Maria mistero di Dio


Natività di Nostro Signore


Caro Amico

L’immagine antica e sempre nuova del presepe, di Maria, Gesù e Giuseppe raccolti nella capanna di Betlemme, in una fredda notte invernale, nel Natale di Nostro Signore - l’Emmanuele - non cessa di suscitare in noi sentimenti di stupore e di commozione, invitandoci alla contemplazione di un mistero che è in grado di abbracciare e di fatto abbraccia l’intero universo.
In questo scenario è racchiusa la storia che coinvolge tutti gli uomini di ogni tempo e di ogni luogo, e in cui ogni persona può innestare la propria vicenda umana per rinascere a vita nuova.
Sua Santità Benedetto XVI ci illustra in modo esemplare il profondo mistero della nuova relazione che si è instaurata tra Dio e l’uomo con il FIAT gioioso della Vergine Maria, giovane fanciulla della stirpe di Davide, che ha accolto nel suo intimo il Verbo di Dio fatto carne, diventando Madre non soltanto dell’Uomo Cristo ma di Dio Stesso (Theotókos)(1):

“Una donna è Madre di Dio. Si potrebbe dire: come è possibile? Dio è eterno, è il Creatore. Noi siamo creature, siamo nel tempo: come potrebbe una persona umana essere Madre di Dio, dell'Eterno, dato che noi siamo tutti nel tempo, siamo tutti creature?” ... ... Dio non è rimasto in sé: è uscito da sé, si è unito talmente, così radicalmente con quest'uomo, Gesù, che quest'uomo Gesù è Dio, e se parliamo di Lui, possiamo sempre anche parlare di Dio. Non è nato solo un uomo che aveva a che fare con Dio, ma in Lui è nato Dio sulla terra. Dio è uscito da sé. Ma possiamo anche dire il contrario: Dio ci ha attirato in se stesso, così che non siamo più fuori di Dio, ma siamo nell'intimo, nell'intimità di Dio stesso....
Così siamo nel suo essere Padre, Figlio e Spirito Santo, siamo nell'interno del suo essere in relazione, siamo in relazione con Lui e Lui realmente ha creato relazione con noi ...
Il Concilio (Vaticano II) ha cominciato con l'icona della Theotókos. Alla fine Papa Paolo VI riconosce alla stessa Madonna il titolo Mater Ecclesiae. E queste due icone, che iniziano e concludono il Concilio, sono intrinsecamente collegate, sono, alla fine, un’icona sola.”


È a partire dall’ ECCE e dal FIAT di Maria che si può entrare nel mistero.
È evidente che Maria è tutta di Dio e che lo è sin da prima del suo “Sì” all’Arcangelo Gabriele: “ECCE Ancilla Domini” - “Eccomi, SONO la Serva del Signore....” -
D’altro canto, l’Arcangelo Gabriele aveva appena apostrofato Maria “Gratia plena”, e come avrebbe potuto questa fanciulla essere “Piena di Grazia” senza intrattenere un’intima unione con Dio?
E in effetti, il suo ECCE è possibile grazie a questa relazione: con il suo ECCE Maria rieccheggia il IO SONO con cui il Dio del Sinai ha “firmato” l’alleanza con il popolo eletto.
Maria, novella Eva, con il suo ECCE sancisce la nuova alleanza tra Dio e l’umanità rigenerata e si assume in prima persona la “gestazione” del nuovo Adamo.
Subito dopo, con il suo “FIAT mihi secundum verbum tuum”, Maria, torna a riecheggiare il FIAT di Dio che crea il Cielo e la Terra, associandosi integralmente a Lui sia nell’atto di generare la “creazione nuova”, sia nella scelta che Dio fa di “ricreare” se stesso per entrare a far parte, come Creatore e Creatura insieme, di tale creazione.
Ma se prima dell’evento dell’Annunciazione il SÌ di Maria c’era già stato ed era stato un SÌ totale, incondizionato, quando e come Ella aveva espresso suo primo SÌ?
Questo è uno dei segreti del Re, mistero nascosto nell’abisso di luce del nostro Dio Amore. Ma si tratta di un mistero che potrebbe esserci stato in parte svelato nell’ambito della rivelazione privata alla Serva di Dio Luisa Piccarreta, di cui è in corso il processo di beatificazione; “rivelazione” che è in perfetta armonia con la rivelazione ufficiale della Chiesa Cattolica e in particolare con il Dogma dell’Immacolata Concezione di Maria (2). Eccone, qui di seguito alcuni brani (3).



Dice Maria:


Non appena il FIAT Divino si riversò sul mio germe umano per impedire i tristi effetti della colpa, la Divinità sorrise e si mise in festa nel vedere quel mio germe umano, puro e santo, come uscì dalle loro mani nella creazione dell’uomo.
E il FIAT divino fece il secondo passo in me, col portare questo mio germe umano, da esso purificato e santificato, innanzi alla Divinità, affinché si riversasse a torrenti sopra la mia piccolezza in atto di essere concepita. E la Divinità, scorgendo in me bella e pura la sua opera creatrice, sorrise di compiacimento; e volendomi festeggiare, il Padre Celeste versò in me mari di potenza, il Figlio mari di sapienza, lo Spirito Santo mari d’amore. Sicché Io restai concepita nella luce interminabile della Divina Volontà, e in mezzo a questi mari divini che la mia piccolezza non poteva contenere, formavo onde altissime per rimandarle come omaggio di amore e di gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. E la Divinità era tutt’occhio su di Me, e per non farsi vincere da Me in amore, sorridendomi e vezzeggiandomi, mi mandava altri mari, i quali mi abbellivano tanto che, come fu formata la mia piccola umanità, acquistai la virtù rapitrice di rapire il mio Creatore; e si faceva veramente rapire, tanto che tra Me e Dio fu sempre festa; nulla ci negammo a vicenda. Io non gli negai mai nulla e Lui neppure … Ma, sai tu Chi mi animava con questa forza rapitrice? La divina volontà che, come vita, regnava in Me. ...
Come l’Ente supremo mi domandò il mio volere umano, compresi il male grave che può fare la volontà umana nelle creature, e come essa metta tutto in pericolo, anche le opere più belle del suo Creatore. … Perciò Io, presa da terrore e più dall’amore verso il mio Creatore, giurai di non fare mai la mia volontà; e per essere più sicura e attestare maggiormente il mio sacrificio, a Colui che tanti mari mi aveva dato, di grazie e privilegi, presi questa mia volontà umana e la legai ai piedi del trono divino, in omaggio continuo di amore e di sacrificio, giurando di non servirmi mai, anche solo per un istante della mia vita, della mia volontà, ma sempre di quella di Dio. …
Alquanti giorni prima della discesa del Verbo sulla terra, Io vedevo il Cielo aperto e il sole del Verbo Divino alle sue porte ... Le Divine Persone della Trinità Sacrosanta guardavano la terra non più come estranea a Loro, perché c’era la piccola Maria, che, possedendo la Divina Volontà, aveva formato il Regno Divino, dove il Verbo poteva scendere sicuro, come nella propria abitazione. … La Divinità rigurgitò d’amore e, togliendo il manto di giustizia che da tanti secoli aveva tenuto con la creatura, le Divine Persone si coprirono con il manto della Misericordia infinita, e decretarono tra loro la discesa del Verbo. … Le mie preghiere erano incessanti e mentre pregavo nella mia stanzetta, un angelo venne spedito dal cielo come messaggero del gran Re, mi si fece davanti e inchinandosi mi salutò. Ad un annunzio si grande, da me tanto desiderato, ma che non avevo mai pensato di essere io l’eletta, restai stupita ed esitai un istante. Io pronunciai il FIAT, e oh, meraviglia! I due FIAT si fusero insieme e il Verbo divino scese in Me. Il mio FIAT avvalorato dallo stesso valore del FIAT divino, formò dal germe della mia umanità, la piccina, piccina Umanità che doveva racchiudere il Verbo, e così fu compiuto il grande prodigio dell’incarnazione.


Dunque, la piccolissima Maria nell’istante del suo concepimento, quando lo Stesso Dio Uno e Trino, l’Infinito, l’Onnipotente, l’Onnisciente, si manifesta a Lei in completa trasparenza, non riceve in modo passivo il privilegio della liberazione dal peccato, ma risponde con un’offerta integrale di sé a Dio, mettendo ai suoi piedi anche la dimensione che più caratterizza ogni persona umana - la libertà. Tale atto di Maria innesca una serie di reazioni a catena, che si svolgono in scenari sempre nuovi: esplosioni di Amore che illuminano e trasformano l’intera creazione.
Dio che in quanto ad Amore non è secondo a nessuno, essendo Amore in Se Stesso, invia il suo Messaggero per annunciare a Maria, ormai giovane donna, che Lui, Dio, vuole farsi piccolo e affidarsi totalmente a Lei, diventare sua Carne e Sangue, ed ecco, che nell’incontro dei due Fiat si attua il Mistero dell’Incarnazione.
Dio poi si rende visibile all’intero creato nella capanna di Betlemme e continua a donarsi al mondo, sino giungere a offrire agli Apostoli come cibo la sua Carne e come bevanda il suo Sangue e a lasciarsi immolare sulla croce, sommo Re Sovrano, Sacerdote e Vittima insieme.
Dall’alto della croce, prima di morire, Gesù affida l’umanità nuova alla Madre; infine, dopo la sua risurrezione, invia il Suo Spirito sulla Madre e sugli Apostoli riuniti in preghiera.
In questo cammino, che ha dell’incredibile, la relazione di Maria con Dio cresce: da piccolissima Figlia, a Sposa e Madre insieme, a Madre della Chiesa e Regina del Cielo e della Terra.
Ma se queste relazioni tra Dio, Maria e l’Umanità, sono parte integrante della rivelazione universale, ciascuno di noi, ciascun uomo può diventare compartecipe di queste relazioni, può, nella sua libertà, accettare i doni di Dio ed ascendere verso di Lui, entrando nel Suo Regno glorioso.
Attraverso il Figlio Unigenito, Gesù Cristo, Dio ci indica la via per salire a Lui: la Madre Santa; così come Egli si è fatto uomo attraverso Maria, così noi attraverso Maria possiamo rinascere di nuovo per entrare nel Regno di Dio. Maria, senza macchia di peccato e ripiena della Grazia di Dio è in grado di rigenerarci a immagine del Figlio Gesù. Lei è la Fonte della Grazia e la Scala verso il Regno. La sua relazione con la Trinità, Le attribuisce regalità e Le conferisce il potere di relazionarsi con tutta l’Umanità, in particolare con gli uomini di buona volontà che si aprono ai doni di Dio.
Dio che nella Genesi aveva creato la donna “attraverso” Adamo, nei tempi della nuova Rivelazione, ci offre l’opportunità di rinascere “attraverso” la Donna, la Nuova Eva, Maria Santissima Immacolata e Madre di Dio, la Donna vestita di Sole che genera la nuova umanità nel travaglio di una lotta tra il bene e il male, lotta che si staglia sempre più nitida sullo sfondo della storia umana.

Che per Maria e in Maria tutti noi si possa ritrovarsi fratelli uniti in Cristo Gesù e partecipi del Suo Natale, nella luce gloriosa del Suo Amore

Buon e Felice Natale



(1) Meditazione del giorno 11 ottobre 2010, svolta nella prima Congregazione Generale dell’Assemblea per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi.
(2) L’Enciclica “Ineffabilis Deus” proclamata solennemente dal Papa Pio IX il giorno 8 Dicembre 1854.
(3) La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà. Pia Associazione Luisa Piccarreta, "Piccoli Figli della Divina Volontà", Via Nazario Sauro, 25 – 70033 Corato (Bari).








Ugo Sauro di Ugo Sauro,
professore universitario di geografia fisica in pensione, amante della natura



  
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