|
Signore, si confessi.
Quando P. Kolbe si trovava a
Zakopane fece la conoscenza di un certo intellettuale. Ad ogni
incontro lo pregava "Signore, si confessi". Ma quegli soleva
rispondere: "Nulla da fare, Reverendo; la rispetto, Padre, ma
non andrò a confessarmi, forse un'altra volta...". Dopo alcune
settimane, questo signore, prima di partire, venne da P. Kolbe
per accomiatarsi. Le ultime parole di P. Massimiliano furono:
"Signore, vada a confessarsi...".
"La prego, Reverendo, non ho tempo, devo andare in fretta alla
stazione".
"Allora accetti almeno questa Medaglia miracolosa".
Il signore accettò per cortesia la medaglietta e si recò subito
alla stazione ferroviaria. Intanto P. Massimiliano cadde in
ginocchio per implorare dall'Immacolata la conversione
dell'ostinato. Oh, meraviglia! dopo un istante qualcuno bussa
alla porta ed entra il medesimo signore che aveva tanta fretta
di prendere il treno. Sin dalla soglia esclama "Padre, la prego
di confessarmi"!.
Ho solo partecipato a
un ballo
Una giovane andata a confessarsi
dal Santo Curato d'Ars si accusò di aver solo partecipato ad un
ballo.
-Non avete notato nulla, a quel ballo? - le chiese il Santo.
-No, Padre.
-Non c'era un giovanotto brillante, che ha fatto ballare tutte
le ragazze, meno voi?
-Mi ricordo: era molto attraente, ma mi incuteva un po' di
paura.
-E null'altro ?
-No: quando uscì, scorsi le scintille sotto i suoi piedi.
-Ora ci siamo, figliola mia. Quel giovanotto elegante era il
diavolo. E sapete dirmi perché non vi ha invitata a ballare con
lui?
-Non so.
-Perché portate al collo la "Medaglia Miracolosa", che lo ha
tenuto lontano.
La testimonianza di come la Medaglia Miracolosa ha salvato un
ateo.
La storia che
racconto ha dell'incredibile e solo se uno ha Fede può crederci.
Sono un'insegnante di scuola elementare, vivo in provincia di
Frosinone, sono sposata e curo molto l'educazione religiosa ed
umana dei miei figli. Anch'io ho ricevuto una ottima educazione
religiosa e adesso comprendo meglio di allora quanto è
importante pregare fin da bambini. Ai miei figli parlo molto di
Gesù e della Madonna, trasmetto loro non tanto le mie
convinzioni, ma ciò che il Signore e sua Madre oggettivamente
sono, alla luce del Vangelo e di questi duemila anni di storia
cristiana. I miei alunni mi vogliono molto bene, notano che io
li amo veramente e che i miei rimproveri e le esortazioni
vogliono solamente aiutarli. Tra le diverse pratiche
devozionali, sono impegnata a diffondere a tutti quelli che
incontro la Medaglia Miracolosa. Ho una Fede cieca sulla sua
efficacia e potenza. D'altronde, la Madonna lo ha detto
nell'apparizione nel 1830 a Santa Caterina Labouré: "Coloro che
la porteranno al collo, riceveranno grandi Grazie". Per l'amore
che nutro verso la Madonna e la convinzione sulla importanza
della Medaglia, ogni mese compro 300 Medaglie Miracolose e le
regalo a tutti coloro che incontro.
Un giorno, uscendo da scuola, ho incontrato un conoscente
che non vedevo da anni, un uomo impegnato in politica, di
famiglia anticlericale. Un non credente che condannava sempre la
Chiesa e quasi in ogni occasione trovava pretesti per diffamare
i Sacerdoti. Lo ricordo diversi decenni fa non come una persona
buona, aveva un grande culto della sua persona, si considerava
il migliore in tutto. Ma Gesù è venuto ed è morto anche per lui,
anzi, proprio lui Gesù vuole salvare. Era la pecorella smarrita.
Incontrando questo amico, in un istante pensai che era inutile dare la
Medaglia, era sprecata, ma subito dopo pensai dove fosse finita
la mia Fede. Tenevo le Medaglie proprio per i peccatori.
Ricordai l'incredibile conversione dell'ebreo Alfonso Ratisbonne
nella Chiesa di Sant'Andrea delle Fratte a Roma, proprio perché
aveva ricevuto la Medaglia e la portava addosso.
Così, dopo i convenevoli, presi con amore e tanta Fede la
Medaglia da dare al mio amico. Lui guardò la Medaglia, poi
guardò me stupito, come a domandarmi se veramente mi ero
ricordata della sua irreligiosità. Con molto garbo mi disse che
non poteva prenderla per il fatto che non crede a nulla, e la
rifiutò. Io tirai fuori le mie convinzioni, la mia Fede la
mostrai tutta davanti, fino al punto di dire: "Anche se tu non
credi in Dio, perché rifiuti l'idea che questo Dio esiste, ti
vuole bene e ti vuole salvare dall'inferno? Come puoi essere
certo che Dio non esiste? Chi te lo ha detto e chi
può affermare questo con certezza? ". Ascoltando le
mie parole, i suoi occhi si illuminarono, rimase in silenzio, ma
rispose che non poteva accettare la Medaglia. lo insistetti,
invitandolo a prenderla `perché la Madonna ti vuole bene e ti
vuole salvare dalla perdizione eterna. Perché ti spaventi di
questa piccola Medaglia? ". Solo a queste parole la prese, senza
dire nulla. Ma era solo per non dispiacermi. Non lo
vidi per un certo tempo, quasi due mesi, prima che succedesse
l'incredibile. Una mattina entro in classe e un bambino mi
invita da parte per dirmi qualcosa. Queste le sue parole:
"Maestra, questa notte ho fatto un sogno. Ho visto un uomo e mi
ha detto di dirvi che si chiama Alberto e che ha ricevuto una
Medaglia Miracolosa da lei e che lui subito non voleva
accettarla, ma poi la prese. Tenendo la Medaglia addosso
cominciò a sentire una attrazione per la Medaglia e recitò la
preghiera che c'è scritta (O Maria concepita senza peccato,
prega per noi che ricorriamo a Te). Lui cominciò a recitare
questa preghiera e a dire alla Madonna di pregare per lui. La
settimana scorsa lui è morto e grazie alla Medaglia che aveva
avuto da lei, non è andato all'inferno, ma si è salvato. Grazie
alla Medaglia della Madonna. Mi ha detto di dire tutto questo a
lei e che lui la ringrazia e prega dal Purgatorio per lei ".
Non sapevo se gridare dalla gioia o svenire per terra per
quanto era avvenuto. In un momento pensai a tutti coloro a cui
avevo dato la Medaglia. Dove sono tutti loro? La Madonna li avrà
allora salvati tutti! Ero pentita per non avere fatto un
apostolato più forte con la Medaglia Miracolosa. Ora ne farò di
più.
Il bambino non conosceva né il mio amico e né l'episodio
della Medaglia regalata a lui. Veramente la Madonna aveva
salvato il mio amico e con il sogno lo aveva manifestato a me,
affinché continuassi a diffondere questa santa e benedetta
Medaglia Miracolosa. Scoprii ancora di più la potenza della
Medaglia Miracolosa e adesso la diffondo con maggiore
convinzione. È il mezzo di Grazie. La Madonna ci dona immense
benedizioni e Grazie per mezzo di questa Medaglia! Diciamolo a
tutti! Offriamo a tutti questa santa e benedetta Medaglia e
facciamola portare addosso.
Però mi chiedo: basta portare la Medaglia addosso? Non
occorre avere Fede chi la riceve? Il fatto stesso che una
persona accetta la Medaglia è già un consenso verso la Madonna?
Come vorrei capire meglio tutto, ma a me basta avere la
convinzione che la Madonna quale Regina di ogni essere umano,
vuole salvare tutti, e coloro che tengono la Medaglia Miracolosa
addosso e prestano Fede verso la Madonna, in un modo o in un
altro, la Madre di Dio li salverà dalla perdizione. È
vero che l'efficacia della Medaglia dipende dalla nostra Fede,
dalla nostra preghiera e dai nostri sacrifici.
Questa è la vittoria di Maria
Santissima, l'anticipo del trionfo del suo Cuore Immacolato.
Adesso non ho più
paura di morire...
Lo
riportiamo da una rivista missionaria. In un ospedale delle
Missioni, a Macao, un povero pagano era stato ormai abbandonato
dal medico: -Più nulla da fare, Sorella. Non passerà la notte.
La Suora Missionaria di Maria contempla l'uomo agonizzante sul
letto. Dunque, nulla da fare per il corpo; ma l'anima? Da tre
mesi ch'è ricoverato, l'infelice è rimasto ostinatamente chiuso
e ostile; poco fa ha respinto ancora una volta la Suora
catechista che tentava di far breccia in quell'anima. Una
Medaglia della Madonna, messagli furtivamente sotto il
guanciale, era stata da lui rabbiosamente e ostilmente gettata a
terra. Che fare? Sono le 18. Il volto dell'infermo rivela già
qualche sintomo dell'agonia. La Suora, vista sul comodino la
Medaglia respinta, mormora a un'allieva infermiera nella corsia:
-Senti: cerca di nascondergli questa Medaglia, quando
aggiusti il letto, tra il lenzuolo e il materasso, senza che se
ne accorga. Ora non resta che pregare, e... aspettare. La
Religiosa sgrana lentamente le Ave Maria della sua corona.
Alle 21 l'agonizzante apre gli occhi, e chiama: -Sorella...
La Religiosa si china su di lui. -Sorella, muoio...
Battezzami!... Tremante dalla commozione la Suora prende un
bicchiere d'acqua sul comodino, ne versa qualche goccia sulla
fronte madida, pronunciando le parole che danno la Grazia e la
vita. Il volto del morente si trasforma inesplicabilmente.
L'angoscia che ne increspava i lineamenti
svanisce d'incanto, mentre un lieve sorriso ora è su quelle
labbra riarse: -Adesso non ho più paura di morire -mormora-
so dove vado... - Spira con un bacio al Crocifisso.
Che sia una di quelle ironiche
«astuzie della Storia» di cui parlava Hegel? Di certo, il caso è
curioso. In effetti, giovedì 10 luglio, a Bruxelles, con solenne
cerimonia è stata presentata la bozza definitiva della
Costituzione d'Europa.
E' quella nel cui preambolo non si è fatto il nome del
Cristianesimo, provocando le ben note polemiche e la protesta
della Santa Sede. Ma questa stessa Costituzione, nel definire i
propri simboli, ribadisce solennemente che la bandiera europea è
azzurra con dodici stelle disposte a cerchio. Ebbene: sia i
colori, che i simboli, che la loro disposizione in tondo,
vengono direttamente dalla devozione mariana, sono un segno
esplicito di omaggio alla Vergine. Le stelle, in effetti, sono
quelle dell'Apocalisse al dodicesimo capitolo: «Nel cielo
apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di sole con la
luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici
stelle». Quella Donna misteriosa, per la tradizione cristiana, è
la madre di Gesù. Anche i colori derivano da quel culto:
l'azzurro del cielo e il bianco della purezza verginale. Nel
disegno originario, infatti, le stelle erano d'argento e solo in
seguito hanno preso il colore dell'oro.
Insomma: anche se ben pochi lo sanno, la bandiera che sventola
su tutti gli edifici pubblici dell'Unione (e il cerchio di
stelle che sovrasta l'iniziale dello Stato sulle targhe di ogni
automobile europea) sono l'invenzione di un pittore che si
ispirò alla sua fervente devozione mariana.
E' una storia di cui circolano versioni diverse, ma che abbiamo
ricostruito con esattezza gi� nel 1995, in un'inchiesta per il
mensile di Famiglia cristiana , Jesus . La vicenda, dunque,
inizia nel 1949 quando, a Strasburgo, fu istituito un primo
«Consiglio d'Europa», un organismo poco più che simbolico e
privo di poteri politici effettivi, incaricato di «porre le basi
per un'¹auspicata federazione del Continente». L'anno dopo,
anche per giustificare con qualche iniziativa la sua esistenza,
quel Consiglio bandì un concorso d'idee, aperto a tutti gli
artisti europei, per una bandiera comune. Alla gara partecipò
pure Arsène Heitz, un allora giovane e poco noto designer che al
tempo della nostra inchiesta era ancora vivo e lucido, pur se
ultra novantenne. Heitz, come moltissimi cattolici, portava al
collo la cosiddetta «Medaglia Miracolosa», coniata in seguito
alle visioni, nel 1830, a Parigi, di santa Catherine Labouré.
Questa religiosa rivelò di avere avuto incarico dalla Madonna
stessa di far coniare e di diffondere una medaglia dove
campeggiassero le dodici stelle dell'Apocalisse e l'invocazione:
«Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a
te». La devozione si diffuse a tal punto nell'intero mondo
cattolico da fare di quella «Medaglia Miracolosa» uno degli
oggetti più diffusi, con molte centinaia di milioni di
esemplari. Ne aveva al collo una di latta e legata con uno spago
anche santa Bernadette Soubirous quando, l'11 febbraio del 1858,
ebbe la prima apparizione della Signora, che apparve vestita
proprio di bianco e di azzurro.
Ebbene, Arsène Heitz non era soltanto uno degli innumerevoli
cattolici ad avere su di sé quella Medaglia nata da
un'apparizione, ma nutriva una speciale venerazione per
l'Immacolata. Dunque, pensò di costruire il suo disegno con le
stelle disposte in circolo, come nella Medaglia, su uno sfondo
di azzurro mariano. Il bozzetto, con sua sorpresa, vinse il
concorso, la cui commissione giudicatrice era presieduta da un
belga di religione ebraica, responsabile dell'ufficio stampa del
Consiglio, Paul M. G. Lévy, che non conosceva le origini del
simbolo, ma fu probabilmente colpito positivamente dai colori.
In effetti, l'azzurro e il bianco (le stelle, lo dicevamo, non
erano gialle ma bianche nel bozzetto originale) erano i colori
della bandiera del neonato Stato d'Israele. Quel vessillo
sventolò la prima volta nel 1891, a Boston, sulla sede della «Societ�
Educativa Israelitica» e si ispirava allo scialle a strisce
usato dagli ebrei per la preghiera. Nel 1897, alla Conferenza di
Basilea, fu adottato come simbolo dell'Organizzazione Sionista
Mondiale, divenendo poi nel 1948 la bandiera della repubblica di
Israele. In una prospettiva di fede è felicemente simbolica
questa unione di richiami cristiani ed ebraici: la donna di
Nazareth, in effetti, è la «Figlia di Sion» per eccellenza, è il
legame tra Antico e Nuovo Testamento, è colei nel cui corpo si
realizza l'attesa messianica. Anche il numero delle stelle
sembra collegare strettamente le due fedi: dodici sono i figli
di Giacobbe e le tribù di Israele e dodici gli apostoli di Gesù.
Dunque, il giudeo-cristianesimo che ha costruito il Continente
unito in uno stendardo.Sta di fatto che alcuni anni dopo la
conclusione del concorso d'idee, nel 1955, il bozzetto di Heitz
fu adottato ufficialmente come bandiera della nuova Europa. Tra
l'altro, a conferma dell'ispirazione biblica e al contempo
devozionale del simbolo, il pittore riuscì a far passare una sua
tesi, che fu fatta propria dal Consiglio d'Europa. Ci furono
critiche, infatti, visto che gli Stati membri erano all'epoca
soltanto sei: perché, allora, dodici stelle? La nuova bandiera
non doveva rifarsi al sistema della Old Glory, lo stendardo
degli Usa, dove ad ogni Stato federato corrisponde una
stella?Arsène Heitz riuscì a convincere i responsabili del
Consiglio: pur non rivelando la fonte religiosa della sua
ispirazione per non creare contrasti, sostenne che il dodici
era, per la sapienza antica, «un simbolo di pienezza» e non
doveva essere mutato neanche se i membri avessero superato quel
numero. Come difatti avvenne e come ora è stato stabilito
definitivamente dalla nuova Costituzione. Quel numero di astri
che, profetizza l'Apocalisse, fanno corona sul capo della «Donna
vestita di sole» non sar� mai mutato.Per finire con un
particolare che può essere motivo di riflessione per qualche
credente: la seduta solenne durante la quale la bandiera fu
adottata si tenne, lo dicevamo, nel 1955, in un giorno non
scelto appositamente ma determinato solo dagli impegni politici
dei capi di Stato. Quel giorno, però, era un 8 dicembre, quando
cioè la Chiesa celebra la festa della Immacolata Concezione, la
realt� di fede prefigurata da quella Medaglia cui la bandiera
era ispirata. Un caso, certo, per molti. Ma forse, per altri, il
segno discreto ma preciso di una realt� «altra», in cui ha un
significato che per almeno mille anni, sino alla lacerazione
della Riforma, proprio Maria sia stata venerata da tutto il
Continente come «Regina d'Europa».
Di Vittorio Messori - Corriere della sera 14 luglio 2003
Una
guarigione miracolosa
Durante il mio soggiorno a
Parigi, la Gospa non aveva previsto di lasciarmi riposare.
Appena arrivata, vengo a conoscenza di un racconto, ancora
segreto, di quello che aveva appena fatto... Impossibile non
raccontarlo! Era il gennaio scorso: 'La Superiora delle
Suore di Carità stacca il telefono. Una voce d'uomo suona
alle sue orecchie, una voce che viene da lontano con un
forte accento straniero. Un messaggio urgente
dell'arcivescovo di Recife in Brasile. Da quando è superiora
alla Rue du Bac, dovrebbe essere abituata a questo genere di
chiamate, ma ancora una volta il suo cuore sobbalza e lei
deve riprendere il fiato per rispondere all'arcivescovo che
dice di avere tutte le prove in mano, tutti i documenti e di
garantire la veridicità della stona... La storia? Tutto
comincia tre settimane prima.Una brasiliana sbarca a Parigi.
Ci teneva molto a fare questo lungo viaggio perché da
qualche tempo il suo cuore di madre è affranto dal dolore e
ha sentito dire che in Rue du Bac la Madonna fa spesso
grandi cose per coloro che vengono ad implorarla. Ha preso
con sé la piccola Sandra, la porterà alla Rue du Bac per
implorare un miracolo. La farà sedere sulla poltrona dove
Maria stessa si è seduta quando è apparsa a Caterina Labouré
e allora sicuramente succederà qualche cosa. Parlerà a Maria
come una madre parla ad un'altra madre; griderà verso di
Lei. Sandra non ha che 5 anni e la sua malattia è dichiarata
incurabile. Non può restare così, che avvenire può sperare
con una tale paralisi? Maria vedrà la sua disperazione e non
la lascerà partire senza fare niente... La madre e la
bambina passano sotto il grande porticato del convento,
raggiungono in fondo al cortile la cappella della medaglia
miracolosa ed entrano.Una fitta folla prega.La madre
riconosce i luoghi contemplati così spesso sulle cartoline
postali e avanza lentamente verso il coro. Prega in
ginocchio con la piccola, ha individuato la poltrona. Che
peccato! È circondata da un cordone e non si può
raggiungerla! Ma per i Brasiliani, come per gli Italiani, i
cordoni non sono necessariamente degli ostacoli, e la
piccola Sandra non è venuta da così lontano per toccare la
poltrona solo con gli occhi! Come fare...? Ah, ecco alcune
suore che sono indaffarate presso l'altare. - Sorella per
favore lasci che la piccola si sieda sulla poltrona! - Scusi
tanto signora, non posso permetterglielo perché allora tutti
lo chiederebbero e non è possibile... - Il cuore della madre
è pieno di disperazione per il divieto. La poltrona faceva
parte del suo piano, del suo pellegrinaggio! Bisogna trovare
una soluzione... Toh! Le suore se ne sono andate, osserva un
po' più tardi.Un'idea brilla nel suo povero cuore e lei
bisbiglia a sua figlia: - Ascoltami bene: passerai sotto il
cordone e velocissimamente scivolerai a quattro zampe sotto
la poltrona. Quando sarai sotto toccherai con la mano il
posto dove la Madonna si è seduta e poi tornerai subito qui.
Ma vacci velocissimamente! - La piccola non se lo fa
ripetere due volte. Raggiunge a quattro zampe la poltrona,
abbastanza in fretta, per quanto glielo permette il suo
crudele handicap. Ma invece di seguire le istruzioni, posa
lungamente la guancia sul velluto del sedile! La madre resta
immobile, poi la piccola torna con calma da lei. - Perché
l'hai fatto, brontola la madre, ti avevo ben detto di andare
soltanto sotto e velocissimamente. - Ma mamma, risponde la
bambina radiosa, è la Signora che mi ha detto di posare la
testa sulle sue ginocchia! -Al ritorno in Brasile la bambina
era completamente guarita. La storia ha fatto tanto di quel
chiasso laggiù che l'arcivescovo di Recife ha voluto
avvisare lui stesso le Suore della Carità in Rue du Bac.Aveva
in mano tutta la documentazione medica, tutte le pezze
necessarie per affermare questa guarigione umanamente
inspiegabile.- Sa, - rispondono senza scomporsi le suore -
qui, di miracoli, ce ne sono tutti i giorni!
Tratto dal libro: "Medjugorje:il trionfo del cuore", di suor
Emmanuel - Edizioni Shalom
Sono
ebreo di razza
La Madonna quindi è Corredentrice e
perciò stesso Mediatrice universale di tutte le grazie, come
insegna San Pio X. E soprattutto per la grazia delle grazie,
ossia la salvezza finale, rivolgiamoci alla Divina
Corredentrice: Ella sa fare di ogni peccatore un giusto, di ogni
redento un Santo.
Ci conforti il racconto di una della tante conversioni operate
dalla Madonna per mezzo della Medaglia miracolosa.
Riportiamo l'episodio dalla vita di San Massimiliano M. Kolbe.
Durante la degenza nel sanatorio di Zakopane, egli non pensò
certamente di starsene inerte. Proprio lui amava ripetere ai
suoi confratelli "Non possiamo dormire fino a quando una sola
anima resterà sotto il dominio di satana". Per cui, anche
ammalato a Zakopane, si diede da fare.
Tra l'altro ogni giovedì teneva una conferenza ai giovani
studenti atei del sanatorio. Dopo pochi giovedì, quattro di essi
si convertirono.
Soltanto uno, tra i più giovani, pur seguendo attentamente le
conferenze del Santo, mostrava di non avere a che fare con lui,
allontanandosi immediatamente alla fine di ogni riunione.
Ma un giovedì si avvicinò e gli disse "Vorrei salutarla, padre;
è l'ultima volta che ci vediamo. Le mie condizioni si sono
aggravate, non potrò lasciare il letto, è la fine...".
Poi gli confidò
-Sono ebreo di razza e di religione.
-Verrò a trovarti.
-Impossibile, lei lo sa, è proibito far visita agli ammalati
gravi.
-Verrò lo stesso.
Ed infatti non solo ci andò, ma lo battezzò, gli diede la S.
Comunione, gli impartì l'Unzione degli infermi e poi gli mise al
collo la Medaglia miracolosa.
-Sei contento? ... Dimmi, che cosa ti turba ancora, ragazzo?
-La mamma... L'arrivo della mamma.
Sua madre era un'ebrea fanatica.
-Non temere sarai già in Paradiso quando arriverà.
Infatti il giovane morì alle 11, mentre la mamma arrivò soltanto
a mezzogiorno. E quando venne, fece un gran baccano a causa
della conversione del figlio. Immediatamente gli strappò dal
petto la Medaglia miracolosa e cacciò in cattivo modo San
Massimiliano.
-Ma, post factum...-, commentava il Santo raccontando l'episodio
al fratello fra' Alfonso.
|