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Catechesi

a cura di Padre Raffaele
 


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ANNO C - VI Domenica del tempo ordinario
Domenica 14 Febbraio 2010 - Luca (6,17.20-26)



da Maria

a impressione che Gesù qualche volta si sia rivolto, a chi lo seguiva, con severità. Ma è necessaria anche questa per scuotervi. Fa bene il "Guai a voi!".
Tante volte, purtroppo, si è tentati di approfittare della bontà del Signore. E' vero che Dio ci ama tutti, ma non dovete con ciò lasciarvi andare a cose che a Dio non piacciono.
Amati si dovrebbe rispondere con amore e tutto dovrebbe essere compiuto per amore, ma le distrazioni sono tante. Poi ci sono dei sentimenti nascosti che vi spingono all'egoismo e questo difetto è contrario all'amore, che, per sua natura, dovrebbe essere solo donazione.
Pensare solo a se stessi, anche se lì per lì sembra dare soddisfazione, poi lascia solo amarezza.
Gesù è venuto a insegnare il modo di essere più sereni. Si può anche essere poveri, avere fame, piangere, ma quello che conta è che nell'animo ci sia la pace. Anzi offrendo a lui queste difficoltà materiali si cresce spiritualmente. Si riceve da lui non solo la forza di andare avanti, ma la spinta per alzare gli occhi e vedere quale è la vera beatitudine.
Quante volte nella nostra casa di Nazaret abbiamo sperimentato questo.
Sì, abbiamo subito anche del disprezzo, quasi dell'odio. E chi non sente intorno a sé incomprensione e anche isolamento? Può capitare, come a noi, che ciò avvenga "a causa del Figlio dell'uomo".
Ci guardavamo negli occhi e Dio ci dava la forza di tacere, di accettare e persino di sorridere. Non restavamo turbati per quanto si diceva sulla nostra famiglia. Noi sapevamo ciò che si stava compiendo in noi e attraverso di noi, pur non capendolo appieno. Era Dio che guidava tutto. Lo sentivamo. Questo lo capivamo. Nel nostro intimo ci sentivamo "beati".
Se capita anche a te di soffrire, anche se ingiustamente, pensa a ciò che ha detto Gesù. Pensa al "beato" e alla "ricompensa grande nel cielo", e ti sentirai più forte. Te lo suggerirò io quando ti capiterà, ma ascoltami!
 

 





L'ho chiamata "preghiera telematica" specificando che non si tratta di  locuzioni, visioni, apparizioni, ma di semplice meditazione fatta in  preghiera immaginando che la Madonna mi suggerisca ciò che scrivo.
P. Raffaele ocd

 

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