
a cura di Padre Raffaele
B15 - I domenica di quaresima
Domenica 1 Marzo
Marco 1,12-15
(traduzione interconfessionale in lingua corrente)
ubito dopo, lo Spirito di Dio spinse Gesù nel deserto. Là, egli rimase quaranta giorni, mentre Satana lo assaliva con le sue tentazioni. Viveva tra le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Gesù inizia la sua missione in Galilea. Poi Giovanni il Battezzatore fu arrestato e messo in prigione. Allora Gesù andò nella regione della Galilea e cominciò a proclamare il vangelo, il lieto messaggio che viene da Dio. Egli diceva: “Il tempo della salvezza è venuto: il regno di Dio è vicino. Cambiate vita e credete in questo lieto messaggio!”
da Maria
a
Chiesa ha interpretato bene ciò che Gesù ha fatto. Il suo agire non poteva
essere ristretto nel tempo. Era Dio, anche se agiva da uomo.
Prima di iniziare la sua vita pubblica, prima di incontrarsi con la gente e
compiere la sua missione, volle ritirarsi in un luogo appartato, lontano da
tutto e da tutti.
Si trattenne del tempo, che simbolicamente è detto "quaranta giorni". Un tempo
abbastanza lungo.
Luogo e tempo sono dei segni, dei suggerimenti per la vostra vita ed hanno un
significato più profondo di ciò che appare.
Anche nella nostra casa di Nazaret Gesù spesso si appartava. Era come gli altri,
ma c'erano dei momenti in cui non faceva come gli altri. Sembrava che gli occhi
suoi vedessero qualcosa di invisibile per noi. Io e Giuseppe lo ammiravamo
silenziosi ed eravamo attratti da quel suo sublime atteggiamento. Anche noi ci
raccoglievamo e guardandolo eravamo attratti da qualcosa che sentivamo solo nel
nostro intimo.
Era la preghiera. Forse un nuovo modo di pregare, ma Dio era presente in noi.
Io, poi, provavo in me quasi il ripetersi di quella presenza che avevo avuto nei
nove mesi in cui lo portavo nel grembo.
In quei momenti sentivamo nel cuore che era Dio. Un Dio non solo, ma che si
rapportava con il Padre e appariva avvolto da quello Spirito che venne dentro di
me quando lo concepii.
Insomma quella preghiera che ci comunicava, che ci insegnava era un rapporto di
amore che lo rendeva uno come uomo e come Dio, insieme al Padre e allo Spirito.
E noi ce ne accorgevamo, perché ci sentivamo avvolti dallo stesso amore.
Questa è la preghiera. Gesù ci ha insegnato a pregare. Una preghiera silenziosa
di ascolto, di contemplazione. Subito dopo ci sentivamo carichi e ciò che
facevamo era pieno di Dio, del suo amore.
Questo deve essere anche per te in questo tempo particolare che ti prepara a
vivere il mistero pasquale. Appartati come puoi, più che puoi. Ti farò sentire
io la sua presenza, la presenza di Dio che ti spingerà ad agire meglio, ad amare
di più.
LL'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di
locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in
preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd
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