
a cura di Padre Raffaele
XXXIII domenica - Del tempo ordinario
Domenica 16 Novembre
Matteo 25, 14-30
(traduzione interconfessionale in lingua corrente)
osì sarà il regno di Dio “Un uomo doveva fare un lungo viaggio: chiamò dunque i suoi servi e affidò loro i suoi soldi. A uno consegnò cinquecento monete d'oro, a un altro duecento e a un altro cento: a ciascuno secondo le sue capacità. Poi partì. Il servo che aveva ricevuto cinquecento monete andò subito a investire i soldi in un affare, e alla fine guadagnò altre cinquecento monete. Quello che ne aveva ricevute duecento fece lo stesso, e alla fine ne guadagnò altre duecento. Quello invece che ne aveva ricevute soltanto cento scavò una buca in terra e vi nascose i soldi del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone tornò a casa e cominciò a fare i conti con i suoi servi. Venne il primo, quello che aveva ricevuto cinquecento monete d'oro, portò anche le altre cinquecento e disse: - Signore, tu mi avevi consegnato cinquecento monete. Guarda: ne ho guadagnate altre cinquecento. E il padrone gli disse: - Bene, sei un servo bravo e fedele! Sei stato fedele in cose da poco, ti affiderò cose più importanti. Vieni a partecipare alla gioia del tuo signore. Poi venne quello che aveva ricevuto duecento monete e disse: - Signore, tu mi avevi consegnato duecento monete d'oro. Guarda: ne ho guadagnate altre duecento. E il padrone gli disse: - Bene, sei un servo bravo e fedele! Sei stato fedele in cose da poco, ti affiderò cose più importanti. Vieni a partecipare alla gioia del tuo signore! Infine venne quel servo che aveva ricevuto solamente cento monete d'oro e disse: - Signore, io sapevo che sei un uomo duro, che raccoglie anche dove non hai seminato e che fai vendemmia anche dove non hai coltivato. Ho avuto paura, e allora sono andato a nascondere i tuoi soldi sotto terra. Ecco, te li restituisco. Ma il padrone gli rispose: - Servo cattivo e fannullone! Dunque sapevi che io raccolgo dove non ho seminato e faccio vendemmia dove non ho coltivato. Perciò dovevi almeno mettere in banca i miei soldi e io, al ritorno, li avrei avuti indietro con l'interesse. Via, toglietegli le cento monete e datele a quello che ne ha mille. Perché, come dice il proverbio, chi ha molto riceverà ancora di più e sarà nell'abbondanza; chi ha poco, gli porteranno via anche quel poco che ha. E questo servo inutile gettatelo fuori, nelle tenebre: là piangerà come un disperato
da Maria
gnuno
ha ricevuto dei doni da Dio. A ciascuno Dio ha dato secondo le proprie capacità.
E' importante capire che ciò che si riceve deve essere fatto fruttificare.
Dio ha donato e dona agli uomini la capacità di continuare l'opera sua, l'opera
della creazione. Ciò che ha fatto Lui è bello e buono. Ogni persona deve
collaborare a mantenere e far crescere questo bello e buono, attraverso la
propria vita. Già il vivere è cosa bella e buona: ogni vita!
Non spetta all'uomo giudicare ciò che è degno di vivere o meno. E' usurpare il
diritto di Dio decidere di eliminare, abbreviare o impedire il giusto sviluppo
della vita.
Insieme alla vita abbiamo ricevuto in dono anche l'intelligenza che ci dovrebbe
far capire come mettere a frutto la nostra vita con i doni ricevuti.
Il Vangelo ammonisce: non sciupate i doni di Dio!
Si sciupano anche non facendo niente. Chiudendovi in voi stessi. L'egoismo
distrugge l'amore che è essenzialmente donazione. Non amare è un andare contro
Dio stesso.
Prima o dopo si deve rendere conto a Dio dei doni ricevuti. Non vi lamentate se
vi vengono tolti.
Chi più opera per gli altri, più riceve. Chi più dona, più si arricchisce. Oltre
alla soddisfazione che può dare lo stesso da fare, c'è Dio che non lascia di
ricompensare chi si è sforzato di operare secondo il suo progetto di amore.
Vedi la mia vita: sono stata sempre attenta a compiere ciò che dovevo, ciò che
Dio mi faceva sentire come sua volontà. Ero contenta di fare ciò che mi
suggeriva lo Spirito Santo attraverso gli eventi, anche se a volte dolorosi.
Tutto ho accettato facendo crescere l'amore in me e negli altri.
Datti da fare anche tu: ama e fa' amare! Facciamo insieme fruttificare i doni
ricevuti da Dio!
L'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di
locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in
preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd
www.carmelitaniroma.it
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