
a cura di Padre Raffaele
Matteo 14, 22-23
(traduzione interconfessionale in lingua corrente)
uando sentì questa notizia [la morte di Giovanni Battista], Gesù partì in barca per recarsi in un luogo isolato, lontano da tutti, ma la gente venne a saperlo e seguirono Gesù a piedi, venendo da varie città. Quando Gesù scese dalla barca e vide tutta quella folla, ebbe compassione di loro e si mise a guarire i malati. Verso sera, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: “È già tardi e questo luogo è isolato. Lascia andare la gente in modo che possa comprarsi da mangiare nei villaggi”. Ma Gesù disse loro: “Non hanno bisogno di andar via: dategli voi qualcosa da mangiare”. Essi gli risposero: “Ma noi abbiamo soltanto cinque pani e due pesci”. E Gesù disse: “Portateli qui a me”. Allora Gesù ordinò di far sedere la folla sull'erba. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo e disse la preghiera di benedizione. Poi spezzò i pani e li diede ai discepoli; e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono e ne ebbero abbastanza. Alla fine raccolsero i pezzi avanzati e ne riempirono dodici ceste. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
da Maria
'attenzione
di Gesù per gli altri è stata sempre altissima. Fin da piccolo si preoccupava
del prossimo. Pensava alla sua famiglia, a Giuseppe, a me, ma non solo. Insieme,
il nostro sguardo era rivolto sempre agli altri, non per criticarli, ma capirli
e condividerne le pene, gli affanni.
La compassione in noi era veramente un patire insieme a chi soffriva. Poi c'era
l'aiuto, come potevamo.
Era una forma di educazione che si trasformava in emulazione nell'attenzione ai
bisogni della gente che ci circondava.
Quando poi andò via di casa e cominciò la sua missione, il suo sguardo entrava
nei cuori di chi incontrava, sapeva leggere nel profondo e soffriva con chi
soffriva.
Le debolezze dell'umanità che lo circondava ferivano la sua anima e si donava
dimenticando anche se stesso. Aveva bisogno, come uomo, di riposo, di
tranquillità. Non ha mai respinto nessuno, anche quando la gente si rendeva
importuna.
Prima gli altri: ormai era questo il suo stile di vita. Tutto per gli altri.
Alla fine ha donato tutto se stesso, fino alla morte, per l'umanità.
Stando con Lui anche in me cresceva questa esigenza che non è terminata con la
vita terrena, anzi, specialmente adesso che posso di più, faccio mia la sua
compassione e vi seguo e vi aiuto anche quando non ve ne accorgete.
Quel "dategli voi", detto il giorno in cui moltiplicò il pane per tanta gente,
risuona come un invito al mio cuore di mamma per tutti voi. Oggi mi ha fatto
distributrice del suo aiuto, delle sue grazie, di tutto ciò di cui avete
bisogno. La vostra vita intenerisce il mio cuore. Alzo continuamente gli occhi
al cielo, con la preghiera, perché continui a nutrire di sé, Pane spezzato,
tutti, anche quelli che credono di non averne bisogno.
Una cosa solo vi raccomando: non vi dimenticate di Lui! Se vi sforzate di
seguirlo, anche a costo di qualche sacrificio, sarò io stessa che prenderò dalle
sue mani quel Pane e ve lo darò.
L'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di
locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in
preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd
www.carmelitaniroma.it
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