Preghiere, novene e devozioni: Novena a Maria Regina della Pace.
 

Novene
Novena a Maria Regina della Pace

Novena a Maria Regina della Pace

1° giorno, 16 giugno
Una nuova storia d’amore.

Sotto la tua collina [= Podbrdo]

Madre Maria, eccoci davanti a te,
con tante lacrime, dolori e ferite:
ma tu offrile al diletto Figlio
come regalo dei nostri sofferenti giorni.

Madre Maria!

Rit.: O Madre del Podbrdo, volgi su di noi il tuo sguardo,
ascolta le nostre suppliche, ascolta la nostra voce!
Proteggici, o Madre e prega per noi.
Salvaci, o Madre, salva (tutti) noi.

Davanti a te passano le file dei figli credenti,
figli di ogni colore: bianco, nero, giallo.
Ascoltali, o Madre! Con amore li accogli
nel caldo abbraccio, sotto il tuo manto materno.
Madre Maria!

Tutte le bandiere si intreccino in una sola,
l’uomo nell’uomo incontri il tuo Figlio;
e tutta la terra s’immerga nella fraternità
di una comunione nuova senza odio e senza oscurità.
Madre Maria!

Oh, tutti i nostri campi e i bambini,
gli uccelli e il sole, le rocce, l’erba
si uniscano con te nel canto,
lodino te e il loro Creatore!
Madre Maria!

Stendi sopra di noi le tue braccia potenti,
spargi la benedizione sul tuo pianeta.
I popoli tutti possano conoscere
che un amore nuovo è stato in te concepito.
Madre Maria!

Sgorghino i fiumi dai cuori degli uomini,
gli affamati si sazino dell’amore e della pace.
Il nostro Crocifisso con le sue sante piaghe
regni su di noi e sul nostro cosmo!
Madre Maria!


La Santissima Trinità mandando ancora una volta nella storia umana la Vergine Maria, Madre di Dio e Madre nostra, la Regina della Pace, ha fatto nascere un amore nuovo nel suo immacolato Cuore e nei cuori dei suoi figli che l’hanno conosciuto e riconosciuto.
E’ l’amore con cui il Padre ci ama in Cristo nello Spirito (cfr. Gv 14, 23; 16, 27). E’ l’amore del Redentore crocifisso per noi. E’ l’amore che ha investito Maria della maternità divina e poi della maternità nei nostri confronti, nell’ordine della grazia che “perdura ininterrotta, a partire dal consenso prestato con fede nell’annunciazione e mantenuto senza esitazioni ai piedi della croce, fino al coronamento eterno di tutti gli eletti” (LG, 62).
L’espressione dell’immenso amore con cui Dio ci ama in Cristo è la persona della Vergine Maria donataci quale vera Madre che ci mostra la strada della pace e della nostra salvezza. In molti modi lei ci parla, ci protegge, intercede per noi e con il suo materno amore sa conquistare il cuore dei suoi figli peccatori per condurli al suo Figlio Gesù.
Maria, nostra Madre, Regina della Pace, desidera che tutti troviamo la vera felicità in Dio, la sua pace “che sorpassa ogni intelligenza e custodisce i nostri cuori e i nostri pensieri in Cristo Gesù” (Ef 4, 7).

La poesia riportata sopra, una preghiera scritta in croato da fra Janko Bubalo (quello che ha pubblicato l’intervista con la veggente Vicka) nella notte del 5 agosto 1984, per il 2000° compleanno della madre di Gesù e Madre nostra Maria, può servire oggi per la meditazione, per la condivisione e come preghiera che ci può aiutare a ringraziare il Signore per il dono di Maria nostra Madre, entrata nella nostra storia, e per quello che abbiamo ricevuto per mezzo di lei.

Il primo giorno della novena affidiamo all’intercessione del nostro patrono San Luigi Maria di Montfort:
“Dio di eterna sapienza, che hai reso il sacerdote san Luigi Maria singolare testimone e maestro della perfetta donazione a Cristo, tuo Figlio, per le mani della sua santa Madre, fa’ che, seguendo il medesimo cammino spirituale, collaboriamo all’avvento del tuo Regno. Per il nostro Signore…“.


2. giorno, 17 giugno
Il rinnovamento della Chiesa e la pace dell’umanità.

Nella nostra Regola di Vita il rinnovamento spirituale della Chiesa e la pace del mondo sono presentati come scopo specifico della nostra vocazione (cfr. nn. 4 e 56).
Giovanni Paolo II, animato dalla stessa preoccupazione per il cammino della Chiesa e dell’umanità nel nuovo millennio, ci ha lasciato alcuni documenti magisteriali post-giubilari con affermazioni profetiche ben precise: la Chiesa deve diventare “scuola di preghiera” nel cammino di santità, “misura alta” della vita cristiana ordinaria (cfr. Lett. ap. Novo millennio ineunte, cap. III), deve diventare “casa e scuola” della comunione e della carità (cfr. ivi, cap. IV), ripartendo e sempre di nuovo tornando a Cristo per rigenerarsi, perché senza di lui, senza la grazia, non possiamo fare nulla (cfr. Gv 15, 5).
“Consentite al Successore di Pietro, in questo inizio del millennio, di invitare tutta la Chiesa a questo atto di fede che s’esprime in un rinnovato impegno di preghiera” (NMI, 57). Per questo è necessario mettersi in ascolto del Verbo, della Parola, contemplare la vita di Gesù Cristo, attingere la grazia nei Sacramenti che lui ci ha donato, imparare a pregare e impegnarsi nella preghiera personalmente e comunitariamente, per poter conformare la propria vita alla sua e viverla come un progetto da realizzare nella carità e nella comunione.
“Prima di programmare iniziative concrete occorre promuovere una spiritualità della comunione, facendola emergere come principio educativo in tutti i luoghi dove si plasma il cristiano […]. Non ci facciamo illusioni: senza questo cammino spirituale, a ben poco servirebbero gli strumenti esteriori della comunione” (Ivi, 43). La comunione è il frutto e la manifestazione dell’amore della Santissima Trinità. Essa incarna e manifesta l’essenza della Chiesa che è “segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (LG, 1). Se vogliamo essere fedeli al disegno di Dio e rispondere alle attese profonde del mondo, dobbiamo fare della Chiesa “casa e scuola della comunione”.
Maria Santissima e l’Eucaristia, l’Anno mariano (del Rosario) e l’Anno dell’Eucaristia con i rispettivi documenti (Rosarium Mariae Virginis, Ecclesia de Eucharistia e Mane nobiscum Domine) completano la visione profetica di Giovanni Paolo II del cammino della Chiesa nel terzo millennio che comporta il suo rinnovamento e una efficace missione salvifica.
C’è un’altra eredità che Giovanni Paolo ha consegnato alla Chiesa: la sua testimonianza dell’accettazione della croce, la sua generosità nel sacrificio legato alla sua vocazione,… la promozione delle giornate del digiuno per la pace, insomma, l’importanza del sacrificio per ottenere le grazie da Dio. Infatti non c’è Risurrezione di Cristo senza la sua Morte in croce, non c’è il perdono senza lo spargimento del Sangue di Gesù, non c’è lo Spirito che tutto rinnova senza la dipartita del Signore attraverso il suo esodo Pasquale. Colpisce profondamente la scena della “Passione di Cristo” dove Gesù sfinito dalla sofferenza dice alla Madre che lo incontra: “Sto rinnovando tutte le cose”.

E’ evidente la sintonia tra il cammino spirituale tracciato dalla Regina della Pace nei suoi Messaggi e con tutta la sua pedagogia spirituale materna e quello del Magistero di Giovanni Paolo II, “padre spirituale di tutti” (Mess. del 4 novembre 1981) che lei ha scelto per i nostri tempi (cfr. Mess. del 25 agosto 1994).

Oggi prendiamo in considerazione che per rispondere alla vocazione ricevuta per mezzo di Maria Regina della Pace, dalla quale dipende il rinnovamento della Chiesa, la salvezza e la pace di molti, perfettamente in linea con il cammino spirituale-pastorale che Giovanni Paolo II addita alla Chiesa del terzo millennio, è necessario:
• Imparare a pregare e perseverare in preghiera personalmente e comunitariamente.
• Impegnarsi seriamente a vivere la spiritualità della comunione (cfr. NMI, 43-45).
• Rinunciare a se stessi e seguire la strada di Gesù Cristo portando la propria croce (cfr. Mc 8, 34-35 e parall.) di tanti “piccoli sacrifici” (cfr. RdV n. 9).

In questo secondo giorno della novena chiediamo l’intercessione al nostro patrono San Giovanni Calabria per trovare l’aiuto della Provvidenza nella nostra vita spirituale, comunitaria e personale:
“Dio, Padre onnipotente, che per ravvivare nel mondo la fiducia nella tua paternità e l’abbandono alla tua provvidenza, hai suscitato nella Chiesa il sacerdote Giovanni Calabria, concedi a noi, per sua intercessione, … di trovare l’aiuto della tua provvidenza nella nostra vita spirituale, comunitaria e personale. Per il nostro Signore…”.
In certo senso abbiamo “diritto” all’intercessione del Servo di Dio Giovanni Paolo II, perché lui che si è donato completamente alla Madonna, contribuisca alla buona riuscita della “causa della Vergine Maria” anche nella sua Comunità Mariana Oasi della Pace:
“O Trinità Santa, ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa il papa Giovanni Paolo II e per aver fatto risplendere in lui la tenerezza della tua paternità, la gloria della Croce di Cristo e lo splendore dello Spirito d’amore. Egli, confidando totalmente nella tua infinita misericordia e nella materna intercessione di Maria ci ha dato un’immagine viva di Gesù Buon Pastore, e ci ha indicato la santità come misura alta della vita cristiana ordinaria quale strada per la raggiungere la comunione eterna con te. Concedici, per sua intercessione, secondo la tua volontà, la grazia che imploriamo, nella speranza che egli sia presto annoverato nel numero dei tuoi santi. Amen.

3. giorno, 18 giugno
Il dispiacere perché “non sono ancora santo/a – in cammino di conversione.

Il Messaggio che spesso accompagna varie richieste della Regina della Pace, il suo Messaggio più importante, è l’invito alla conversione.
Nella vita cristiana, come anche nella nostra vocazione, la conversione non è solo un evento di grazia, ma un cammino che richiede la perseveranza per poterci condurre progressivamente alla santità (cfr. RdV n. 2). A volte dobbiamo dolorosamente constatare: non sono ancora santo/a. Abbiamo i nostri difetti e la nostra fragilità. Viene meno la nostra vigilanza-sobrietà del cuore, la fiducia filiale in Dio, la perseveranza nella carità che ci costa sacrifici, ci lasciamo prendere dalla pigrizia e non combattiamo nella preghiera e negli impegni della vita spirituale, veniamo meno nella lotta contro noi stessi e contro le insidie del nemico. E se non siamo vigilanti possiamo perdere la visione di fede fidandoci semplicemente delle soluzioni umane delle nostre prove e difficoltà, senza poter scoprire il senso profondo di ciò che stiamo vivendo. La scelta del Padrone da servire (cfr. Mt 6, 21.24) la dobbiamo fare sempre di nuovo. Non possiamo corrispondere al grande disegno di Dio su di noi senza risvegliare giorno dopo giorno l’amore preferenziale per il Signore e per la nostra Madre Maria. Nota: Il testo che ci può illuminare è “Il combattimento spirituale” del Catechismo della Chiesa Cattolica nn. 2725-2758.
Dal Messaggio della Regina della Pace del 28 gennaio 1987:
“Miei cari figli, sono venuta da voi per condurvi alla purezza dell’anima e dunque verso Dio. Come mi avete accolto? All’inizio senza credere, con paura e sfiducia verso i ragazzi che ho scelto. Poi una maggioranza mi ha accolto nel suo cuore e ha cominciato a mettere in pratica le mie richieste materne. Ma purtroppo questo non è durato a lungo. In qualunque luogo io vada, ed è con me pure mio Figlio, là mi raggiunge anche satana. Voi avete permesso, senza accorgervene, che prendesse il sopravvento in voi, che vi dominasse.
Alcune volte capite che qualche vostro gesto non è permesso da Dio, ma rapidamente soffocate questo sentimento. Non cedete, figli miei! Asciugate dal mio volto le lacrime che verso osservando quello che fate. […] Trovate il tempo per riunirvi in famiglia a supplicare la grazia da Dio. Ricordatevi dei vostri morti, date loro gioia con la celebrazione della Messa. Non guardate con disprezzo il povero […]. Aiutatelo. E anche Dio aiuterà voi. […] Non ingannatevi pensando: “Io sono buono, ma il mio fratello che mi sta accanto non vale nulla”, non sareste nel giusto. […] Ritornate alla preghiera! Nulla è più importante di essa. […] Quando avete rinunciato, l’ultima volta, a qualche cosa per il Signore? Non voglio rimproverarvi ulteriormente; voglio invece invitarvi ancora una volta alla preghiera, al digiuno, alla penitenza. Se col digiuno desiderate ottenere grazia presso Dio, che nessuno sappia che digiunate. Se, con un dono al povero, desiderate ottenere grazia presso Dio, che nessuno lo sappia all’infuori di voi e del Signore […]”.

Il terzo giorno della novena affidiamo all’intercessione del nostro patrono San Gabriele dell’Addolorata:
“O Dio, che con mirabile disegno di amore hai chiamato san Gabriele dell’Addolorata a vivere il mistero della Croce insieme con Maria, la madre di Gesù, guida il nostro spirito… perché anche noi, come lui, ci decidiamo e perseveriamo nel cammino di santità. Per il nostro Signore…”.


4. giorno, 19 giugno
Ottenere la pace da Dio e donarla agli altri.

Siamo al cuore del carisma della Comunità Mariana Oasi della Pace che la Regina della Pace ha voluto come strumento “per il compimento del Piano salvifico del Padre, con la testimonianza e il sacrificio delle nostre vite per la salvezza del mondo” (RdV n. 3).
“Con Maria, imploriamo dal Signore il dono della Pace, cioè il rinnovamento spirituale della Chiesa per la conversione e la riconciliazione del mondo intero con Dio” (Ivi, n. 4).
“Siamo una Comunità la cui vocazione è vivere il ministero e il voto di intercessione per la Pace per il rinnovamento spirituale della Chiesa e la riconciliazione di ogni uomo con Dio.
Il nostro ministero di intercessione richiede di essere comunità gradite a Dio allo scopo di poter stare in mezzo tra Dio e l’umanità e così ottenere da Lui grazie necessarie per la salvezza e la pace del mondo” (Ivi, n. 56).

Niente deve oscurare questo nostro carisma fondamentale con tre o anche più volti (intercessione, espiazione, accoglienza,… santificazione, spiritualità della comunione, testimonianza…): ottenere da Dio la grazia della salvezza e della pace per tutti, intercedendo, espiando, donando la vita al Signore nella fedele santificazione quotidiana, comunicando l’amore e la pace agli altri…
I carismi della CMOP sono vere sorgenti anche per una nuova evangelizzazione di cui il mondo oggi ha bisogno. Infatti, Giovanni Paolo II chiede a tutta la Chiesa un rinnovato impegno di preghiera e una spiritualità della comunione (cfr. NMI capp. III e IV), dai quali la nuova evangelizzazione scaturisce e diventa frutto maturo.
Giovanni Paolo II, soprattutto nella lettera sul Rosario, non trascura di invitare la Chiesa ad intercedere per le cause difficili del nostro tempo: per la pace e per la famiglia proponendo, come la Madonna nelle sue apparizioni a Fatima, a Medjugorje e altrove, la preghiera corale del Rosario: “A questa preghiera la Chiesa ha riconosciuto sempre una particolare efficacia, affidando ad essa, alla sua recita corale, alla sua pratica costante, le cause più difficili. […] Oggi all’efficacia di questa preghiera consegno volentieri – l’ho accennato all’inizio – la causa della pace nel mondo e quella della famiglia” (RVM, 39).
Pregare, intercedere, amare, accogliere il prossimo, vivere il digiuno, la rinuncia e la croce… devono diventare vere passioni di ogni consacrato ed ogni consacrata della CMOP.
Dobbiamo valorizzare con saggezza, discernimento ed obbedienza il patrimonio antico e nuovo della nostra spiritualità perché i nostri impegni comunitari e personali realizzino i desideri di Maria Regina della Pace.
La nostra preghiera ha bisogno di un colore preciso, in sintonia con il nostro carisma, per tradursi nella concretezza della vita comunitaria e nell’accoglienza, dimensione missionaria specifica della nostra vita. Dal modo di pregare e dallo spirito che anima la preghiera provengono importanti conseguenze per l’uniformità dello spirito della nostra Comunità: per la nostra mentalità, per i sentimenti di appartenenza ad essa, per la disciplina e l’osservanza degli impegni della nostra vita consacrata, per la santità personale e comunitaria. Di questo era convinto Beato Giacomo Alberione, da cui è preso il pensiero.

Il Messaggio del 25 febbraio 1988:
“Cari figli, anche oggi desidero invitarvi alla preghiera e all’abbandono totale a Dio. Sapete che vi amo e per amore vengo qui per mostrarvi la strada della pace e della salvezza delle vostre anime. Desidero che mi obbediate e non permettiate a satana a sedurvi. Cari figli, satana è forte, e per questo chiedo le vostre preghiere e che me le offriate per quelli che stanno sotto il suo influsso, perché si salvino. Testimoniate con la vostra vita. Sacrificate le vostre vite per la salvezza del mondo. Io sono con voi e vi ringrazio. Poi, nel cielo riceverete dal Padre la ricompensa che vi ha promesso. Perciò, figlioli, non abbiate paura. Se pregate, satana non può intralciarvi minimamente, perché voi siete figli di Dio e lui tiene il suo sguardo su di voi. Pregate! La corona del rosario sia sempre nelle vostre mani, come segno per satana che appartenete a me.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Questo giorno affidiamo alla protezione del nostro patrono San Michele Arcangelo:
“San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia; sii tu il nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo. Che Dio eserciti il suo dominio su di lui te ne preghiamo supplichevoli. E tu, o Principe della milizia celeste, con la potenza divina, ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime. Amen.”

5. giorno, 20 giugno
“Essere pace”

La Regina della Pace nei suoi Messaggi ci chiede di vivere e testimoniare la pace, di portarla, donarla agli altri. La pace è dono di Dio. Questa pace spesso viene associata all’amore. Raramente la Madonna ci chiede di “diventare” e di “essere” pace, ma sempre ce lo chiede nel contesto della preghiera per la pace, della testimonianza e dell’offerta della pace a chi non ne ha.

Un’immagine dell’ ”essere pace” che si propone alla nostra mente è quella dell’acquisizione di certe qualità morali e spirituali di cui gli altri si possano accorgere e beneficiarne. E’ un ideale giusto da perseguire, ma sempre è un dono gratuito di Dio e non solo frutto del nostro impegno. Questo dono va chiesto con fede ed insistenza al Signore.
Una percezione, fondata sull’esperienza di tutti i giorni ci dice che il segreto della buona riuscita del nostro “essere pace” stia nella capacità spirituale e psicologica di affrontare con pace tutte le situazioni disagiate della vita, soprattutto le relazioni con gli altri. In quest’ottica la nostra preoccupazione spirituale nel vivere il carisma e il voto di “essere pace” si concentra su di noi, non primariamente sul Signore e sull’ascolto della Regina della Pace né sull’intercessione ed espiazione e neppure sulle persone da accogliere. Invece di approfondire e rendere più fruttuosi gli impegni per ottenere la pace da Dio, ci occupiamo delle nostre difficoltà personali.

Dietro gli inviti alla pace, che la Regina della Pace ci rivolge, scopriamo una dinamica spirituale, segnata dal primato di Dio, del suo amore e della sua pace e perciò caratterizzata dalla ricerca dell’amicizia con Dio in Cristo nei Sacramenti e attraverso la preghiera che continuamente attinge dalla Fonte la pace divina. La pace non possiamo godercela da soli, ma la dobbiamo comunicare agli altri, ottenerla per gli altri (cfr. RdV nn. 3.7).

Il modo autentico di “essere pace” è quello di non cercare di costruire “un essere” diventato subito “avere”, ma di donare e perdere la propria vita con la rinuncia a se stesso nella sequela di Cristo (cfr.: “Chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà” (Mc 8, 35)). Si tratta di un cammino di identificazione con Cristo “nostra pace” (Ef 2,14), di conformazione a lui che dona la propria vita per noi (cfr. Gv 10, 11.15.17.18), di assunzione della sua causa di salvezza e di pace, di osservanza dei suoi comandamenti con l’apertura alla sua presenza in noi (cfr.: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo da lui e prenderemo la dimora presso di lui” (Gv 14, 23); “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2, 20)).
Solo Dio è Pace, noi partecipiamo al suo dono e in un certo modo al suo “essere”. Il nostro “essere pace” si può riconoscere attraverso i frutti di pace salvifica in noi e in coloro per i quali intercediamo, ai quali trasmettiamo il dono della pace del Signore. Sappiamo che vivere nella tranquillità di un certo benessere senza occuparsi seriamente della salvezza e del vero bene dei fratelli sarebbe un inganno, perché la Madonna ha bisogno di chi la aiuti ad ottenere da Dio la pace e la salvezza del mondo, di chi si impegna ad operare per la pace (cfr. Mt 5, 9).

Soprattutto ci mettiamo in ascolto della parola della Regina della Pace; ecco due dei suoi Messaggi che parlano di pace e di “essere pace”:
Messaggio del 25 gennaio 2000:
“Cari figli, vi invito figlioli alla preghiera incessante. Se pregate siete vicini a Dio e lui vi guiderà sulla via della pace e della salvezza. Perciò, oggi, vi invito a dare la pace agli altri. Solo in Dio è la vera pace. Aprite i vostri cuori e diventate donatori di pace e gli altri in voi e attraverso di voi scopriranno la pace. Così testimonierete la pace e l’amore che Dio vi dà.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
Messaggio del 25 gennaio 2003:
“Cari figli, con questo messaggio vi invito di nuovo a pregare per la pace. In modo particolare adesso che la pace è in crisi, voi siate quelli che pregano e testimoniano la pace. Figlioli, siate pace in questo mondo senza pace.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Oggi chiediamo al nostro patrono San Paolo della Croce di ottenerci presso il Signore una vera comprensione del carisma della pace e la fedeltà nel viverla ogni giorno:
“O Padre, che per annunziare la Parola della Croce hai acceso di ardente zelo il sacerdote San Paolo della Croce, fa’ che noi pure, animati dal suo esempio, sappiamo guadagnare le anime dei nostri fratelli … e la pace per ogni creatura che ancora geme e spera nel mondo, vivendo con autenticità e fedeltà la nostra vocazione, ricevuta per mezzo di Maria Regina della Pace. Per il nostro Signore…”

6. giorno, 21 giugno
La famiglia dell’Oasi della Pace.


La Comunità Mariana è cresciuta dalle radici dell’esperienza spirituale di Medjugorje per essere una famiglia - Oasi di Pace, una famiglia ecclesiale di vita consacrata unita in preghiera con Maria.

a) L’Oasi della Pace.

Ci sono tre Messaggi della Regina della Pace che parlano dell’oasi di pace:
“Cari figli, Dio mi permette di realizzare con lui questa oasi di pace. Desidero invitarvi a conservarla in modo che sia sempre pura. Ci sono di quelli che, con il loro disinteresse, annientano la pace e la preghiera. V’invito a testimoniare e ad aiutare, con la vostra vita, a conservare la pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata” (26 giugno 1986).
Commento: L’oasi di pace è un dono di Dio e un’opera di Maria, edificata nella sua purezza con la preghiera e con l’impegno per la pace…

“Cari figli, sapete che vi ho promesso un’oasi di pace, ma non sapete che accanto all’oasi esiste il deserto, dove satana sta in agguato e cerca di tentare ciascuno di voi. Cari figli, solo tramite la preghiera potrete vincere ogni influenza di satana nel luogo in cui vivete. Io sono con voi, ma non posso privarvi della vostra libertà. Grazie per aver risposto alla mia chiamata” (7 agosto 1986).
Commento: Il tentatore, satana, continuamente cerca di distruggere la pace di chi fa parte dell’oasi. Nel deserto della tentazione solo con la preghiera siamo vittoriosi, ma dobbiamo deciderci…

“Cari figli, oggi, come non mai prima, v’invito a vivere i miei messaggi e a metterli in pratica nella vostra vita. Io sono venuta a voi per aiutarvi, e perciò v’invito a cambiare vita, perché avete preso un misero cammino: la via della rovina. Quando vi ho detto: “Convertitevi, pregate, digiunate, riconciliatevi”, avete preso questi messaggi alla leggera. Avete iniziato a viverli, ma per poi lasciarli, perché… erano difficili. No, cari figli! Quando qualcosa è buono, occorre perseverare e non pensare: “Dio non mi vede, non mi ascolta, non mi aiuta”. Così, vi siete allontanati da Dio per il vostro misero interesse. Io desideravo fare di voi un’oasi di pace, d’amore e di bontà. Dio desiderava che voi, con il vostro amore e con il suo aiuto, faceste miracoli e deste l’esempio; perciò, ecco che cosa vi dico: satana si prende gioco di voi e delle vostre anime, e io non posso aiutarvi, perché siete lontani dal mio Cuore. Perciò, pregate e vivete i miei messaggi e così vedrete i miracoli dell’amore di Dio nella vostra vita quotidiana. Grazie per aver risposto alla mia chiamata” (25 marzo 1992).
Commento: L’oasi di pace che è anche l’oasi di bontà e di amore si costruisce vivendo i Messaggi della Madonna, in particolare: la conversione, la preghiera, il digiuno, la riconciliazione. Occorre perseverare nel metterli in pratica anche se ci risultano difficili, non prenderli alla leggera per non allontanarci da Dio e dal Cuore di Maria e non permettere a satana di prendersi gioco di noi, per il nostro misero interesse. Con la nostra risposta nel vivere i messaggi, con il nostro amore ed esempio e con l’aiuto di Dio, vedremo i miracoli d’amore di Dio nella vita quotidiana.

Dove devo correggermi per edificare e rendere pura la nostra Oasi della Pace?
Prendiamo in considerazione quello che ci suggeriscono i tre Messaggi e anche altri riferimenti:
• Il mio rapporto con l’Eucaristia, cuore della nostra Comunità, oasi di Pace: vivo sempre nella grazia di Dio senza compromessi con il peccato?; coltivo la fede e l’amore per Cristo nostro Dio e Salvatore nel Sacramento?; capisco l’importanza del galateo eucaristico?; mi preparo per la Messa e curo il ringraziamento?…
• Il mio rapporto con Maria, Madre dell’Oasi della Pace: come vivo la consacrazione e la devozione a Maria Santissima, la preghiera del Rosario?; dove non rispondo ai suoi inviti e desideri?…
• L’oasi di Pace si costruisce anche col vivere i consigli evangelici: dove devo correggermi?
• Il mio rapporto con i fratelli: come vivo la spiritualità della comunione?

b) Una spiritualità della comunione.

Siamo chiamati ad edificare la nostra “famiglia” per poter adempiere la nostra missione nella Chiesa. Giovanni Paolo II chiede a tutta la Chiesa di formarsi alla “spiritualità della comunione”. Da essa infatti dipende il rinnovamento della Chiesa e l’efficacia della sua missione.
“Spiritualità della comunione significa innanzitutto sguardo del cuore portato sul mistero della Trinità che abita in noi, e la cui luce va colta anche sul volto dei fratelli che ci stanno accanto.
Spiritualità della comunione significa inoltre capacità di sentire il fratello di fede nell’unità profonda del Corpo mistico, dunque, come “uno che mi appartiene”, per saper condividere le sue gioie e le sue sofferenze, per intuire i suoi desideri e prendersi cura dei suoi bisogni, per offrirgli una vera e profonda amicizia.
Spiritualità della comunione è pure la capacità di vedere innanzitutto ciò che di positivo c’è nell’altro, per accoglierlo e valorizzarlo come dono di Dio: un “dono per me”, oltre che per il fratello che lo ha direttamente ricevuto. Spiritualità della comunione è infine saper “fare spazio” al fratello, portando “i pesi gli uni degli altri” (Gal 6, 2) e respingendo le tentazioni egoistiche che continuamente ci insidiano e generano competizione, carrierismo, diffidenze, gelosie.
Non ci facciamo illusioni: senza questo cammino spirituale, a ben poco servirebbero gli strumenti esteriori della comunione. Diventerebbero apparati senz’anima, maschere di comunione più che sue vie di espressione e di crescita” (NMI, 43).

Una Famiglia, unita nel nome di Dio, che si nutre della maternità di grazia di Maria Santissima, deve battere il ritmo del Cuore di Cristo suo Figlio, del suo comandamento d’amore, per essere se stessa, un’oasi di pace, e continuare la missione salvifica dell’unico rivelatore dell’amore del Padre.
La vocazione fondamentale del cristiano, non solo di chi si consacra al Signore a titolo speciale, è amare e dare la vita agli altri, per gli altri.
Oggi portiamo alla nostra Madre Regina della Pace un regalo: la ferma decisione di impegnarci nella “spiritualità della comunione” lì dove percepiamo di essere mancanti, per diventare un po’ più simili a lei, Madre del bell’amore.

Messaggio del 29 maggio 1986:
“Cari figli, oggi vi invito tutti a vivere l’amore verso Dio e verso il prossimo nella vostra vita. Senza amore, cari figli, voi non potete far nulla. Perciò, v’invito, cari figli, a vivere l’amore reciproco. Solo così potrete amare ed accettare me e tutti quelli che vengono nella vostra parrocchia: tutti sentiranno il mio amore per mezzo di voi. Perciò, vi prego, cari figli, di cominciare da oggi ad amare con amore fervente con cui vi amo io. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Oggi chiediamo l’intercessione perché la novena sia fruttuosa, al nostro patrono, padre della nostra Famiglia, San Giuseppe:

“San Giuseppe, uomo giusto e fedele, esempio di virtù evangeliche, a te ricorriamo per essere rivestiti delle tue virtù: della tua fede, della tua umiltà, della tua obbedienza, della tua pazienza, della tua prudenza, della tua purezza, del tuo silenzio adorante e del tuo spirito di abbandono.
Alla tua premurosa custodia paterna fu affidato il Figlio di Dio, a te affidiamo le nostre persone di figli nel Figlio con tutti i nostri bisogni.
E ti preghiamo ancora: allontana da noi, o nostro fortissimo protettore, la peste di errori e di vizi e difendici da ogni assalto del Maligno.
Sii il nostro maestro nel servire la missione salvifica di Cristo, il trionfo del Cuore immacolato di Maria, tua santissima sposa e con esso la pace e la riconciliazione dell'umanità con Dio.
San Giuseppe, prega per noi !”

7. giorno, 22 giugno
Il “colore” di preghiera a Medjugorje.


L’invito più insistente che troviamo nei Messaggi di Maria Regina della Pace è l’invito a pregare. La parrocchia di Medjugorje ha accettato questi inviti ed è diventata una scuola di preghiera di Maria Regina della Pace, offerta a tutti coloro che vi giungono.
La pedagogia di preghiera di Maria riguarda sia la preghiera comunitaria che la preghiera personale. Si entra in questa scuola di preghiera quando si comincia a pregare e si persevera in preghiera personalmente, in famiglia, nei gruppi di preghiera, in parrocchia…
Il cuore della preghiera a Medjugorje è la Santa Messa, preceduta dalla preghiera di due parti del Rosario, litanie Lauretane e dalla preghiera allo Spirito Santo. Dopo la Messa segue la preghiera del Credo, 7 Pater, Ave, Gloria, la preghiera di guarigione e la terza parte del Rosario.
A Lourdes e a Fatima la preghiera serale comprende una parte del Rosario, a Medjugorje la Madonna ha chiesto tre parti, cioè una preghiera insistente di intercessione corale che è nello stesso tempo anche la preparazione alla Messa e al sacramento della Penitenza per chi va a confessarsi, la via per andare incontro al Signore e ottenere da lui le grazie necessarie alla Chiesa ed al mondo, il dono della pace.
La Madonna ha esplicitamente chiesto e richiesto la preghiera allo Spirito Santo prima della Messa (cfr. Mess. del 26 nov. e 29 nov. 1983, del 2 genn. 1984).
Le preghiere del Credo con 7 Pater, Ave, Gloria erano consuete del posto, ma in un Messaggio (27 genn. 1984) la Madonna chiese alle famiglie di pregarle con intenzioni particolari: cinque Pater, Ave, Gloria in onore della passione di Gesù, un sesto per il papa e un settimo per l’effusione dello Spirito Santo. Chiese pure un’altra preghiera allo Spirito Santo (non era in corso la Novena di Pentecoste), l’Angelus, la consacrazione ai sacri Cuori di Gesù e di Maria e se possibile anche il Rosario.
Ai membri dei gruppi di preghiera, specialmente se decisi di fare un cammino di consacrazione speciale, la Madonna ha chiesto anche altri impegni di preghiera, di penitenza e di apertura al prossimo, aiutando loro con i consigli per un cammino spirituale autentico e fruttuoso.
Già da tempo troviamo a Medjugorje oltre l’adorazione eucaristica dopo la Messa di giovedì, altre due ore notturne di adorazione eucaristica con largo respiro contemplativo, guidata da un sacerdote e accompagnata con i canti adatti. Ai pellegrini è data la possibilità di incontrare il Signore vivo nel Sacramento ed accogliere il suo amore salvifico.
Un altro riferimento qualificato della spiritualità di Medjugorje è la Via Crucis assieme all’adorazione della Croce del venerdì. La grande croce sul monte Krizevac alla quale porta l’impegnativa Via Crucis, fu costruita nel 1933 e, secondo la Regina della Pace, era nel piano di Dio. I veggenti con i gruppi di preghiera l’hanno preso in seria considerazione come anche padre Slavko che pregava la Via Crucis ogni giorno. Senza la Via Crucis il pellegrinaggio a Medjugorje non è completo e le numerose grazie ricevute seguendo le orme del Redentore che soffre per tutti gli uomini, lo confermano.
C’è ancora un posto dove bisogna sostare in preghiera silenziosa, pregando normalmente il Rosario per arrivarci: il luogo della prima apparizione, il luogo dell’incontro con il Cuore della Madre, Regina della Pace, pieno dell’immenso amore per tutti i suoi figli.

La dimensione spirituale che fin dagli inizi delle apparizioni troviamo a Medjugorje è la cordiale ospitalità, l’accoglienza dei parrocchiani, pronti a trasmettere le loro testimonianze e accettare non pochi sacrifici che “l’invasione” dei pellegrini nelle loro case richiedeva. “Voi parrocchiani avete una croce pesante…” ha detto loro in un Messaggio la Madonna.
A Medjugorje ogni mercoledì e ogni venerdì si digiuna, possibilmente a pane e acqua. Nei primi anni delle apparizioni le famiglie del posto facevano digiuno e lo condividevano con i pellegrini.

Tutto questo racconto a che cosa serve? La Regina della Pace attraverso la spiritualità vissuta di Medjugorje ci parla in modo concreto suscitando in noi il desiderio di abbracciare lo stesso cammino spirituale con un nuovo amore, con generosità ed entusiasmo. Maria, Madre e maestra spirituale riflette la sua luce sulla spiritualità della sua Comunità e invita a rispondere alla sua chiamata.

Il lavoro spirituale per oggi: mettiamoci in ascolto dei desideri di Maria Regina della Pace verso ciascuno di noi e in particolare veso la sua Comunità Mariana Oasi della Pace.

Oggi preghiamo i Beati Francesco e Giacinta, piccoli veggenti di Fatima che con la loro generosità hanno risposto agli inviti della Madonna che è loro apparsa. A loro chiediamo di intercedere con noi per la Comunità Mariana Oasi della Pace e per ogni fratello e sorella, perché tutti rispondiamo alla chiamata di Maria Santissima:
“O Dio, tu hai voluto che Maria, Madre del tuo Figlio fosse anche nostra Madre; fa’ che, perseverando nella penitenza e nella preghiera per la salvezza del mondo, ci adoperiamo con tutte le forze per la crescita del regno di Cristo. Egli è Dio…”

8. giorno, 23 giugno
Una pedagogia di preghiera di contemplazione e di intercessione personale.

“…i percorsi della santità sono personali ed esigono una vera e propria pedagogia della santità, che sia capace di adattarsi ai ritmi delle singole persone. Essa dovrà integrare le ricchezze della proposta rivolta a tutti con le forme tradizionali di aiuto personale e di gruppo e con forme più recenti offerte nelle associazioni e nei movimenti riconosciuti dalla Chiesa” (NMI, 31).
“Per questa pedagogia della santità c’è bisogno di un cristianesimo che si distingua innanzitutto nell’arte della preghiera. Nella preghiera si sviluppa quel dialogo con Cristo che ci rende suoi intimi: “Rimanete in me e io in voi” (Gv 15, 4). Questa reciprocità è la sostanza stessa, l’anima della vita cristiana ed è condizione di ogni autentica vita pastorale. Realizzata in noi dallo Spirito Santo, essa ci apre, attraverso Cristo e in Cristo, alla contemplazione del volto del Padre. Imparare questa logica trinitaria della preghiera cristiana, vivendola pienamente innanzitutto nella liturgia, culmine e fonte della vita ecclesiale, ma anche nell’esperienza personale, è il segreto di un cristianesimo veramente vitale, che non ha motivo di temere il futuro, perché continuamente torna ad attingere alle sorgenti e in esse si rigenera” (NMI, 32).
“Sì, carissimi Fratelli e Sorelle, le nostre comunità cristiane devono diventare autentiche “scuole” di preghiera, dove l’incontro con Cristo non si esprima soltanto in implorazione di aiuto, ma anche in rendimento di grazie, lode, adorazione, contemplazione, ascolto, ardore di affetti, fino ad un vero “invaghimento” del cuore. Una preghiera intensa, dunque, che tuttavia non distoglie dall’impegno nella storia: aprendo il cuore all’amore di Dio, lo apre anche all’amore dei fratelli, e rende capaci di costruire la storia secondo il disegno di Dio” (Ivi, 33).
“Occorre allora che l’educazione alla preghiera diventi in qualche modo un punto qualificante di ogni programmazione pastorale” (Ivi, 34).
Queste affermazioni di Giovanni Paolo II nella Lett. ap. Novo millennio ineunte dicono la necessità di una pastorale e di una pedagogia di preghiera.

Oggi ci esaminiamo come preghiamo personalmente.
Ciascuno di noi deve coltivare una autentica preghiera personale che sia in sintonia con la propria vocazione e con la vocazione della Comunità Mariana Oasi della Pace. Giovanni Paolo II dice a tutti di "ripartire da Cristo", dalla contemplazione dei misteri di Cristo, dei suoi insegnamenti, del suo comportamento. La contemplazione ci porta ad immedesimarci con Cristo, con i suoi “sentimenti” (cfr. Flp 2, 5), ad assumere come nostra la sua causa di salvezza dell’umanità che è anche “la causa” della Madonna.
In concreto, ciascuno di noi deve trovare ogni giorno del tempo per una preghiera intensa che lo/la coinvolga profondamente e che non è semplicemente una lettura della parola di Dio, una meditazione, soltanto uno stare davanti al Signore, tutte cose necessarie, ma una preghiera che muova la mente e il cuore e fa scaturire l’intercessione e anche l’espiazione. Sì, la nostra contemplazione ci deve portare all’unione con Cristo e con la Madonna e all’intercessione, all’offerta della nostra vita a loro e ai fratelli.
Se abbiamo trovato un modo fruttuoso di pregare ed intercedere, dobbiamo perseverare e progredire con semplicità in questa preghiera.
La preghiera personale viene nutrita nella preghiera comunitaria, in particolare nella Liturgia e ad essa porta il suo indispensabile contributo.
La legge dell’interdipendenza tra preghiera, fede e vita ci dice di dover crescere nelle virtù, nella carità per poter pregare autenticamente – non dobbiamo rinnegare con la vita la nostra preghiera e non possiamo vivere virtuosamente senza la grazia che il Signore ci dona in preghiera e nei Sacramenti. Abbiamo bisogno di pregare nella verità (cfr. Gv 4, 23-24), attingere nello Spirito da Cristo alla luce della sua Parola. Infatti, è bene avere una preghiera preparata in antecedenza, di impronta evangelica, ed avere preparate le intercessioni che corrispondono ai segni dei tempi, alle grandi necessità della Chiesa e dell’umanità, per pregare poi anche in modo spontaneo seguendo le ispirazioni dello Spirito che ci parla nel cuore. La Via Crucis è una preghiera che si presta bene a questo scopo, perché come il Rosario, è uno strumento per la contemplazione del mistero cristiano, per la conformazione a Cristo nel cammino di santità, per l’evangelizzazione del Popolo di Dio e di intercessione per le cause difficili del nostro tempo, ancor più se accompagnata dalla preghiera contemplativa ed implorativa della Coroncina alla Divina Misericordia.
Padre Jozo l’anno scorso durante gli esercizi spirituali ci raccontò d’aver incontrato i sacerdoti che gli hanno detto di preferire il silenzio alla preghiera del Rosario e commentò facendoci ridere: “Sono poltroni, dicono di preferire il silenzio, ma non pregano…” Anche noi dobbiamo evitare questo inganno. Certo, abbiamo bisogno del riposo, del riposo alla presenza del Signore, tuttavia siamo chiamati ad una contemplazione che sboccia nell’intercessione… e spesso ci costa, ci costa soprattutto all’inizio della preghiera.
La Regina della Pace nei suoi Messaggi non raramente ci invita a risvegliarci dal nostro torpore spirituale, a impegnarci di nuovo a vivere i suoi Messaggi.

Oggi ricorriamo all’intercessione della nostra patrona Santa Gemma Galgani che, ferita d’amore, non si risparmiava nell’offrirsi al suo Sposo crocifisso per riparare i peccati ed ottenere la salvezza per i peccatori. Preghiamo perché come lei anche noi “l’amore di Cristo ci spinga” (cfr. 2 Cor 5, 14) ad intercedere ed espiare, trovando, ogni giorno tempo per una preghiera coinvolgente ed efficace.
Gloria al Padre…

9. giorno, 24 giugno
Supplica a Maria Regina della Pace.

Giunti all’ultimo giorno della Novena ci raccogliamo nel dire a Maria Regina della Pace e a Dio che per mezzo di lei è intervenuto nella nostra vita, la nostra lode e il ringraziamento, la nostra riconoscenza, le nostre promesse e speranze, le nostre richieste…

Supplica a Maria Regina della Pace
O Madre di Dio e Madre nostra Maria, Regina della Pace, con te lodiamo e ringraziamo Dio che ti ha donata a noi quale nostra vera Madre che ci mostri la strada della Pace e della nostra salvezza, e quale Regina che ottieni per noi dal Signore i beni della pace e della riconciliazione.

In molti modi tu ci parli, ci proteggi e intercedi per noi e con il tuo materno amore conquisti il cuore dei tuoi figli peccatori per condurli al Figlio Gesù.
Sii benedetta e ringraziata !

Come nel tuo cuore materno, o Maria, c'è spazio per tutti i tuoi figli, anche per coloro che trafiggono il tuo cuore perdendosi nel peccato, così il nostro amore possa abbracciare i fratelli, senza escludere nessuno, e diventare intercessione ed espiazione per loro.
La carità che tu, o Madre ci insegni nella preghiera ad accogliere e vivere, possa unire i tuoi figli tra loro.

Accompagnaci, o Vergine Santissima, nell'impegno della nostra conversione e santificazione quotidiana perché, aiutati da te, vinciamo il nemico delle nostre anime e dell'umanità con la preghiera, la partecipazione ai Sacramenti, il digiuno, la carità e la rinnovata decisione per Dio.

Il cuore della nostra pietà e di tutta la nostra vita sia il Sacrificio eucaristico del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Salvatore.
Lo vogliamo frequentemente e con gratitudine ricevere nella santa Comunione, adorarlo realmente presente nel santissimo Sacramento e riparare, con fede e amore, i peccati con cui egli è offeso.

Sii tu, Maria, donna "eucaristica", la nostra guida nel rendere santamente culto a Dio ogni giorno della nostra vita, facendo del modo di vivere di Cristo il nostro progetto di vita.

La Croce del Signore, l’albero della Vita, sia per noi salvezza, santificazione e guarigione; contemplata nel suo mistero e venerata ci porti a partecipare alla passione redentrice di Cristo, perché anche attraverso le nostre croci Dio sia glorificato.

Vogliamo vivere la nostra consacrazione a te, o Vergine Immacolata, unirci ai sentimenti e alle intenzioni del tuo Cuore di Madre della Chiesa e dell'umanità.
Vogliamo, soprattutto con la preghiera del Santo Rosario, intercedere per la pace e affidarti così le nostre vite, le nostre famiglie e l'umanità intera.

O Madre del Verbo fattosi uomo, tu ci hai donato il Cristo, nostra Via, Verità e Vita. Egli ci guida, ci illumina e ci comunica la Vita nello Spirito con la sua Parola, perciò vogliamo tenere la Parola di Dio in un posto visibile nelle nostre case come segno della Sua presenza e richiamo continuo alla lettura e, secondo il tuo esempio, Maria, nel posto più intimo del nostro cuore per serbarla, meditarla e metterla in pratica.

O Maria, Regina della Pace, aiutaci a vivere il cammino della pace, a "essere pace", a intercedere ed espiare per la pace della Chiesa e dell'umanità, a testimoniare e donare la pace agli altri.
Possa il nostro cammino di pace essere condiviso con tutti gli uomini di buona volontà.

O Madre della Chiesa che con la tua intercessione sostieni la nostra preghiera, ottieni per noi e con noi il dono dello Spirito Santo per la Chiesa, perché ritrovi la sua unità, un cuor solo e un’anima sola in Cristo, con te e con il successore dell’apostolo Pietro, per essere strumento della riconciliazione di ogni uomo con Dio e di una nuova civiltà dell’amore.

Come non esserti riconoscenti, Maria, per tutte le grazie di vita nuova con Dio e di Pace che il Signore fa passare a noi attraverso di te, associandoti alla sua passione redentrice.
Grazie, o Madre e Regina della Pace !

La tua benedizione materna, o Maria, Madre nostra dolcissima, scenda su ciascuno di noi, sulle nostre famiglie, sulla nostra famiglia ecclesiale Comunità Mariana Oasi della Pace, sulla Chiesa e sull'umanità intera.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Questa supplica la può pregare chiunque ha aderito ai richiami di Maria Regina della Pace. In essa può ritrovare il proprio “volto” di figlio/figlia di Maria Regina della Pace e rinnovare gli impegni spirituali come una esigenza di risposta all’Amore ricevuto per mezzo della Madre Maria.

Per un lavoro spirituale tre brevi domande:
1. Che cosa ti colpisce di più in questa preghiera?
2. Su quali impegni spirituali in essa espressi dovresti lavorare di più?
3. Che cosa direbbe ancora in questa preghiera il tuo cuore di figlio/figlia di Maria Regina della Pace?

L’ultimo giorno della Novena affidiamo all’intercessione dei Santi che non sono patroni, ma hanno segnato la spiritualità della Comunità nel suo cammino storico: S. Maria Goretti, S. Maria Bertilla, S. Massimiliano Maria Kolbe, S. Teresa di Lisieux, S. Pio da Pietrelcina, S. Faustina Kowalska… e tutti i Santi Patroni personali e Angeli di Dio (cfr. RdV n. 128):
“Dio onnipotente ed eterno, che ci hai donato i Santi come nostri amici, modelli e intercessori, concedi alla Comunità Mariana Oasi della Pace, per la comune intercessione di questi nostri fratelli e sorelle, la grazia di rispondere pienamente alla chiamata di Maria Regina della Pace. Per il nostro Signore…”




Padre Davorin Dobaj


































































  
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