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III Domenica di Pasqua | Catechesi mp3

a cura di Padre Raffaele
 


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ANNO C - III Domenica di Pasqua
Domenica 18 Aprile 2010 - Giovanni 21,1-19.



da Maria

opo la risurrezione del Signore, gli apostoli ripresero la vita ordinaria. Passati i primi giorni di grande emozione, dovevano continuare a vivere. Gesù aveva detto di aspettare una forza che sarebbe venuta dall'alto, ma l'attesa non doveva essere inoperosa. Dovevano aspettare con la mente e col cuore rivolti a lui, ma con le braccia dovevano continuare a darsi da fare per vivere. Lo capirono gli apostoli ed andarono a pescare, a riprendere il lavoro quotidiano.
Gesù, anche se non si faceva vedere, li seguiva. Un giorno, proprio mentre erano più affaticati e delusi, perché non avevano pescato nulla, sulla riva del lago finge di passeggiare. Anzi si fa bisognoso: "Avete nulla da mangiare?".
Sempre così il Signore: chiede per dare. La sua delicatezza nei confronti dell'uomo non si esaurisce. Non forza la volontà con qualcosa di eclatante. Si fa addirittura mendicante, bisognoso di aiuto.
Lavora i cuori. Li rende aperti a ricevere più di quanto possono donare. Sarà, infatti, lui, il suo amore che vuole dare. Delicatamente li stimola alla generosità. Sapeva che non avevano preso nulla, che non avevano nulla, eppure chiede. Si fa un uomo qualsiasi, un bisognoso senza alcun diritto di avere. Appare un estraneo, forse anche un forestiero. Non gli rispondono male, ma non hanno niente.
Scorto il desiderio di generosità, interviene: "Gettate la rete!". Una frase apparentemente sciocca dopo una nottata di fatica andata a vuoto. Ma il loro cuore, ormai aperto, produce il miracolo.
Quanti insegnamenti nell'agire di Gesù! Quando Giovanni mi raccontò quell'incontro e ciò che era accaduto, non potei non tornare con la mente alla nostra casa di Nazaret. Alla delicatezza di Gesù nel trattare la gente del vicinato. Alla delicatezza di Gesù con me, con Giuseppe. Già allora andava incontro alle necessità della nostra famiglia, di chi incontrava. Ma lo faceva con garbo, come se chi riceveva fosse lui stesso a dare.
Quel giorno sul lago di Tiberiade aveva persino preparato del pane, del pesce cotto. No, volle offrire ciò che avevano pescato. Lo mischiò a ciò che era pronto, invitandoli a mangiare il frutto del loro lavoro. Chiede per dare. Chiede ciò che è già suo, per dare in abbondanza. Poi a Pietro chiederà l'amore, per dargliene una miniera dalla quale avrebbe attinto tutta la Chiesa.
Io, sua e vostra madre, uso la medesima tattica: vi chiedo solo un po' più di attenzione per ripagarvi con il dono della sua presenza, che supera ogni altro dono.







L'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di  locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in  preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd

 

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