
a cura di Padre Raffaele
B17 - III domenica di quaresima
Domenica 15 Marzo
Giovanni 2,13-25
(traduzione interconfessionale in lingua corrente)
a festa ebraica della Pasqua si avvicinava, e Gesù salì a Gerusalemme. Nel cortile del tempio trovò i mercanti che vendevano buoi, pecore e colombe. C'erano anche i cambiamonete seduti dietro ai loro banchi. Allora Gesù fece una frusta di cordicelle, scacciò tutti dal tempio, con le pecore e i buoi, rovesciò i tavoli dei cambiamonete spargendo a terra i loro soldi. Poi si rivolse ai venditori di colombe e disse: “Portate via di qua questa roba! Non riducete a un mercato la casa di mio Padre!”. Allora i suoi discepoli ricordarono la parola della Bibbia che dice: L'amore per la tua casa è come un fuoco che mi consuma. Intervennero alcuni capi ebrei e domandarono a Gesù: “Dacci una prova che hai l'autorità di fare queste cose”. Gesù rispose: “Distruggete questo tempio! In tre giorni lo farò risorgere”. Quelli replicarono: “Ci sono voluti quarantasei anni per costruirlo, questo tempio, e tu in tre giorni lo farai risorgere?” Ma Gesù parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che egli aveva detto questo, e credettero alle parole della Bibbia e a quelle di Gesù che rimase a Gerusalemme durante le feste della Pasqua. Molti videro i miracoli che faceva e credettero in lui. Ma Gesù non si fidava di loro perché li conosceva tutti: non aveva bisogno di informazioni, perché sapeva benissimo che cosa c'è nel cuore di ogni uomo.
da Maria
a
prima volta che Gesù entrò nel tempio di Gerusalemme aveva dodici anni. Giuseppe
ed io lo conducemmo perché, ormai grandicello, poteva rivolgersi a Dio nel suo
tempio santo come gli adulti.
Non lo vedemmo entusiasta. Anzi lo notammo pensieroso, soprattutto all'ingresso,
in mezzo a quella inevitabile confusione di mercato. Ogni anno tornammo. Ogni
volta si fermava a guardare a lungo, sempre più turbato. Crescendo ci spingeva
ad entrare in fretta, quasi fuggendo.
A casa si commentava. Ci domandava rattristato perché quella casa di preghiera
era ridotta in quel modo. Con Giuseppe non sapevamo rispondere.
Quando ormai si muoveva con il gruppo dei suoi discepoli, tornò al tempio e con
ardore e autorità rimproverò aspramente coloro che avevano ridotto la casa di
Dio in un mercato.
Quel suo fare severo capii che non era diretto solo a quel luogo. Ormai dai suoi
discorsi sul Regno di Dio dentro di noi e sul modo di adorare Dio in spirito e
verità, era evidente che intendesse un altro tempio non più limitato dalle
pietre. Tempio di Dio doveva considerasi ogni persona umana.
Dio infatti abita in ogni sua creatura e la mantiene in vita con la sua
presenza, anche quando questa non se ne accorge. Profanare il tempio di Dio
significa riempirlo di cose che vanno contro lo spirito della creazione e perciò
contro Dio, contro il suo disegno di amore.
Che c'è nel tuo cuore, nella tua vita? Rifletti in questo tempo di quaresima.
Vedi se per caso il tuo cuore è diventato come un mercato. Dove c’è tutto e non
c’è posto per Dio. Troppe cose, troppi pensieri che poi ti procurano paura e
angoscia! Troppi progetti non conformi alla volontà di Dio! Perché non cerchi di
mettere Dio veramente al primo posto in tutto il tuo agire?
Approfitta per dare un po' più d'ordine alla tua vita. Rovescia tu, senza
farteli rovesciare da Gesù, certi tuoi programmi, desideri, o già atteggiamenti
che, oltre ad andare contro Dio, ti danneggiano. Non aspettare che il Signore
ti percuota con "una frusta di cordicelle" per farti ravvedere!
Questa riflessione applicala anche alla tua famiglia: altro santo tempio di Dio!
Ti aiuterò io.
LL'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di
locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in
preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd
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