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a cura di Padre Raffaele

 


B10 - III domenica del tempo ordinario
Domenica 25 Dicembre


Marco 1, 14-20     
(traduzione interconfessionale in lingua corrente)


iovanni il Battezzatore fu arrestato e messo in prigione. Allora Gesù andò nella regione della Galilea e cominciò a proclamare il vangelo, il lieto messaggio che viene da Dio. Egli diceva: “Il tempo della salvezza è venuto: il regno di Dio è vicino. Cambiate vita e credete in questo lieto messaggio!”. Un giorno, mentre Gesù camminava lungo la riva del lago di Galilea, vide due pescatori che gettavano le reti: erano Simone e suo fratello Andrea. Egli disse loro: “Venite con me, vi farò diventare pescatori di uomini”. E quelli abbandonarono le reti e lo seguirono subito. Poco più avanti, Gesù vide i due figli di Zebedèo: Giacomo e suo fratello Giovanni che stavano sulla barca e riparavano le reti. Appena li vide, li chiamò. Essi lasciarono il padre nella barca con gli aiutanti e seguirono Gesù.
 

  

da Maria

'invito più pressante fatto da Gesù nel suo contatto con la gente è stato quello di credere.
Credere in lui, nel suo annuncio, nel suo messaggio, che ha chiamato lieto.
Gesù stesso è il messaggio. Credere in lui significa accettarlo. Accettare la letizia che promana da lui è fare propria la gioia che Gesù è venuto a portare.
Chi si accosta a lui ne resta contagiato. Basta vederlo, anzi farsi vedere.
Gesù guarda tutti, ma non tutti accettano di essere da lui guardati. Lo sguardo del Signore è vita, è amore. Lasciarsi guardare vuol dire farsi avvolgere dalla sua vita, dal suo amore. Chi ha nel cuore odio, rancore, sopraffazione, non vive: è già nella morte che, non sia mai, può diventare eterna.
Lo sguardo di Gesù nella nostra vita di Nazaret, beava me e Giuseppe. Godevamo di incontrare i suoi occhi. Lo seguivamo in silenzio desiderosi solo di essere rivisti. Non potrò mai dimenticare quello sguardo prima di bambino, poi di giovane, di adulto. Era mite e infondeva mitezza, era dolce e infondeva dolcezza, era pieno di amore che sembrava non esaurirsi in noi che gli stavamo accanto. Uno sguardo aperto, che sembrava abbracciare, anche prima della sua vita pubblica, il mondo intero.
Lo compresero quelle due coppie di discepoli "visti" da Gesù. Li guardò, li invitò. Lasciarono tutto e lo seguirono.
Lo sguardo di Gesù si perpetua su ogni essere umano. Ad ogni uomo Gesù vuole comunicare la sua vita, il suo amore.
Anche su di te si posa il suo sguardo. Anche tu sei invitato a seguirlo. Anche se quel "tutto" per te può essere limitato materialmente, non lo deve essere nel suo significato più profondo. Sei invitato a lasciare ciò che da lui ti allontana. Tu sai cosa.
Anch'io con Gesù ti sto guardando, ti sto invitando. Insieme a lui ti sto aiutando per fare qualche passo in più per farti permeare dalla sua vita, dal suo amore. Fatti guardare!






 


LL'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di  locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in  preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd

 


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