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Rassegna stampa Cattolica: Società, Famiglia & Educazione, Spiritualità, Vita e Cultura

In questo spazio, che non viene aggiornato con cadenza regolare, troverete una ricca rassegna stampa cattolica con temi relativi alla famiglia alla vita alla spiritualità, e alla cultura. Questa sezione è ispirata al magistero della Chiesa, di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI. Particolare rilevanza viene data al valore cristiano della famiglia, del dialogo ecumenico e dei temi di spiritualità.


Oggi vi proponiamo:

La prima tentazione di Gesù "Gesù fu condotto nel deserto dallo Spirito per essere tentato dal diavolo". (Matteo 4,1)
di Gianfranco Ravasi

La prima tentazione di Gesù
"Gesù fu condotto nel deserto dallo
Spirito per essere tentato dal diavolo". (Matteo 4,1)

L’ultima tentazione di Cristo è il titolo di un romanzo che lo scrittore greco Nikos Kazantzakis pubblicò nel 1955 e che è divenuto famoso per la libera e provocatoria resa cinematografica eseguita nel 1988 dal regista americano Martin Scorsese. In realtà, la vera prima tentazione di Cristo è narrata dai Vangeli Sinottici agli esordi della sua missione pubblica: Marco (1,12-13) si affida a sole quattro frasi essenziali, mentre Matteo (4,1-11) e Luca (4,1-13) “sceneggiano” l’evento in un trittico di quadri che hanno come fondali il deserto, il punto più alto del tempio di Gerusalemme e un monte molto elevato.

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Tutti giù dal letto per la Santuzza
di Sandro Barbagallo

Dal 3 al 5 di febbraio di ogni anno la città di Catania si veste a festa per ricordare la sua "Santuzza", ovvero sant'Agata, patrona della città. Durante questi tre giorni la città è invasa da gente proveniente da ogni parte dell'isola e anche dall'estero.
Chi vi si trova per la prima volta resta colpito dal singolare abbigliamento dei devoti, che indossano un berretto nero e un "sacco" bianco, a simboleggiare una camicia da notte.

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L’eroico quotidiano
di Anna Maria Canopi

​In una società che si va sempre più secolarizzando, dedicare una giornata mondiale alla vita consacrata può apparire un anacronismo; ma proprio per questo si rivela tanto più necessario. Anzitutto per richiamare l’attenzione dei cristiani e degli stessi consacrati sul valore, il significato e il fine della loro esclusiva consacrazione a Dio. In concomitanza con il decennio che la Chiesa propone per educare alla vita buona del Vangelo, questa giornata assume un’importanza capitale.

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Carrón: una Speranza più forte della crisiImmagine pagina
di Giorgio Paolucci

È appena tornato dagli Stati Uniti, dove ha incontrato le comunità di Cl nate oltreoceano in questi anni, segno di un carisma che continua a fiorire e che ha messo radici in 80 Paesi. In questi giorni sta preparando la lezione introduttiva della Scuola di comunità del 2012, lo strumento di educazione alla fede inventato da don Giussani per verificare quanto la fede c’entra con la vita di tutti i giorni. Il lancio pubblico della Scuola di comunità è previsto per mercoledì, con una videoconferenza da Milano che verrà seguita da cinquantamila persone collegate da decine di città italiane.

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Antidoti al torpore in forma di poesie
di SILVIA GUIDI


"Strano mestiere cercare parole da cucire l'una all'altra, guardando il muro per ore, sdraiati su un divano"; così Wislawa Szymborska amava prendere in giro se stessa e disinnescare con l'ironia ogni possibile rischio di retorica nel corso di un'intervista, di una lettura poetica o di un discorso ufficiale (incombenza che accettava come un male necessario, soprattutto dopo il premio Nobel del 1996).
La poetessa polacca è morta mercoledì scorso nella sua casa di Cracovia; nata il 2 luglio 1923 a Bnin, nella regione di Poznan, Szymborska aveva studiato e si era laureata in lettere e sociologia presso l'università della città dove ha sempre vissuto, o meglio, dove è diventata "maestra di una disciplina indispensabile e spesso ignorata: l'arte di essere vivi" - come scrive Roberto Calasso sul "Corriere della Sera" del 2 febbraio 2012 - regalando al mondo, grazie alla freschezza del suo sguardo, preziosi antidoti al torpore scolpiti nel cesello levigato di una pagina di versi, capaci di scavalcare agevolmente anche gli inevitabili tradimenti delle traduzioni in altre lingue.
"La Szymborska - continua Calasso sul "Corriere" - penetrava tra lettori di ogni tipo, dai più esigenti a quelli che, in linea di massima, evitano la poesia.

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Da 12 a 72 le città europee in missione come i discepoli
di GIANLUCA BICCINI


Sarà Benedetto XVI ad aprire l'Anno della fede il prossimo 11 ottobre, cinquantesimo anniversario dell'inizio del concilio Vaticano II, con una celebrazione alla presenza dei padri sinodali impegnati nella XIII assemblea generale - in programma dal 7 al 28 ottobre - sul tema "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana". Lo riferisce l'arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, in questa intervista al nostro giornale. Il presule anticipa anche che la "missione metropoli" sarà estesa da dodici a ben settantadue città europee.

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Il Nazareno
di Gianfranco Ravasi

"Andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perchè si adempisse il detto dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno»". (Matteo 2,23)
A chi non ha una grande assuefazione con i testi biblici questo versetto non crea nessuna difficoltà: il nome Nazareno è diventato talmente popolare da essere accolto senza esitazione come la denominazione topografica di Gesù, che era vissuto a lungo appunto a Nazaret. Eppure la connessione – almeno come ce la presenta Matteo – non è così scontata.

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Ciò che più ci manca
di Marina Corradi

Ciò che più ci manca
di Marina Corradi

Un mese fa in un monastero benedettino, nel gran silenzio della clausura, avevamo chiesto alla ma­dre badessa cosa arriva, lì dentro, delle voci e delle paure di noi che stiamo fuori. Ho l’impressione, aveva risposto la monaca, che arrivi tutto, perfino ciò che non viene detto: «In questo silenzio si sente anche ciò che non è pronunciato».
Viene in mente questa risposta nel leggere Benedet­to XVI nel Messaggio per la Giornata delle comuni­cazioni sociali.

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UNA PAROLA DA NON DIRE
di Adriano Pessina




Nel 1971 esce in Italia, La terza età, traduzione di un testo di Simone de Beauvoir che, molto più realisticamente, si intitolava La vieillesse. Molto tempo è passato da quando la pensatrice francese denunciava una sorta di congiura del silenzio intorno al fenomeno della vecchiaia e ai suoi problemi specifici, non soltanto sanitari: oggi parliamo già di quarta età e continuiamo a preferire la nozione di anziano (letteralmente “nato prima”) a quella di vecchio. Ma ciò non significa che sia cresciuta la consapevolezza che la vecchiaia sia il tempo proprio di ogni uomo che vive a lungo e che è parte integrante della nostra condizione umana.

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IDENTIKIT DEL MESSIA
di Cardinale Giacomo Biffi

Ciò che primariamente colpisce nel magistero di Gesù è la straordinaria chiarezza di idee. Tutto è lucidamente enunciato senza ambiguità o tentennamenti. Le esitazioni, il rifugio nel soggettivismo, le formule dubitative («forse», «secondo me», «mi parrebbe»), così frequenti nel nostro dire, non si incontrano mai nei suoi discorsi, dai quali sono lontanissimi i vezzi, le civetterie,l’apparente arrendevolezza del “pensiero debole”.

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Nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca; ma piuttosto, parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano. E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, col quale foste segnati per il giorno della redenzione. Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira, clamore e maldicenza con ogni sorta di malignità. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo. (Ef 4,29-32)


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Rassegna stampa cattolica

La prima tentazione di Gesù "Gesù fu condotto nel deserto dallo Spirito per essere tentato dal diavolo". (Matteo 4,1)
Gianfranco Ravasi
del 06/02/2012

La prima tentazione di Gesù
"Gesù fu condotto nel deserto dallo
Spirito per essere tentato dal diavolo". (Matteo 4,1)

L’ultima tentazione di Cristo è il titolo di un romanzo che lo scrittore greco Nikos Kazantzakis pubblicò nel 1955 e che è divenuto famoso per la libera e provocatoria resa cinematografica eseguita nel 1988 dal regista americano Martin Scorsese. In realtà, la vera prima tentazione di Cristo è narrata dai Vangeli Sinottici agli esordi della sua missione pubblica: Marco (1,12-13) si affida a sole quattro frasi essenziali, mentre Matteo (4,1-11) e Luca (4,1-13) “sceneggiano” l’evento in un trittico di quadri che hanno come fondali il deserto, il punto più alto del tempio di Gerusalemme e un monte molto elevato.

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L’eroico quotidiano
Anna Maria Canopi
del 04/01/2012

​In una società che si va sempre più secolarizzando, dedicare una giornata mondiale alla vita consacrata può apparire un anacronismo; ma proprio per questo si rivela tanto più necessario. Anzitutto per richiamare l’attenzione dei cristiani e degli stessi consacrati sul valore, il significato e il fine della loro esclusiva consacrazione a Dio. In concomitanza con il decennio che la Chiesa propone per educare alla vita buona del Vangelo, questa giornata assume un’importanza capitale.

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Da 12 a 72 le città europee in missione come i discepoli
GIANLUCA BICCINI
del 04/01/2012


Sarà Benedetto XVI ad aprire l'Anno della fede il prossimo 11 ottobre, cinquantesimo anniversario dell'inizio del concilio Vaticano II, con una celebrazione alla presenza dei padri sinodali impegnati nella XIII assemblea generale - in programma dal 7 al 28 ottobre - sul tema "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana". Lo riferisce l'arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, in questa intervista al nostro giornale. Il presule anticipa anche che la "missione metropoli" sarà estesa da dodici a ben settantadue città europee.

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Il Nazareno
Gianfranco Ravasi
del 28/01/2012

"Andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perchè si adempisse il detto dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno»". (Matteo 2,23)
A chi non ha una grande assuefazione con i testi biblici questo versetto non crea nessuna difficoltà: il nome Nazareno è diventato talmente popolare da essere accolto senza esitazione come la denominazione topografica di Gesù, che era vissuto a lungo appunto a Nazaret. Eppure la connessione – almeno come ce la presenta Matteo – non è così scontata.

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Ciò che più ci manca
Marina Corradi
del 25/01/2012

Ciò che più ci manca
di Marina Corradi

Un mese fa in un monastero benedettino, nel gran silenzio della clausura, avevamo chiesto alla ma­dre badessa cosa arriva, lì dentro, delle voci e delle paure di noi che stiamo fuori. Ho l’impressione, aveva risposto la monaca, che arrivi tutto, perfino ciò che non viene detto: «In questo silenzio si sente anche ciò che non è pronunciato».
Viene in mente questa risposta nel leggere Benedet­to XVI nel Messaggio per la Giornata delle comuni­cazioni sociali.

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IDENTIKIT DEL MESSIA
Cardinale Giacomo Biffi
del 20/01/2012

Ciò che primariamente colpisce nel magistero di Gesù è la straordinaria chiarezza di idee. Tutto è lucidamente enunciato senza ambiguità o tentennamenti. Le esitazioni, il rifugio nel soggettivismo, le formule dubitative («forse», «secondo me», «mi parrebbe»), così frequenti nel nostro dire, non si incontrano mai nei suoi discorsi, dai quali sono lontanissimi i vezzi, le civetterie,l’apparente arrendevolezza del “pensiero debole”.

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LUCE DI SPERANZA NELL’ORIZZONTE OSCURO
Carlo Cardia
del 10/01/2012


Gesù è venuto al mondo nella notte, ma ha dato subito luce e gioia agli uomini, la sua presenza è fonte di speranza in ogni epoca, compresa la nostra, segnata da profondo malessere in campo economico e sociale. Tra realismo dell’analisi, fiducia nella parola di Dio, speranza nel futuro, si è sviluppato il discorso di Benedetto XVI al Corpo diplomatico.
La preoccupazione del Papa è la stessa di tutti noi che viviamo una fase storica di incertezza per il futuro, di preoccupazione per un mondo pieno di conflitti e ingiustizie, con l’aggiunta di una caduta dell’economia che non risparmia nessuno.

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LE PIETRE D'INCIAMPO DEL VANGELO
Gianfranco Ravasi
del 08/01/2012

Gesù ha parlato a lungo nello spa¬zio pubblico della sinagoga di Ca¬farnao, la città che allora domina¬va il lago di Tiberiade dalla sua costa settentrionale. Ancor oggi i pellegrini sostano nella stessa area che reca i se¬gni solenni di un'antica sinagoga del IV secolo, eretta sulle basi di quella in cui Cristo aveva tenuto un discorso scon¬certante che aveva generato una rea¬zione ostile da parte non solo della fol¬la che l'ascoltava, ma anche degli stes¬si discepoli. Tant'è vero che l'evangeli¬sta Giovanni annotava malinconica¬mente: «Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui» (6,66).

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CROCE E CAMICE PER MILLE SACERDOTI IN 800 STRUTTURE
Mimmo Muolo
del 08/01/2012

CROCE E CAMICE PER MILLE SACERDOTI IN 800 STRUTTURE
La loro opera è fondamentale per chi soffre, ma anche per il personale sanitario,
di frequente sotto pressione dal punto di vista umano
Di Mimmo Muolo

Sacerdoti con il camice bianco. O se si vuole sacerdoti di corsia. Dove le corsie sono naturalmente quelle degli ospedali.

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ACCANTO A OGNI VITA DEBOLE E MALATA
del 04/01/2012

L’invito ai sacerdoti «all’accoglienza generosa e amorevole di ogni vita umana, soprattutto di quella debole e malata» e l’accento posto sul valore dei «sacramenti di guarigione» quali la penitenza, la riconciliazione e l’unzione degli infermi: sono i contenuti principali del messaggio di Benedetto XVI in occasione della ventesima Giornata mondiale del malato, che si celebra l’11 febbraio prossimo.

«Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato!» (Lc 17, 19)
Cari fratelli e sorelle!
In occasione della Giornata Mondiale del Malato, che celebreremo il prossimo 11 febbraio 2012, memoria della Beata Vergine di Lourdes, desidero rinnovare la mia spirituale vicinanza a tutti i malati che si trovano nei luoghi di cura o sono accuditi nelle famiglie, esprimendo a ciascuno la sollecitudine e l’affetto di tutta la Chiesa. Nell’accoglienza generosa e amorevole di ogni vita umana, soprattutto di quella debole e malata, il cristiano esprime un aspetto importante della propria testimonianza evangelica, sull’esempio di Cristo, che si è chinato sulle sofferenze materiali e spirituali dell’uomo per guarirle.

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EDUCARE I GIOVANI ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACE
Benedetto XVI
del 01/01/2012

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
BENEDETTO XVI
PER LA CELEBRAZIONE DELLA
XLV GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

1° GENNAIO 2012



EDUCARE I GIOVANI ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACE



1. L'inizio di un nuovo anno, dono di Dio all’umanità, mi invita a rivolgere a tutti, con grande fiducia e affetto, uno speciale augurio per questo tempo che ci sta dinanzi, perché sia concretamente segnato dalla giustizia e dalla pace.

Con quale atteggiamento guardare al nuovo anno? Nel Salmo 130 troviamo una bellissima immagine.

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Il cammello ritrovato
PIER GIORDANO CABRA
del 27/12/2011

Il mio primo presepe l'ho messo assieme con le mie fatiche mattutine, andando ancora bambino a servire messa, talvolta prestissimo, quando al mio signor curato toccava la settimana della messa prima.
Mentre il prevosto dava la "mancetta", il mio curato preferiva fare dei presenti a Natale. Suo primo regalo sono state le statuine dei tre Re Magi, con i loro curiosi cammelli assai ammirati, che obbligarono mamma e papà a completare il dono, acquistando la capanna e i cinque inseparabili inquilini: il bue e l'asinello, Maria, Giuseppe e il Bambino, che mi sembrava troppo piccolo e freddoloso, così poco vestito, in mezzo a quella nebbia fitta del mio paese.

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Il Papa visita Gesù dietro le sbarre
Andrea Tornielli
del 18/12/2011

L’incontro di stamani a Rebibbia è una delle pagine più belle del pontificato di Benedetto XVI. Il Papa ha risposto a braccio alle domande dei carcerati. Grazie a Radio Vaticana per questa «trascrizione di lavoro non ufficiale».

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In tutto sono Stati trovati altri 302 articoli nell'Archivio generale.

Archivio generale della Rassegna Stampa Cattolica

Rassegna Stampa Culturale

Carrón: una Speranza più forte della crisiImmagine pagina
Giorgio Paolucci
del 04/01/2012

È appena tornato dagli Stati Uniti, dove ha incontrato le comunità di Cl nate oltreoceano in questi anni, segno di un carisma che continua a fiorire e che ha messo radici in 80 Paesi. In questi giorni sta preparando la lezione introduttiva della Scuola di comunità del 2012, lo strumento di educazione alla fede inventato da don Giussani per verificare quanto la fede c’entra con la vita di tutti i giorni. Il lancio pubblico della Scuola di comunità è previsto per mercoledì, con una videoconferenza da Milano che verrà seguita da cinquantamila persone collegate da decine di città italiane.

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Antidoti al torpore in forma di poesie
SILVIA GUIDI
del 04/01/2012


"Strano mestiere cercare parole da cucire l'una all'altra, guardando il muro per ore, sdraiati su un divano"; così Wislawa Szymborska amava prendere in giro se stessa e disinnescare con l'ironia ogni possibile rischio di retorica nel corso di un'intervista, di una lettura poetica o di un discorso ufficiale (incombenza che accettava come un male necessario, soprattutto dopo il premio Nobel del 1996).
La poetessa polacca è morta mercoledì scorso nella sua casa di Cracovia; nata il 2 luglio 1923 a Bnin, nella regione di Poznan, Szymborska aveva studiato e si era laureata in lettere e sociologia presso l'università della città dove ha sempre vissuto, o meglio, dove è diventata "maestra di una disciplina indispensabile e spesso ignorata: l'arte di essere vivi" - come scrive Roberto Calasso sul "Corriere della Sera" del 2 febbraio 2012 - regalando al mondo, grazie alla freschezza del suo sguardo, preziosi antidoti al torpore scolpiti nel cesello levigato di una pagina di versi, capaci di scavalcare agevolmente anche gli inevitabili tradimenti delle traduzioni in altre lingue.
"La Szymborska - continua Calasso sul "Corriere" - penetrava tra lettori di ogni tipo, dai più esigenti a quelli che, in linea di massima, evitano la poesia.

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Il Nazareno
Gianfranco Ravasi
del 28/01/2012

"Andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perchè si adempisse il detto dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno»". (Matteo 2,23)
A chi non ha una grande assuefazione con i testi biblici questo versetto non crea nessuna difficoltà: il nome Nazareno è diventato talmente popolare da essere accolto senza esitazione come la denominazione topografica di Gesù, che era vissuto a lungo appunto a Nazaret. Eppure la connessione – almeno come ce la presenta Matteo – non è così scontata.

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UNA PAROLA DA NON DIRE
Adriano Pessina
del 21/01/2012




Nel 1971 esce in Italia, La terza età, traduzione di un testo di Simone de Beauvoir che, molto più realisticamente, si intitolava La vieillesse. Molto tempo è passato da quando la pensatrice francese denunciava una sorta di congiura del silenzio intorno al fenomeno della vecchiaia e ai suoi problemi specifici, non soltanto sanitari: oggi parliamo già di quarta età e continuiamo a preferire la nozione di anziano (letteralmente “nato prima”) a quella di vecchio. Ma ciò non significa che sia cresciuta la consapevolezza che la vecchiaia sia il tempo proprio di ogni uomo che vive a lungo e che è parte integrante della nostra condizione umana.

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IDENTIKIT DEL MESSIA
Cardinale Giacomo Biffi
del 20/01/2012

Ciò che primariamente colpisce nel magistero di Gesù è la straordinaria chiarezza di idee. Tutto è lucidamente enunciato senza ambiguità o tentennamenti. Le esitazioni, il rifugio nel soggettivismo, le formule dubitative («forse», «secondo me», «mi parrebbe»), così frequenti nel nostro dire, non si incontrano mai nei suoi discorsi, dai quali sono lontanissimi i vezzi, le civetterie,l’apparente arrendevolezza del “pensiero debole”.

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Cronache di viaggio
Filippo
del 10/01/2012

Non ho visto molto Perù, perchè vivere a Lima, per di più in un quartiere "protetto" dalla realtà della città vera e dalle sue infinite e misere periferie, non si può dire che sia un'esperienza significativa.
In più il Perù si estende dalla foresta amazzonica all'oceano Pacifico passando per picchi che superano i seimila metri. Ci sono luoghi, persone, abitudini delle quali non siamo minimamente a conoscenza.

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LE PIETRE D'INCIAMPO DEL VANGELO
Gianfranco Ravasi
del 08/01/2012

Gesù ha parlato a lungo nello spa¬zio pubblico della sinagoga di Ca¬farnao, la città che allora domina¬va il lago di Tiberiade dalla sua costa settentrionale. Ancor oggi i pellegrini sostano nella stessa area che reca i se¬gni solenni di un'antica sinagoga del IV secolo, eretta sulle basi di quella in cui Cristo aveva tenuto un discorso scon¬certante che aveva generato una rea¬zione ostile da parte non solo della fol¬la che l'ascoltava, ma anche degli stes¬si discepoli. Tant'è vero che l'evangeli¬sta Giovanni annotava malinconica¬mente: «Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui» (6,66).

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Ultime notizie da Fatima: ciò che la Madonna ha fatto (e fa) per noi…
Antonio Socci
del 03/01/2012

La profezia dei Maya, gli oroscopi.. . A milioni vanno dietro a queste favole, specialmente con l’ingresso nel 2012 e complice l’incertezza provocata dalla crisi.

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Dagli scritti di mons. Antonio Bello vescovo.
Mons Tonino Bello
del 05/01/2012

Dagli scritti di mons. Antonio Bello vescovo.

Lettera a Giuseppe, avanzo di galera.

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Rassegna Stampa Famiglia ed Educazione

EDUCARE I GIOVANI ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACE
Benedetto XVI
del 01/01/2012

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
BENEDETTO XVI
PER LA CELEBRAZIONE DELLA
XLV GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

1° GENNAIO 2012



EDUCARE I GIOVANI ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACE



1. L'inizio di un nuovo anno, dono di Dio all’umanità, mi invita a rivolgere a tutti, con grande fiducia e affetto, uno speciale augurio per questo tempo che ci sta dinanzi, perché sia concretamente segnato dalla giustizia e dalla pace.

Con quale atteggiamento guardare al nuovo anno? Nel Salmo 130 troviamo una bellissima immagine.

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Il Papa ha preso sul serio le proteste dei giovani
Vatican Insider
del 02/01/2012

Monsignor Negri: "Il Papa ha preso sul serio le proteste dei giovani"
«Siate coscienti di essere voi stessi di esempio e di stimolo per gli adulti, e lo sarete quanto più vi sforzate di superare le ingiustizie e la corruzione, quanto più desiderate un futuro migliore e vi impegnate a costruirlo», ha scritto Benedetto XVI nel messaggio per la Giornata mondiale della Pace che si celebrerà il 1° gennaio 2012. Il tema scelto quest’anno è «Educare i giovani alla giustizia e alla pace». Per monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino e Montefeltro si tratta di una scelta «straordinaria» con la quale il Papa, con chiarezza di giudizio, vuol richiamare la responsabilità di chi deve educare.

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Rassegna stampa scientifica



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Rassegna Stampa Società

Tutti giù dal letto per la Santuzza
Sandro Barbagallo
del 05/02/2012

Dal 3 al 5 di febbraio di ogni anno la città di Catania si veste a festa per ricordare la sua "Santuzza", ovvero sant'Agata, patrona della città. Durante questi tre giorni la città è invasa da gente proveniente da ogni parte dell'isola e anche dall'estero.
Chi vi si trova per la prima volta resta colpito dal singolare abbigliamento dei devoti, che indossano un berretto nero e un "sacco" bianco, a simboleggiare una camicia da notte.

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L’eroico quotidiano
Anna Maria Canopi
del 04/01/2012

​In una società che si va sempre più secolarizzando, dedicare una giornata mondiale alla vita consacrata può apparire un anacronismo; ma proprio per questo si rivela tanto più necessario. Anzitutto per richiamare l’attenzione dei cristiani e degli stessi consacrati sul valore, il significato e il fine della loro esclusiva consacrazione a Dio. In concomitanza con il decennio che la Chiesa propone per educare alla vita buona del Vangelo, questa giornata assume un’importanza capitale.

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Carrón: una Speranza più forte della crisiImmagine pagina
Giorgio Paolucci
del 04/01/2012

È appena tornato dagli Stati Uniti, dove ha incontrato le comunità di Cl nate oltreoceano in questi anni, segno di un carisma che continua a fiorire e che ha messo radici in 80 Paesi. In questi giorni sta preparando la lezione introduttiva della Scuola di comunità del 2012, lo strumento di educazione alla fede inventato da don Giussani per verificare quanto la fede c’entra con la vita di tutti i giorni. Il lancio pubblico della Scuola di comunità è previsto per mercoledì, con una videoconferenza da Milano che verrà seguita da cinquantamila persone collegate da decine di città italiane.

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Antidoti al torpore in forma di poesie
SILVIA GUIDI
del 04/01/2012


"Strano mestiere cercare parole da cucire l'una all'altra, guardando il muro per ore, sdraiati su un divano"; così Wislawa Szymborska amava prendere in giro se stessa e disinnescare con l'ironia ogni possibile rischio di retorica nel corso di un'intervista, di una lettura poetica o di un discorso ufficiale (incombenza che accettava come un male necessario, soprattutto dopo il premio Nobel del 1996).
La poetessa polacca è morta mercoledì scorso nella sua casa di Cracovia; nata il 2 luglio 1923 a Bnin, nella regione di Poznan, Szymborska aveva studiato e si era laureata in lettere e sociologia presso l'università della città dove ha sempre vissuto, o meglio, dove è diventata "maestra di una disciplina indispensabile e spesso ignorata: l'arte di essere vivi" - come scrive Roberto Calasso sul "Corriere della Sera" del 2 febbraio 2012 - regalando al mondo, grazie alla freschezza del suo sguardo, preziosi antidoti al torpore scolpiti nel cesello levigato di una pagina di versi, capaci di scavalcare agevolmente anche gli inevitabili tradimenti delle traduzioni in altre lingue.
"La Szymborska - continua Calasso sul "Corriere" - penetrava tra lettori di ogni tipo, dai più esigenti a quelli che, in linea di massima, evitano la poesia.

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Da 12 a 72 le città europee in missione come i discepoli
GIANLUCA BICCINI
del 04/01/2012


Sarà Benedetto XVI ad aprire l'Anno della fede il prossimo 11 ottobre, cinquantesimo anniversario dell'inizio del concilio Vaticano II, con una celebrazione alla presenza dei padri sinodali impegnati nella XIII assemblea generale - in programma dal 7 al 28 ottobre - sul tema "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana". Lo riferisce l'arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, in questa intervista al nostro giornale. Il presule anticipa anche che la "missione metropoli" sarà estesa da dodici a ben settantadue città europee.

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Ciò che più ci manca
Marina Corradi
del 25/01/2012

Ciò che più ci manca
di Marina Corradi

Un mese fa in un monastero benedettino, nel gran silenzio della clausura, avevamo chiesto alla ma­dre badessa cosa arriva, lì dentro, delle voci e delle paure di noi che stiamo fuori. Ho l’impressione, aveva risposto la monaca, che arrivi tutto, perfino ciò che non viene detto: «In questo silenzio si sente anche ciò che non è pronunciato».
Viene in mente questa risposta nel leggere Benedet­to XVI nel Messaggio per la Giornata delle comuni­cazioni sociali.

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UNA PAROLA DA NON DIRE
Adriano Pessina
del 21/01/2012




Nel 1971 esce in Italia, La terza età, traduzione di un testo di Simone de Beauvoir che, molto più realisticamente, si intitolava La vieillesse. Molto tempo è passato da quando la pensatrice francese denunciava una sorta di congiura del silenzio intorno al fenomeno della vecchiaia e ai suoi problemi specifici, non soltanto sanitari: oggi parliamo già di quarta età e continuiamo a preferire la nozione di anziano (letteralmente “nato prima”) a quella di vecchio. Ma ciò non significa che sia cresciuta la consapevolezza che la vecchiaia sia il tempo proprio di ogni uomo che vive a lungo e che è parte integrante della nostra condizione umana.

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LUCE DI SPERANZA NELL’ORIZZONTE OSCURO
Carlo Cardia
del 10/01/2012


Gesù è venuto al mondo nella notte, ma ha dato subito luce e gioia agli uomini, la sua presenza è fonte di speranza in ogni epoca, compresa la nostra, segnata da profondo malessere in campo economico e sociale. Tra realismo dell’analisi, fiducia nella parola di Dio, speranza nel futuro, si è sviluppato il discorso di Benedetto XVI al Corpo diplomatico.
La preoccupazione del Papa è la stessa di tutti noi che viviamo una fase storica di incertezza per il futuro, di preoccupazione per un mondo pieno di conflitti e ingiustizie, con l’aggiunta di una caduta dell’economia che non risparmia nessuno.

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Cronache di viaggio
Filippo
del 10/01/2012

Non ho visto molto Perù, perchè vivere a Lima, per di più in un quartiere "protetto" dalla realtà della città vera e dalle sue infinite e misere periferie, non si può dire che sia un'esperienza significativa.
In più il Perù si estende dalla foresta amazzonica all'oceano Pacifico passando per picchi che superano i seimila metri. Ci sono luoghi, persone, abitudini delle quali non siamo minimamente a conoscenza.

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CROCE E CAMICE PER MILLE SACERDOTI IN 800 STRUTTURE
Mimmo Muolo
del 08/01/2012

CROCE E CAMICE PER MILLE SACERDOTI IN 800 STRUTTURE
La loro opera è fondamentale per chi soffre, ma anche per il personale sanitario,
di frequente sotto pressione dal punto di vista umano
Di Mimmo Muolo

Sacerdoti con il camice bianco. O se si vuole sacerdoti di corsia. Dove le corsie sono naturalmente quelle degli ospedali.

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Ultime notizie da Fatima: ciò che la Madonna ha fatto (e fa) per noi…
Antonio Socci
del 03/01/2012

La profezia dei Maya, gli oroscopi.. . A milioni vanno dietro a queste favole, specialmente con l’ingresso nel 2012 e complice l’incertezza provocata dalla crisi.

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Lettera di un padre al figlio
(fonte non specificata)
del 05/01/2012

Se un giorno mi vedrai vecchio: se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi.. . abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo.

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Dagli scritti di mons. Antonio Bello vescovo.
Mons Tonino Bello
del 05/01/2012

Dagli scritti di mons. Antonio Bello vescovo.

Lettera a Giuseppe, avanzo di galera.

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ACCANTO A OGNI VITA DEBOLE E MALATA
del 04/01/2012

L’invito ai sacerdoti «all’accoglienza generosa e amorevole di ogni vita umana, soprattutto di quella debole e malata» e l’accento posto sul valore dei «sacramenti di guarigione» quali la penitenza, la riconciliazione e l’unzione degli infermi: sono i contenuti principali del messaggio di Benedetto XVI in occasione della ventesima Giornata mondiale del malato, che si celebra l’11 febbraio prossimo.

«Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato!» (Lc 17, 19)
Cari fratelli e sorelle!
In occasione della Giornata Mondiale del Malato, che celebreremo il prossimo 11 febbraio 2012, memoria della Beata Vergine di Lourdes, desidero rinnovare la mia spirituale vicinanza a tutti i malati che si trovano nei luoghi di cura o sono accuditi nelle famiglie, esprimendo a ciascuno la sollecitudine e l’affetto di tutta la Chiesa. Nell’accoglienza generosa e amorevole di ogni vita umana, soprattutto di quella debole e malata, il cristiano esprime un aspetto importante della propria testimonianza evangelica, sull’esempio di Cristo, che si è chinato sulle sofferenze materiali e spirituali dell’uomo per guarirle.

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Rassegna Stampa Spiritualità

La prima tentazione di Gesù "Gesù fu condotto nel deserto dallo Spirito per essere tentato dal diavolo". (Matteo 4,1)
Gianfranco Ravasi
del 06/02/2012

La prima tentazione di Gesù
"Gesù fu condotto nel deserto dallo
Spirito per essere tentato dal diavolo". (Matteo 4,1)

L’ultima tentazione di Cristo è il titolo di un romanzo che lo scrittore greco Nikos Kazantzakis pubblicò nel 1955 e che è divenuto famoso per la libera e provocatoria resa cinematografica eseguita nel 1988 dal regista americano Martin Scorsese. In realtà, la vera prima tentazione di Cristo è narrata dai Vangeli Sinottici agli esordi della sua missione pubblica: Marco (1,12-13) si affida a sole quattro frasi essenziali, mentre Matteo (4,1-11) e Luca (4,1-13) “sceneggiano” l’evento in un trittico di quadri che hanno come fondali il deserto, il punto più alto del tempio di Gerusalemme e un monte molto elevato.

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Rassegna Stampa Santi

Tutti giù dal letto per la Santuzza
Sandro Barbagallo
del 05/02/2012

Dal 3 al 5 di febbraio di ogni anno la città di Catania si veste a festa per ricordare la sua "Santuzza", ovvero sant'Agata, patrona della città. Durante questi tre giorni la città è invasa da gente proveniente da ogni parte dell'isola e anche dall'estero.
Chi vi si trova per la prima volta resta colpito dal singolare abbigliamento dei devoti, che indossano un berretto nero e un "sacco" bianco, a simboleggiare una camicia da notte.

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