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Le indulgenze un dono della misericordia di Dio

ediante le indulgenze i fedeli possono ottenere per se stessi, e anche per le anime del Purgatorio, la remissione delle pene temporali, conseguenze dei peccati . (dal Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1498)
Il Catechismo tratta l’argomento delle indulgenze al n. 1032 e, in modo sistematico, dal n. 1471 al n. 1479. Ma il testo fondamentale, come vedremo, è il Manuale delle Indulgenze, Libreria Editrice Vaticana 1999. La celebrazione del Giubileo del 2000 ci ha mostrato folle di pellegrini venute a Roma con gioia e commozione da tutto il mondo per ottenere l’indulgenza plenaria.
Ma questa fonte di grazia, per i vivi e per i defunti, la Chiesa non la mette a disposizione solo ogni venticinque anni. L’indulgenza, sia plenaria che parziale, può essere ottenuta in molti casi e circostanze, anche ogni giorno. Vogliamo, perciò, rendere più utile questo libretto parlandone brevemente.
Che cos’è l’indulgenza? Ecco quanto scrive in proposito il Catechismo della Chiesa Cattolica:

“L’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale dei peccati, già rimessi quanto alla colpa, remissione che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi “. L’indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 147])

Un organismo, come reazione all’introduzione di antigeni, (i germi patogeni che causano le malattie), produce alcune sostanze proteiche, gli “anticorpi”, che combattono questi germi e fanno guarire. Qualche cosa di analogo avviene in quell’organismo spirituale che è il Corpo Mistico di Cristo, cioè la Chiesa. I meriti di Gesù Cristo, della Vergine e dei Santi diventano difesa contro le malattie spirituali di tutti i membri del Corpo Mistico.
La Chiesa, facendo tesoro del potere di sciogliere e di legare conferito da Gesù ai suoi apostoli, e quindi alla Chiesa stessa, ha utilizzato nei vari secoli, in vario modo, questo strumento della misericordia di Dio in favore dei vivi e dei defunti.
Nel nostro secolo, tutta la materia riguardante le indulgenze è stata riveduta e riordinata dal Papa Paolo VI che, il 1 gennaio 1967, ha proclamato la nuova Costituzione Apostolica “Indulgentiarum Doctrina”
A questa ha fatto seguito l’“Enchiridion Indulgentiarum “, cioè l’elenco completo e riveduto di tutte le indulgenze plenarie e parziali, compilato dalla Penitenzieria Apostolica, per volere e sotto la direzione dello stesso Paolo VI.
Il tutto è raccolto nel “Manuale delle Indulgenze, Norme e Concessioni “, pubblicato in prima edizione nel luglio 1968, seguita da numerose ristampe e nuove edizioni, la più recente della quale, la quarta edizione che è (L.E.V) dell’Ottobre 1999 e che ha annullato tutte le versioni precedenti, divenendo la versione di riferimento. Tale opera costituisce il testo fondamentale in materia di indulgenze.
Le pagine che seguono sono attinte, in maniera molto succinta, e necessariamente non completa, da tale documento. Le parti prese integralmente dal testo vaticano sono riportate tra virgolette e in corsivo.
Citiamo anzitutto alcuni criteri direttivi contenuti nella Costituzione “Jndulgentiarum Doctrina” di Paolo VI: “Il fine che l‘Autorità ecclesiastica si propone nella elargizione delle indulgenze, è non solo di aiutare i fedeli a scontare le pene del peccato, ma anche di spingere gli stessi a compiere opere di pietà, di penitenza e di carità, specialmente quelle che giovano all’incremento della Jède e al bene comune”
“Se poi i fedeli offrono le indulgenze in suffragio dei defunti, coltivano in maniera eccellente la carità e, mentre elevano la mente al cielo, ordinano più saggiamente le cose terrene”
“...Pertanto l’uso delle indulgenze eccita efficacemente alla carità e lafa esercitare in modo eminente, allorché viene offerto un aiuto ai fratelli che dormono in Cristo.
“Parimenti il culto delle indulgenze ridesta la fiducia e la speranza di una piena riconciliazione con Dio Padre...”
“Le indulgenze,.., sebbene siano delle elargizioni gratuite, sono tuttavia concesse sia per i vivi che per i defunti solo a determinate condizioni... che il fedele... ami Dio, detesti il peccato, ponga la sua fiducia nei meriti di Cristo e creda fermamente nel grande aiuto che gli viene dalla comunione dei Santi...”
“La Santa Madre Chiesa... non in tende assolutamente diminuire il valore degli altri mezzi di santUìcazione e di purificazione ed in primo luogo del sacrificio della Messa e dei sacramenti, specialmente del sacramento della penitenza. Né vuole diminuire l’importanza di quegli aiuti abbondanti, che sono i sacramentali, e delle opere di pietà, di penitenza e di carità “.
Nelle note introduttive al documento si precisa infatti che il principio ispiratore della riforma è stato “di dare maggiore respiro alla vita cristiana e di educare, più che alla ripetizione di formule e pratiche, allo spirito di orazione e di penitenza e all‘esercizio delle virtù teologali “; ciò perché “le mutate condizioni dei tempi, sembrano particolarmente adatte non solo per aiutare i fedeli a soddisfare le pene dovute ai loro peccati, ma anche e soprattutto per spingerli ad un maggiore fervore di carità “.
(Note previe, nn. 2 e 4, passim.)
In seguito alla riforma è stata abolita ogni distinzione in giorni, mesi ed anni: le indulgenze sono distinte solo in plenarie o parziali. Inoltre “è abolita la divisione delle indulgenze in personali, reali e locali perché più chiaramente sia chiaro che le indulgenze sono concesse alle azioni dei fedeli, sebbene esse siano talvolta collegate ad un oggetto o ad un luogo “.
Vediamo qualche norma:
“Nessuno può applicare le indulgenze che acquista ad altri che siano ancora in vita “.
“Le indulgenze sia parziali che plenarie possono essere sempre applicate ai defunti a modo di suffragio”
“Il fedele, che almeno con cuore contrito compie un ‘azione alla quale è annessa l’indulgenza parziale, ottiene in aggiunta alla remissione della pena temporale, che percepisce con la sua azione, altrettanta remissione di pena per l’intervento della Chiesa”
“Il fedele che devotamente usa un oggetto di pietà (crocifisso o croce, corona, scapolare, medaglia) benedetto da un sacerdote qualsiasi, può lucrare un ‘indulgenza parziale. Se poi tale oggetto è benedetto dal Sommo Pontefice o da un vescovo, il fedele, che devotamente lo usa, può acquistre anche l’indulgenza plenaria nella solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, aggiungendovi però la professione di fede con qualsiasi legittima formula”
“L’indulgenza plenaria può essere acquistata una sola volta al giorno”
“L’indulgenza parziale, invece, può essere acquistata più volte al giorno, salvo esplicita indicazione in contrario” “Per acquistare l‘indulgenza plenaria, oltre l‘esclusione di qualsiasi affetto al peccato anche veniale, è necessario eseguire l’opera indulgenziata e adempiere tre condizioni: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni dei Sommo Pontefice “.
Quest’ultima consiste nel recitare, secondo le intenzioni del Papa, un Padre nostro e un’Ave Maria; tuttavia “è lasciata libertà ai singoli fedeli di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno”
Prima di passare alle specifiche indulgenze, la nuova riforma prevede tre concessioni di carattere generale. Esse sono:
1. “Si concede l’indulgenza parziale al fedele che, nel compiere i suoi doveri e nel sopportare le avversità della vita, innalza con umile fiducia l’animo a Dio, aggiungendo, anche solo mentalmente, una pia invocazione”
2. “Si concede l’indulgenza parziale al fedele che, con spirito di fede e con animo misericordioso, pone se stesso o i suoi beni al servizio dei fratelli che si trovino in necessità”
3. “Si concede l’indulgenza parziale al fedele che, in spirito di penitenza, si priva spontaneamente e con suo sacrificio di qualche cosa lecita
4. “Si concede l’indulgenza parziale al fedele che, in particolari circostanze della vita quotidiana, rende spontaneamente aperta testimonianza di fede davati agli altri “.

Non può sfuggire l’importanza di queste quattro concessioni al fine di stimolare nel fedele, al di là di ogni forma di devozione o di preghiera, una condotta di vita ispirata ai principi fondamentali del Vangelo.
Ora, veniamo ad alcune indulgenze particolari che riportiamo succintamente e in maniera del tutto incompleta. Iniziamo dalle indulgenze plenarie (che liberano in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati).
Si può guadagnare l’indulgenza plenaria in queste occasioni:
• adorazione del Santissimo Sacramento per almeno mezz’ora;
• recita consecutiva delle cinque decine del Rosario mariano meditando i misteri del Rosario, in chiesa, in famiglia o in comunità;
• esercizio della Via Crucis;
• lettura della Sacra Scrittura fatta per almeno mezz’ora;
• visita di una chiesa dal 1 novembre a mezzogiorno al 2 novembre a mezzanotte, solamente per i defunti;
• visita di un cimitero in uno dei giorni dal i all’8 novembre inclusi, solo per i defunti;
• partecipazione ad una cerimonia solenne di una prima Comunione o di una Messa di un sacerdote o per un anniversario sacerdotale di venticinque, cinquanta o sessant’ anni;
• rinnovo delle promesse battesimali nel corso di una veglia pasquale;
• adorazione della Croce durante la cerimonia solenne del Venerdì Santo;
• benedizione papale ricevuta anche ascoltando la radio o la televisione.
Precisiamo che, al momento della morte, la Chiesa si mostra particolarmente misericordiosa per accordare l’indulgenza plenaria.
Essa è donata per mezzo di un prete, ritualmente, oppure acquistata dal morente mediante il semplice fatto di baciare il Crocifisso, purché egli abbia recitato durante la vita qualche preghiera. Se le condizioni indicate sopra (confessione, comunione, preghiera per il santo Padre, non attaccamento al peccato) non possono essere compiute interamente, l’indulgenza è solamente parziale. Tuttavia non c’è l’obbligo di confessarsi e comunicarsi lo stesso giorno. Si può fare entro alcuni giorni che precedono e che seguono. Quando si ha l’abitudine di confessarsi regolarmente, ciò basta a far guadagnare parecchie indulgenze plenarie.
Come si è già avuto modo di dire, si può guadagnare una sola indulgenza plenaria al giorno, ma diverse indulgenze parziali, di cui è arricchita la maggior parte delle grandi preghiere della Chiesa.
Ne elenchiamo alcune:
“A Te, Beato Giuseppe...”.

“Angelo di Dio...”.

‘Angelus Domini...”.

‘Anima di Cristo, Santificami...”. Atto di Comunione spirituale.

“Credo...”.

Ufficio dei defunti.

Recita del Salmo 130 (“Dal Profondo...”). “Eccomi, o mio amato e buon Gesù...”. “Gesù, dolcissimo...” (consacrazione a Cristo Re). Litanie del Santissimo Nome di Gesù.

Litanie del Sacro Cuore di Gesù. Litanie del Preziosissimo Sangue. Litanie della Beata Vergine Maria. Litanie di San Giuseppe. Litanie dei Santi. “Magnificat...”.

“Ricordati, o piissima Vergine...”. Salmo 51 (‘Miserere...”,). Preghiera per le vocazioni sacerdotali o religiose. Preghiera per l’unione dei cristiani. “L’Eterno riposo...”.

“Salve, Regina...”.

Segno della Croce (fatto bene e devotamente). Tantum ergo (‘Adoriamo il Sacramento...”). “Te Deum” (inno di ringraziamento: l’indulgenza è parziale, ma diventa plenaria se si recita questo pubblicamente nell ‘ultimo giorno dell’anno). “Veni Creator...” (anche in quest’altra preghiera, l’indulgenza è parziale, ma diventa plenaria se recitata pubblicamente a Capodanno e nella solennità della Pentecoste). “Vieni Santo Spirito...”

Questo elenco, come abbiamo detto, è del tutto incompleto.
Ribadiamo, comunque, che sono indulgenze parziali ciascuno degli atti concreti di fede, di speranza e di amore operati nel corso di una vita, in seno alle prove a cui la vita stessa pone dinanzi, o nel compimento dei nostri diversi doveri; come pure tutti gli atti di carità verso il prossimo, le pratiche di digiuno e di astinenza fatte volontariamente, ma anche tutte le pie invocazioni, giaculatorie note o pensieri spontanei rivolti a Dio, alla Vergine, alla Santa Famiglia (nel Manuale delle Indulgenze c’è tutto un elenco, ma solo a titolo di esempio).
Questo Manuale è veramente prezioso!
A tutti consigliamo di leggerlo e di metterne in pratica i suggerimenti. Ognuno può ricavarne immensi benefici, per se stesso e per i propri defunti.
Lode al Signore e alla Chiesa!

 

tratto da: http://purgatorio.altervista.org
 


 
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 - Le Indulgenze
 - La preghiera
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 - Adorazione della Croce
 - Sentimenti di Maria

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