vi proponiamo interessanti articoli su tutti quesi paesi dell'Africa, dell'America Latina e del Centro america ove la miseria impedisce una vita dignitosa.
AFRICA/EGITTO - Il Vescovo di Luxor a Fides: “La popolazione dell’Alto Egitto si sente trascurata dal governo centrale” Luxor (Agenzia Fides) - “Viviamo sul bordo di un vulcano, non sappiamo cosa potrà succedere domani” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Joannes Zakaria, Vescovo dei Copti Cattolici di Luxor, in Egitto, nella cui diocesi rientra Qana, dove vi sono stati disordini per la nomina di un copto come nuovo governatore della regione.
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"In questo momento tra cristiani e musulmani non ci sono differenze, tutti insieme stiamo pregando per la pace e la democrazia in Egitto. Mai come adesso stiamo avvertendo questo clima positivo": sono le parole che il cardinale Antonios Naguib, patriarca di Alessandria dei Copti, ha voluto esprimere al nostro giornale, a commento della situazione nel Paese dopo le manifestazioni di protesta popolare che hanno portato alle dimissioni del presidente Hosni Mubarak. Il cardinale Naguib ha sottolineato che attualmente la vicinanza e la collaborazione tra le persone stanno prevalendo sulle divisioni e gli egoismi, aprendo le porte alla speranza di un futuro migliore.
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INDIA MERCEDARIA
Padre Giovannino Tolu del 15/01/2011
Per la terza volta negli ultimi vent'anni ho visitato la realtà mercedaria operante nell'India. C'è da ringraziare il Signore: la crescita è evidente.
L'ultima visita è di questi giorni.
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"Non abbiamo paura Dio ci protegge": un sentimento di forte speranza ha animato i fedeli copti che hanno affollato le chiese in Egitto, in occasione delle messe per la celebrazione del Natale. Tra i timori - resi ancora più evidenti dalle imponenti misure di sicurezza messe in atto dopo la strage della notte di Capodanno ad Alessandria - per le nuove minacce giunte su internet contro la comunità cristiana e il desiderio di reagire, con la fiducia, al clima d'intolleranza innescato nel Paese, la comunità copta ha dedicato le celebrazioni al ricordo delle vittime. Il patriarca copto ortodosso Shenouda iii, presiedendo la messa di mezzanotte nella cattedrale di San Marco, a Il Cairo, ha commemorato i morti della notte dello scorso 31 dicembre e quelli della strage del Natale 2009, a Nag Hammadi, nell'alto Egitto, ma anche "tutte le vittime cristiane senza colpa" nel mondo, facendo particolare cenno ai bambini.
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La voce dall’inferno del Sinai arriva flebile, ma chiara. Don Mosè Zerai, il sacerdote eritreo che dal 23 novembre scorso ha denunciato il sequestro di un gruppo di 80 eritrei provenienti dalla Libia e diretto in Israele, ha appena chiamato gli ostaggi cui i rapitori, i beduini Rashaida, hanno lasciato il cellulare per sollecitare il pagamento del riscatto di ottomila dollari. L’orrore e la crudeltà si mescolano a due buone notizie.
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Almeno sei morti e più di trenta feriti, secondo fonti governative irachene, ci sono stati in una serie di attacchi contemporanei sferrati oggi a Baghdad contro abitazioni di cristiani, dopo che analoghi attacchi avevano provocato tre feriti, tra i quali un bimbo di quattro mesi.
La ferocia omicida di matrice terroristica si è dunque abbattuta di nuovo sulla comunità cristiana della capitale irachena, già duramente colpita da sistematiche violenze culminate dieci giorni fa nel massacro nella chiesa siro-cattolica di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso costato la vita a 44 fedeli, due sacerdoti e sette agenti delle forze di sicurezza, oltre che ad alcuni terroristi. La strage era stata rivendicata dal gruppo Stato islamico in Iraq, considerato espressione dell'organizzazione terroristica Al Qaeda, che aveva minacciato di colpire ancora i cristiani.
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“La costruzione della comunione ecclesiale è la chiave della missione”. Titola così il Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata missionaria mondiale di quest’anno, che viene celebrata questa domenica in tutto il mondo. La riflessione del Papa sollecita i cristiani a “far vedere Gesù” in una società sempre più multietnica e multireligiosa, in una rete di relazioni che riaffermino la forza del Vangelo come “fermento” di libertà e di pace.
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SAMIR KHALIL SAMIR È uno degli osservatori più attenti rispetto a ciò che si muove (nel bene ma anche nel male) nelle società del Medio Oriente. Non ha mai esitato a descrivere i pericoli del fondamentalismo islamico. Ma il gesuita islamologo padre Samir Khalil Samir, libanese, è soprattutto un cristiano arabo che sente chiara quella vocazione «alla comunione e alla testimonianza» che il Sinodo che si aprirà domenica prossima a Roma richiama fin dal suo tema-guida.
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C i si arriva dopo l’ennesimo posto di blocco dell’esercito iracheno che controlla l’ingresso di una strada dominata dalla croce in cima alla cupola di una chiesa. Di fronte c’è la residenza dell’arcivescovo caldeo, monsignor Emil Shimoun Nona, che ci accoglie con grande cordialità. «È la prima volta che vengono dei giornalisti fin qui, a casa mia», dice sorridendo.
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Le mura con le pietre a sbalzo ed i fregi in stile assiro-babilonese, annerite e danneggiate dagli incendi provocati dalle bombe, conferiscono un’aria spettrale alla chiesa dello Spirito Santo, chiusa dopo i ripetuti attacchi di questi ultimi anni. La grande e moderna costruzione caldea che sorge in quel che un tempo era un quartiere misto di arabi sunniti e di cristiani è diventata il Colosseo del XXI secolo in terra irachena. Qui è caduto il giovane padre Ragheed Ganni, ucciso insieme a tre suddiaconi in pieno giorno da terroristi a viso scoperto.
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A Washington, tre bambini su dieci vivono sotto la soglia della povertà e i più colpiti sono quelli afroamericani. Il quotidiano "Washington Post" ha riportato ieri i dati delle statistiche demografiche nazionali, che registrano un aumento ancora più drammatico del numero di minori afroamericani in condizioni di estrema povertà nei quartieri più degradati della capitale degli Stati Uniti, uno degli effetti più vistosi della grave crisi economica.
Nel 2009 la povertà tra i bambini afroamericani era segnalata attorno al 43 per cento, contro il 36 per cento nel 2008 e il 31 per cento del 2007.
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La vera crescita sta altrove. Non negli otto Paesi più industrializzati, quelli che da soli erodono quasi l'ottanta per cento della ricchezza mondiale, simbolo di un modello economico che la grande crisi ha inesorabilmente licenziato dalla storia. L'alba di una nuova età dell'economia mondiale è già iniziata.
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Presidente, ho l'onore di trasmettere a lei, al Direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), dr. Yukiya Amano, e a tutti i partecipanti a questa cinquantaquattresima Conferenza Generale dell'Aiea i migliori auspici e i saluti cordiali di Sua Santità Papa Benedetto XVI, che incoraggia "gli sforzi della comunità internazionale volti a ottenere un progressivo disarmo e un mondo privo di armi nucleari, la cui sola presenza minaccia la vita del pianeta e il processo di sviluppo integrale dell'umanità presente e di quella futura" (Messaggio in occasione della celebrazione della Giornata mondiale della pace 2010, n. 11).
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Dopo l'annuncio fatto dal segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon di uno stanziamento di quaranta miliardi di dollari per migliorare le condizioni sanitarie delle donne e dei bambini nel mondo si avvia a conclusione, oggi, il vertice sugli obiettivi del millennio convocato a New York nell'ambito della sessione inaugurale della 65ª Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ban Ki-moon ha detto che la cifra è stata raccolta attraverso le donazioni di Governi, singoli filantropi e associazioni e ha mostrato soddisfazione: "Sappiamo cosa serve per salvare le vite di donne e bambini - ha sottolineato - e sappiamo come le loro condizioni siano difficili, rispetto agli standard degli obiettivi del millennio. Oggi siamo testimoni del genere di leadership di cui abbiamo bisogno".
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Progressi sono stati realizzati nella lotta contro la povertà, ma mancano i fondi: c'è un buco che il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, stima in ventisei miliardi di dollari. Dalla fame all'istruzione, dall'Aids alla deforestazione, lunedì, al Palazzo di Vetro - nell'ambito della 65ª sessione dell'Assemblea generale - i capi di Stato e di Governo di tutto il mondo faranno il punto sugli obiettivi del millennio, ovvero i traguardi fissati entro il 2015 per rilanciare i Paesi in via di sviluppo. Fame e povertà, e istruzione sono i temi prioritari nell'agenda dei lavori.
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Al’inizio del secolo scorso oltre il 25% della popolazione turca era ancora cristiana e nel 1925 ancora il 25% circa degli abitanti di Istanbul erano cristiani. Ma nella Turchia di oggi, un paese che conta oltre 72 milioni di abitanti, i cristiani probabilmente non sono più di 65.0 00.
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La Chiesa cattolica africana si doterà di un'unica, grande, agenzia di stampa per tutto il continente. È quanto deciso all'incontro svoltosi nei giorni scorsi a Nairobi (Kenya), organizzato dal Simposio delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar (Secam) in collaborazione con il Consiglio dei media cattolici (Cameco).
"Abbiamo stabilito un anno di tempo - ha dichiarato all'agenzia Fides, Benedict Assorow, direttore delle comunicazioni del Secam e membro del Central working group, incaricato di progettare e realizzare la nuova agenzia - per delineare il piano finale per l'avvio della nuova agenzia".
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Novantanove frustate. Questo è il carico sul corpo di Sakineh Mohammadi Ashtiani. L’ennesimo dopo le torture.
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Insetti
Nicoletta Martinelli del 05/09/2010
Formiche rosse giganti, grilli, cavallette e scarabei caldi e croccanti, serviti appena fritti: per la tradizione culinaria di molti Paesi gli insetti sono una leccornia. In Papua Nuova Guinea si leccano i baffi davanti a una particolare specie di verme, avvolta e cotta in foglie di banana. Le termiti alate – insegnano i ghanesi – danno il loro meglio servite arrosto, ai messicani piace farcire le tortillas con le larve dell’agave, in Cambogia sono popolari le locuste saltate nell’olio mentre i thailandesi condividono con i colombiani la passione per le formiche fritte.
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Non ci sono soltanto i ragazzi di Tirana, quelli che vestono alla moda, che hanno visto l’Occidente e lo stanno imitando, e che la sera rendono allegro e vivace quel block protetto una volta da cavalli di frisia a cui nessun albanese poteva avvicinarsi. Non ci sono soltanto le ragazze di Tirana che osano con i vestiti come si vedono solo in televisione e che il chador, che qualcuno sta proponendo, non metterebbero mai. Ci sono anche i ragazzi di quelle città dove l’Occidente non si è ancora mostrato così rutilante e smargiasso.
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"L'istruzione è il fattore più importante per togliere dall'emarginazione le persone": migliaia di persone delle caste sociali più basse, oltre ai cosiddetti "fuori casta" dalit, in India, sono accompagnati ogni anno, grazie all'impegno di tanti religiosi, lungo il percorso dell'emancipazione. L'impegno della Chiesa per l'istruzione dei ceti sociali più bassi costituisce uno degli obiettivi primari della missione in terra asiatica. L'obiettivo, come più volte sottolineato dall'episcopato indiano, è far uscire la popolazione dall'indigenza, rendendola consapevole dei propri diritti e favorendo una formazione volta a creare opportunità di lavoro.
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La polizia mozambicana è intervenuta ieri, per il terzo giorno consecutivo, contro una folla di manifestanti scesa in piazza nella capitale Maputo per protestare contro l'aumento del 30 per cento del prezzo del pane, a partire dalla prossima settimana, dopo i rincari dell'acqua e dell'elettricità. Il giorno prima, al termine di un Consiglio dei ministri straordinario, era stato annunciato che i rincari all'origine della protesta entreranno in vigore come previsto. Il portavoce governativo Alberto Nkutumula aveva dichiarato che la decisione è da considerarsi irrevocabile.
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Decine di persone sono state uccise negli ultimi due giorni in attacchi sferrati da uomini armati in un affollato mercato di Tabarat, nella zona di Tawila, nel nord del Darfur. Quella di Tawila è una zona considerata controllata dall'Esercito di liberazione sudanese (Sla), il gruppo ribelle insorto in armi nel febbraio 2003 contro il Governo di Khartoum, al pari del Movimento per la giustizia e l'eguaglianza (Jem). Fonti dello Sla - oggi diviso in numerose fazioni, alcune delle quali hanno raggiunto accordi con il Governo sudanese, al contrario del Jem - hanno espressamente accusato l'esercito governativo e gli janjaweed, le milizie arabe considerate alleate di Khartoum, di aver attaccato gli insediamenti a ovest della città di Tawila.
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I soldati francesi l’hanno ribattezzato ponte «Austerlitz». Non senza ironia sottintesa verso Slobodan Milosevic, paragonato a Napoleone: un omaggio alla sua disfatta. Qui, nel cuore del Kosovo autoproclamatosi indipendente il 17 febbraio 2008 e riconosciuto come tale dalla Corte di Giustizia dell’Aja il 22 luglio scorso, il ponte sul fiume Ibar fa da spartiacque alla paura di nuovi pogrom e alle due anime della città.
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"Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato, quando l'ultimo albero sarà abbattuto, quando l'ultimo animale sarà ucciso, solo allora capirete che il denaro non si mangia". Sono parole contenute in una profezia dei nativi americani Creek rivolta agli uomini bianchi. Le cita in una nota al capitolo introduttivo del volume I diritti dei popoli indigeni (Roma, Aracne, 2009, collana "Globalizzazione e diritto"-1, pagine 338, euro 21) il curatore Fabio Marcelli.
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Mentre nel mondo diminuisce la produzione globale di grano, i prezzi degli alimenti continuano a salire, con conseguenze pesanti soprattutto per le popolazioni più povere del sud del mondo. Allarme in merito viene dalla Fao, l'agenzia dell'Onu per l'alimentazione e l'agricoltura, che ieri ha diffuso nuovi dati mondiali sia sulla produzione cerealicola sia sui prezzi alimentari. Questi ultimi sono cresciuti ad agosto per il terzo mese consecutivo, raggiungendo i livelli massimi da due anni.
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Il 2 settembre 1990 entrava in vigore la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia. Vent'anni e un triste bilancio, a leggere la rivista "Lancet" del maggio 2010: nonostante le dichiarazioni di intenti - vi si legge - i bambini restano ancora "invisibili". A cosa si deve questo fallimento? Alla mancata attuazione di politiche transnazionali, certo.
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Tornavano alla loro base dopo un’estenuante giornata di lavoro. Dall’alba, avevano distribuito cibo, medicinali, coperte nella zona di Mingora. Tutto quel che avevano per aiutare gli sfollati della valle di Swat, nel Pakistan Nord Occidentale, colpiti dalle peggiori alluvioni degli ultimi 80 anni.
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Con la sua missione in Corea del Nord, questa settimana l’ex presidente Usa Jimmy Carter è riuscito a ottenere il rilascio di Aijalon Gomes, un attivista cristiano statunitense imprigionato da sette mesi a Pyongyang per una condanna a otto anni di lavori forzati. Lo scorso anno Bill Clinton era riuscito nell’intento di riportare a casa due giornaliste, Euna Lee e Laura Ling, catturate al confine settentrionale e condannate a pesanti pene detentive. Interventi che confermano lo stato di repressione nel Paese ancor più acuto verso la variegata presenza cristiana, perlopiù costretta nella clandestinità perché vista come una concreta minaccia verso il regime.
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C’era una volta il Nepal, paradiso del trekking e delle scalate agli Ottomila, monarchia assoluta, divina di origine e di opportunità. C’è oggi una Paese incerto, democrazia senza pace, attraversata da tensioni e violenze. Le sue meraviglie naturali restano in maggioranza intatte, con i danni maggiori all’ambiente contenuti da una migliore coscienza ecologica, ma le sue risorse sono a rischio di uno sfruttamento intensivo "necessario" allo sviluppo di una nazione che sfiora ancora il fondo delle statistiche economiche dell’Asia.
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L'Amministrazione Obama si prepara a rilanciare i negoziati diretti tra israeliani e palestinesi dopo più di un anno di stallo. Tra pochi giorni, giovedì 2 settembre, i leader delle due parti s'incontreranno alla Casa Bianca per dare inizio a trattative senza precondizioni su tutte le principali questioni del contenzioso. Saranno presenti anche il re giordano, Abdullah ii Bin Hussein, e il presidente egiziano, Hosni Mubarak.
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Complesso, frammentato, in cronica mancanza di fondi. Il sistema sanitario nei Territori palestinesi è in costante allerta. La fragilità della leadership politica palestinese, divisa tra Hamas e Al Fatah, non consente né uno sviluppo coerente di infrastrutture e mezzi né una buona amministrazione delle risorse messe a disposizione dai donatori internazionali.
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Alla debole mobilitazione della comunità internazionale a sostegno del Pakistan devastato dalle alluvioni, si aggiunge ora la veemente protesta dei sopravvissuti contro le autorità locali, accusate di non fare abbastanza per fronteggiare l'emergenza. In alcuni villaggi, come in quello di Swabi, vicino a Pehawar, la gente ha sfogato la propria rabbia e frustrazione protestando contro le forze dell'ordine. Da giorni questi villaggi inondati sono al buio, e fonti locali riferiscono che al momento non è stato fatto nulla per provare a ripristinare l'elettricità.
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Da trentatré anni suor Bartolomea vive in missione nell'Africa occidentale, in Burkina Faso, e da diciassette si trova nella località di Koupéla. È una delle tante suore Figlie di san Camillo, che in diversi Paesi del continente africano e del mondo si occupano di sanità.
In Burkina Faso - fino al 1984 Repubblica dell'Alto Volta - lavorano dal 1967, quando i padri camilliani di Ouagadougou, la capitale, le inviarono a Koupéla.
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Bambini di cinque anni che smistano, tagliano e assemblano pellami per 12 o 16 ore ore al giorno per una paga di mezzo dollaro. Ragazzine stipate a cucire borse, abiti e maglie in tuguri senz’aria, dove sono costrette anche a mangiare e dormire, in modo da garantire turni di lavoro lunghi quanto l’intera giornata. Donne e uomini incollati notte e giorno alle macchine da cucire per stipendi inferiori a un paio di scarpe.
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Le organizzazioni umanitarie parlano di una catastrofe con conseguenze peggiori dello Tsunami. Qual è la situazione a sua giudizio? La valutazione delle organizzazioni umanitarie è giusta. Quasi 14 milioni di persone sono state colpite dalle inondazioni.
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È passata soprattutto su internet, poco ripresa dai giornali, una notizia che non sembra riguardare gli uomini, e invece li riguarda in pieno: una cagna-soldato, Gina, esperta nel fiutare esplosivi, è tornata dall’Iraq con la compagnia di veterani di cui fa parte, mostra gli stessi sintomi di loro, e vien curata come loro: distrazioni, sport, psicoterapia. Se le fanno psicoterapia, ammettono che ha una psiche. Che ha sindromi di tipo "umano".
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Incurante delle nuove sanzioni varate a giugno dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, l’Iran proseguirà nell’ampliamento delle sue capacità di arricchimento dell’uranio. Vanno in questa direzione le ultime dichiarazioni di Akbar Salehi, capo dell’Organizzazione atomica iraniana, giunte ieri in vista della ripresa dei colloqui con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) riguardo all’accordo sullo scambio di combustibile.
Il successo di questi colloqui potrebbe aprire la strada a negoziati più ampi con l’Iran, ma funzionari occidentali hanno sollevato dubbi ora che l’Iran ha iniziato il 20% di arricchimento ed ha aumentato le sue scorte di uranio impoverito.
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Circa tre milioni e mezzo di bambini in Pakistan sono in pericolo di vita per l'inquinamento dell'acqua dovuto alle inondazioni che hanno flagellato il Paese. L'allarme è venuto ieri dall'ufficio dell'Onu per il coordinamento degli interventi umanitari (Ocha). "Non c'è acqua potabile per cinque milioni di persone, e non abbiamo i soldi per assisterne otto milioni.
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Onore e orrore
Stefano Vecchia del 13/08/2010
Essere giovani e innamorati, oggi in India può risultare fatale. Rigidi codici di condotta ancora applicati in molte parti del paese impediscono, in particolare alle donne, di scegliersi un compagno fuori dalla casta o all’interno della comunità di appartenenza per nascita. Le punizioni sono terribili, sovente letali, per un totale di almeno un migliaio l’anno.
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"Centouno giorni di preghiera per la riconciliazione in Sudan": è l'iniziativa promossa dalla Conferenza episcopale in Sudan, che il vescovo di Rumbek Cesare Mazzolari, comunica in una intervista a "L'Osservatore Romano". Monsignor Mazzolari è appena rientrato a Rumbek, dopo aver compiuto una visita in varie zone del Sudan, dove probabilmente a gennaio (ma la data non è ancora stata ufficializzata), si terrà un referendum importante per l'indipendenza del Sud Sudan. Si tratta di un passaggio delicato per l'equilibrio politico-sociale della nazione, un passo in avanti decisivo verso la democratizzazione, dopo un lunghissimo periodo di conflitto.
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Dalla morte del loro padre, tre anni fa, Rasil e Anouar vivono in un garage a San'a. In due, non fanno vent'anni. Lavorano tutto il giorno in officina per aiutare il resto della loro famiglia che vive nel villaggio di Al Akhmoor, a trecento chilometri dalla capitale.
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Incendi di vaste proporzioni minacciano il principale centro nucleare russo. I pompieri stanno cercando di contenere le fiamme nella zona di Sarov, nella regione centrale di Nizhny Novgorod. Lo hanno riferito oggi fonti ufficiali.
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«Strong man» stringe forte la mano del volontario. Paolo incide con il bisturi i tessuti necrotici nel piede e disinfetta la piaga. «È per il tuo bene, ok? Quando ti faccio male, perché ti farò male, alza la mano e mi fermo», lo rassicura in inglese.
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Le tragiche conseguenze del maltempo che sta flagellando gran parte dell'Asia, dal Pakistan, all'India, alla Cina, ma anche vaste regioni dell'Africa e dell'Europa nordorientale, chiamano in causa anche responsabilità politiche locali e internazionali. I ritardi nella lotta contro i cambiamenti climatici e i mancati controlli su un'edilizia spesso dissennata sono infatti le cause frequenti di situazioni che si ripetono sempre più spesso. La cronaca di questi giorni ne mostra di sconvolgenti in tutto il mondo.
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È un dramma senza fine quello dei civili afghani. La guerra che da anni sta segnando il Paese non accenna a diminuire d'intensità ed è la popolazione locale la prima a fare le spese dello stillicidio delle violenze. Lo conferma anche il rapporto reso pubblico ieri dalla Commissione indipendente afghana per i diritti umani: dall'inizio del 2010, sono oltre 1.
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Il 20 luglio Karen Woo si stava «affannosamente preparando per il viaggio in Nuristan», ma sembrava più preoccupata per la sorte dei cinque gatti e «numerosi» conigli che avevano preso residenza nel suo giardino di Kabul che della sua incolumità. «Posso pensare alla fatica e alla sofferenza del viaggio – scrisse allora nel suo blog – e so che la missione non sarà senza rischi, ma non riesco a immaginarmelo adesso».
La 36enne Woo è fra le dieci vittime freddate in un agguato taleban che ha sterminato un’intera squadra di medici dell’organizzazione non governativa cristiana Iam.
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Forse si sentivano troppo sicuri. O forse cercavano di incontrare qualcuno. Quel che è certo è che gli otto volontari occidentali della Iam (International Assistance Mission), recatisi in missione nel Nuristan (Nord dell’Afghanistan) una settimana fa, hanno trovato la morte.
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Spigliato, mingherlino, aveva da sempre svolto il mestiere di ambulante abusivo. Girava la Campania e il Basso Lazio con due grosse borse stracolme di calzini e altri indumenti intimi, reclutando i clienti tra le fasce meno abbienti della popolazione. Giunto in un paese, sperava innanzitutto di non imbattersi in vigili urbani troppo zelanti e scrupolosi, che lo avrebbero multato e gli avrebbero ordinato di sgombrare.
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Siamo nel 2008 o nel 2010? Allora la siccità e gli incendi in Australia, quarto esportatore mondiale di grano, contribuirono a innescare la corsa al rialzo dei prezzi dei generi alimentari. Oggi, la siccità e gli incendi che devastano la Russia occidentale, secondo esportatore mondiale di grano, ed hanno imposto al Cremlino il blocco delle esportazioni di cereali dal 15 agosto al 31 dicembre, riportano in vita lo spettro delle rivolte per il pane che in molti Paesi poveri o in via di sviluppo punteggiarono di morti i lunghi mesi della crisi. Le autorità internazionali, per prima la Fao (Food and Agriculture Organization), escludono il ripetersi dell’emergenza-cibo, grazie all’abbondanza delle riserve.
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L'impennata dei prezzi del grano, dai primi di giugno quasi raddoppiati, fa temere una nuova crisi alimentare. A rischio sono soprattutto i Paesi emergenti, dove il fenomeno dell’inflazione è sempre in agguato e una fiammata dei prezzi può incendiare equilibri sociali già precari. Non sarebbe una crisi paragonabile a quella vissuta nei primi mesi del 2008, quando dal Centramerica all’Egitto scoppiarono tumulti con decine di vittime per contendersi una tortilla o un sacco di farina.
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Un gruppo di medici stranieri (sei americani, un britannico ed un tedesco) di una ong cristiana sono stati brutalmente assassinati a colpi d'arma da fuoco insieme a due accompagnatori locali nell'Afghanistan nord-orientale dai talebani che hanno rivendicato il gesto accusando le vittime di aver svolto proselitismo, ma soprattuttodi aver cercato di localizzare le basi degli insorti in un distretto della provincia di Badakhshan. Li hanno messi in filae fucilati, ha raccontato un interprete che è stato salvato perchè, ha raccontato, si è messo a recitare il Corano.
Poco dopo che le prime informazioni sul massacro dei sette uomini e delle tre donne del gruppo sono state diffuse dai media afghani, il direttore della International Assistence Mission (Iam), Dirk Frans, ha firmato a Kabul un comunicato in cui ha confermato che «le vittime erano operatori della sua associazione caritativa» senza scopo di lucro, in Afghanistan dal 1966.
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A confronto quotidiano con "una realtà vasta e complessa" - quella della mobilità umana - "che tocca quasi un miliardo di persone". Così interpreta il compito affidatogli da Benedetto XVI lo scalabriniano Gabriele Ferdinando Bentoglio, nominato il 6 maggio scorso sotto-segretario del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti e degli Itineranti. Insegnante allo Scalabrini International Migration Institute, di cui è divenuto anche preside, è stato inoltre professore invitato della Pontificia Università Urbaniana, vice-rettore dell'Istituto Teologico Scalabriniano, consigliere, procuratore e segretario generale della sua congregazione.
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Un incidente di frontiera riaccende la tensione tra Israele e Libano. Dopo gli scontri di ieri nella zona di Adaysse - uccisi quattro libanesi, tre soldati e un giornalista, e un ufficiale israeliano - questa mattina si registrano nuovi movimenti di truppe lungo la linea blu, il confine provvisorio tracciato dall'Onu nel 1949. Benjamin Netanyahu, premier israeliano, ha convocato una riunione del gabinetto di sicurezza per esaminare la situazione.
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Potremmo chiamarli film invisibili, nel senso che praticamente non li vedrà nessuno o quasi, almeno in Italia. Sono pellicole internazionali pensate per un pubblico familiare; produzioni spesso minori ma non per questo di scarsa qualità. Raccontano la faticosa quotidianità delle famiglie, con i loro sogni e le loro speranze; a volte sono storie leggere, altre più profonde, intime, capaci di far riflettere e di toccare le corde dei sentimenti.
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Telmo Pievani è autore di un recente testo intitolato Creazione senza Dio, edito da Einaudi, che già nel titolo dice della confusione filosofica della sua posizione. Infatti il darwinismo, per nulla dimostrato, non è assolutamente sufficiente di per sé per portare a conclusioni ateistiche, come Pievani e il più celebre Richard Dawkins vorrebbero.
Confusionismo darwinistico Darwin stesso ebbe idee molto contrastanti, parlando a volte di Creatore, e a volte nascondendosi dietro il termine “agnostico”, creato dal suo amico Thomas Huxley, il quale ebbe spesso a ripetere che le idee evoluzioniste non comportavano alcuna conseguenza in campo religioso.
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Se questa, politicamente parlando, è l'estate delle intercettazioni, il tormentone del 2009 è stato indubbiamente il cosiddetto «pacchetto sicurezza». Una legge fortemente voluta dalla maggioranza, Lega nord in testa, e altrettanto fortemente osteggiata dall'opposizione. Un provvedimento articolato, che riunisce sotto il capitolo «sicurezza» questioni molto diverse: dall'immigrazione alla criminalità organizzata, dalle ronde ai clochard, dal decoro urbano ai buttafuori delle discoteche.
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«La ricerca di una pace duratura in Medio Oriente non può prescindere dal riconoscimento dei diritti sociali dei lavoratori palestinesi». È lapidario Friedrich Buttler, tedesco, consulente dell’Organizzazione internazionale delle Nazioni unite per il lavoro (Oil). Autore del Rapporto annuale sulla situazione dei lavoratori nei territori arabi occupati, Buttler è intervenuto alla conferenza internazionale della Cgil dedicata alla crisi umanitaria israelo-palestinese che si è tenuta ieri a Roma.
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L'Iran è vicino a possedere i mezzi necessari per creare armi atomiche.
Lo ha affermato ieri il presidente russo, Dmitri Medvedev, con una dichiarazione che conferma l'inasprimento della posizione di Mosca, fino a qualche mese fa considerata buona alleata di Teheran. Nel frattempo, il ministro degli Esteri iraniano, Manuchehr Mottaki, è giunto ieri sera a Madrid, dove oggi avrà colloqui con le autorità spagnole anche sul controverso programma nucleare, secondo quanto annunciato dall'agenzia Irna.
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A dire il vero sarebbero tanti i santi di questo mese. Santi incontrati al Meeting di Rimini, santi che ogni giorno mi riempiono di e-mail, una più bella dell’altra, e santi che stanno morendo nella clinica “Casa Divina Provvidenza S. Riccardo Pampuri”.
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Non c’era visitatore che non volesse accarezzarla, portarla a fare una passeggiata in carrozzina o tenendola in braccio. Figlia di due genitori fragili e alcolizzati, e costretta ad assistere alla loro reciproca violenza. Da questa vita nacquero sedici figli: dieci della donna con cui il padre di Cristinita attualmente convive, e gli altri sei da un’altra donna.
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Non era come gli altri edifici di Cité Soleil. Saint Alphonse era una scuola “vera”. L’unica della baraccopoli.
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Presidente, a proposito del diritto di tutti al godimento del più alto livello possibile di salute fisica e mentale, la mia delegazione desidera sollevare ulteriori preoccupazioni sulla necessità di un'azione concreta per garantire l'accesso universale ai farmaci e agli strumenti diagnostici per tutte le persone. Il Rapporteur Speciale si è concentrato su questo argomento nel suo Rapporto presentato all'Undicesima Sessione di questo distinto Consiglio (Rapporto del Rapporteur Speciale sul diritto di tutti al godimento del più alto livello possibile di salute fisica e mentale alla Undicesima Sessione del Consiglio dei Diritti Umani, Undicesima Sessione, A/Hrc/11/12, 31 marzo 2009). Tuttavia, a questo proposito va esercitata una vigilanza costante.
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"Con una ripresa moderata si stanno riaprendo squilibri globali nelle principali aree del mondo, perciò servono soluzioni macroeconomiche, politiche fiscali in grado di ridurre il debito pubblico e d'incentivare la crescita". Questa la diagnosi di Pier Carlo Padoan, il segretario generale aggiunto e capo economista dell'Ocse (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), che in una dichiarazione a "L'Osservatore Romano" fa il punto sull'attuale situazione economica e sui problemi legati alla ripresa.
"La crisi ha varie dimensioni: una fiscale, una riguardante il debito pubblico e la crescita e una istituzionale", spiega Padoan.
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José Luis era un contadino. La multinazionale si aspettava che lui raccogliesse banane, prendesse la paga e non piantasse grane con noiose rivendicazioni. José Luis, invece, si mise alla testa del sindacato.
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Lo sport a volte può incidere su un'intera società, divenendo il volano di un cambiamento significativo. E nessun Paese come il Sud Africa sa quanto ciò sia vero. Accadde nel 1995 in occasione della Coppa del mondo di rugby disputata proprio nella "nazione arcobaleno", che rappresentò un momento cruciale della sua storia.
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Mentre a Roma volge ormai al termine, alle Scuderie del Quirinale, la grande monografica dedicata a Caravaggio - chiuderà con più di mezzo milione di visitatori, ogni previsione anche la più ottimistica è stata polverizzata - Firenze presenta, fino al 17 ottobre, il "suo" Caravaggio.
L'evento espositivo si disloca su tre sedi; gli Uffizi, la Galleria Palatina, la Villa Bardini sul colle di Belvedere. Quest'ultima ospita il segmento di mostra ("Caravaggio e la modernità" il titolo) curato da Mina Gregori.
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"Vogliamo dichiarare di comune accordo la nostra sincera e ferma disposizione, in obbedienza alla volontà di Nostro Signore Gesù Cristo, ad intensificare la ricerca della piena unità fra tutti i cristiani". Questo affermavano Benedetto XVI e il primate della Chiesa ortodossa autocefala di Cipro Chrysostomos ii nella dichiarazione comune che concludeva la visita dell'arcivescovo a Roma (12-19 giugno 2007). In particolare essi esprimevano il desiderio delle fraterne relazioni nell'isola fra cattolici e ortodossi e il progresso del dialogo teologico generale cattolico-ortodosso.
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Un commando dell'esercito israeliano ha intercettato questa mattina un gruppo d'imbarcazioni provenienti dalla Turchia e dirette a Gaza con a bordo attivisti filopalestinesi e aiuti umanitari. Tra dieci e venti le persone uccise durante l'operazione. Profondo rammarico dalla Casa Bianca, proprio alla vigilia della visita del premier israeliano Netanyahu.
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P er sette anni un manipolo di geografi cinesi ha studiato carte, ipotizzato percorsi, spiato monti e varchi. Dovevano tracciare una lunga linea ferroviaria che unisse Pechino a Lhasa, la capitale del Tibet. Come racconta il reporter americano Abrahm Lustgarten nel suo Il grande treno, la missione obbediva a una segreta strategia: scovare nel cuore del Tibet quelle risorse che giustificassero una tale, titanica impresa.
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"Nelle ultime settimane abbiamo assistito tutti agli scandali di corruzione che hanno interessato vari livelli dell'amministrazione pubblica e privata. La società civile ha chiesto di porre fine a questo grave problema che riguarda noi come società; tuttavia le parole spesso non diventano realtà. Pertanto dalla Conferenza episcopale ribadiamo il nostro appello, e invitiamo a praticare un'etica pubblica e a recuperare i valori ancestrali che devono guidare il destino di tutte le istituzioni del Paese".
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L'Abba Pascal Girls' School è alle porte di Soddo, capitale del Wolaita (Etiopia) con circa ottanta-centomila abitanti. Ampia e ventilata da decine di eucalyptus, è dedicata al primo missionario che negli anni '30 del secolo scorso si è avventurato in alcuni Paesi dell'attuale South Nations and Nationalities Regional State, tra cui c'è anche il Wolaita. Fu proprio père Pascal de Luchon ad aprire la prima scuola nella zona; una scuola senza pretese che resse per alcuni anni e che fu riaperta una quarantina di anni dopo da padre Franco Salvi, un cappuccino della Provincia marchigiana, cui era stata affidata la missione nel 1968.
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Safar Banu aveva 43 anni, nove figli e un marito contrario a qualunque tipo di regolamentazione della fertilità. Durante le gravidanze Safar non aveva mai fatto alcun genere di analisi. E anche durante l’ultima questa donna bengalese aveva ritenuto che fosse meglio lavorare nei campi di juta piuttosto che perdere tempo dal medico.
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Soccorritori cattolici cooperano con lama buddhisti tibetani nel portare aiuti alle vittime del terremoto nella provincia di Qinghai. Alla fine di aprile, le operazioni congiunte avevano già portato a termine la distribuzione di cinque generatori elettrici e trenta tonnellate di verdure fresche nella contea di Yushu, epicentro del terremoto.
Uno dei beneficiari degli aiuti, il venerabile Minam Rinpoche, 44 anni, un lama che gestisce una biblioteca a quattro piani vicino all’epicentro del terremoto, ha affermato di essere stato molto toccato dalla cooperazione interreligiosa.
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I tre quarti dei ribelli che hanno attaccato l’ospedale di Hawa Abdi erano minorenni. Tale stima non sorprende, poiché è ormai accertato e documentato che i vari gruppi di insorti hanno tra le loro file migliaia di bambini e bambine soldato. Molte di queste giovanissime vittime della guerra civile sono costrette a prendere in mano un Ak 47 fin dall’età di otto anni.
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Al Vaticano ii partecipò anche un buddista invitato da Paolo vi. Nikkyo Niwano, fondatore del Rissho Kosei-kai, da allora guardò il cristianesimo con occhi diversi. Benedetto XVI nell'ultima udienza generale ha incontrato un gruppo di giovani buddisti giapponesi dell'associazione fondata da Niwano, ospiti dei giovani focolarini.
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Nel mondo gli unici posti di lavoro, per così dire, non a rischio sembrano quelli dei bambini. Secondo l'ultimo rapporto dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), diffuso in queste ore, lo slancio alla riduzione del lavoro minorile si è infatti affievolito. "I progressi sono irregolari, non abbastanza rapidi, né sufficientemente ampi", ha commentato il direttore generale dell'Ilo, Juán Somavia.
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Nell'Africa subsahariana, ci sono più di 265 milioni di persone vittime della malnutrizione e circa il 30 per cento dell'intera popolazione soffre la fame. Il dato, relativo al 2009, ma segnalato in ulteriore peggioramento, è stato denunciato da Jacques Diouf, il direttore generale della Fao, l'agenzia dell'Onu per l'alimentazione e l'agricoltura, durante la conferenza regionale dell'organismo in corso a Luanda, la capitale dell'Angola. Diouf ha esortato la comunità internazionale a mantenere gli impegni assunti per far fronte alla situazione di insicurezza alimentare del continente, acuita dalla crisi economica e finanziaria globale, della quale l'Africa sta pagando il costo maggiore, soprattutto per i rincari dei prezzi degli alimenti e dei carburanti.
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La devastazione dell'Amazzonia colombiana ha comportato lo sradicamento di seimila chilometri quadrati di foresta in appena un quinquennio, tra il 2002 e il 2007, secondo quanto affermato dall'Istituto amazzonico di indagini scientifiche (Sinchi), un organismo governativo di Bogotá. Il Sinchi ha diffuso ieri i risultati di una ricerca nella quale per la prima volta si disegna una mappa della crescente deforestazione dell'Amazzonia colombiana. Lo studio del Sinchi è stato condotto sulla base di immagini da satellite ottenute dal programma statunitense Landsat e dai satelliti brasiliani del programma Cbers, nell'ambito di un progetto congiunto avviato nel 2008 da Colombia, Stati Uniti e Brasile.
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Nessuno potrà mai dirci quando si avrà l’agognata pace in Somalia. Basta ripercorrere col pensiero quanto è avvenuto sabato scorso a Mogadiscio: due esplosioni in rapida successione e decine di corpi dilaniati nelle moschee. Una landa colma di dolore, macerie e rancori, un esempio aberrante di violenza senza quartiere, proprio mentre i fedeli erano radunati per la preghiera di mezzogiorno.
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Sparare contro ragazzi che vanno all’università è raccapricciante. La misura dell’atrocità l’ha data un sacerdote: le vittime non erano soldati o miliziani, ma studenti che portavano con libri e quaderni i loro sogni di crescere e di servire il proprio Paese. Ma ad aggiungere orrore su orrore c’è la motivazione più odiosa, quella dell’intolleranza religiosa, la negazione del primo diritto umano, la libertà di professare la propria fede senza impedimenti.
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Procede l'operazione "Mushtaraq" (Insieme) delle truppe della Nato in Afghanistan, per recuperare la regione di Helmand, una delle zone del paese finora sotto ilcontrollo dei talebani. Ma, secondo Emergency e Croce Rossa, questa operazione è iniziata male: con la violazione dei diritti sanciti anche dalle Convenzioni di Ginevra, visto che viene impedito il soccorso ai feriti civili: «Serve subito un corridoio umanitario».
NUOVI BOMBARDAMENTI - Non si ferma intanto l'operazione di bombardamento aereo di caccia ed elicotteri, come ha confermato a Corriere.
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Quella sanitaria è una delle tante emergenze quotidiane dell’Afghanistan. Non è l’unica e nemmeno quella più impellente in una società che, ogni giorno, lotta per la sopravvivenza, ma è sicuramente uno degli snodi, insieme all’istruzione e all’assistenza sociale, da cui dipende il futuro del Paese. L’Afghanistan rimane a tutt’oggi un paese estremamente povero, con poche risorse, fiaccato da 30 anni di guerra e nel quale le condizioni di vita sono estreme.
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Da Chiesa di missione a Chiesa missionaria nella sua stessa terra. Intrisa del sangue dei suoi figli, segnata da ferite difficili da rimarginare, sparuta minoranza in una società musulmana, la comunità ecclesiale che vive in Gambia e nella Sierra Leone resta tuttavia un punto di riferimento per tutti. Soprattutto nel momento in cui, conquistata dopo anni di tragica guerra, bisogna ora costruire la pace, consolidarla, trasformarla in convivenza.
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La coalizione ci riprova. Sempre nel sud. In Afghanistan la minaccia talebana è sempre presente e, dunque, si stanno definendo i dettagli dell'ennesima offensiva che riguarderà, in particolare, la provincia di Kandahar.
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Due sacerdoti salesiani producono e dirigono film con l'obiettivo di aiutare la popolazione indigena ad acquisire dignità e a promuovere i diritti umani. I due, don Joseph Kizhakechennadu (produttore) e don Joseph Pulinthanath (regista), lavorano da oltre un paio di decenni fra i Kokborok di Tripura, uno Stato nell'India nordorientale, ai confini con il Bangladesh.
Il loro primo film, Mathia (braccialetto), crea consapevolezza sul male sociale della "caccia alle streghe"; mentre il secondo, Yarwng (radici), evidenzia la piaga delle persone sacrificate sull'altare dello sviluppo.
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La crisi economica globale farà cadere in una condizione di estrema povertà 53 milioni di persone e causerà nei prossimi cinque anni la morte di oltre un milione di bambini. Ciò nonostante, entro il 2015 il numero dei poveri in tutto il mondo - ossia di coloro che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno - sarà dimezzato rispetto alle stime del 1990, quando però la soglia era fissata a un dollaro. A renderlo noto è un rapporto congiunto realizzato dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca mondiale che fa il punto sulla realizzazione degli Obiettivi del Millennio stabiliti dalle Nazioni Unite nel 2000.
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Port-au-Prince (Haiti). Nei giorni scorsi ad Haiti, si sono incontrati diversi gruppi che stanno coordinando gli aiuti per le popolazioni colpite dal terremoto del gennaio scorso. A nome dell'Ambito dell'Amministrazione, si è recata ad Haiti suor Rosangela Giorgi che racconta cosa si sta già facendo e cosa ancora manca da realizzare.
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Da poco è stat o pubblicato il testo dal titolo “Accompanying the Marginalised Women in South Asia. A Profile on FMA India SHG National Network” (Accompagnando le donne emarginate nel sud Asia. Profilo degli gruppi di Auto Aiuto delle fma dell'India) curato da suor Joseph Lumin Priscilla, FMA dell'ispettoria San Tommaso Apostolo di Madras.
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Un continente in profonda trasformazione, nel quale la religione costituisce il collante principale delle comunità e che vede una grande espansione della presenza dei cristiani. La crescita di quest'ultimi, in particolare, è stata molto veloce, passando da circa sette milioni a 470 milioni, nell'arco di un secolo. È questa, in estrema sintesi, la "fotografia" dell'Africa, come emerge dall'ultima ricerca dell'istituto di ricerche Pew Forum on Religion and Public Life (Pew) negli Stati Uniti.
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Perché sempre più spesso la rappresentazione del male non riesce a scalfire l'umanità di chi legge racconti o romanzi che descrivono situazioni di efferatezza e di malvagità? Non basta ricercarne il motivo nel fatto che tutti oggi siamo assuefatti al male dalle immagini e dai racconti di violenza che quotidianamente ci raggiungono. La vera causa, forse, non consiste nell'indebolimento della nostra umanità. Semmai è da cercare nel fatto che le opere letterarie che guardano in faccia il male finiscono per sviluppare immagini artificiali, situazioni elaborate intellettualmente con l'obiettivo di attirare in maniera spettacolare.
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Adam racconta: «Un giorno sono andato a lavorare, ma nella mia fattoria ho trovato dei braccianti; in quel momento ho saputo che la mia terra era stata venduta! Da allora non posso più coltivare». Mumud Alhassan Adam ha perso i suoi otto ettari di terreno. E aggiunge: «Non c’è stata nessuna consultazione preliminare con noi! E non ho ricevuto alcun compenso per il terreno che ho perso!».
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Nevardo Antonio Sanchez ha 30 anni. Fino a 25, ha fatto l’agricoltore in un campo di caffè nella zona di Caldas, in Colombia. Poi, un giorno del 2005, la sua vita è cambiata: ha calpestato un cerchio di plastica nascosto nel terreno.
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È poi dichiarata la volontà dell’esecutivo di modificare la legge 185 del 1990, togliendo molti vincoli al commercio armato. A rischio la trasparenza del mercato. Dal Rapporto 2009 del presidente del consiglio dei ministri sui lineamenti di politica di governo in materia di esportazione, importazione e transito dei materiali d'armamento spiccano, sostanzialmente, 3 notizie: il boom dell'export; un flusso costante sui conti correnti delle banche che operano in Italia in appoggio alle industrie della difesa; la volontà decisa della lobby armiera e dell'esecutivo di mettere mano alla legge 185 del 1990, che ha disciplinato con i paletti della trasparenza una materia così ostica come quella del commercio delle armi.
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I ribelli nordugandesi del Lord’s Resistance Army ( Lra) sono la metafora vivente di quanto scriveva provocatoriamente nel secolo scorso Carlo Levi: « Che la sola ragione della guerra è di non aver ragione.. . » .
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Lo scheletro consumato di una mano mozzata, le cui unghie sono rimaste perfettamente intatte, è inchiodato al tronco di un mango dall’imponente chioma verde. Una mano che non rappresenti più una minaccia, e sono poche le persone che si fermano rallentano il passo per guardarla. Ricordare spesso brucia.
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