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a cura di Padre Raffaele

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A42 - XXIV domenica del tempo ordinario.
Domenica 14 Settembre


La festa di questa domenica ci porta ad esaminare il nostro rapporto con la croce. La Croce di Gesù ci aiuterà a portare le nostre croci. Risvegliamo in noi il rispetto, la fede e più amore per quella Croce che ci salvò e ci salva. Che Maria ci aiuti ad amarla come l'amò lei!
 
P. Raffaele ocd


Giovanni 3,13-17   
(traduzione interconfessionale in lingua corrente)


esù disse a Nicodemo: "Nessuno è mai stato in cielo: soltanto il Figlio dell'uomo. Egli infatti è venuto dal cielo. Mosè nel deserto alzò il serpente di bronzo su un palo. Così dovrà essere innalzato anche il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia vita eterna. Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unico Figlio perché chi crede in lui non muoia ma abbia vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui".
 

 

da Maria

iuseppe aveva ricevuto, attraverso un angelo nel sogno, la rivelazione della missione di Gesù. Fu chiamato a collaborare prendendosi cura di quel Figlio che non era suo. La mia collaborazione per la salvezza del mondo fu più diretta. Divenni mamma di quell'unico Figlio del Padre. L'amore di Dio che si incarnava dentro di me avvolse da quel giorno l'intera umanità. Nacque da me, ma nacque anche per me. Ottenni così la vita eterna, che sto godendo insieme a Lui. Credetti ed accettai quel grande mistero di salvezza senza capirne in pieno la portata. Accettai il suo innalzamento sulla croce. Croce che divenne salvezza per me e per tutti coloro che avrebbero creduto in Lui.
La Croce era segno di uno dei più atroci supplizi che l'uomo avesse potuto inventare contro l'uomo. Gesù volle abbracciarla. Divenne segno di salvezza. Volle distendersi spontaneamente su qual patibolo, per insegnare che quella croce, e perciò tutte le croci, possono portano alla salvezza, basta accettarle.
Il mistero del dolore non ce l'ha spiegato. C'è il dolore nel mondo, c'è la sofferenza. Dio l'ha fatta abbracciare a suo Figlio non per liberacene, ma per insegnarci come può cambiarsi in gloria.
Così fu per lui. Così fu per me. Così sarà anche per te, per tutti. La croce non è più una condanna, ma un mezzo di salvezza.
Non è facile accettarla quando si sente tutto il suo peso, quando sembra di esserne schiacciati. Quei momenti li vissi anch'io, proprio ai piedi di quella sua Croce. Lo guardai e continuai a guadarlo con la mente e col cuore anche in seguito. Quello sguardo, come al tempo di Mosè nella figura del serpente, mi aiutò.
Guardalo anche tu. Il suo trionfo, dopo la croce, diventerà il tuo trionfo, come fu ed è per me.

 


L'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di  locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in  preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd

 


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