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Preghiera Telematica: ANNO C - V Domenica di Pasqua
Domenica 2 Magio 2010 - Giovanni (13,31 -33a.34-35)



da Maria

e ultima parole di Gesù, come un testamento, ricapitolarono tutto il suo insegnamento: l'amore.
Disse che l'amore sarebbe stato il riconoscimento, la carta d'identità dei suoi discepoli.
Amore gli uni per gli altri, senza distinzione. Amore completo. Amore infinito nel tempo e nello spazio. Questo comandamento nuovo, quando Gesù lasciò questa terra, fu subito messo in pratica dai suoi discepoli e da tutti coloro che, grazie alla loro testimonianza, aderirono alla fede.
Io stessa lo alimentai, anche se all'inizio non ce n'era bisogno. I suoi discepoli si amavano davvero e amavano anche chi non credeva alla loro predicazione.
L'avevano capito. Poi, col tempo, cominciarono le difficoltà. Intervenivo come potevo. Allora bastava un mio sguardo silenzioso. Ripetevo quella raccomandazione di Gesù, con gli occhi. La mia presenza di Mamma, riconosciuta unanimemente da tutti, faceva da collante nel loro pensare ed agire.
Anch'io dovetti lasciare la terra. Raggiunsi il Regno dei Cieli, ma non terminò la mia missione. Anzi fu proprio allora che cominciai ad esserne fautrice. Potevo di più. Intervenivo di più.
Se ne accorsero presto quelli che credevano al Vangelo, sentendo il racconto degli avvenimenti della vita di Gesù. Ero presente con discrezione nel ricordo e nella narrazione. Gesù era risorto e vivo: questo era il primo annuncio, questa era la verità nuova coinvolgente. Ma quella Verità aveva scelto me come veicolo della sua manifestazione.
Se ne ricordarono e cominciarono presto non solo a guardarmi, ma ad invocarmi come Madre di Gesù, Madre di Dio, Madre dell'Amore.
Questo amore, caratteristica della fede in Dio, da Gesù, aveva preso un'altra dimensione. "Come io ho amato voi" divenne la nuova misura dell'amore umano che si stava logorando sulla terra.
E oggi? Come vorrei ripetervi e riportarvi a quell' "amatevi gli uni gli altri"!
La fede in Dio langue e langue perciò anche l'amore. Ne siete tutti consapevoli.
Non basta dire di credere. La fede è azione, è coerenza di vita. La fede deve essere testimoniata. Più che proclamarla si deve vivere. Tutti dovrebbero accorgersi che c'è una differenza profonda tra gli uomini. Tutti dovrebbero ripetere la presenza di Gesù proprio con l'amore.
Voi mi pregate come Madre del Divino Amore: lasciate che vi guidi a questo Amore per Dio attraverso l'amore gli uni per gli altri!

 


L'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di  locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in  preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd

Padre Raffaele Amendolagine di Padre Raffaele Amendolagine
OCD

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