
a cura di Padre Raffaele
B14 - VII domenica del tempo ordinario
Domenica 22 Febbraio
Marco 2, 1-12
(traduzione interconfessionale in lingua corrente)
ualche
giorno dopo Gesù tornò in città, a Cafàrnao, e si sparse la voce che egli si
trovava in casa. Allora venne tanta gente che non c'era più posto per nessuno,
nemmeno di fronte alla porta. Gesù parlava alla folla e presentava il suo
messaggio. Vennero anche alcune persone che accompagnavano un paralitico,
portato in
barella da quattro di loro; ma non riuscivano ad arrivare fino a Gesù per via
della folla. Allora scoperchiarono il tetto della casa proprio dove si trovava
Gesù; poi, di lassù, fecero scendere la barella con sopra sdraiato il
paralitico. Quando Gesù vide la fede di quelle persone disse al paralitico:
“Figlio mio, i tuoi peccati sono perdonati”. Erano presenti alcuni maestri della
legge. Se ne stavano seduti e pensavano: “Perché costui osa parlare in questo
modo? Egli bestemmia! Solamente Dio può perdonare i peccati!”. Ma Gesù indovinò
subito i loro pensieri e disse: “Perché ragionate così dentro di voi? È più
facile dire al paralitico: Ti sono perdonati i tuoi peccati, oppure dire:
Alzati, prendi la tua barella e cammina? Ebbene, io vi farò vedere che il Figlio
dell'uomo ha sulla terra il potere di perdonare i peccati”. Poi si voltò verso
il paralitico e gli disse: “Dico a te: alzati, prendi la tua barella e va a
casa!” Mentre tutti lo guardavano, l'uomo si alzò, prese la sua barella e se ne
andò via. Il fatto riempì tutti di stupore. E lodavano Dio e dicevano: “Non
abbiamo mai visto una cosa del genere!”.
da Maria
uanto
è importante pregare per gli altri! Più ancora operare in favore di chi ha
bisogno!
Un giorno quattro persone presentarono a Gesù un paralitico. Non dissero nulla.
Sapevano che era paralizzato e nient'altro. Quel pover'uomo aveva un malattia
più grave, nascosta: era il peccato.
Gesù che conosce tutto di ciascuno, privilegia questa guarigione: "I tuoi
peccati sono perdonati!"
Anche se non tutti riescono a capirla è la guarigione più importante, perché il
peccato è la malattia che può portare alla vera morte: non sia mai, alla morte
eterna!
Il peccato come malattia non è un atto isolato, che è più facile togliere, ma è
uno stato di vita. Vivere nel peccato significa non curarsi di toglierlo, starci
bene, godere quasi del male che cova nell'anima, nella mente, nel cuore.
E' tremenda questa situazione. E' la vera paralisi che può arrivare a bloccare
ogni opera e a trasformare in male anche il bene che si potrebbe fare.
Gesù lo sapeva e lo guarì. Popi andò in soccorso anche alla malattia fisica.
Come Dio non era più facile a lui compiere l'uno piuttosto dell'altro. L'ordine
in cui operò quel miracolo fa capire la sua importanza. Quella guarigione non
poteva compierla nessun altro. E' una prerogativa assolutamente solo di Dio. A
Lui se deve chiedere, usando magari come allora la mediazione dei quattro
"barellieri", cioè dei sacerdoti. Chiedere, cercare, implorare per se e per gli
altri.
Quante grazie di guarigione fisica per voi e per i vostri cari chiedete nella
preghiera! Pochi pensano prima alla guarigione spirituale. Volete che anch'io
interceda per questa vostre intenzioni e lo faccio, ma anch'io, come Gesù, do la
preferenza a liberare dal male più pericoloso.
Sarei tanto contenta se nelle vostre richieste ci fosse almeno un pensiero per
ciò che è più importante. Il resto ve lo otterrei ugualmente. Abbiate fiducia!
LL'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di
locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in
preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd
www.carmelitaniroma.it/em>
|