In questo spazio, che non viene aggiornato con cadenza regolare, troverete una ricca rassegna stampa cattolica con temi
relativi alla famiglia alla vita alla spiritualità,
e alla cultura. Questa sezione è ispirata
al magistero della Chiesa, di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI. Particolare rilevanza viene data al
valore cristiano della famiglia, del dialogo ecumenico e dei temi di spiritualità.
Tornavano alla loro base dopo un’estenuante giornata di lavoro. Dall’alba, avevano distribuito cibo, medicinali, coperte nella zona di Mingora. Tutto quel che avevano per aiutare gli sfollati della valle di Swat, nel Pakistan Nord Occidentale, colpiti dalle peggiori alluvioni degli ultimi 80 anni.
Nel mondo si registra un crescente interesse per la beata Vergine Maria "e questo si deve a una maggiore comprensione della sua mirabile presenza nel mistero di Cristo". Lo ha fatto notare il cardinale Giovanni Battista Re nell'omelia pronunciata domenica 29 agosto, nel santuario della Mentorella dove, come inviato speciale del Papa, ha presieduto la messa per celebrare i millecinquecento anni di fondazione di questo tempio dedicato a Santa Maria delle Grazie.
Il santuario, situato in uno scenario incantevole sulla cima del monte Guadagnolo, appena fuori Roma, secondo la tradizione fu fatto erigere nel quarto secolo dopo Cristo dall'imperatore Costantino, di comune accordo con Papa Silvestro, nel luogo in cui avvenne la conversione di sant'Eustachio.
Il 2 settembre 1990 entrava in vigore la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia. Vent'anni e un triste bilancio, a leggere la rivista "Lancet" del maggio 2010: nonostante le dichiarazioni di intenti - vi si legge - i bambini restano ancora "invisibili". A cosa si deve questo fallimento? Alla mancata attuazione di politiche transnazionali, certo.
Nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca; ma piuttosto, parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano.
E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, col quale foste segnati per il giorno della redenzione.
Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira, clamore e maldicenza con ogni sorta di malignità.
Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.
(Ef 4,29-32)
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I soldati francesi l’hanno ribattezzato ponte «Austerlitz». Non senza ironia sottintesa verso Slobodan Milosevic, paragonato a Napoleone: un omaggio alla sua disfatta. Qui, nel cuore del Kosovo autoproclamatosi indipendente il 17 febbraio 2008 e riconosciuto come tale dalla Corte di Giustizia dell’Aja il 22 luglio scorso, il ponte sul fiume Ibar fa da spartiacque alla paura di nuovi pogrom e alle due anime della città.
Ascoltando l'arcivescovo Loris Francesco Capovilla, già prelato di Loreto, parlare di Angelo Giuseppe Roncalli - del quale è stato segretario per lunghi anni - si ha l'impressione che Giovanni XXIII sia ancora accanto a noi. Ne parla come di una persona ancora viva, presente non solo nella sua vita, ma anche in quella della Chiesa. Racconta il Papa del concilio Vaticano II, il grande seminatore di pace, del dialogo con l'Oriente, l'abile diplomatico e il pastore pronto a donare se stesso per il gregge, nei suoi momenti più intimi.
Semplificazioni e luoghi comuni creano miti duri a morire, anche nella storia della Chiesa. È il caso di certi cliché applicati alla figura di Pio IX, il Pontefice del Sillabo e della questione romana, del dogma dell'Immacolata e del concilio Vaticano I, pastore di solida spiritualità ma anche uomo di governo, considerato ora liberale e riformatore, ora intransigente e antimoderno. Ma chi fu davvero Papa Mastai Ferretti? Monsignor Walter Brandmüller non ha dubbi: "Il suo - afferma - è stato un pontificato essenzialmente religioso e come tale va giudicato".
Più dell’olio di ricino, poté la spada. La politica dei duelli, benché poco conosciuta e sottovalutata dagli storici, rese molto a Benito Mussolini e ai suoi sanguigni gerarchi, a cominciare dal ras di Cremona, Roberto Farinacci.
Il Duce, tra il 1915 e il 1922, piegò a fil di spada i suoi più tenaci avversari, sfidandoli a memorabili performance da moschettiere.
Cos'è e cosa significa il corpo in un mondo che ne è affascinato? Una riscoperta antropologica liberante? Una forza vitale senza sosta? Una fonte di commercio e di denaro? Il mio "io" nella sua forma più meravigliosa e piacevole? Il fondamento di una corporeità che si inoltra sulle vie dello spirito? È difficile accordare una risposta a queste domande. La riflessione nel salmo 8, innescata secoli fa, non ha perso la sua gravità: "Cos'è l'uomo perché te ne ricordi? Cos'è il figlio dell'uomo perché te ne curi?". Ma subito lo stesso salmista accenna una parola sapiente: "Di gloria e d'onore lo hai coronato".
La sera dell’8 dicembre 1943, nella Roma occupata dai tedeschi, arrivava «colla scorta di un nostro "erculeo" fratello, un uomo di piccola statura, disfatto sì dalla fatica ma dal volto e dagli occhi inconfondibili.. .» .
«Credo che l’universo sia stato creato da un’Intelligenza infinita e che le sue intricate leggi manifestino ciò che gli scienziati hanno chiamato la Mente di Dio. Ritengo che la vita e la riproduzione abbiano origine da una Fonte divina». Sembrerebbe la solita affermazione teistica di un onesto pensatore in ricerca religiosa il quale, osservando il cosmo, ne deduce la provenienza da un Dio creatore.
Tre monti nominati nella Bibbia hanno un rilievo, un'incidenza tutta particolare. Cominciamo col "monte Sion". Cominciamo di qui, anche se non è il primo dal punto di vista logico, non soltanto perché il monte Sion riassume in sé tutta la tensione verso l'alto delle pagine bibliche - come abbiamo potuto vedere anche attraverso lo sguardo che si leva verso l'alto e verso il monte, l'unico che può dare la salvezza - ma anche perché col monte Sion è stato identificato da parte della tradizione ebraica e cristiana prima e poi anche da parte di quella musulmana, un altro monte, che è radicale per tutte e tre le religioni monoteiste, ovvero il monte di Abramo, il monte Moria, monte che non è rintracciabile in nessun atlante.
Banali litigi che spesso sfociano in aggressioni, raptus di violenza che non si fermano davanti a nulla. Avvengono anche alla presenza in casa di figli piccoli. Uomini accecati da rabbia, che sfogano le loro frustrazioni ai danni di mogli e ragazze.
"È essenziale che i genitori facciano valere i propri diritti ed esercitino i propri doveri in materia di educazione dei figli": è il pensiero espresso dall'arcivescovo de La Plata e presidente della commissione per l'educazione cattolica della Conferenza episcopale in Argentina, Héctor Rubén Aguer, in occasione di un programma trasmesso dalla televisione locale.
Il presule si è particolarmente soffermato sul ruolo dei genitori fondamentale nell'ambito dell'educazione religiosa e civica dei figli, richiamando l'attenzione sui rischi della progressiva deriva morale. Egli ha osservato, che molti genitori tendono infatti, a considerare minoritaria l'educazione della prole, relegando ad altre istituzioni, a partire dalla scuola, il compito di formare le nuove generazioni.
Cos'è e cosa significa il corpo in un mondo che ne è affascinato? Una riscoperta antropologica liberante? Una forza vitale senza sosta? Una fonte di commercio e di denaro? Il mio "io" nella sua forma più meravigliosa e piacevole? Il fondamento di una corporeità che si inoltra sulle vie dello spirito? È difficile accordare una risposta a queste domande. La riflessione nel salmo 8, innescata secoli fa, non ha perso la sua gravità: "Cos'è l'uomo perché te ne ricordi? Cos'è il figlio dell'uomo perché te ne curi?". Ma subito lo stesso salmista accenna una parola sapiente: "Di gloria e d'onore lo hai coronato".
Il 2 settembre 1990 entrava in vigore la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia. Vent'anni e un triste bilancio, a leggere la rivista "Lancet" del maggio 2010: nonostante le dichiarazioni di intenti - vi si legge - i bambini restano ancora "invisibili". A cosa si deve questo fallimento? Alla mancata attuazione di politiche transnazionali, certo.
Si è alzato il sipario dello Yerba Buena Center di San Francisco e tutto aveva la “rassicurante” normalità dei grandi annunci in stile Apple degli ultimi anni. C’era Steve Jobs con il classico maglioncino nero, divisa d’ordinanza delle sue apparizioni ufficiali in pubblico. E c’era la musica.
Il 29 agosto di dieci anni fa, alle 11.3 0, Giovanni Paolo II giungeva da Castel Gandolfo al Palazzo dei Congressi dell’Eur dove era in corso il 18° Congresso internazionale della Società dei Trapianti. Dinnanzi a oltre 4.
Al momento sono 2748, ma si può dire che aumentano di ora in ora: ovvero col medesimo lento e sicuro, inesorabile scorrere che il tempo disegna sul loro stesso quadrante. Una in Australia, 19 in Polonia, 39 nella solatia Spagna e 29 nella più ombrosa Svizzera; 3 in Estonia e una persino in Benin, Africa. Ma la grande maggioranza sta in Italia, è ovvio: l’«Atlante mondiale degli orologi solari» è infatti un’iniziativa nata a casa nostra (siamo o non siamo ’o Paese d’o sole?), presentata esattamente il 25 aprile scorso a Milano durante la seconda edizione della manifestazione gnomonistica «Il tempo silenzioso».
Banali litigi che spesso sfociano in aggressioni, raptus di violenza che non si fermano davanti a nulla. Avvengono anche alla presenza in casa di figli piccoli. Uomini accecati da rabbia, che sfogano le loro frustrazioni ai danni di mogli e ragazze.
"Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato, quando l'ultimo albero sarà abbattuto, quando l'ultimo animale sarà ucciso, solo allora capirete che il denaro non si mangia". Sono parole contenute in una profezia dei nativi americani Creek rivolta agli uomini bianchi. Le cita in una nota al capitolo introduttivo del volume I diritti dei popoli indigeni (Roma, Aracne, 2009, collana "Globalizzazione e diritto"-1, pagine 338, euro 21) il curatore Fabio Marcelli.
Mentre nel mondo diminuisce la produzione globale di grano, i prezzi degli alimenti continuano a salire, con conseguenze pesanti soprattutto per le popolazioni più povere del sud del mondo. Allarme in merito viene dalla Fao, l'agenzia dell'Onu per l'alimentazione e l'agricoltura, che ieri ha diffuso nuovi dati mondiali sia sulla produzione cerealicola sia sui prezzi alimentari. Questi ultimi sono cresciuti ad agosto per il terzo mese consecutivo, raggiungendo i livelli massimi da due anni.
Arrivando da Nord percorri strade di montagna tortuose lungo crinali di boschi. Ulivi, castagni, gole; colline che si susseguono, senza tracce di uomini, all’infinito. Guadalupe appare all’improvviso, in un avvallamento.
«Credo che l’universo sia stato creato da un’Intelligenza infinita e che le sue intricate leggi manifestino ciò che gli scienziati hanno chiamato la Mente di Dio. Ritengo che la vita e la riproduzione abbiano origine da una Fonte divina». Sembrerebbe la solita affermazione teistica di un onesto pensatore in ricerca religiosa il quale, osservando il cosmo, ne deduce la provenienza da un Dio creatore.
Semplificazioni e luoghi comuni creano miti duri a morire, anche nella storia della Chiesa. È il caso di certi cliché applicati alla figura di Pio IX, il Pontefice del Sillabo e della questione romana, del dogma dell'Immacolata e del concilio Vaticano I, pastore di solida spiritualità ma anche uomo di governo, considerato ora liberale e riformatore, ora intransigente e antimoderno. Ma chi fu davvero Papa Mastai Ferretti? Monsignor Walter Brandmüller non ha dubbi: "Il suo - afferma - è stato un pontificato essenzialmente religioso e come tale va giudicato".
Cari fratelli e sorelle, nel 1988, in occasione dell'Anno Mariano, il Venerabile Giovanni Paolo II ha scritto una Lettera Apostolica intitolata Mulieris dignitatem, trattando del ruolo prezioso che le donne hanno svolto e svolgono nella vita della Chiesa. "La Chiesa - vi si legge - ringrazia per tutte le manifestazioni del genio femminile apparse nel corso della storia, in mezzo a tutti i popoli e a tutte le nazioni; ringrazia per tutti i carismi che lo Spirito Santo elargisce alle donne nella storia del popolo di Dio, per tutte le vittorie che essa deve alla loro fede, speranza e carità; ringrazia per tutti i frutti di santità femminile" (n. 31).
Nel novembre del 386 presso la villa di Cassiciacum Agostino ripensa al suo itinerario spirituale, e lo paragona a un viaggio per mare. Era partito con la giovanile lettura dell'Hortensius, dall'"amore per la filosofia" e dal proposito di dedicarsi a essa, ma il cammino si era poi snodato in una navigazione inquieta e piena di peripezie: "Non mancarono nebbie - scrive nel De vita beata - per cui il mio navigare fu senza meta e a lungo, lo confesso, ebbi fisso lo sguardo su stelle che tramontavano nell'oceano (labentis in oceanum astra) e che mi inducevano nell'errore". Prima l'errore, seducente e deludente, del manicheismo, col rinnegamento della fede cattolica, poi quello degli scettici, che "tennero a lungo il mio timone tra i marosi in lotta con tutti i venti", per arrivare infine a conoscere "la stella polare", a cui affidarsi (septentrionem cui me crederem) Ambrogio.
Cari fratelli e sorelle, nella vita di ciascuno di noi ci sono persone molto care, che sentiamo particolarmente vicine, alcune sono già nelle braccia di Dio, altre condividono ancora con noi il cammino della vita: sono i nostri genitori, i parenti, gli educatori; sono persone a cui abbiamo fatto del bene o da cui abbiamo ricevuto del bene; sono persone su cui sappiamo di poter contare. È importante, però, avere anche dei "compagni di viaggio" nel cammino della nostra vita cristiana: penso al Direttore spirituale, al Confessore, a persone con cui si può condividere la propria esperienza di fede, ma penso anche alla Vergine Maria e ai Santi. Ognuno dovrebbe avere qualche Santo che gli sia familiare, per sentirlo vicino con la preghiera e l'intercessione, ma anche per imitarlo.
Agnesë Gonxhe Bojaxhiu in albanese significa "bocciolo di rosa". Nata il 26 agosto 1910 a Üsküb (all'epoca nell'impero ottomano, oggi Skopje, capitale della Macedonia), era la più giovane di tre figli. Agnesë considerava "suo vero compleanno" il 27 agosto, data del suo battesimo.
Bandiere rosse con l’aquila bicefala albanese lungo tutto il boulevard di Deshmerot e Kombit. Gigantografie di Madre Teresa ovunque, sui palazzi. Tirana è pronta a celebrare i cento anni della sua nascita, ma verso la città vecchia, dietro la scenografia di specchi e lo sfarfallio di neon della nuova capitale, tutto più o meno, è come prima.
Quindici anni in un gulag sovietico, in totale 23 anni «detenuto» dal potere comunista di Mosca con l’accusa (falsa) di essere «una spia del Vaticano». Quasi rievocando un fatto di cronaca recente – lo scambio, avvenuto a luglio scorso – tra 10 spie russi negli Usa e alcuni agenti yankee di stanza in Russia – fu anche lui oggetto di permuta con due membri del controspionaggio dell’Urss.
Ma in questa sua dolorosa vicenda, padre Walter J.
I soldati francesi l’hanno ribattezzato ponte «Austerlitz». Non senza ironia sottintesa verso Slobodan Milosevic, paragonato a Napoleone: un omaggio alla sua disfatta. Qui, nel cuore del Kosovo autoproclamatosi indipendente il 17 febbraio 2008 e riconosciuto come tale dalla Corte di Giustizia dell’Aja il 22 luglio scorso, il ponte sul fiume Ibar fa da spartiacque alla paura di nuovi pogrom e alle due anime della città.
"Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato, quando l'ultimo albero sarà abbattuto, quando l'ultimo animale sarà ucciso, solo allora capirete che il denaro non si mangia". Sono parole contenute in una profezia dei nativi americani Creek rivolta agli uomini bianchi. Le cita in una nota al capitolo introduttivo del volume I diritti dei popoli indigeni (Roma, Aracne, 2009, collana "Globalizzazione e diritto"-1, pagine 338, euro 21) il curatore Fabio Marcelli.
Mentre nel mondo diminuisce la produzione globale di grano, i prezzi degli alimenti continuano a salire, con conseguenze pesanti soprattutto per le popolazioni più povere del sud del mondo. Allarme in merito viene dalla Fao, l'agenzia dell'Onu per l'alimentazione e l'agricoltura, che ieri ha diffuso nuovi dati mondiali sia sulla produzione cerealicola sia sui prezzi alimentari. Questi ultimi sono cresciuti ad agosto per il terzo mese consecutivo, raggiungendo i livelli massimi da due anni.
Il 2 settembre 1990 entrava in vigore la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia. Vent'anni e un triste bilancio, a leggere la rivista "Lancet" del maggio 2010: nonostante le dichiarazioni di intenti - vi si legge - i bambini restano ancora "invisibili". A cosa si deve questo fallimento? Alla mancata attuazione di politiche transnazionali, certo.
Tornavano alla loro base dopo un’estenuante giornata di lavoro. Dall’alba, avevano distribuito cibo, medicinali, coperte nella zona di Mingora. Tutto quel che avevano per aiutare gli sfollati della valle di Swat, nel Pakistan Nord Occidentale, colpiti dalle peggiori alluvioni degli ultimi 80 anni.
Con la sua missione in Corea del Nord, questa settimana l’ex presidente Usa Jimmy Carter è riuscito a ottenere il rilascio di Aijalon Gomes, un attivista cristiano statunitense imprigionato da sette mesi a Pyongyang per una condanna a otto anni di lavori forzati. Lo scorso anno Bill Clinton era riuscito nell’intento di riportare a casa due giornaliste, Euna Lee e Laura Ling, catturate al confine settentrionale e condannate a pesanti pene detentive. Interventi che confermano lo stato di repressione nel Paese ancor più acuto verso la variegata presenza cristiana, perlopiù costretta nella clandestinità perché vista come una concreta minaccia verso il regime.
C’era una volta il Nepal, paradiso del trekking e delle scalate agli Ottomila, monarchia assoluta, divina di origine e di opportunità. C’è oggi una Paese incerto, democrazia senza pace, attraversata da tensioni e violenze. Le sue meraviglie naturali restano in maggioranza intatte, con i danni maggiori all’ambiente contenuti da una migliore coscienza ecologica, ma le sue risorse sono a rischio di uno sfruttamento intensivo "necessario" allo sviluppo di una nazione che sfiora ancora il fondo delle statistiche economiche dell’Asia.
L'Amministrazione Obama si prepara a rilanciare i negoziati diretti tra israeliani e palestinesi dopo più di un anno di stallo. Tra pochi giorni, giovedì 2 settembre, i leader delle due parti s'incontreranno alla Casa Bianca per dare inizio a trattative senza precondizioni su tutte le principali questioni del contenzioso. Saranno presenti anche il re giordano, Abdullah ii Bin Hussein, e il presidente egiziano, Hosni Mubarak.
Complesso, frammentato, in cronica mancanza di fondi. Il sistema sanitario nei Territori palestinesi è in costante allerta. La fragilità della leadership politica palestinese, divisa tra Hamas e Al Fatah, non consente né uno sviluppo coerente di infrastrutture e mezzi né una buona amministrazione delle risorse messe a disposizione dai donatori internazionali.
Alla debole mobilitazione della comunità internazionale a sostegno del Pakistan devastato dalle alluvioni, si aggiunge ora la veemente protesta dei sopravvissuti contro le autorità locali, accusate di non fare abbastanza per fronteggiare l'emergenza. In alcuni villaggi, come in quello di Swabi, vicino a Pehawar, la gente ha sfogato la propria rabbia e frustrazione protestando contro le forze dell'ordine. Da giorni questi villaggi inondati sono al buio, e fonti locali riferiscono che al momento non è stato fatto nulla per provare a ripristinare l'elettricità.
Da trentatré anni suor Bartolomea vive in missione nell'Africa occidentale, in Burkina Faso, e da diciassette si trova nella località di Koupéla. È una delle tante suore Figlie di san Camillo, che in diversi Paesi del continente africano e del mondo si occupano di sanità.
In Burkina Faso - fino al 1984 Repubblica dell'Alto Volta - lavorano dal 1967, quando i padri camilliani di Ouagadougou, la capitale, le inviarono a Koupéla.