
a cura di Padre Raffaele
A49 - Festa di tutti i santi e ricordo di tutti i defunti .
Domenica 2 Novembre
In questi due giorni siamo invitati a guardare oltre la vita terrena. Siamo invitati ad unirci con la preghiera e il pensiero a coloro che sono entrati nell'eternità, dove tutti dovremo andare. Controlliamo la nostra vita facendo qualche modifica, guidati da Maria, per poterci un domani incontrare tutti insieme dove ci attende.
P. Raffaele ocd
Matteo
5,1-12a
(traduzione interconfessionale in lingua corrente)
n quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
da Maria
esù
parlava ai discepoli, perché trasmettessero alle folle ciò che insegnava. Tutte
preziose le esortazioni del Signore. Alcune sono utili anche per un benessere
terreno, ma la mente e il cuore devono sempre essere protesi a quello eterno.
Così fu con il 'discorso della montagna'.
Gesù parlò mettendo in risalto il contrasto tra il disagio attuale e la felicità
che ne scaturisce.
Questo contrasto lo espresse quel giorno con la parola "beati" che voglio
presentarti come una esortazione: "siate!". Ne sperimentai tutta l'efficacia
nella mia vita terrena, ma soprattutto ne godo adesso la sorprendente verità.
Siate poveri in spirito, cioè distaccati da tutto ciò che vi circonda, anche da
voi stessi, dalla vostra volontà, dai piaceri e gusti di qualsiasi genere.
Distacco non vuol dire rifiuto, ma solo non farne oggetto dell'unico vostro
desiderio. Ne restereste delusi. Ciò che conta è l'amore, è l'essere pronti a
donare. Vi sentirete più liberi fin da adesso.
Accettate di piangere, di soffrire, quando capita, con lo sguardo rivolto al
cielo, nella certezza che Dio può e vuole consolarvi e che sicuramente cambierà
tutto in bene. Non vi lamentate mai di nulla!
Coltivate in voi la mitezza, l'umiltà, l'accettazione degli altri e degli
avvenimenti, senza ribellarvi. Scoprendo in essi il disegno di Dio che
delicatamente vuole portare tutti alla salvezza. In quest'opera voi siete i suoi
collaboratori . Siate come Lui!
Cercate la giustizia e operate nelle giustizia e per la giustizia. Attenti a non
farvi travolgere dal tornaconto, dall'interesse personale. Desideratela e
mettetela in risalto, sempre e con tutti!
Guardate come Dio è misericordioso con voi, e usate la stessa misericordia con
tutti, accettando i limiti, i difetti di chi vi ferisce. Capite, giustificate,
scusate e perdonate!
Abbiate sempre la retta intenzione nel vostro agire. Mai sotterfugi, ipocrisia,
falsità. Che il vostro cuore sia libero da ogni seconda intenzione. Tutto per
Iddio e per il bene degli altri. Vuotatevi dall'egoismo che spesso condiziona i
vostri progetti!
Siate operatori di pace con le parole, con il modo di agire. Mettete pace nel
commentare la vita degli altri. Siate propagatori, costruttori di pace a casa,
nel lavoro e con tutti. Infondete più spirito di tolleranza, di benevolenza, di
ottimismo in chi vi incontra!
Accettate anche di essere perseguitati, emarginati, allontanati perché non agite
come fanno tutti. Da voi non ci sia mai la frode, l'inganno, l'ingiustizia.
Non abbiate paura se parleranno male di voi perché dimostrate la vostra fede,
perché nonostante tutto continuate ad amare.
Voglio comunicarvi la contentezza che ebbi io nell'osservanza di queste norme
che furono la mia vita. Vi aiuterò a metterle in pratica e soprattutto vi
accompagnerò a riceverne il premio eterno.
L'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di
locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in
preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd
www.carmelitaniroma.it
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