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Cristo in montagna
Rozzo, un Cristo di legno su di una croce tarlata,
inchiodato, implora…
L’acqua e gli anni hanno penetrato la mano trafitta.
Solo, sei qui, sull’aspra roccia, tra il vento e le bufere.
Non hai intorno, come i Crocifissi di città,
corone d’oro o candelabri lucenti.
Il falco e il gufo orchestrano musica varia.
Il viandante ti cerca, ti chiama, disperato…
e tu, ramingo, lo vedi passare in questa via sassosa.
Tu, figlio di Dio.
Piangi, viandante, lì, tra sassi, ortica e spini irsuti,
tra il gracchiare del corvo e il lamento del vento,
ai piedi della Croce, piangi e prega, viandante.
Intorno non ci sono liturgie né canti,
né marmi austeri, né troni addobbati.
C’è Cristo nudo, solo, che ti benedice
dal più alto degli altari.
(Pensiero che si legge nella Chiesetta montana di S, Niccolò, in Val di Fassa
–TN-)
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