
a cura di Padre Raffaele
A43 - XXV domenica del tempo ordinario.
Domenica 21 Settembre
Con la vita riceviamo il dono di essere collaboratori di Dio nel fare il bene. Cerchiamo di farlo senza calcoli o misure. Guardiamo Maria e cerchiamo di imitarla. Per riuscirci attacchiamoci di più a lei!
P. Raffaele ocd
Matteo 20, 1-16
(traduzione interconfessionale in lingua corrente)
osì infatti è il regno di Dio. Un tale aveva una grande vigna e una mattina, molto presto, uscì in piazza per prendere a giornata uomini da mandare a lavorare nella sua vigna. Fissò con loro la paga normale: una moneta d'argento al giorno e li mandò al lavoro. Verso le nove del mattino tornò in piazza e vide che c'erano altri uomini disoccupati. Gli disse: Andate anche voi nella mia vigna; vi pagherò quel che è giusto. E quelli andarono. Anche verso mezzogiorno e poi verso le tre del pomeriggio fece la stessa cosa. Verso le cinque di sera usci ancora una volta e trovò altri uomini. Disse: - Perché state qui tutto il giorno senza far niente? E quelli risposero: - Perché nessuno ci ha preso a giornata. Allora disse: - Andate anche voi nella mia vigna. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: "Chiama gli uomini e da' loro la paga, cominciando da quelli che son venuti per ultimi". Il fattore chiamò dunque quelli che eran venuti alle cinque di sera e diede una moneta d'argento a ciascuno. Gli uomini che avevano cominciato per primi credevano di prendere di più. Invece, anche a loro fu data una moneta d'argento ciascuno. Allora cominciarono a brontolare contro il padrone. Dicevano: - Questi sono venuti per ultimi, hanno lavorato soltanto un'ora, e tu li hai pagati come noi che abbiamo faticato tutto il giorno sotto il sole. Rispondendo a uno di loro, il padrone disse: - Amico, io non ti ho imbrogliato: l'accordo era che ti avrei pagato una moneta d'argento, o no? Allora prendi la tua paga e sta' zitto. Io voglio dare a questo, che è venuto per ultimo, quel che ho dato a te. Non posso fare quel che voglio con i miei soldi? O forse sei invidioso perché io sono generoso con loro?”. Poi Gesù disse: “Così, quelli che sono gli ultimi saranno i primi, e quelli che sono i primi saranno gli ultimi".
da Maria
uanto
è differente il regno di Dio dai regni della terra! Sulla terra gli uomini
vivono di calcoli. Anche il bene che viene fatto è misurato. Poi c'è il continuo
confronto con gli altri che amareggia la vita. Anche chi sta bene vorrebbe stare
meglio, perché vede forse qualcuno che sta meglio di lui.
Il regno di Dio è differente, perché nel regno di Dio ciò che domina è l'amore e
l'amore non ha, non può e non deve avere misura. Guai se si dovesse amare con
calcoli umani. L'amore stesso non sarebbe più amore, ma tornaconto, egoismo.
L'amore è donazione perfetta, completa.
Chi dona per amore non misura e soprattutto non si ferma a vedere, a invidiare
gli altri. Anzi desidera che gli altri stiano meglio di lui. Gioisce se gli
altri stanno bene, se gli altri godono, anche se tale benessere dovesse sminuire
il proprio.
Così ha detto Gesù. Così ha fatto Gesù. E così ho cercato di fare io con Lui e
dopo di Lui.
Mi siete stati affidati come figli e mi sono donata a voi con questa nuova unità
di misura che è l'amore. Il Signore ha voluto perpetuare il suo amore infinito
per tutti facendolo passare attraverso di me. Lo ha fatto fisicamente facendomi
diventare Sua Madre, Madre dell'Amore infinito, ma lo ha fatto, continua e
continuerà a farlo fino alla fine del tempo, affidandovi a me come figli.
Forse, qualche volta, tentati di misurare questo amore, vi lamentate, ne
vorreste di più, lo vedete negli altri e non riuscite a scoprirlo in voi stessi.
Ma Dio vi ama tutti e sempre, ed io insieme a Lui, con un amore che non ha
limiti, che riempie e avvolge tutta la vostra vita, la vita di ciascuno, al
punto che ciascuno non può riceverne di più. Questo amore è Dio stesso e Dio non
può frantumarsi, spezzarsi, darsi parzialmente. Purtroppo l'uomo, e solo l'uomo,
può mettere ostacolo a questo amore, chiudendo il suo accesso nella propria
vita.
Che devi fare? Spalanca la tua anima all'amore! Ricevi questo amore così come
Dio te lo dà. Ringrazialo e dallo agli altri nella stessa misura, cioè senza
limiti, senza calcoli, senza lamentele. Ama sempre tutti e tutto! Ti aiuterò io.
L'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di
locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in
preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd
www.carmelitaniroma.it
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