
a cura di Padre Raffaele
A41 - XXIII domenica del tempo ordinario.
Domenica 7 Settembre
Quanto abbiamo bisogno di Dio! Tutti. Ma Dio è con noi, basta saperlo
riconoscere, magari invocare. E' con noi soprattutto quando, INSIEME, lo
preghiamo, lo pensiamo. Ce lo promise. Che Maria ci aiuti a non avere vergogna
della nostra fede!
P. Raffaele ocd
Matteo
18, 15-20
(traduzione interconfessionale in lingua corrente)
e un tuo fratello ti fa del male, va' a trovarlo e mostragli il suo errore, ma
senza farlo sentire ad
altri. Se ti ascolta, avrai ricuperato tuo fratello. Se invece non vuole
ascoltarti, fatti accompagnare
da una o due persone, perché sia fatto come dice la Bibbia: Ogni questione sia
risolta mediante due
o tre testimoni. Se non vuole ascoltare nemmeno loro, va' a riferire il fatto
alla comunità dei
credenti. Se poi non ascolterà neppure la comunità, consideralo come un pagano o
un estraneo. Vi
assicuro che tutto quel che voi avrete proibito sulla terra sarà proibito anche
in cielo; e tutto quel
che voi permetterete sulla terra sarà permesso anche in cielo. E ancora vi
assicuro che se due di voi,
in terra, si troveranno d'accordo su quel che devono fare e chiederanno aiuto
nella preghiera, il
Padre mio che è in cielo glielo concederà. Perché, se due o tre si riuniscono
per invocare il mio
nome, io sono in mezzo a loro”.
da Maria
ella nostra casa di Nazaret si respirava un'aria di serenità che non c'era
nelle altre famiglie. Quel
Bambino, nato da me e affidato anche a Giuseppe, non era tra noi solo una
presenza fisica, anzi
questa era come quella di qualsiasi altro bambino, che ovviamente riempie di
gioia ogni casa. Da
noi aleggiava uno spirito nuovo. Sembrava quasi di palpare ciò che non si
vedeva, ma che c'era. Era
Dio con noi!
Questa presenza è continuata anche in seguito, quando rimasta sola, senza né
Lui, né Giuseppe,
vivevo con Giovanni e mi incontravo con gli altri discepoli. Gesù era in mezzo a
noi. Parlavamo di
Lui, pensavamo continuamente a Lui e lo sentivamo. Sentivamo ciò che aveva
detto. Era una realtà
della quale assaporavamo tutta la dolcezza.
La sua presenza ci dava la forza di andare avanti nonostante le difficoltà, ci
dava coraggio nei
momenti di stanchezza, conforto in quelli di tristezza. Anche nei pericoli,
nelle incertezze, sembrava
che fosse Lui a prendere su di sé ciò che ci angustiava.
“Io sono in mezzo a voi!”, ce lo ripetevamo con lo sguardo, perchè anche questo
ci faceva vedere
tutto intorno a noi attraverso di Lui. Uno sguardo di fede, di fiducia, di
certezza.
La preghiera, poi, ci teneva ancora più uniti tra noi e con Lui.
Se il mondo capisse cosa vuol dire avere Gesù nella propria vita!
Se lo capissero le famiglie!
Quanto è importante rivolgersi a Lui con qualche preghiera, anche brevissima, ma
fatta insieme!
Si dovrebbe riprendere questa abitudine, che una volta c'era in tutte le
famiglie cristiane.
Quando pregate Lui, in due o più, io sono al suo fianco a intercedere per voi e
insieme a voi.
Pochi lo fanno e ne sentono grande vantaggio. Vorrei spingere chi ha perso
questa abitudine. Lo sto
facendo adesso attraverso le parole del Vangelo.
Sentimi ripetere quelle parole, quella promessa di Gesù!
Falla sentire anche agli altri, soprattutto a quelli della tua famiglia! Da Lui
prenderai, prenderete, la
capacità e la delicatezza di aiutarvi vicendevolmente anche nella vita
spirituale.
L'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di
locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in
preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd
www.carmelitaniroma.it
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