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commuoveva vedere come Gesù, quando stava con noi a Nazaret,
guardasse chi faceva del male. Quando si parlava di persone
che commettevano anche delle grandi aberrazioni, restava
pensoso, non si accaniva contro di loro, non fomentava la
critica, abbassava gli occhi in silenzio, tanto che anch'io,
con Giuseppe, cambiavamo discorso. Sembrava proprio, che ciò
che si commetteva nei confronti degli altri, lo sentisse su
se stesso, e non si ribellava. Un atteggiamento mite, di
accettazione. Se stava lavorando si fermava. Poi guardava
lontano. Ero sicura che davanti ai suoi occhi passavano
delle scene future. Era la misericordia che sprizzava dal
suo atteggiamento. Una misericordia che avvolgeva anche noi.
Quando sentii il racconto di quella parabola capii la sua
missione. Capii ciò che era venuto a fare questo mio figlio,
che non era solo mio figlio, ma figlio di Dio. Capii il
progetto di Dio sull'intera umanità. Era venuto ad
abbracciare, chi tornava a lui anche non pienamente pentito,
ma tornava. Quell'abbraccio avrebbe fatto nascere il
ravvedimento più pieno e con esso il perdono.
Lasciarsi abbracciare da Dio. Sentire l'abbraccio della sua
misericordia. Questa è salvezza!
Quando ti capita la sofferenza, il dolore, giova
considerarle una carezza di Dio che prelude il suo
abbraccio. Approfittane!
Se, poi, ti senti migliore degli altri. Questa tua
presunzione ha bisogno ugualmente della misericordia di Dio.
Non ti accorgi che ciò che hai è suo, viene da lui.
Ringrazialo e non ti ingelosire se vedi che Dio ama tutti,
anche i peccatori. Fatti abbracciare anche tu da lui! Ti
abbraccerò anch'io insieme a lui.
L'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di
locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in
preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.