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    La Tv via web di Regina Mundi


a cura di Padre Raffaele

 


Cristo Re.
Domenica 23 Novembre


Con questa settimana si chiude l'anno liturgico. L'ultimo richiamo è per le ultime cose: la vita eterna, che spesso è dimenticata, se non addirittura negata. Che Maria ci ottenga più fede e coerenza in questa fede per raggiungerla!  
P. Raffaele ocd


Matteo 25, 31-46     
(traduzione interconfessionale in lingua corrente)


uando il Figlio dell'uomo verrà nel suo splendore, insieme con gli angeli, si siederà sul suo trono glorioso. Tutti i popoli della terra saranno riuniti di fronte a lui ed egli li separerà in due gruppi, come fa il pastore quando separa le pecore dalle capre: metterà i giusti da una parte e i malvagi dall'altra. Allora il re dirà ai giusti: - Venite, voi che siete i benedetti dal Padre mio; entrate nel regno che è stato preparato per voi fin dalla creazione del mondo. Perché, io ho avuto fame e voi mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato nella vostra casa; ero nudo e mi avete dato i vestiti; ero malato e siete venuti a curarmi; ero in prigione e siete venuti a trovarmi. E i giusti diranno: - Signore, ma quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo incontrato forestiero e ti abbiamo ospitato nella nostra casa, o nudo e ti abbiamo dato i vestiti? Quando ti abbiamo visto malato o in prigione e siamo venuti a trovarti? Il re risponderà: - In verità, vi dico che tutte le volte che avete fatto ciò a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, lo avete fatto a me! Poi dirà ai malvagi: - Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno che Dio ha preparato per il diavolo e per i suoi simili! Perché, io ho avuto fame e voi non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato nella vostra casa; ero nudo e non mi avete dato i vestiti; ero malato e in prigione e voi non siete venuti da me. E anche quelli diranno: - Quando ti abbiamo visto affamato, assetato, forestiero, nudo, malato o in prigione e non ti abbiamo aiutato? Allora il re risponderà: - In verità, vi dico che tutto quel che non avete fatto a uno di questi piccoli, non l'avete fatto a me. E andranno nella punizione eterna mentre i giusti andranno nella vita eterna

  

da Maria

l Regno di Gesù non è stato e non è un regno di potere, di dominio, ma di sevizio. Chi vuole regnare con Gesù, mio Figlio, deve accettare, anzi avere, il medesimo programma.
Gesù è venuto a insegnarlo vivendolo egli stesso nei pochi anni che è stato su questa terra.
Non lo ha detto solo a parole, non ha fatto solo degli esempi, come quello di avere lavato i piedi ai discepoli nell'ultima cena, ma ha servito gli uomini fino all'estremo sacrificio di se stesso.
Servire significa aiutare, prendere su di sé le fatiche, le sofferenze degli altri. Significa donarsi, dimenticando se stessi. Consumarsi al posto degli altri.
Io, sua madre, ero disposta a farlo per Lui, come ogni mamma, ma Lui mi è passato avanti, mi ha preceduto, superando il mio stesso amore di mamma.
Avevo cercato di farlo quando stava con me, a Nazaret. Prima con Giuseppe, poi da sola. Sono stata tutta per Lui, mentre intuivo che era Lui che si stava donando a me e a tutta l'umanità.
A me avrebbe dato la stessa sua missione. L'avevo capito con il suo concepimento miracoloso. Missione che suggellò, prima che morisse sulla croce, ai suoi piedi, affidandomi l'umanità per la quale si stava immolando.
Mi elesse madre di tutti, perché ciò che avevo compiuto nel mio piccolo a Nazaret, si allargasse nel tempo e nello spazio, per continuare l'opera sua.
Finita la mia vita terrena, sono stato accolta con quell'invito finale: "venite benedetti", riservato a chi come Lui si sarebbe sacrificato per gli altri.
Voglio che anche tu senta il medesimo invito. Come mamma tua ti aiuterò, ma tu lasciati guidare! Donati agli altri come Gesù, come me. Insime a me, insieme a Gesù!
Servizio sulla terra, regno di gloria nella vita eterna.


 

 


L'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di  locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in  preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd

 


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