
a cura di Padre Raffaele
B20 - Domenica delle Palme
Domenica 5 Aprile
Marco 11,1-10 (Mc 14, 15)
(traduzione interconfessionale in lingua corrente)
esù e i suoi discepoli stavano avvicinandosi a Gerusalemme. Arrivati al monte degli Ulivi, nei pressi dei villaggi di Bètfage e Betània, Gesù mandò avanti due discepoli. Disse loro: “Andate nel villaggio che è qui di fronte a voi. Appena entrati, troverete legato un piccolo asino sul quale nessuno è mai salito; slegatelo e portatelo qui. E se qualcuno vi chiede: "Che cosa state facendo?". Voi risponderete così: È il Signore che ne ha bisogno, ma ve lo rimanderà subito”. I due discepoli andarono e trovarono un asinello legato vicino a una porta, fuori, sulla strada, e lo slegarono. Alcune persone che si trovavano lì vicino domandarono: “Che fate? Perché lo slegate?”. Essi risposero come aveva detto Gesù, e quelli li lasciarono andare. Portarono dunque l'asinello a Gesù, gli posero addosso i loro mantelli, e Gesù vi montò sopra. Mentre camminavano, molta gente stendeva i mantelli sulla strada, altri invece stendevano rami verdi, tagliati nei campi. Quelli che camminavano davanti a Gesù e quelli che venivano dietro gridavano: “Osanna! Gloria a Dio! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il regno che viene, il regno di Davide nostro padre! Gloria a Dio nell'alto dei cieli!”
da Maria
rima
di farsi prendere e condannare, Gesù accettò un trionfo. Che trionfo: su un
asinello!
Erano gli ultimi suoi insegnamenti.
Accettò il riconoscimento: “nel nome del Signore”. Signore era lui. Noi, sue
creature, cavalcavamo quel puledro.
Scuola di umiltà!
Nel nome del Signore non si può essere orgogliosi, non si può e non si deve
mostrare potenza, ricchezza, grandezza.
Dio in Gesù si era fatto un uomo qualsiasi. Nato da me, una donna qualsiasi. In
una famiglia, la nostra come le altre. Nascita miracolosa, sì, ma conosciuta
solo da me e Giuseppe. Per la gente tutto era ordinario, semplice, modesto.
Questa semplicità e modestia la volle mantenere fino alla fine.
Era la restituzione di ciò che avevamo perduto e che poi sarebbe stata la nostra
vera felicità.
Volle farlo non attraverso i beni di questa terra, il dominio sugli altri,
l'esaltazione di se stesso.
L’umiltà, solo l'umiltà fa vivere meglio.
Piace a Dio e agli uomini.
Le persone umili, modeste, semplici, non creano imbarazzo. Attirano. Comunicano
pace, serenità.
L'orgoglioso è antipatico. Si sta male con lui. E' arrogante. Disprezza tutto e
tutti.
L'umile, anche se a volte sarà perseguitato, un domani trionferà.
E' il trionfo che godo io, nel Regno dei cieli. Quello vero: in Dio.
E' differente da qualsiasi trionfo terreno. Lasciati guidare da me, che sono
diventata tua madre! vicino a Gesù.
L'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di
locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in
preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd
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