
a cura di Padre Raffaele
B11 - IV domenica del tempo ordinario
Domenica 1 Febbraio
Marco 1, 21-28
(traduzione interconfessionale in lingua corrente)
iunsero intanto alla città di Cafàrnao e quando fu sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. La gente che ascoltava era meravigliata del suo insegnamento: Gesù era diverso dai maestri della legge, perché insegnava come uno che ha piena autorità. In quella sinagoga c'era anche un uomo tormentato da uno spirito maligno. Costui improvvisamente si mise a gridare: Che vuoi da noi, Gesù di Nazaret? Sei forse venuto a rovinarci? Io so chi sei: tu sei il Santo mandato da Dio. Ma Gesù gli ordinò severamente: - Taci ed esci da quest'uomo! Allora lo spirito maligno scosse con violenza quell'uomo, poi, urlando, uscì da lui. Tutti i presenti rimasero sbalorditi e si chiedevano l'un l'altro: “Che succede? Questo è un insegnamento nuovo, dato con autorità. Costui comanda perfino agli spiriti maligni ed essi gli ubbidiscono!”. Ben presto la voce si diffuse nella regione della Galilea e tutti sentirono parlare di Gesù.
da Maria
esù
insegnava con autorità. Nella nostra casa di Nazaret quando parlava con noi, me
e Giuseppe, non ha mai mostrato autorità. Anche con i vicini. Anzi ascoltava
volentieri e parlava poco.
Quando ci lasciò per compiere la sua missione, ci accorgemmo di quel
cambiamento.
Era differente dagli altri maestri della legge. Le sue parole penetravano nel
cuore della gente.
La meraviglia, lo stupore della gente si cambiava in fede senza troppi
ragionamenti. Erano insegnamenti sulla vita ordinaria, sull'applicazione dei
comandamenti nel quotidiano. I suoi discorsi erano persuasivi.
Come sempre succede, a qualcuno non andava mai bene niente. Lo spirito del male
aleggiava intorno a Gesù per distogliere chi pendeva dalle sue labbra.
Sono tante le persone tormentate dal male che aprono bocca per distrarre,
distogliere l'attenzione anche dalle verità più lampanti.
Gesù conosceva chi l'ascoltava, leggeva nel profondo del cuore ciò che covava
nell'intimo di ciascuno. Più di una volta è dovuto intervenire per far tacere lo
spirito maligno che disturbava i suoi insegnamenti.
Il "taci" di quel giorno lo vuole ripetere anche oggi a tante persone che
apparentemente sembrano dire la verità, ma che hanno lo spirito cattivo. C'è
tanta perfidia in chi parla oggi.
Gesù sa tutto di tutti. Forse neppure tu ti accorgi che tante volte è meglio
stare zitti. Anche la verità non sempre deve essere sbandierata. Per proclamarla
bisogna prima possederla, altrimenti diventano parole vuote, parole gettate al
vento e anche se vere, importune.
Impara anche tu a tacere. A volte il silenzio vale molto più di tante
dimostrazioni. Certe verità si devono testimoniare con la vita più che con le
parole.
Cerca di far vivere in te Gesù e sarà la vita a proclamare e convincere sulla
verità.
Più silenzio, più ascolto, più riflessione significa anche più amore verso gli
interlocutori e l'amore opera più di ogni alto ragionamento.
Quel "taci" di Gesù te lo voglio ripetere oggi io a te.
LL'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di
locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in
preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd
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