
a cura di Padre Raffaele
A40 - XXII domenica del tempo ordinario.
Domenica 31 Agosto
Gesù con Maria hanno percorso una strada che oggi additano a noi. Chiediamo
la grazia di poterla seguire anche noi, senza troppi ragionamenti.
P. Raffaele ocd
Matteo
16, 21-27
(traduzione interconfessionale in lingua corrente)
a quel momento Gesù cominciò a spiegare ai discepoli ciò che gli doveva capitare. Diceva: “io devo andare a Gerusalemme. È necessario. Gli anziani del popolo, i capi dei sacerdoti e i maestri della legge mi faranno soffrire molto, poi sarò ucciso, ma al terzo giorno risusciterò”. Allora Pietro prese da parte Gesù e si mise a rimproverarlo: “Dio non voglia, Signore! No, questo non ti accadrà mai!” Gesù si voltò verso Pietro e disse: “Va' via, lontano da me, Satana. Tu sei un ostacolo per me, perché tu ragioni come gli uomini, ma non pensi come Dio”.
Poi Gesù disse ai suoi discepoli: “Se qualcuno vuoi venire con me, smetta di pensare a se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Chi pensa soltanto a salvare la propria vita la perderà; chi invece è pronto a sacrificare la propria vita per me la ritroverà. Se un uomo riesce a guadagnare anche il mondo intero, ma perde la vita, che vantaggio ne avrà? Oppure, c'è qualcosa che un uomo potrà dare per riavere, in cambio, la propria vita? Il Figlio dell'uomo ritornerà glorioso come Dio suo Padre, insieme con i suoi angeli. Allora egli darà a ciascuno la ricompensa in base a quel che ciascuno avrà fatto”.
da Maria
io
si è fatto uomo, è nato da me, per indicarci la strada da percorrere per
giungere alla vita eterna. Il suo insegnamento non è stato solo di parole, molti
profeti l'avevano già fatto. Ha voluto percorrere egli stesso questa strada, la
strada del dolore.
L'abbiamo percorsa insieme nella casa di Nazaret, nella vita di tutti giorni. E
in seguito, anche se apparentemente eravamo separati, la nostra unione
continuava, anzi era più profonda, proprio nell'accettazione delle sofferenze.
Unione che voglio offrire anche a te se accetterai la tua croce, le tue croci,
inevitabili nella vita terrena.
Il pensiero di Dio, la volontà di Dio, tante volte sembrano opposte al
ragionamento degli uomini. Non è certo l'uomo, con tutta la sua intelligenza, a
portare alla salvezza. Non è davvero il possedere tanti beni, anche il mondo
intero, che porta alla felicità. La vera felicità, il vero bene è quello che
supera i limiti del tempo.
Purtroppo si pensa poco all'eternità. La vera vita è quella che spazia oltre la
vita terrena.
Sacrificare, oggi, qualcosa della vita, significa prepararsi a ricevere la
ricompensa nel regno dei cieli. Per riuscirci devi farlo per Gesù più che per
ogni altro motivo. Così sarà Lui a dartene la forza, il coraggio.
Non è facile la rinuncia al proprio punto di vista, ai propri gusti o progetti.
Questa pure è una croce, che si presenta a tutti. Non se ne può fare a meno. Fa
parte della vita. Si tratta solo di prenderla, accettarla, anzi, come fece Gesù
stesso ed io con Lui, di abbracciarla.
Gesù suggerisce come riuscirci: con l'esercizio alla rinuncia.
Dire di no a se stesso, spontaneamente, allena a superare le difficoltà quando
verranno.
Così fu per la mia vita, per la vita della nostra famiglia. Ciascuno gareggiava
in tante piccole rinunce. Con Giuseppe l'insegnavo a Gesù. Poi fu Lui stesso a
comunicare a noi, e a tutti coloro che incontrava, questa disposizione al
sacrificio, che per Lui divenne estremo, per il nostro bene.
Da Lui presi la forza, quel giorno, a stare ai piedi della sua croce. Ero
straziata nel cuore, crocefissa nell'anima insieme a Lui, ma forte nella volontà
di Dio.
Oggi godo questa volontà sofferta, ma abbracciata. Un domani anche a te capiterà
la medesima cosa e godremo insieme la ricompensa di ciò che abbiamo fatto.
L'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di
locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in
preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd

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