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a cura di Padre Raffaele

 


B09 - II domenica del tempo ordinario
Domenica 18 Dicembre


Giovanni 1,35-42     
(traduzione interconfessionale in lingua corrente)


l giorno seguente Giovanni era di nuovo là con due dei suoi discepoli. Passò Gesù. Giovanni lo guardò e disse: “Ecco l'Agnello di Dio”. I due discepoli lo udirono parlare così e si misero a seguire Gesù. Gesù si voltò e vide che lo seguivano. Allora disse: " Che cosa volete?" Essi gli dissero: "Dove abiti, rabbì?" (rabbì vuol dire: maestro). Gesù rispose: "Venite e vedrete". Quei due andarono, videro dove Gesù abitava e rimasero con lui il resto della giornata. Erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che udirono Giovanni e andarono con Gesù si chiamava Andrea. Era il fratello di Simon Pietro. La prima persona che Andrea incontrò fu appunto suo fratello Simone. Gli dice: “Abbiamo trovato il Messia” (Messia o Cristo vuol dire: Salvatore inviato da Dio). Andrea accompagnò Simone da Gesù. Appena Gesù lo vide gli disse: “Tu sei Simone, il figlio di Giovanni. Ora il tuo nome sarà Cefa (in ebraico "Cefa" è lo stesso che "Pietro", e vuol dire: Pietra).
 

  

da Maria

i dissero che Giovanni aveva chiamato Gesù "Agnello di Dio". Rabbrividii. Agnello sapeva di sacrificio. Non ne capii tutta la portata, ma intuii che si trattava di immolazione.
Gli agnelli erano immolati nel tempio come atto di lode, di ringraziamento e di riparazione.
Si offriva a Dio una piccolissima parte di ciò che era già suo, arricchito solo dalla libera volontà.
Gesù era dunque l'agnello che sarebbe stato immolato, cioè ucciso…
Mi tornarono alla mente le parole di quel vecchio, quaranta giorni dopo la nascita di Gesù: "Il dolore ti trafiggerà come una spada". Gesù era il Figlio di Dio, si stava manifestando Dio e come tale non poteva essere sacrificato. Ecco perché aveva preso da me l'umanità. Avrebbe preso il posto dei tanti agnelli che si sacrificavano nel tempio. Non più un animale, ma un uomo rappresentante di tutti gli uomini. Ogni creatura umana capii che era racchiusa il quel sacrificio. In Lui ogni persona, anche se peccatrice, sarebbe tornata ad essere figlia di Dio nel Figlio.
Si stava rivelando il grande mistero della salvezza da tempo attesa. Il sacrificio di Gesù avrebbe preso il posto di qualsiasi altro sacrificio e Dio sarebbe stato adorato, ringraziato e riparato nel massimo dei modi possibile. Ora bastava solo unirsi a Lui.
Lo fecero quei due discepoli che lo "seguirono", che "rimasero" con lui. Io l'avevo già fatto quando dissi il mio "eccomi!" all'angelo. Ora toccava al resto dell'umanità. Cominciarono i due discepoli che attratti da Gesù comunicarono la scoperta a chi incontravano.
Fu l'inizio. Mi associai a quel sacrificio che intravidi. Avrei sofferto per lui e con lui. Lo accettai.
Oggi, anche tu puoi unirti a lui, unirti a me con lui, per partecipare a quella salvezza che Gesù è venuto a portare. Facciamolo insieme!





 


LL'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di  locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in  preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd

 


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