piuttosto frutto di carismi operanti solo in epoca apostolica; inoltre una fondamentale laicità della medicina razionale, ovviamente con caratteri ben più marcati rispetto alla medicina legata ai culti pagani; e ancora un forte interesse dei cristiani per l'etica severa del giuramento ippocratico, che i medici antichi pronunciavano in teoria, ma che non sempre praticavano nella professione quotidiana.
In tale contesto si inserisce con successo il titolo di "medico" e di "approntatore di farmaci" (lui stesso, anzi, medico e medicina) attribuito a Gesù Cristo, terapeuta del corpo e dell'anima.

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Preti di celluloide
Emilio Ranzato
del 25/02/2010

È insospettabilmente consistente la quantità di film in cui si presenta la figura dei sacerdoti. Chi si ricordava, per esempio, che figure di preti attraversano praticamente tutta la produzione di Federico Fellini? O che personaggi legati alla Chiesa sono presenti in film come Amici miei di Mario Monicelli (1975) o Sedotta e abbandonata di Pietro Germi (1964)? O ancora che anche Alberto Sordi aveva vestito l'abito talare (in Nell'anno del Signore di Luigi Magni, 1969, ma anche nel dimenticato Anastasia mio fratello ovvero il presunto capo dell'anonima assassini di Steno, 1973)? Questa inaspettata constatazione - che si può verificare visitando la mostra in Vaticano di cui si dà notizia a fianco - ribadisce la rilevanza della figura del prete non solo nell'immaginario cinematografico, ma nell'intera cultura italiana.
In tal senso, i mezzi espressivi del mezzo fotografico in questa occasione arricchiscono quelli della settima arte, assumendo addirittura un carattere rivelatore.

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Nere perché amate
Lucetta Scaraffia
del 24/05/2010

Nel nostro futuro non ci saranno più Madonne nere, a meno che si decida di copiare una statua già esistente. È questa la certezza dopo il convegno "Nigra sum. Culti, santuari e immagini delle Madonne Nere d'Europa" che si è tenuto dal 20 al 22 maggio nei santuari piemontesi di Oropa e di Crea, con la partecipazione di studiosi provenienti da tutta Europa e dei rettori dei più importanti santuari di Madonne nere del nostro continente.

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Vilipendere gli ebrei è una bestemmia
Valerio De Cesaris
del 19/05/2010

Il 1938 fu un anno di contrapposizione tra il Vaticano e il governo fascista, sia per la controversia sul ruolo e l'assetto dell'Azione Cattolica, sia per la questione razziale. Su questo secondo aspetto, è diffusa tra gli storici l'interpretazione che riconosce alla Chiesa di Pio xi di aver condannato con decisione il razzismo, mentre le attribuisce molta minore fermezza rispetto all'antisemitismo. Ciò è unanimemente considerato il portato del secolare antigiudaismo cattolico e della scelta di non contrapporsi eccessivamente al governo italiano, più che il prodotto dell'adesione all'antisemitismo razziale.

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Dove poggia la ragnatela del diritto
Ottavio De Bertolis
del 16/05/2010

Secondo una metafora notissima, ogni ordinamento giuridico ha la fisionomia di una piramide a gradini, una sorta di ziqqurat giuridica: a partire dalle norme inferiori, quelle a noi immediatamente accessibili, regredendo di norma in norma, giungiamo alla norma fondamentale, la Grundnorm, al vertice della piramide, dalla quale tutte le altre fondano la loro validità.
Vale la pena sottolineare come in tal modo l'ordinamento, e dunque lo Stato che è metafora logica della sua unità, si presenta come un tutto, circoscritto e conchiuso, in sé sussistente e perfetto, un vero "dio mortale", o secolarizzato, secondo l'espressione hobbesiana. Dalle leggi ordinarie fino all'ultimo regolamento comunale e agli usi del commercio, tutte le norme sono riassunte e ricapitolate nella norma fondamentale, in essa virtualmente contenute, come una geometria è contenuta negli assiomi di partenza.

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L'albero glorioso che spiega il mistero
Michael John Zielinski
del 16/05/2010

La croce identifica il cristianesimo, riunendo nel mistero l'abbassamento e l'innalzamento di Cristo. Per questo il credente acclama Ave, crux gloriosa. La teologia dell'incarnazione del Verbo dà ragione della kènosis, lo "svuotamento" di Dio, poiché attraverso di essa si manifesta la potenza della risurrezione salvifica di Cristo.

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Salì al cielo come primizia
Manuel Nin
del 16/05/2010

Nel quarantesimo giorno dopo la Risurrezione la festa dell'Ascensione del Signore è attestata già in Eusebio di Cesarea intorno al 325; un secolo e mezzo più tardi Egeria parla di una celebrazione a Betlemme, e non sul Monte degli Ulivi da dove il Signore ascende in cielo e dove invece il raduno dei fedeli col vescovo nel luogo dell'Ascensione e la lettura del vangelo viene fatta la vigilia della Pentecoste. Per la festa, Gregorio di Nissa e Giovanni Crisostomo (e Agostino in ambito latino) hanno omelie.
La tradizione siro-occidentale collega molto strettamente l'Incarnazione, la discesa del Verbo di Dio, e la sua Ascensione: "Oggi il Cristo Dio si innalza dal monte degli ulivi fino al suo Padre glorioso.

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L’antica rete di quel dolce riso
Paolo Mattei
del 10/01/2010

«Così lo santo riso a sé traéli con l’antica rete». Eccolo, il sorriso di Beatrice, attrattiva irresistibile per gli occhi di Dante che lo sta contemplando al termine della sua salita sul monte del Purgatorio. Quel sorriso accompagna e illumina il viaggio oltremondano del poeta dall’Eden all’Empireo: lo aveva già incontrato, per la prima volta, nella giovinezza, come «una cosa venuta / da cielo in terra a miracol mostrare»; poi l’aveva perduto tra le complicate strade della sua vita, «ché la diritta via era smarrita»; ma, per grazia di Dio, lo aveva rincontrato ancora, ancor più rifulgente «de lo piacer divin», donato a lei dalla diretta visione di Dio, e pure a Dante, come riflesso di quello sguardo di Paradiso.

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Benedetto XVI agli intellettuali: le vostre vite diventino luoghi di bellezza
Luigi Geminazzi
del 13/05/2010

«Un popolo che smette di sa­pere quale sia la propria ve­rità, finisce perduto nei la­birinti del tempo e della storia». È il mo­nito di Benedetto XVI al mondo della cul­tura portoghese che ha incontrato ieri mattina, ultimo atto del suo intenso sog­giorno nella capitale prima di recarsi a Fa­tima. Il Papa ha parlato ad oltre mille in­tellettuali ed artisti nel Centro Culturale di Belem, un edificio modernissimo le cui linee avveniristiche fanno da contrap­punto allo storico Monastero «dos Jero­nimos » che lo fronteggia.

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Maria, l’eletta di Dio, nel Corano
Ali Akbar Naseri
del 15/02/2010

È per me un grande onore essere presente in questo consesso scientifico e spirituale dove sono convenuti docenti, studenti e persone interessate al tema del mio discorso. Ringrazio sentitamente il chiarissimo professor Enrico Iachello, preside della facoltà di Lettere e Filosofia, che ha reso possibile questo nostro incontro.
Nel mio discorso esporrò la visione coranica di Maria e, in questa circostanza, mi è gradito ricordare la prossima ricorrenza dell’8 dicembre in cui i cattolici celebrano l’Immacolata Concezione.

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Il pittore delle cose che accadono mentre accadono
Giuseppe Frangi
del 15/02/2010

«Adi 30 fu bat[tezzato] Michel angelo f[ilio] de d[omino] Fermo Merixio et d[omina] Lutia de Oratoribus / compare Fran[cesco] Sessa».
È l’atto di battesimo di Michelangelo Merisi, nato il 29 settembre, giorno di san Michele Arcangelo. La registrazione relativa all’anno 1571 si trova nel libro parrocchiale della chiesa milanese di Santo Stefano in Brolo che raccoglie gli atti dal 1565 al 1587.

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Il rinnovarsi della gioia in Cristo
patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill
del 10/02/2010

Proviamo a farci una domanda: esiste almeno qualcosa di immutabile in questo mondo che cambia continuamente?
Non si tratta ovviamente dei nostri sentimenti personali, delle convinzioni e dei ricordi, che costituiscono il microcosmo dell’individualità umana e che sono destinati prima o poi a scomparire dalla vita terrena insieme a noi, i loro titolari terreni.
Non è nemmeno il nostro pianeta, sul quale dai tempi di Adamo ed Eva trascorre la sua esistenza il genere umano, in quanto la storia geologica attesta che al posto degli attuali deserti e delle alte montagne un tempo si distendevano le acque dell’oceano, e perfino i poli magnetici della terra cambiano periodicamente la loro dislocazione.
Non sono neppure le leggi della natura, che solo a prima vista appaiono consolidate una volta per sempre, immutabili e intoccabili, poiché per volontà del Creatore del cielo e della terra, in caso di necessità, grazie ai Suoi grandi miracoli facilmente viene “vinto l’ordine naturale”.

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L’io e il sacro dentro il ricordo
Gianfranco Ravasi
del 11/05/2010

«Quando un po­polo non ha più un senso vitale del suo passato, si spegne […]. Si diventa creatori quando si ha un passato. La giovinezza dei popoli è una ricca vecchiaia».

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Il Mediterraneo non è immune da rischi
Daniele Zappalà
del 11/05/2010

Che cosa accadrebbe se una fuga di greggio paragona­bile a quella nel Golfo del Messico interessasse il Mediterra­neo? L’ipotesi preoccupa da tem­po gli esperti, data l’alta densità di popolazione e di attività econo­miche in tutta l’area. «Il Mediter­raneo è una specie di microcosmo concentrato dei problemi marini presenti su scala globale», riassu­me Peter Neill. Gli incidenti non sono mancati: «Abbiamo dovuto fronteggiare u­na marea nera al largo del Libano circa 3 anni fa», ricorda Keith Al­verson: «In questo contesto criti­co, è nato il progetto Moon, ovve­ro il Mediterranean Operational Oceonagraphy Network.

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Quando l'obbedienza diventa luce
Inos Biffi
del 11/05/2010

L'inno per le Lodi nella solennità dell'ascensione di Gesù al cielo - in dimetro giambico e di autore anonimo del secolo x - pur di non alta ispirazione poetica, nel suo soffermarsi sui particolari della scena evangelica illustra bene il senso del mistero avvenuto il quarantesimo giorno dalla risurrezione.
In questo giorno Cristo, ponendo termine alla sua visibile e intermittente presenza tra i discepoli - destinata a offrire loro "molte prove" della sua risurrezione e a discorrere sulle "cose riguardanti il regno di Dio" (Atti, 1, 3) - promise la "forza dello Spirito Santo", "si staccò da loro", "fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi" (cfr. Atti, 1, 8- 9).

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Francesco e i Trovatori
Franco Cardini
del 07/05/2010

«Vedi, ho là cento compagni. Dacci Isotta e che appartenga a tutti noi! Il male accende i nostri desideri. Dalla ai tuoi lebbrosi.

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L'Imperatore e il Bambino
Paolo Risso
del 18/10/2009

Quando Gesù venne al mondo, da 21 anni, a Roma, Cesare Ottaviano Augusto era l’imperatore, il sovrano e l’arbitro unico di uno stato sconfinato, con un potere illimitato concentrato nelle sue mani. Quanto oggi chiamiamo Europa, con larghe appendici dell’Asia e dell’Africa, che si affacciano al Mediterraneo – «come le rane attorno a uno stagno», secondo il dire di Erodoto – faceva parte del suo dominio. Aveva un potere complesso di cui oggi non abbiamo idea: legislativo, politico, militare, economico, religioso, morale.

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Due ruote in accordo con madre natura
Giulia Galeotti
del 06/05/2010

Il primo ricordo è all'asilo. Il Margaret Fletcher di Toronto, nel cui ampio giardino si trovavano tante biciclette colorate a disposizione dei bambini. Una sola, però, era del vecchio modello tradizionale - la ruota posteriore piccina, quella anteriore grandissima.

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L'implacabile distruttore che porta la vita
Simona Verrazzo
del 06/05/2010

Il fuoco e i suoi significati religiosi, storici, artistici e sociali; i suoi mutevoli colori e labili contorni; il suo spegnersi e propagarsi; il fuoco e il millenario rapporto con l'uomo, che tenta di domarlo per metterlo al servizio della società. È questo elemento, con molteplici livelli di lettura, il protagonista della mostra "Anima del fuoco", ospitata al Palazzo Reale di Milano e organizzata dalla Fondazione DNArt e dal Comune.
L'esposizione è il secondo appuntamento con il ciclo dedicato a quelli conosciuti come i quattro elementi della natura: si è cominciato due anni fa, nel 2008, con "Anima dell'acqua.

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La bellezza e il sacro
Roger Scruton
del 01/01/2010

Definire la bellezza è una di quelle imprese necessarie ma impossibili che i filosofi cercano di evitare. Nondimeno, mi è sempre parso innegabile che scopo e appagamento veri dell'artista siano il creare bellezza, e che la bellezza e la creatività siano aspetti diversi del medesimo cimento. Inoltre, nel creare bellezza l'artista rende gloria alla creazione di Dio.

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Che successo avrebbe avuto Agorà senza la (finta) censura vaticana?
Claudio Siniscalchi
del 02/05/2010

È arrivato sugli schermi italiani il film che il Vaticano non voleva far vedere. Piergiorgio Odifreddi e Margherita Hack, firmatari di un manifesto di protesta, hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. Finalmente hanno potuto assistere alla proiezione pubblica di Agorà dello spagnolo Alejandro Amenábar.

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In sereno abbandono tra braccia sicure
Claudio Scarpati
del 04/05/2010

La poesia di Michelangelo rappresenta, nel medio Cinquecento, un incrocio di voci provenienti dall'intera tradizione lirica, dove si sovrappongono l'eredità dantesca e petrarchesca, le esperienze del Quattrocento toscano, lo stile elevato e lo stile comico, financo burlesco, con un'estensione che va dalla retorica codificata da Bembo fino alla trascrizione del parlato.
Le rime religiose o spirituali del Buonarroti si collocano per la quasi totalità nell'ultimo quindicennio della sua attività poetica, tra il 1540 e il 1555, tra la conclusione del Giudizio universale e le ultime Pietà: non sono rime d'occasione, ma rappresentano la meditazione della sua età matura, in certo modo sono il grande bilancio di una carriera vitale d'eccezione.
Sotto il velame delle formule penitenziali che possono ingenerare nel lettore postumo un senso di sazietà, è la grande questione che riaffiora: se il tempo della vita lo condusse così fortemente in prossimità del divino, che cosa sarà l'ultimo svelamento? E questa rivelazione sarà rottura o completamento? Di fronte all'eccedenza del vero, cui l'uomo aspira, le cose del mondo sono ingannevoli e dunque il culto della bellezza deve essere rigettato; l'"affettüosa fantasia" del sonetto al Vasari del 1554 (285), l'immaginazione carica di appassionata ricerca che ha dominato l'artista, risulta, allo sguardo rivolto alle cose ultime, carica di errore: "Giunto è già il corso della vita mia/ con tempestoso mar, per fragil barca, / al comun porto, ov'a render si varca/ conto e ragion d'ogni opra trista e pia.

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La città si trasforma e turba l'architetto
Mario Botta
del 30/04/2009

In un momento storico caratterizzato dal rapido espandersi della globalizzazione, la ricerca di una possibile identità passa attraverso il senso di appartenenza a un territorio e quindi anche a un riferimento all'immagine della città. Territorio e città sono due termini di una stessa realtà storico-geografica che connota il paesaggio umano. Il tessuto urbano attraverso le sue trasformazioni segna, forse ancor più che il contesto paesaggistico della campagna, le vicende continue delle lotte e delle passioni consumate lungo l'arco del tempo che nella polis ritrovano una propria espressione formale.

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Lavoro quotidiano con gli angioletti in bottega
Stefania Colafranceschi
del 30/04/2009

Inizialmente connotato dagli strumenti del mestiere, come si vede in alcune opere di arte paleocristiana, trattato isolatamente solo a partire dal xiv secolo, per effetto della nuova sensibilità degli ordini mendicanti, san Giuseppe assurge poi a emblema della categoria degli artigiani fabri lignamine (falegnami), ne diviene patrono e intercessore per le cause di infermità, e particolarmente in punto di morte. La sua presenza attualizza il mestiere dei committenti, evoca la loro arte, onora l'umile attività artigianale, proiettandola su un piano atemporale, nella sfera del sacro.
Il santo falegname si fa modello per tutti, nell'ambito della famiglia; ognuno svolge il suo compito in questo singolare quadro d'interno di cui è un vertice, sul piano visivo, accanto a Maria assisa, intenta a filare o cucire.

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Macché Gog e Magog! Sono solo gli Unni
Luigi F. Pizzolato
del 30/04/2009

Qualcuno rinviene notizia degli Unni già in Erodoto, ma è probabile che questi parli di una popolazione genericamente scitica, che è stata da qualcuno identificata con gli Unni per l'assonanza linguistica, con un apparentamento agli Xiongnu (o Hsiung-nu), gruppo nomade stanziato nella Mongolia ai tempi della dinastia Han - dal 206 prima dell'era cristiana all'anno 220.
Fino alla fine del quarto secolo le fonti sono avare di notizie sugli Unni probabilmente perché una serie di circostanze, e politiche e religiose e culturali, tendevano a spostare il pericolo barbarico in altre direzioni. O si voleva col silenzio rimuovere una paura che con gli Unni si farà quasi di natura apocalittica? Una prima ondata di tale paura si ebbe già sotto l'impero di Giuliano, quando Ilario (364) prospettava la venuta dell'Anticristo durante la sua generazione: ma il pericolo era forse collegato non tanto ai barbari, quanto agli ariani, e precisamente all'imperatore Valente, e ai vescovi ariani Ursacio e Aussenzio; o ai barbari in quanto ariani.

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Le pietre e le idee
Inos Biffi
del 30/04/2009

Étienne Gilson, il celebre storico del pensiero medievale, le cui grandi opere stanno apparendo in italiano e sono tuttora esemplari per ampiezza di documentazione e acutezza di esegesi, parlava di "cattedrali di idee" e "cattedrali di pietra". E precisava: "L'Italia offre il meglio del suo pensiero nelle ampie teologie di un Tommaso d'Aquino o di un san Bonaventura, o, come nel capolavoro di Dante, essa eleva fino al livello del genio il senso dell'ordine e dell'ordinamento architettonico delle idee: le cattedrali di pietra sono francesi, ma le cattedrali di idee sono italiane".
Una cattedrale di "idee" è, così, la Summa Theologiae dell'Angelico, dove il mistero cristiano si trova espresso come "intelligenza della fede" (intellectus fidei); una cattedrale di pietra è per esempio, la cattedrale di Laon o quella di Chartres, e altre cattedrali di svariato stile, dove, tramite l'ars, la fede è "rappresentata" e resa visibile e ammirabile.

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La prima donna dottore della Chiesa
Ludovico Cartotti Oddasso
del 29/04/2010

Invita a riflettere la concessione - nell'ottobre 2010 sarà il quarantesimo anniversario - della qualifica di dottore della Chiesa a una umile popolana illetterata, Caterina da Siena, vissuta il breve periodo di 33 anni. Infatti, nei pochi anni della sua vita terrena - morì il 29 aprile 1380 - essa raggiunse le più alte vette della santità e della dottrina, unitamente a straordinari e clamorosi interventi in campo politico per la protezione del papato e per la pace fra i popoli.
Del tutto priva di educazione scolastica, popolana nel senso più schietto del termine, Caterina svolse, come noto, azioni di pace incisive e risolutive presso sovrani, uomini di governo, Pontefici.

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Tutte le verità su Francesco
Jacques Dalarun
del 29/04/2010

Nel 1968, la pubblicazione del volume Saint François d'Assise. Documents, écrits et premières biographies (Éditions du Cerf) fu, a suo modo, una sorte di rivoluzione, allo stesso tempo democratica e scientifica. Democratica perché il lavoro di traduzione consentiva alla maggioranza delle persone l'accesso alle fonti francescane primitive, in uno spirito autenticamente francescano.

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L'ultimo ristoro dei romei alle porte di San Pietro
Nicola Gori
del 27/04/2010

Se oggi da Monte Mario si getta uno sguardo verso il Vaticano, certamente non si riesce a vedere la chiesa di San Pellegrino. Ma non era così nel medioevo, quando i pellegrini, giunti al termine della via Francigena provenienti dal nord Europa, scorgevano dalla sommità del monte la basilica costantiniana e l'ultimo luogo di accoglienza, che comprendeva una chiesa, un cimitero e un ospizio per stranieri.
Questo complesso aveva il suo centro nella chiesa di San Pellegrino in Naumachia, così chiamata dal luogo dove anticamente sorgeva un'imponente struttura con un lago artificiale al cui centro era un'isoletta, sulla quale gli imperatori si divertivano a inscenare vere e proprie battaglie navali.

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L'arazzo multicolore di un umanista raffinato
Gianfranco Ravasi
del 27/04/2010

Il suo corpo era stremato dalla gotta e dalle bronchiti che da anni lo tormentavano; s'era aggiunta la fatica del trasferimento da Roma; ora s'era insinuata anche la peste. I suoi occhi, ormai appannati, dall'alto del colle di San Ciriaco di Ancona sogguardavano la distesa dell'Adriatico, ove finalmente s'avvicinava la flotta veneziana, tanto attesa, del doge Cristoforo Moro. Ormai, però, il respiro del Papa si faceva sempre più affannoso e così nella notte che si affacciava sulla solennità dell'Assunta del 1464 Pio II si spegneva.

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L'etnografo che diventò Papa
Antonio Zanardi Landi
del 27/04/2010

"Piace consegnare ai posteri, nella forma breve possibile, i fatti degni di essere ricordati e a me noti accaduti al tempo di Federico, terzo imperatore con questo nome, presso gli Europei e gli abitanti delle Isole che vengono annoverati fra i cristiani; inseriremo talora alcune cose già richiamate, secondo quanto ci sembrerà richiedere l'ordine dei luoghi e degli argomenti".
Con questa dichiarazione d'intenti - dallo stile sobrio e diretto - inizia il De Europa di Enea Silvio Piccolomini. Di statura piccola e tarchiato, minato nel fisico e soggetto a un precoce invecchiamento, si era calato con l'usuale dolcezza nelle diverse realtà sociali, culturali e politiche del momento.

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L'uomo al centro della rete
Gianluca Comin
del 27/04/2010

Nell'era digitale del "tutti connessi, sempre e ovunque", le persone possono avere a disposizione a basso costo una quantità di informazioni e di conoscenza mai vista prima. Di conseguenza, cresce anche il loro potere: la potenziale capacità di far uscire la propria voce e le proprie opinioni, senza mediazione alcuna, dal cortile di casa alla vastissima agorà del mondo.
La grande rete fa cadere i confini della comunicazione; mette in relazione non solo le persone, ma gli stessi mezzi di comunicazione gettando in una crisi di identità (e molto spesso anche economica) i media tradizionali - e in particolare i giornali - che negli ultimi cento anni hanno vissuto l'ebbrezza dell'esclusiva del potere di intermediazione tra i fatti, le opinioni e i singoli cittadini.

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Il vincitore ha il volto del Padre
Timothy Verdon
del 27/04/2010

"Questa infatti è la volontà del Padre: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna" (Giovanni, 6, 40). Ecco, nelle parole dello stesso Gesù, il motivo per cui, questa volta come altre volte, da prima mattina a notte fonda i pellegrini sfilano davanti alla Santa Sindone (.. .

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Perpetua e il rifiuto di morire "in maschera"
Paolo Siniscalco
del 23/04/2010

Mi interessa in particolare porre le premesse per comprendere quali siano le radici della nozione di "laicità". Per giungere allo scopo ritengo sia utile scegliere uno specifico punto di vista storico: quello relativo al rapporto tra istituzioni politiche e cristianesimo o, per meglio precisare secondo la prospettiva che in questo caso è essenziale, tra impero romano e cristianesimo.
Occorre partire da alcuni passi del Nuovo Testamento per cogliere quale sia stato l'atteggiamento di Gesù e dei suoi discepoli di fronte al contesto politico e civile in cui si trovavano e quali comportamenti siano stati ispirati da quelle parole, spesso citate fin dall'antichità nel seno delle prime comunità cristiane.

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Comunisti «contro» cattolici?
Giorgio Vecchio
del 25/04/2010

Anche senza riprendere la ormai citatissima tripartizione proposta da Claudio Pavone tra guerra patriottica, guerra civile e guerra di classe e ferme restando tutte le inevitabili frizioni provocate dai diversi obiettivi finali («soltanto» la liberazione dell’Italia dai tedeschi o anche e «soprattutto» l’avvio di un processo rivoluzionario per il superamento del sistema socio-economico capitalistico?), va ricordato che i comunisti puntavano ad allargare il più possibile la partecipazione popolare alla lotta patriottica, imprimendole un carattere di inflessibile durezza, allo scopo di finire al più presto la guerra, mentre al contrario i cattolici e in genere i moderati ricercavano una rigida selezione degli effettivi partigiani e ponevano dei limiti all’attività ribellistica. Essi si sentivano inoltre – come gli azionisti e gli autonomi – più vicini alle logiche e alle forme tradizionali dell’esercito che non a quelle di un popolo chiamato alla rivoluzione. Uno dei protagonisti cattolici della repubblica di Montefiorino, Ermanno Gorrieri, ha ben colto queste differenze: «In sostanza, da parte comunista […] si tendeva a condurre la guerra partigiana senza esclusione di colpi, accettando senza esitare il carattere violento e spietato imposto alla lotta dai fascisti e dai nazisti […] Da parte democristiana l’aspirazione invece era quella di 'umanizzare' la lotta, evitando gli spargimenti di sangue che non fossero necessari e limitando le occasioni di rappresaglie e di sofferenze per le popolazioni inermi.

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Dura Europos, la prima chiesa
Giuseppe Caffulli
del 25/04/2010

Fino al 1920, di Dura Europos si erano smarrite le tracce. Persa tra le sabbie del deserto e le acque dell’Eufrate, città fortificata che si eleva su un bastione di roccia a difesa della via carovaniera che collegava Antiochia a Seleucia sul Tigri, Dura Europos è riemersa per caso, un giorno di fine marzo, ritrovata da un reparto militare inglese di stanza in questo lembo di Siria non lontano dal confine con l’Iraq. Sotto le pale dei soldati venne alla luce un frammento d’affresco raffigurante due sacerdoti con uno strano copricapo conico.

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«Memoria condivisa senza monopolizzazioni» 65 anni dopo
Bruno Olini
del 25/04/2010

L’ Italia celebra il 65° an­niversario della Libera­zione e la fine del se­condo conflitto, rendendo in­nanzitutto il doveroso omaggio a tutti coloro che sacrificarono la vita per ridare libertà al Paese. U­na celebrazione quanto mai si­gnificativa, con il richiamo a quei valori che hanno caratterizzato un periodo drammatico della no­stra storia nella lotta al nazifasci­smo, nella ribellione alla prepo­tenza, all’ingiustizia, alla nega­zione della dignità della perso­na.
Malgrado il tempo trascorso, non possiamo ignorare il travaglio di uomini che hanno saputo lotta­re fino a dare la propria vita per gli ideali che ritenevano giusti; le grandi sofferenze di intere popo­lazioni che hanno pagato un prezzo altissimo; il dramma di molti giovani strappati ai loro af­fetti, costretti a impugnare le ar­mi; l’Olocausto di milioni di e­brei nei campi di sterminio.

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Donatello e la Madonna della febbre
Carlo La Bella
del 01/04/2010

Nei primi anni Settanta del secolo scorso gli ambienti settecenteschi della Sagrestia dei Beneficiati di San Pietro furono destinati a ospitare stabilmente il rinnovato museo del Tesoro, e anche l'elegante cappellina ellittica, riservata alle celebrazioni dei chierici, rimase inevitabilmente inglobata nel nuovo percorso espositivo. Era qui che sin dal momento della consacrazione della cappella (1784) era stato riallestito il Tabernacolo del Sacramento di Donatello, insieme al venerato frammento pittorico della Madonna della febbre di cui da tempo costituiva la preziosa cornice. Quella già straordinaria collezione di manufatti vaticani si arricchiva così di uno dei più alti capolavori di scultura rinascimentale apprezzabile a Roma.

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Quando arriva il giorno dell'incontro
Gianfranco Ravasi
del 12/04/2010

"Fratello, se vieni a visitare la mia tomba, non devi piangere. Non è giusto addolorarsi per l'unione con Dio. Dopo la mia morte non cercare la mia tomba sulla terra: la mia tomba è nel cuore di coloro che amano".

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Volti dell'invisibile
Antonio Paolucci
del 25/04/2010

Nessuno conosce gli Angeli come li conosciamo noi storici dell'arte. Io li nomino e subito emergono figure che fanno parte della mia fototeca mentale basica. Ecco gli Angeli, potenze dell'Altissimo che, armati come pretoriani bizantini, si dispongono in concentriche corone fulgide di mosaici policromi intorno al Cristo Giudice nella volta duecentesca del Battistero di San Giovanni a Firenze.

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Bagliori nel cuore del buio
Andrea Monda
del 25/04/2010

"Quanti tramonti ho visto, quante sere / con l'occhio stanco perduto nel cielo / ho aspettato il brillare delle stelle. / Ma quel lontano tramonto d'estate / m' è rimasto nell'anima e negli occhi / come se il sole si fosse fermato". Il "tramonto" di don Felice Menghini, autore di questa struggente lirica avvenuto proprio d'estate (il 10 agosto 1947) e proprio sulle "eccelse montagne" dell'incipit ("Ricordo il lento tramonto del sole / d'una purissima sera d'estate / sopra l'eccelse montagne lassù"), non fu affatto "lento", perché il sacerdote era nato solo 38 anni prima, il 20 settembre 1909 a Poschiavo, terra cui dedicò tutta la sua breve e intensa vita di sacerdote-letterato.

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Il negativo più famoso del mondo
Michele Bacci
del 25/04/2010

La Sindone di Torino è probabilmente l'unico, fra gli antichi oggetti di culto celebrati dalla tradizione cattolica, ad aver suscitato negli ultimi decenni tanta attenzione da parte sia dei mezzi di comunicazione di massa che di un gran numero di specialisti delle più diverse discipline. Il suo aspetto materiale, tanto eccezionale e paradossale quanto in grado di esercitare un forte impatto emotivo sull'osservatore, sembra aver stimolato nei suoi commentatori moderni per lo più reazioni radicali e opposte, ma accomunate dall'insistenza sulla questione dell'autenticità, che ci si è affannati a dimostrare, o a negare, sulla base di analisi scientifiche e argomentazioni storiche più o meno accurate. La sterminata bibliografia sindonologica dà conto dello sforzo immane con cui si è tentato, con vari mezzi, di comprovare o mettere in discussione la tradizionale identificazione del sacro panno venerato a Torino col sudario in cui fu avvolto il corpo di Cristo al momento della sua sepoltura: lo si è fatto, ad esempio, ricorrendo alla datazione per mezzo del radiocarbonio, alla sua riproduzione chimica in laboratorio, all'analisi dei resti biologici presenti sul tessuto, alla formulazione delle più originali ipotesi circa le sue origini, l'ipotetica traslazione da Atene o da Costantinopoli a opera dei crociati del 1204 o la pretesa associazione col sempre popolarissimo ordine dei cavalieri templari.

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Prendiamo il largo nel mare digitale
Benedetto XVI
del 24/02/2010

Eminenza,
Venerati Confratelli nell'episcopato,
cari amici,
sono lieto di questa occasione per incontrarvi e concludere il vostro convegno, dal titolo quanto mai evocativo: "Testimoni digitali. Volti e linguaggi nell'era crossmediale". Ringrazio il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Angelo Bagnasco, per le cordiali parole di benvenuto, con le quali, ancora una volta, ha voluto esprimere l'affetto e la vicinanza della Chiesa che è in Italia al mio servizio apostolico.

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Comunicazione e missione
CEI
del 18/06/2004

In ogni circostanza e in ogni tempo la Chiesa non è mai venuta meno alla sua missione: comunicare il Verbo della vita, ascoltato, contemplato, toccato e annunciato. La Chiesa, testimone sin dalle origini delle parole e dei gesti con cui Gesù ha redento l’umanità, esiste per comunicare agli uomini di ogni tempo questa buona notizia. Se non si impegnasse con tutte le sue forze nel comunicare ciò che il Signore le ha affidato verrebbe meno alla sua missione.

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Il galateo dei messaggeri (con ali e senza)
Gianni Letta
del 22/04/2010

Penso alla straordinaria delicatezza con cui l'Onnipotente interviene nella storia degli uomini, stando alle pagine della Sacra Scrittura, fedelmente e genialmente tradotte dai pennelli di chi ha dipinto Annunciazioni indimenticabili: e la memoria corre subito al Beato Angelico, a Simone Martini, al giovane Leonardo o ad Antonello da Messina. La tradizione cristiana afferma che ogni messaggio che Dio ha deciso di trasmettere ai suoi eletti lo ha affidato alla mediazione sapiente degli angeli. Un intervento diretto, prorompente, potrebbe indurre spavento, accecare, prostrare e ammutolire l'uditore, cui sarebbe tolta ogni possibilità di rispondere in modo umano, cioè libero e ragionevole.

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La Trinità e la matematica di Florenskij

del 18/04/2010




Pubblichiamo una meditazione di Tomás Spidlík da un suo libro scritto nel 2000 (Duse Ruska, Praha, Karmelitánské nakladatelství), tradotto in italiano da Andrea Trovesi in Amate il silenzio (Milano, Gribaudi, 2003).
"In tutto ciò che incontriamo osserviamo delle contraddizioni irrisolvibili. Per risolvere questi problemi non abbiamo altra possibilità che la seguente: scegliere ciò che ci offre la Santissima Trinità oppure la morte nella pazzia".

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Cerco di propagare la bellezza che salva

del 18/04/2010

Il novantenne cardinale gesuita moravo Tomás Spidlík, punto di riferimento della spiritualità orientale, è morto alle 21 di venerdì 16 aprile al centro Ezio Aletti di Roma da lui fondato e dove viveva dal 1991.
Nato il 17 dicembre 1919 a Boskovice, nella diocesi di Brno, nell'odierna Repubblica Ceca, era stato ordinato sacerdote il 22 agosto 1949. Nel concistoro del 21 ottobre 2003, Giovanni Paolo II lo aveva creato e pubblicato cardinale diacono di Sant'Agata dei Goti.

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Come Lepanto spianò la strada al barocco
Vincent Borg
del 18/04/2010

La costruzione della città di Valletta si concluse alla vigilia dell'ultimo grande tentativo di schiacciare il fianco meridionale dell'Europa cristiana con la battaglia di Lepanto nel 1571. Girovagando per le fortificazioni di Malta, finanziate in molte occasioni dal papato stesso, le loro strutture massicce ricordano la missione particolare di Malta, compiuta grazie alla permanenza dell'ordine sull'isola.
Intendevano tutelare la presenza del cristianesimo non solo entro il piccolo territorio, ma anche e ancora di più sul territorio continentale.

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E Pilato fece fare il ritratto di Gesù

del 18/04/2010

Al centro della fede cristiana sta la realtà dell'incarnazione di Dio. E a mostrarlo bastano due testi emblematici del Nuovo Testamento. Meno di trent'anni dopo la conclusione della vicenda terrena di Gesù di Nazaret, Paolo detta intorno all'anno 57 la sua lettera più importante.

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Arrivò Ruggero ma l'isola aveva già la sua Signora
Vincent Borg
del 16/04/2010

Come si evince dagli scavi effettuati nella parte meridionale dell'isola di Malta, a Tas-Silg il famosissimo tempio di Era, poi di Giunone, immortalato da Cicerone nella sua quarta orazione Verrina, era ancora attivo nel quarto secolo dopo Cristo. La sua importanza pagana cominciò a scemare solo verso gli ultimi decenni di quel secolo. Il sito poi fu parzialmente adattato a luogo di culto paleocristiano con un battistero adiacente.

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Quando Paolo naufragò a Malta
Fabrizio Bisconti
del 15/04/2010

Un terribile naufragio costrinse la nave, che conduceva Paolo prigioniero verso Roma, ad approdare a Malta. Era l'anno 60 e lì l'Apostolo delle genti trascorse tutto l'inverno, in quell'isola, situata al centro del Mediterraneo, colonizzata dai Fenici e inserita nell'area d'influenza romana sin del 218 prima dell'era cristiana, incorporata nella provincia di Sicilia.
Paolo - come sappiamo dagli Atti degli apostoli (27, 39-28, 10) - fu accolto dagli abitanti locali, che Luca definisce bàrbaroi, forse perché si esprimevano ancora in una lingua legata all'idioma punico, nonostante l'oramai definito processo di romanizzazione.

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La tela del ragno
Salvo
del 14/04/2010

Navigando sotto internet mi è nata una grande curiosità, sia come webmaster, sia come cattolico impegnato nell'evangelizzazione in ambito internet, da qui l'esigenza di condividere queste riflessioni con chi legge.
Qualche giorno fa mi servivano delle immagini per allestire una presentazione multimediale per una poesia, ho provato ad inserire nel motore di ricerca più usato il termine "Madonna", sperando di trovare, come è ovvio, delle immagini della Santa Vergine. Dopo aver selezionato l'opzione di ricerca per le immagini, ho subito constatato che nessuna di quelle proposte in prima pagina ritraeva la Madre di Dio, ma un'altra "Madonna", ben più terrena.

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Il tema della vocazione nell'arte: sant' Antonio Abate, san Benedetto, san Francesco
Timothy Verdon
del 16/03/2010

Il nuovo modo di vedere e sentire sviluppatosi nella Chiesa d'epoca patristica - lo stile che potremmo chiamare mistagogico - corrisponde a una vocazione allora altrettanto nuova, quella eremitica o monastica. Il caso esemplare è la vocazione di sant'Antonio abate, avvenuta mentre ascoltava la proclamazione del vangelo alla messa.
L'evento, narrato dal biografo di Antonio, sant'Atanasio, viene descritto visivamente 1150 anni più tardi in una piccola tavola oggi a Berlino, opera dell'artista senese noto come il maestro dell'Osservanza, dove vediamo il giovane in piedi che ascolta mentre il celebrante legge il testo sacro.

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Un fantasma nei geni
Carlo Bellieni
del 13/04/2010

La vita non è semplice e riducibile a nostri schemi. Ne è un esempio lo studio del Dna. Notizia recente è che chi pensava che il Progetto genoma svelasse il segreto della vita deve ricredersi: appena nata, la decifrazione del genoma umano come spiegazione della vita è già vecchia, tanto che l'agenzia scientifica "Nova" titola: Un fantasma nei tuoi geni per spiegare come un secondo genoma tutto ancora da scoprire agisca sul Dna.

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Padre Rotondi e la «conversione» di Saragat
Filoppo Rizzi
del 13/04/2010

Confidente di Papi, in primis Pio XII, presi­denti della Repubbli­ca, amico di attori da Corra­do Pani ad Anna Magnani, intellettuali, giornalisti tra questi Curzio Malaparte, gli editori Edilio Rusconi e Re­nato Angiolillo, sempre al fianco del suo confratello forse più noto, nelle difficili battaglie del Novecento, «crociate della bontà» delle elezioni politiche del 1948, il gesuita Riccardo Lombardi, il «microfono di Dio».
Il 13 aprile di vent’anni fa moriva 78enne a Castelgan­dolfo, a causa di un ictus ce­rebrale nella casa e movi­mento Oasi da lui fondato trent’anni prima, nel 1950, il gesuita Virginio Rotondi. U­na figura di religioso e sa­cerdote di razza che si im­pose sulla scena del grande pubblico del Dopoguerra anche attraverso i rotocalchi ( collaborò, non a caso, a molti di essi da G ente, Oggi, Grazia , L’Europeo) e rubri­che televisive e radiofoniche (con lui nasce la trasmissio­ne Rai Ascolta si fa sera) per le sue battaglie: dai suoi co­mizi a favore della Dc, nelle piazza rosse, come nella Sta­lingrado d’Italia, a Sesto San Giovanni, ad essere stato de­finito «Il Di Vittorio del Vati­cano » perché riuscì, quasi con lo stesso carisma del leg­gendario sindacalista pu­gliese della Cgil ad alzare, per la prima volta, il salario dei dipendenti della Santa Sede alle sue crociate, a vol­te solitarie, in difesa della vi­ta, contro l’eutanasia, la pil­lola e il divorzio nell’ultima parabola del suo Novecento.

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Caro Zapatero, le spiego le favole
Ferdinando Camon
del 13/04/2010

Il governo Zapatero intende, dunque, mettere al bando tre favole perché le considera nocive all’educazione delle bambine, e cioè: 'Biancaneve', 'Cenerentola' e 'La Bella addormentata nel bosco'. La tesi – come già riportato su Avvenire di domenica – è che le tre favole calano nel cervellino delle bambine un’idea sbagliata delle donne, la vita delle donne, il loro rapporto con i mariti e con la società in genere. Perché le protagoniste si trovano sempre nei guai, non sanno cavarsela, piangono e aspettano l’aiuto di una forza superiore, puntualmente incarnata da un giovanotto ricco e potente, di nobile lignaggio, addirittura un principe, che arriva sul suo cavallo bianco, le porta via e le sposa.

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La riva bruna la riva nera
Gaetano Vallini
del 12/04/2010

Per quanto le camicie brune tedesche, le sa (Sturmabteilungen), ammirassero le camicie nere italiane, la Mvsn (Milizia volontaria per la sicurezza nazionale), l'influsso diretto di queste ultime sulle prime dal punto di vista della struttura e del carattere dell'organizzazione fu minimo. Tuttavia svolsero un ruolo decisivo soprattutto in relazione alla politica del potere, perché il movimento nazista ricevette dal successo fascista in Italia, per il solo fatto che "lo si può fare", come disse Hitler, una spinta enorme. Dunque sotto il profilo più ampio del modello di potere, il fascismo italiano fu considerato un esempio luminoso.

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Non avrò altro corpo all'infuori del mio
Alessandra Mastrodonato
del 04/04/2010

“Ogni giorno ringrazio Dio perché mi ha dato una vita straordinaria, perché mi ha creato e mi ha disegnato nel modo in cui sono. A me non piace dire che Lui mi ha tolto qualcosa … Essere senza braccia è la mia ricchezza. Con le braccia non sarei più io.

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Darwin non aveva ragione. Lo dicono anche gli atei
Roberto de Mattei
del 03/04/2010

Esiste una particolare specie di vespa (Ampulex compressa) che usa un cocktail di veleni per manipolare il comportamento della sua preda, uno scarafaggio. La vespa femmina paralizza lo scarafaggio senza ucciderlo, poi lo trasporta nel suo nido e deposita le sue uova nel ventre della preda, in modo che i neonati possano nutrirsi del corpo vivente dello scarafaggio. Mediante due punture consecutive, separate da un intervallo temporale molto preciso e in due parti diverse del sistema nervoso dello scarafaggio, la vespa riesce letteralmente a «guidare» nel suo nido già predisposto la preda trasformata in uno «zombie».

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La Sindone sotto il microscopio
Emanuela Marinelli
del 04/04/2010

Il lino usato per la fabbricazione della Sindone fu filato a mano con la torcitura “Z”. Questo elemento fa pensare ad una origine siro-palestinese: lini con torcitura “Z” sono stati infatti rinvenuti a Palmyra (Siria), Al-Tar (Iraq) e nel deserto della Giudea.
L’intreccio del tessuto, anch’esso irregolare, fu realizzato con un metodo arcaico su un telaio manuale a pedale molto rudimentale.

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Francia 1917: soldati «ribelli» per la pace
Marco Unia
del 08/04/2010

Le risposte definitive non appartengono alla storia, che è scienza in continuo divenire. Anche gli avvenimenti più indagati, come la Grande Guerra, continuano a produrre nuovi interrogativi e nuovi campi di indagine. Esempio di questo dibattito, che tocca punte di aspra polemica, è la Francia, la cui storiografia sulla prima guerra mondiale è particolarmente attiva e produce studi innovativi per interpretare gli eventi che sconvolsero l’Europa più di novant’anni fa.

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Per cancellare il nome di battesimo gli inglesi ricorrono agli egizi
Gianfranco Amato
del 09/04/2010

«Christian name and surname». È questa la frase di rito che vi rivolgono i poliziotti britannici quando chiedono le generalità per identificarvi. Letteralmente, la frase significa “nome e cognome”.

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Sindone, sfida alla scienza
Bruno Barberis
del 09/04/2010

La prima Ostensione della Sindone del terzo millennio è ormai imminente, dieci anni dopo quella del Giubileo. Da domani al 23 maggio circa due milioni di persone provenienti da tutti i continenti si daranno appuntamento di fronte alla Sindone nel Duomo di Torino. Come sempre accade ogni volta che viene indetta un’Ostensione, sui mass media si riaccendono le solite discussioni riguardanti presunte scoperte e nuove ricerche.

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Quei cristiani sopravvissuti alla dominazione araba
Stanley Fiorini
del 08/04/2010

L'isola di Melita, dove secondo gli Atti degli Apostoli (27-28) naufragò l'apostolo Paolo, viene comunemente identificata dagli esperti con Malta, l'isola più grande nell'arcipelago a cento chilometri a sud della Sicilia, anche se altre isole, in particolare Mljet, sulla costa della Dalmazia, hanno in passato contestato questa identificazione. Comunque, come nelle altre parti dell'Impero romano, il cristianesimo si manifestò apertamente nelle isole maltesi con la benedizione data da Costantino il Grande alla nuova religione.
Evidenze archeologiche e documentarie testimoniano tale presenza: dal complesso estensivo di ipogei per la sepoltura cristiana del primo periodo, alle successive liste di vescovi soggetti a Roma che hanno retto la comunità locale.

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I sensi del cristiano
Timothy Verdon
del 08/04/2010

Verso la fine dell'anno scorso è uscito un libro d'arte d'importanza unica, forse il più bello degli ultimi anni: Pittura, sacralità e carne nel Rinascimento e nel Barocco dello storico e critico palermitano Giovanni Bonanno, edito in grande formato con dovizia di illustrazioni, di cui molte di opere praticamente inedite (Milano, Electa, 2009, pagine 303, euro 60). Volendo poi fare onore oltre che piacere a un amico, Bonanno ha chiesto a chi ora scrive una breve premessa, e così il volume è introdotto da quattro pagine mie sulla "teologia della carne"; egli infatti stava ultimando la sua opera mentre io mandavo in stampa un libro analogo, almeno per quanto riguarda il tema: Il catechismo della carne. Corporeità e arte sacra cristiana (Siena, Cantagalli, 2009).

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7° Comandamento: «Non rubare» i limiti allo sfruttamento della natura
Padre Francesco Pio M. Pompa
del 01/02/2009

Il settimo Comandamento proibisce l’abuso delle risorse naturali (minerali, vegetali e animali). Il lavoro dell’uomo si svolge sulla base di una donazione da parte di Dio, il quale ha affidato all’uomo il giardino dell’Eden perché lo custodisca e lo coltivi e imponga il nome ad ogni cosa, cioè le dia un ordine ulteriore (cf Gen 2,15-20). Ma gli proibisce di mangiare il frutto «dell’albero della conoscenza e del male» (Gen 2,17), ossia di usare in modo arbitrario il suo potere.

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In tv don Matteo piace perché vero
Mimmo Muolo
del 07/04/2010

È sicuramente uno dei personaggi più longevi della televisione italiana.
Fisico asciutto e atletico come quando tirava cazzotti assieme a Bud Spencer.
Ma al posto del vecchio ronzino, cavalca una bicicletta con la quale fa la spola tra la sua parrocchia, il carcere e la caserma dei carabinieri.

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Il robot deve potersi vergognare
Giulia Galeotti
del 07/04/2010

Vi sono saggi che è affascinante leggere anche solo per il gusto di veder posti problemi e questioni, nodi invisibili ai non addetti ai lavori, ma che invece iniziano ad attraversare, o già attraversano, le nostre società. È sicuramente questo il caso del libro di Weldell Wallach e Colin Allen, Moral Machines. Teaching Robots Right from Wrong (New York, Oxford University Press, 2009), in cui gli autori affrontano i problemi di responsabilità etica posti dalle macchine intelligenti, da quei robot sempre più sofisticati e indispensabili che popolano il mondo contemporaneo.

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Fiducia nella ragione di fronte alla sfida dell'indifferenza
Jean-Louis Bruguès
del 07/04/2010

Si racconta che, interrogato sull'importanza storica della Rivoluzione francese, Zhou Enlai, all'epoca primo ministro del presidente Mao, avesse risposto: "È ancora troppo presto per dirlo". Una simile prudenza non sarebbe forse appropriata quando si tratta di valutare le ripercussioni del concilio Vaticano ii? L'impatto dei concili si può valutare solamente con le lenti del lungo termine. Di quanto tempo ha avuto bisogno la Chiesa per misurare la profondità delle riforme volute dal concilio di Trento, o la portata del Laterano iv, nel 1215, che definisce la fede cattolica in opposizione alle eresie catare, o del concilio di Nicea, all'aurora della nostra teologia, completato, più che corretto, da quello di Calcedonia, che ha marcato la nascita del Credo che ancora sostiene la nostra fede, a circa millesettecento anni di distanza? Ciò che sembrava determinante in quel momento è stato cancellato nell'arco di pochi anni, mentre le generazioni più lontane ne raccoglievano dei frutti inattesi.

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Un volto per la Parola
Emilio Ranzato
del 04/04/2010

Rappresentare Gesù sul grande schermo è sempre stato un problema non di poco conto. Contemperare la dimensione storica con quella religiosa, per fare un discorso che si rivolga a tutti, e quindi non solo ai fedeli, si è spesso rivelato più difficile del previsto. Così come adottare strumenti espressivi che siano allo stesso tempo efficaci e pienamente rispettosi della lettera evangelica.

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Creati per la Risurrezione
Inos Biffi
del 04/04/2010

Quando Gesù risorge da morte avviene la riuscita della sua vita. Allora giunge a compimento nella storia il disegno divino concepito dall'eternità, che ad altro non mirava se non all'evento della Risurrezione del Figlio di Dio crocifisso. Nella Risurrezione - che è "il primo e il più grande fondamento della fede" (sant'Ambrogio, De Joseph, 13, 80) - è istituita l'immagine genuina e conclusiva dell'uomo.

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Il tesoro nascosto della Pompei d'Oriente
Fabrizio Bisconti
del 04/04/2010

Non tutti sanno che la più antica rappresentazione della risurrezione del Cristo si conserva nella Galleria d'Arte della Yale University, ridotta a un semplice pannello su cui è stato applicato un frammento di affresco, oramai assai provato dai restauri del passato, strappato dall'ambiente battesimale della domus ecclesiae di Dura Europos, l'antica città di fondazione romana, situata nei territori dell'antica Siria, sulle rive dell'Eufrate.
Questo centro urbano rappresenta, per gli archeologi che ne hanno scavato grandi settori, a cominciare dai primi anni del secolo scorso, una sorta di "città sigillata" e sepolta dalla sabbia, tanto da assurgere alla definizione di "Pompei dell'Oriente". Dura Europos, infatti, dopo un lungo assedio, nel 256 cedette alla pressione dei Parti e dei Sasanidi, ma gli abitanti, piuttosto che consegnare l'insediamento al nemico, preferirono insabbiarlo e obliterarlo completamente, talché gli archeologi, quando intrapresero gli scavi, rinvennero una città bloccata al 256, venendo a contatto con un centro romano della tarda età severiana, con tutte le caratteristiche urbane e monumentali dei centri sorti nelle province romane del maturo iii secolo dell'era cristiana.

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Discese il Pastore di tutti per cercare Adamo pecora smarrita
Manuel Nin
del 04/04/2010

I testi liturgici del grande Venerdì della crocefissione nella tradizione siro-occidentale introducono già il tema della discesa di Cristo negli inferi per riscattare Adamo e diventare così il ponte tra le tombe e il Regno. Come nelle altre tradizioni orientali, i testi mettono in bocca alla Madre di Dio pianto e gioia, lutto e speranza: "Chi mi darà, Figlio mio, le ali dell'aquila, affinché io possa volare verso le quattro parti dell'universo per invitare tutte le nazioni alla celebrazione della tua crocifissione. Oggi, vedendo come sei messo nella tomba, Figlio mio, io piango e mi rallegro; piango per la Sinagoga espulsa e mi rallegro per la Chiesa riscattata".

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Il corpo glorioso: uno scandalo per greci e sadducei
Bruno Maggioni
del 04/04/2010

I sadducei respingevano la fede nella risurrezione: la loro dottrina – come dice Giuseppe Flavio – fa morire le anime con i corpi. Naturalmente i sadducei sostenevano la loro opinione in base alle Scritture e citavano testi come, per esempio, Gen 3,19: «Sei polvere e in polvere ritornerai». Il pensiero rabbinico­farisaico affermava invece la risurrezione.

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«Noli me tangere», la disputa degli artisti
Michele Dolz
del 04/04/2010

Ancora oggi l’espressione noli me tangere
evoca subito l’incontro di Maria Maddalena con Gesù risorto presso la tomba vuota, quando voltandosi vide un uomo che le chiedeva: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Lei lo prese per il custode del giardino, finché Gesù si rivelò col solo pronunciare il nome: «Maria!».
«Maestro!».

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Il rischio 'ultima notizia' per i giornali sotto scacco
Eugenio Fatigante
del 04/04/2010

S torie di giornali che rischiano il 'col­lasso' a causa del colpo di mano go­vernativo sulle tariffe postali. C’è la te­stata diocesana che aveva appena scom­messo sul futuro raddoppiando le uscite, c’è quella storica che campa quasi per intero sul volontariato, c’è il bollettino della Ong (or­ganizzazione non governativa) che puntava proprio su questa agevolazione per la sua preziosa opera di educazione allo sviluppo nella società. Tutti, ora, si trovano davanti a un dilemma: tirare avanti, in qualche modo, o essere costretti a provvedimenti più drasti­ci.

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Gli orrori della Wehrmacht
Gaetano Vallini
del 31/03/2010

Arrivò a contare quasi diciotto milioni di uomini e, nella più sanguinosa delle guerre della storia, per un certo periodo riuscì a occupare mezza Europa. Ciononostante, quella che è considerata una delle più spietate ed efficienti macchine da combattimento mai approntate finì per soccombere in una totale disfatta. La Wehrmacht, l'esercito voluto da Adolf Hitler in sfregio alla pace di Versailles, fu molto più che una poderosa forza armata.

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Pane e uva per non morire mai
Giovanni Carrù
del 31/03/2010

Al centro dell'arco di fondo della "cappella greca" nelle catacombe di Priscilla si staglia la suggestiva scena di un banchetto dipinto, alla metà del iii secolo, su un vivace fondo rosso, che solleva l'immagine in un'atmosfera simbolica, che, in passato, ha suggerito agli iconografi di interpretare la singolare rappresentazione come la prima testimonianza dell'Eucarestia nell'arte cristiana. La scena, come è noto, propone una situazione conviviale costituita da sette personaggi sistemati attorno a una tavola a forma di sigma: tra questi, un uomo anziano, che occupa il posto di onore in cornu dextro, sembra spezzare il pane con grande solennità, mentre sulla tavola sono disposti coppe e piatti colmi di pesci e pani. Ai lati, sono sistemati sette cesti di pani, a memoria del miracolo neotestamentario della moltiplicazione (Matteo, 14, 13-21; Marco, 6, 32-44; Luca, 9, 12-17; Giovanni, 9, 26-37).

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I serafini fremono vedendo il Figlio che lava i piedi ai fratelli
Manuel Nin
del 31/03/2010

Nei libri liturgici siro-occidentali la Domenica delle Palme porta il titolo di Domenica degli Osanna, caratterizzata dalla gioia poiché celebra la regalità del Signore. I testi si servono anche del genere letterario del dialogo: "Sion dice: Perché viene? Io non l'ho chiamato. Il profeta dice: È il tuo Re e viene a regnare.

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FLORENSKIJ Quella «gioia del concreto» sempre attuale
Marta dell'Asta
del 17/03/2010

Recentemente uno storico della Chiesa russa ha detto che le cruente persecuzioni che si abbatterono sulla Chiesa ortodossa dopo il 1917, spesso per mano degli stessi «fedeli» di un tempo, furono in modo trasparente una «crisi», ossia un «giudizio» che la realtà storica s’incaricò di dare sui peccati dei cristiani russi, sulla decadenza interiore di una fede ridotta a consuetudine e a rito.
Ma tutto ciò che di vero permaneva in quel corpo ecclesiale depresso, che era radicato nella santità della Chiesa non è andato perduto, ha trovato le vie per agire e manifestarsi, e per dare frutti utili alla rinascita. Uno di questi frutti è senz’altro un pensiero filosofico cristiano capace di una profondità di giudizio sull’uomo e sulla storia quale raramente si è dato in altre culture.

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GIOVANNI PAOLO II Il Vangelo della sofferenza
Carlo Caviglione


Stando alle statistiche, Giovanni Paolo II ha avuto diecimila giorni a disposizione per il suo lungo e fecondo episcopato. Il terzo per durata di anni nella storia della Chiesa. Gli ultimi venti giorni di vita sono stati tra i più efficaci per il suo magistero.

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Abbassò i cieli e discese
Manuel Nin
del 24/03/2010

La festa dell'Annunciazione della Santissima Madre di Dio e sempre vergine Maria è una delle poche feste che si trova lungo la Quaresima nelle tradizioni liturgiche orientali, introdotta a Costantinopoli attorno al 530. Allo sviluppo della festa contribuirono le omelie patristiche di tendenza antiariana - che sottolineavano, accanto all'umanità di Cristo, anche la sua divinità eternamente sussistente in Dio - e l'omiletica siriaca che enfatizzava il parallelo tra Eva e Maria. A Roma la festa fu introdotta da un Papa di origine siriaca, Sergio i (687-701), che stabilì una celebrazione liturgica a Santa Maria Maggiore con una processione.

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Un Governo da riconoscere (per forza)
Vicente Cárcel Ortí
del 24/03/2010

Nominato segretario di Stato il 9 febbraio 1930, il cardinale Eugenio Pacelli fu il più stretto collaboratore di Pio xi. Dal 10 agosto 1930 fino al 3 dicembre 1938 scrisse su piccoli fogli sciolti, dopo gli incontri quasi quotidiani col Papa, la sintesi degli argomenti trattati. Appunti simili lasciò sulle udienze concesse a ministri, ambasciatori e altri personaggi politici ed ecclesiastici.

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Francesco e la profezia della vera grandezza
Timothy Verdon
del 15/03/2010

Il nuovo modo di vedere e sentire sviluppatosi nella Chiesa d'epoca patristica - lo stile che potremmo chiamare mistagogico - corrisponde a una vocazione allora altrettanto nuova, quella eremitica o monastica. Il caso esemplare è la vocazione di sant'Antonio abate, avvenuta mentre ascoltava la proclamazione del vangelo alla messa.
L'evento, narrato dal biografo di Antonio, sant'Atanasio, viene descritto visivamente 1150 anni più tardi in una piccola tavola oggi a Berlino, opera dell'artista senese noto come il maestro dell'Osservanza, dove vediamo il giovane in piedi che ascolta mentre il celebrante legge il testo sacro.

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Il padre nascosto
Fabrizio Bisconti
del 19/03/2010

L'arte cristiana dei primi secoli sembra dimenticare la figura di Giuseppe. Il fenomeno è stato spiegato riconducendo la formazione del più antico repertorio figurativo cristiano a una intenzione significativa di ordine eminentemente cristologico. Persino le prime scene di Natività pongono al centro della rappresentazione il Bambino, sorretto da Maria, anch'essa attrice coprotagonista e, spesso, ridotta a mera "chiave di lettura" dell'episodio evangelico, assurgendo al ruolo di "seggio" o di "cattedra", sulle cui ginocchia siede il piccolo re.

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Il Papa: arte e fede dialogo di verità
Fabrizio Mastrofini
del 20/03/2010

Le sette ultime parole di Cristo sulla croce musicate da Franz Joseph Haydn, sono «un esempio tra i più sublimi, in campo musicale, di come si possano sposare l’arte e la fede». Lo ha notato il Papa prendendo la parola al termine del concerto svoltosi ieri sera nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico in occasione della festività di San Giuseppe e suo onomastico. In apertura di serata, il cardinale segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone ha sottolineato come il Pontefice offra a tutti «una testimonianza coraggiosa nel cammino accidentato della storia».

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Più ossigeno per i polmoni del mondo
Daniele Zappalà
del 18/03/2010

Per la tanto auspicata 'pax ecologica' fra Nord e Sud, ci vuol forse un albero. O meglio, milioni di alberi da piantare o proteggere soprattutto nei polmoni verdi equatoriali del pianeta, rappresentati dai bacini forestali di Amazzonia, Congo e Indonesia. Fino a pochi mesi fa, que­sta soluzione veniva predicata solo da figure simbolo della società civile del mondo in via di sviluppo.

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Romero, martire della Guerra fredda
Daniele Zappalà
del 14/03/2010

Sono passati trent’anni dalla morte di Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador, il 24 marzo del 1980, ucciso sull’altare, con un solo colpo di fucile, mentre celebrava la Messa. La sua figura ha suscitato forti sentimenti. La polemica o la passione hanno avuto la meglio sulla ricerca scientifica (anche se oggi abbiamo a disposizione una biografia definitiva, quella di Roberto Morozzo, Primero Dios, edita da Mondadori).

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Anniversario del Križevac

del 15/03/2010

Martedì 16 Marzo 2010 si compie il 76° anno dal termine della costruzione della croce sul Križevac e dalla celebrazione della prima Santa Messa sotto quella croce. Dal giorno della decisione di costruire la croce, il 21 Gennaio 1934, in occasione dell’Anno Giubilare della nostra Salvezza, espressa ai parrocchiani dall’allora parroco fra Bernardin Smoljan, al termine della costruzione trascorsero solo 52 giorni. Il progetto per la croce votiva fu realizzato dall’ ing.

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Da guru buddista ad asceta cristiano
Paolo Viana
del 14/03/2010

«Kyrie Jesu Christe Eleison». Le labbra s’incurvano ma lo sguardo resta fisso sull’incenso che ci vela l’uno all’altro. «Kyrie Jesu Christe Eleison»: chissà quale ricordo calamita i suoi occhi verdi, se i roghi di Benares o le conferenze di Jasper, le sterminate pellicole di Ejzenštein, il zazen o il Paramatma, la scintilla di Shiva… Forse li cattura un riverbero antico: la neve delle Orobie non è diversa da quella dell’Appenzell, quando il "maestro" era ancora Hanspeter.

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I credenti che fecero l’impresa
Giovanni Grasso
del 03/03/2010

I cattolici e l’Unità d’Italia/1: Come il processo di unificazione è stato influenzato dalla Chiesa, e viceversa.
«Per il centenario dell’Unità d’Italia del 1961, mio padre mi portò a Torino: ricordo i musei, l’esaltazione del Risorgimento, la monorotaia che attraversava lo spazio espositivo. Ma ricordo soprattutto il clima di un Paese che guardava al futuro.

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L’Italia è scarica di valori Risvegliamola dall’inerzia
Aldo Cazzullo
del 05/03/2010


Nell’«Onu di Trastevere», il convento di clausura divenuto la sede della comunità di Sant’Egidio,
monsignor Vincenzo Paglia sfoglia la prima copia del suo nuovo libro, In cerca dell’anima.
Dialogo su un’Italia che ha smarrito se stessa, in uscita da Piemme. Un lungo colloquio con Franco
Scaglia, scrittore e presidente di RaiCinema.

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L’identità è una matrioska: somma di incontri e storie
Gianna Fregonara
del 07/09/2009

Le dispute agostane sui dialetti e gli inni nazionali o locali possono essere tutte sfatate da una lapidaria riflessione di Raffaele La Capria sulla differenza tra essere napoletani e fare i napoletani. Essere napoletani — o milanesi, triestini, lucani — significa sentirsi spontaneamente legati al luogo natio in cui ci si è rivelato il mondo, amare i suoi colori e sapori che hanno segnato la nostra infanzia, parlare il suo linguaggio — lo si chiami o no dialetto — indissolubilmente legato alla fisicità delle cose che ci circondano e alla loro musica; pastrocio, per me triestino, non sarà mai la stessa cosa del suo equivalente «pasticcio». Fare i napoletani o i lombardi falsifica questa spontanea autenticità in un’artificiosa e pacchiana ideologia, aver bisogno di farsi fotografare sullo sfondo del Vesuvio o di inventarsi antenati celti, indossare qualche pittoresco e patetico costume folcloristico per mascherare l’insicurezza della propria identità.

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Il cuore dell'uomo non ha razza
di Rose Busingye
del 15/10/2009

Ai lavori del Sinodo per l'Africa partecipa anche Rose Busingye, che al Meeting Point di Kampala assiste le malate di Aids. Ecco il testo della sua relazione. La fede deve penetrare gli strati profondi dell'umano, deve arrivare là dove si formano i criteri di percezione delle cose, deve penetrare anche ciò che è considerato profano e lo trasforma in un bene per tutti.

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E il Poverello inventò il mercato solidale
Stefano Zamagni
del 10/09/2009

Il Canto XI del Paradiso è il Canto nel quale Dante si spende per il celebre elogio a san Francesco. Proprio nel 2009 si commemora l'VIII centenario dell'approvazione del francescano propositum vitae da parte di Innocenzo III. Ma oltre a ciò il pensare francescano sta prepotentemente tornando d'attualità in quell'ambito specifico, eppure importante, della vita associata che è la sfera economica.

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Il biodiesel dei missionari
Paola Scarsi
del 13/09/2009

Le sorelle Vincenziane a Minga, un villaggio nella foresta tropicale della Tanzania del Sud, a pochi chilometri dal confine con il Mozambico, raccontano con semplicità di «produrre l’energia elettrica in giardino». I Padri missionari in Guinea Bissau la coltivano da anni. I Frati Cappuccini Minori hanno avviato in Madagascar un progetto con la Delta Petroli.

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Il cuore dell'uomo non ha razza
di Rose Busingye
del 15/10/2009

Ai lavori del Sinodo per l'Africa partecipa anche Rose Busingye, che al Meeting Point di Kampala assiste le malate di Aids. Ecco il testo della sua relazione. La fede deve penetrare gli strati profondi dell'umano, deve arrivare là dove si formano i criteri di percezione delle cose, deve penetrare anche ciò che è considerato profano e lo trasforma in un bene per tutti.

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