In questo spazio, che non viene aggiornato con cadenza regolare, troverete una ricca rassegna stampa cattolica con temi
relativi alla famiglia alla vita alla spiritualità,
e alla cultura. Questa sezione è ispirata
al magistero della Chiesa, di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI. Particolare rilevanza viene data al
valore cristiano della famiglia, del dialogo ecumenico e dei temi di spiritualità.
“Ogni stagione del mondo, attraversa una notte, e l’uomo sempre si sente, smarrito e bambino, sente bisogno di stelle, segni d’amore nel cielo, e il Signore le accende, nel cielo lassù”.
L’uomo quando arriva il buio della “notte” e con essa lo smarrimento, la paura e l’angoscia del pericolo della propria vita si sente insicuro e vulnerabile. La sua insicurezza e fragilità vengono a galla e spesso prendono il sopravvento su di lui.
«È un fantasma!» "Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare… I discepoli, sconvolti, urlarono: «È un fantasma!»". (Matteo 14,25-26)
La celebre scena di Gesù che avanza sulle acque agitate del lago di Tiberiade (detto “mare” secondo il linguaggio biblico) crea un certo imbarazzo nel lettore moderno, anche credente. Sappiamo, infatti, che Cristo evita intenzionalmente i prodigi taumaturgici, rifugge dalle magie spettacolari, teme che lo si scambi per una “star” degli eventi miracolosi, tant’è vero che spesso egli compie le guarigioni in disparte dalla folla, imponendo il silenzio ai beneficiari.
Parte IV LA FORZA DEI FRATELLI: GETTARE LE NUOVE RETI
1. Rete confronto e scambio tra diocesi, parrocchie, chiese, religioni Da circa dieci anni la nostra vita quotidiana ha visto insediarsi qualcosa che mai nella storia vi era stato. Internet.
Parte III PLASMARE LA STRUTTURA NEL MONDO E NEL TEMPO
1. Come guardare al mondo e al tempo di oggi L’atteggiamento più efficace che noi oggi possiamo assumere a livello di Assemblea è proprio quello di metterci continuamente nei panni di chi è “fuori” da noi. E’ necessario, dopo secoli, millenni di continua immersione nel modello dominante “cristiano-occidentale”, dopo esser nati, cresciuti ed educati in un clima “cristianeggiante” (più a livello culturale e dogmatico che spirituale).
1. Partire dalla base: il Vangelo Vissuto Ognuno di noi può sentire in sé quella propensione al mistero, all’affidarsi, al credere in qualcosa di ultraterreno. E’ un bisogno umano.
"Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice: «Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito»". (Matteo 12,43-44)
Gesù con queste parole sembra “sceneggiare” una storia diabolica, introducendo elementi dal sapore mitico.
LE PIETRE D'INCIAMPO DEL VANGELO Bestemmiare lo Spirito "Qualunque peccato o bestemmia verrà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non verrà perdonata" (Matteo 12,31)
Questa frase di Gesù, già di sua natura sorprendente, si fa quasi sconcertante nel suo prosieguo che suona così: «A chi parlerà contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a chi parlerà contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato, né in questo mondo né in quello futuro» (12,32). Per sciogliere l’imbarazzo di queste dichiarazioni partiamo innanzitutto dalla realtà della “bestemmia” che, nel linguaggio biblico, ha un’accezione differente da quella comune per noi. Il famoso comandamento: «Non nominare il nome di Dio invano », certo, indirettamente può essere applicato alla bestemmia come imprecazione infamante contro la divinità, ma il suo valore primario va in ben altra direzione, marcata da quell’ “invano”.
Signori Cardinali, Cari Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio, Cari Fratelli e Sorelle!
Nel giorno del mio compleanno e del mio Battesimo, il 16 aprile, la liturgia della Chiesa ha posto tre segnavia che mi indicano dove porta la strada e che mi aiutano a trovarla. In primo luogo, c’è la memoria di santa Bernadette Soubirous, la veggente di Lourdes; poi, c’è uno dei Santi più particolari della storia della Chiesa, Benedetto Giuseppe Labre; e poi, soprattutto, c’è il fatto che questo giorno è sempre immerso nel Mistero Pasquale, nel Mistero della Croce e della Risurrezione, e nell’anno della mia nascita è stato espresso in modo particolare: era il Sabato Santo, il giorno del silenzio di Dio, dell’apparente assenza, della morte di Dio, ma anche il giorno nel quale si annunciava la Risurrezione.
Bernadette Soubirous, la ragazza semplice del Sud, dei Pirenei – tutti la conosciamo e la amiamo.
Nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca; ma piuttosto, parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano.
E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, col quale foste segnati per il giorno della redenzione.
Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira, clamore e maldicenza con ogni sorta di malignità.
Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.
(Ef 4,29-32)
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“Ogni stagione del mondo, attraversa una notte, e l’uomo sempre si sente, smarrito e bambino, sente bisogno di stelle, segni d’amore nel cielo, e il Signore le accende, nel cielo lassù”.
L’uomo quando arriva il buio della “notte” e con essa lo smarrimento, la paura e l’angoscia del pericolo della propria vita si sente insicuro e vulnerabile. La sua insicurezza e fragilità vengono a galla e spesso prendono il sopravvento su di lui.
«È un fantasma!» "Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare… I discepoli, sconvolti, urlarono: «È un fantasma!»". (Matteo 14,25-26)
La celebre scena di Gesù che avanza sulle acque agitate del lago di Tiberiade (detto “mare” secondo il linguaggio biblico) crea un certo imbarazzo nel lettore moderno, anche credente. Sappiamo, infatti, che Cristo evita intenzionalmente i prodigi taumaturgici, rifugge dalle magie spettacolari, teme che lo si scambi per una “star” degli eventi miracolosi, tant’è vero che spesso egli compie le guarigioni in disparte dalla folla, imponendo il silenzio ai beneficiari.
Parte IV LA FORZA DEI FRATELLI: GETTARE LE NUOVE RETI
1. Rete confronto e scambio tra diocesi, parrocchie, chiese, religioni Da circa dieci anni la nostra vita quotidiana ha visto insediarsi qualcosa che mai nella storia vi era stato. Internet.
Parte III PLASMARE LA STRUTTURA NEL MONDO E NEL TEMPO
1. Come guardare al mondo e al tempo di oggi L’atteggiamento più efficace che noi oggi possiamo assumere a livello di Assemblea è proprio quello di metterci continuamente nei panni di chi è “fuori” da noi. E’ necessario, dopo secoli, millenni di continua immersione nel modello dominante “cristiano-occidentale”, dopo esser nati, cresciuti ed educati in un clima “cristianeggiante” (più a livello culturale e dogmatico che spirituale).
1. Partire dalla base: il Vangelo Vissuto Ognuno di noi può sentire in sé quella propensione al mistero, all’affidarsi, al credere in qualcosa di ultraterreno. E’ un bisogno umano.
"Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice: «Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito»". (Matteo 12,43-44)
Gesù con queste parole sembra “sceneggiare” una storia diabolica, introducendo elementi dal sapore mitico.
LE PIETRE D'INCIAMPO DEL VANGELO Bestemmiare lo Spirito "Qualunque peccato o bestemmia verrà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non verrà perdonata" (Matteo 12,31)
Questa frase di Gesù, già di sua natura sorprendente, si fa quasi sconcertante nel suo prosieguo che suona così: «A chi parlerà contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a chi parlerà contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato, né in questo mondo né in quello futuro» (12,32). Per sciogliere l’imbarazzo di queste dichiarazioni partiamo innanzitutto dalla realtà della “bestemmia” che, nel linguaggio biblico, ha un’accezione differente da quella comune per noi. Il famoso comandamento: «Non nominare il nome di Dio invano », certo, indirettamente può essere applicato alla bestemmia come imprecazione infamante contro la divinità, ma il suo valore primario va in ben altra direzione, marcata da quell’ “invano”.
Signori Cardinali, Cari Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio, Cari Fratelli e Sorelle!
Nel giorno del mio compleanno e del mio Battesimo, il 16 aprile, la liturgia della Chiesa ha posto tre segnavia che mi indicano dove porta la strada e che mi aiutano a trovarla. In primo luogo, c’è la memoria di santa Bernadette Soubirous, la veggente di Lourdes; poi, c’è uno dei Santi più particolari della storia della Chiesa, Benedetto Giuseppe Labre; e poi, soprattutto, c’è il fatto che questo giorno è sempre immerso nel Mistero Pasquale, nel Mistero della Croce e della Risurrezione, e nell’anno della mia nascita è stato espresso in modo particolare: era il Sabato Santo, il giorno del silenzio di Dio, dell’apparente assenza, della morte di Dio, ma anche il giorno nel quale si annunciava la Risurrezione.
Bernadette Soubirous, la ragazza semplice del Sud, dei Pirenei – tutti la conosciamo e la amiamo.
ROMA, domenica, 25 marzo 2012 (ZENIT) - L'Annunciazione a Maria è uno dei temi più raffigurati dell'arte cristiana. L'evento, raccontato dall'evangelista san Luca (1,26-38), descrive l'inizio della storia della salvezza, ovvero l'Incarnazione del Figlio di Dio, il che spiega perché la scena occupa sin dall'inizio un posto di grande rilievo nell'iconografia cristiana.
Così si legge nel Vangelo di Luca: “La vergine si chiamava Maria.
"Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice: «Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito»". (Matteo 12,43-44)
Gesù con queste parole sembra “sceneggiare” una storia diabolica, introducendo elementi dal sapore mitico.
ROMA, domenica, 25 marzo 2012 (ZENIT) - L'Annunciazione a Maria è uno dei temi più raffigurati dell'arte cristiana. L'evento, raccontato dall'evangelista san Luca (1,26-38), descrive l'inizio della storia della salvezza, ovvero l'Incarnazione del Figlio di Dio, il che spiega perché la scena occupa sin dall'inizio un posto di grande rilievo nell'iconografia cristiana.
Così si legge nel Vangelo di Luca: “La vergine si chiamava Maria.
ROMA, sabato, 3 marzo 2012 (ZENIT).- Sino a domenica 29 aprile sarà possibile visitare a Roma, nelle sale di Palazzo Barberini adibite per la prima volta a spazio espositivo, la mostra “Capolavori da Cento e da Roma: Guercino 1591 – 1666”.
Sono trentasei le opere esposte di Francesco Barbieri, detto il Guercino, che attraversano tutto il tempo del suo percorso artistico, con una particolare attenzione anche a quelle realizzate tra il 1621 ed il 1623, durante la sua permanenza romana, sotto l'ala protettiva del suo mecenate Gregorio XV.
Parte IV LA FORZA DEI FRATELLI: GETTARE LE NUOVE RETI
1. Rete confronto e scambio tra diocesi, parrocchie, chiese, religioni Da circa dieci anni la nostra vita quotidiana ha visto insediarsi qualcosa che mai nella storia vi era stato. Internet.
Parte III PLASMARE LA STRUTTURA NEL MONDO E NEL TEMPO
1. Come guardare al mondo e al tempo di oggi L’atteggiamento più efficace che noi oggi possiamo assumere a livello di Assemblea è proprio quello di metterci continuamente nei panni di chi è “fuori” da noi. E’ necessario, dopo secoli, millenni di continua immersione nel modello dominante “cristiano-occidentale”, dopo esser nati, cresciuti ed educati in un clima “cristianeggiante” (più a livello culturale e dogmatico che spirituale).
1. Partire dalla base: il Vangelo Vissuto Ognuno di noi può sentire in sé quella propensione al mistero, all’affidarsi, al credere in qualcosa di ultraterreno. E’ un bisogno umano.
Signori Cardinali, Cari Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio, Cari Fratelli e Sorelle!
Nel giorno del mio compleanno e del mio Battesimo, il 16 aprile, la liturgia della Chiesa ha posto tre segnavia che mi indicano dove porta la strada e che mi aiutano a trovarla. In primo luogo, c’è la memoria di santa Bernadette Soubirous, la veggente di Lourdes; poi, c’è uno dei Santi più particolari della storia della Chiesa, Benedetto Giuseppe Labre; e poi, soprattutto, c’è il fatto che questo giorno è sempre immerso nel Mistero Pasquale, nel Mistero della Croce e della Risurrezione, e nell’anno della mia nascita è stato espresso in modo particolare: era il Sabato Santo, il giorno del silenzio di Dio, dell’apparente assenza, della morte di Dio, ma anche il giorno nel quale si annunciava la Risurrezione.
Bernadette Soubirous, la ragazza semplice del Sud, dei Pirenei – tutti la conosciamo e la amiamo.
LE PIETRE D'INCIAMPO DEL VANGELO Bestemmiare lo Spirito "Qualunque peccato o bestemmia verrà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non verrà perdonata" (Matteo 12,31)
Questa frase di Gesù, già di sua natura sorprendente, si fa quasi sconcertante nel suo prosieguo che suona così: «A chi parlerà contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a chi parlerà contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato, né in questo mondo né in quello futuro» (12,32). Per sciogliere l’imbarazzo di queste dichiarazioni partiamo innanzitutto dalla realtà della “bestemmia” che, nel linguaggio biblico, ha un’accezione differente da quella comune per noi. Il famoso comandamento: «Non nominare il nome di Dio invano », certo, indirettamente può essere applicato alla bestemmia come imprecazione infamante contro la divinità, ma il suo valore primario va in ben altra direzione, marcata da quell’ “invano”.
“Ogni stagione del mondo, attraversa una notte, e l’uomo sempre si sente, smarrito e bambino, sente bisogno di stelle, segni d’amore nel cielo, e il Signore le accende, nel cielo lassù”.
L’uomo quando arriva il buio della “notte” e con essa lo smarrimento, la paura e l’angoscia del pericolo della propria vita si sente insicuro e vulnerabile. La sua insicurezza e fragilità vengono a galla e spesso prendono il sopravvento su di lui.