Beati i miti: Meditazione per il mese di Giugno


Questa beatitudine si colloca agli antipodi con quanto corre sulle strade del mondo che si ritrova a proprio agio nel detto: chi pecora si fa il lupo se la mangia.
            Inaugurando i tempi nuovi dello Spirito, Gesù presenta se stesso come modello di questo stile di vita: "Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite ed umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime" (Mt 11, 29).
A suo tempo, il profeta Zaccaria annunciava: "Esulta grandemente figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re, Egli è giusto e vittorioso, umile cavalca un asino... Farà sparire i carri da Efraim (Zc 9, 9-10).

Fortunatamente le parole di Gesù sono diventate sulle labbra di tanti suoi seguaci una sentita e frequente giaculatoria: "Gesù mite e umile di cuore rendi il mio cuore simile al tuo".Purtroppo, però, la tentazione di voler cambiare l'andamento delle cose con la violenza è sempre dietro l'uscio di casa.     
Molti sono i discepoli di Gesù che, nel corso dei secoli, si sono presentati con la caratteristica della mitezza, disarmati e disarmanti, rivestiti solo della corazza della fede e della carità.

In questi ultimi tempi anche nel campo sociale Dio ha suscitato autentici campioni di mitezza, della non violenza, che hanno segnato enormemente gli avvenimenti terreni. Purtroppo la logica terrena continua ad essere segnata dalla violenza. In Gesù, Dio ci ha fatto capire però che è meglio subire l'attacco che provocarlo.

Ma è soprattutto in Maria, la Madre di Gesù, che Dio si è compiaciuto dell'umiltà della sua serva. In lei si riflette la stessa umiltà di Gesù, Verbo Incarnato. Questo atteggiamento è l'inizio di ogni vera costruzione del regno di Dio. L'umiltà, che è verità, altro non è che riconoscere Dio creatore unica fonte da cui tutto deriva. Noi siamo solamente amministratori della multiforme grazia di Dio, che ci ha stimati degni della sua fiducia e per questo ha messo nelle nostre mani, quanto la sua bontà e sapienza hanno voluto creare.
 
Questo è esattamente quello che non è riuscita a realizzare la nostra Madre Eva. Il fumo dell'orgoglio l'ha accecata; la diabolica tentazione di voler essere come Dio, le ha tolto il ben dell'intelletto che l'ha spinta sulla strada dell'autoesaltazione, di una vanità incredibile. Per questo si è ritrovata ad essere niente; tale, infatti, era la sua natura.
La nostra autentica devozione a Maria ci deve portare a condividere la sua umiltà e la sua mitezza, imprescindibili caratteristiche di ogni suo figlio e di ogni discepolo del Regno di Dio.

Beati i miti perché erediteranno la terra (Mt 5, 5).        




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Madonna della Mercede - Giugno: Beati i miti



Padre Giovannino Tolu di Fr. Giovannino Tolu,
O. de M.




  
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_____________________________ Regina Mundi - Beati i Puri di Cuore