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a cura di Padre Raffaele

 


Molti vorrebbero imparare a pregare. Gesù lo insegna: appartati, soli, al buio, cioè cercando di togliere ogni attenzione alle cose esterne. Possiamo provarci, senza dire nulla, solo con uno sguardo di fede, di amore. Proviamo a farlo quando, in questi giorni, ci riposiamo. Maria ci guiderà.

P. Raffaele ocd



Matteo 14, 22-23
(traduzione interconfessionale in lingua corrente)



ubito dopo Gesù ordinò ai discepoli di salire in barca e di andare sull'altra riva del lago senza di lui. Egli intanto avrebbe rimandato a casa la gente. Dopo averla rimandata salì da solo sul monte a pregare. Venne la notte, e Gesù era ancora là, solo. La barca era già molto lontana dalla spiaggia, ma aveva il vento contrario ed era sbattuta dalle onde. Sul finire della notte, Gesù andò verso i suoi discepoli camminando sul lago. Quando essi lo videro camminare sull'acqua si spaventarono. Dicevano: - È un fantasma! - e gridavano di paura. Ma subito Gesù parlò: “Coraggio, sono io! Non abbiate paura!” Pietro rispose: “Signore, se sei tu, dimmi di venire verso di te, sull'acqua”. E Gesù gli disse: “Vieni!” Pietro allora scese dalla barca e cominciò a camminare sull'acqua verso Gesù. Ma vedendo la forza del vento, ebbe paura, cominciò ad affondare e gridò: “Signore! Salvami!” Gesù lo afferrò con la mano e gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?” Quando salirono insieme nella barca il vento cessò. Allora gli altri che erano nella barca si misero in ginocchio di fronte a Gesù e dissero: “Tu sei veramente il Figlio di Dio!”.

 

da Maria

ualche volta Gesù permette, anzi vi invita ad andare apparentemente senza di Lui. Lo fa apposta per provarvi, per fortificare la vostra fede. Per farvi capire che senza di Lui non potete fare nulla.

Per farvi toccare con mano che avete bisogno di Lui.

Aspetta quasi che vi troviate in difficoltà per venirvi incontro, ma in realtà vi ha sempre seguito.

Quel giorno Lui se ne stava a pregare. Ma la sua vita era continuamente in comunione con il Padre. Quel suo atteggiamento apparentemente di distacco voleva significare che proprio con il Padre stava e sta sempre attento all'umanità. Un'attenzione di amore per tutti voi, per ciascuno di voi.

La preghiera di Gesù descritta tante volte nel Vangelo era un atteggiamento esterno per nostro insegnamento, per fare capire a noi che è necessario appartarci, salire sul monte, magari di notte, cioè nel buio di tutte le cose terrene, per metterci in contatto con Lui, con il Padre.

A Nazaret lo facevamo tante volte. Lo faceva Lui anche se non ne aveva bisogno, per insegnarlo a noi, a me, a Giuseppe. Mentre noi insegnavamo a lui bambino, adolescente che cresceva, la vita da uomo, il suo atteggiamento ci invitava, ci immergeva, nella sua vita divina, grazie alla quale andavamo avanti.

C'erano anche al tempo nostre le difficoltà. C'era il vento contrario. C'erano le alte onde che tentavano di sbatterci, di farci affogare. Con lui non avevamo paura. Anche se un alone misterioso avvolgeva la sua vita, pure sapevamo, credevamo a quello che ci era stato detto, anche senza vederlo.

Nella tua vita c'è sempre al tuo fianco Gesù. Devi crederlo! E lo devi credere soprattutto nei momenti in cui ti sembra di essere solo, contro la corrente del vento del mondo. Quando ti sembra di essere "sbattuto" anche tu dalle onde del male che vorrebbero travolgerti. Lo devi credere vicino. Lo devi credere che ti sta dando la mano, ti sta "afferrando", per non farti annegare, proprio quando forse stai "cominciando ad affondare".

Coraggio! Con Gesù ci sono anch'io, tua Madre. Anzi pensa che quella mano che Gesù tende per afferrarti, sono io che sto pregando Gesù per porgertela. Questo pensiero, oltre a non farti avere paura, ti invita a pregare con me. La preghiera è il salvagente che ti manterrà a galla. E' il rapporto con Dio che salva e che Gesù è venuto a insegnarci.
 

 


L'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di  locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in  preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd

 

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