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a cura di Padre Raffaele

 


B16 - II domenica di quaresima
Domenica 8 Marzo


Marco 9,2-10     
(traduzione interconfessionale in lingua corrente)


ei giorni dopo Gesù prese con sé tre discepoli, Pietro, Giacomo e Giovanni, e li portò su un alto monte, in un luogo dove non c'era nessuno. Là, di fronte a loro, Gesù cambiò d'aspetto: i suoi abiti diventarono splendenti e bianchissimi. Nessuno a questo mondo avrebbe mai potuto farli diventar così bianchi a forza di lavarli. Poi i discepoli videro anche il profeta Elia e Mosè: stavano accanto a Gesù e parlavano con lui. Allora Pietro cominciò a parlare e disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi stare qui! Prepareremo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia”. Parlava così, perché non sapeva che cosa dire. Infatti erano spaventati. Poi apparve una nuvola che li avvolse con la sua ombra, e dalla nuvola si fece sentire una voce: “Questo è il Figlio mio, che io amo. Ascoltatelo!”. I discepoli si guardarono subito attorno, ma non videro più nessuno: con loro c'era solo Gesù. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò di non raccontare a nessuno quel che avevano visto, prima che il Figlio dell'uomo fosse risorto dai morti. I discepoli ubbidirono a quest'ordine, ma discutevano tra loro che cosa Gesù volesse dire con le parole: “risorgere dai morti”.

  

  

da Maria

Avete bisogno di luce! Avete bisogno di Gesù!
Ne avevo tanto bisogno anch'io. Anche se Gesù era, prima in me, poi, con me.
La mia vita, nonostante la sua presenza, era avvolta in una nuvola, coperta dalla sua ombra. Gesù c'era. Era lì. Insieme a Giuseppe lo vedevo, lo toccavo, sentivo la sua voce. L'ombra persisteva, ma noi credevamo.
Solo tre discepoli ebbero per pochi istanti la fortuna di contemplare lo splendore della sua essenza. Ne rimasero spaventati. Sarebbe stato bello rimanere su quel monte, soli, appartati. Tutto svanì in pochi secondi. Scesero dal monte e furono avvolti di nuovo dal chiasso del mondo.
Una cosa nello scendere li aveva colpiti: era la parola "risorgere", detta da Gesù.
Splendore, luce, nuvola, poi anche voce: tutto era misterioso. Ma quel "risorgere" forse li turbava più di ogni altra cosa: che voleva dire?
Era la realtà più profonda, più essenziale per la vita di ogni creatura. Risurrezione di Gesù, risurrezione nostra, pur vivendo oggi nell'ombra.
Gesù è stato mandato dal Padre per portarci in quella dimensione nuova, che io già godo insieme a lui. Si vive per arrivare a questa meta. Altrimenti la vita stessa non avrebbe significato.
Anch'io vissi nella notte oscura della fede. La luce, lo splendore di Gesù ce l'avevo nel cuore e lì solo sentivo la sua presenza divina.
Hai bisogno anche tu di sentire, di gustare, almeno per qualche istante, ciò che è Gesù e che sarà anche per te? Di sentirlo nel cuore come me?
Appartati, in questo tempo di quaresima. Sali anche tu sul monte, lontano dalla gente. Almeno qualche momento. Apparirà anche a te, dentro di te, quello splendore, che ti illuminerà.
Quell' "ascoltatelo!" colpirà la tua volontà e lo seguirai, ci seguirai, fino ad arrivare anche tu a gustare quello splendore eterno, perenne, che si chiama felicità.





 


LL'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di  locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in  preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd

 


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