Ave Maria piena di Grazia | Meditazione di padre Giovannino Tolu


ECon queste parole l’Arcangelo Gabriele saluta, in nome di Dio,  Maria, umile, semplice, fanciulla di Nazareth, sulla quale l’Altissimo si è degnato posare lo sguardo, trovandovi la sua compiacenza.
Gli esegeti, oggi, preferiscono tradurre queste parole utilizzando le parole degli antichi profeti che annunziavano ormai prossimi i tempi messianici, i tempi della salvezza: “Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te” ( Lc 1, 28). Da quel giorno un oceano di benedizioni si è riversato sulla terra. Il nome nuovo di Maria è Piena di grazia.
Lontano da ogni curiosità fuori luogo, illuminato solo dalla luce celeste, si svolge l’incontro dell’Arcangelo con Maria che congiunge definitivamente il cielo e la terra. Dio vuol tornare a “passeggiare” (Gen 3,8) sulla terra, dialogando amichevolmente con l’uomo, creato a sua immagine e somiglianza e suo capolavoro.
Questo saluto fa’ di Maria, l’Annunciata, per eccellenza, la donna che con il suo Sì, cioè, con la sua totale disponibilità rende possibile il più grande  progetto di Dio, di capitale importanza per tutta l’umanità, progetto pensato da tutta l’eternità e portato a compimento nella pienezza dei tempi.
Questo piano contempla nientemeno che l’Incarnazione del Figlio di Dio. Rivestendosi di umanità l’Unigenito Figlio di Dio porta a compimento questo ardito progetto che resta imperscrutabile a mente umana: profondo mistero. Egli perdona amorosamente all’uomo ogni debito, si fa Egli stesso creatura offrendo, nel contempo all’umanità, un esempio da imitare: è la sua sublime dignità. D’ora in poi, chi lo vorrà, potrà vivere una vita come il Figlio di Dio l’ha vissuta sulla terra. Dentro l’uomo ci sarà una forza nuova, una nuova capacità. Nel suo cuore abiterà lo Spirito Santo che gli permetterà di vivere in maniera degna di Dio. Come Gesù ha  vissuto  la vita umana senza perdere la dignità di Dio, così sarà possibile all’uomo vivere “da Dio” rimanendo pienamente uomo.
Questo perché Dio non vuol perdere nulla di quanto ha creato e, anzi, vuol recuperare, restaurare quanto, per qualunque motivo, si è potuto allontanare dal suo progetto iniziale.
La festa dell’Annunciazione, in coincidenza con la primavera della natura, esprime il risveglio dello spirito. Comincia una nuova umanità. Nuova per lo spirito che viene immesso nelle vene, nella mente e nel cuore di ogni creatura umana.
Il cielo che si apre sull’umanità, raggiunta nel cuore dalla presenza di Gesù, mai più si chiuderà e diventerà per tutti la casa che uno desidera abitare. Un progetto che trova in Maria l’inizio umano: in Lei il Figlio di Dio diventa uomo. Lei è il roveto che arde ma che non si consuma (Es 3, 2) o per usare le parole del poeta Dante: “Nel ventre tuo si raccese l’amore,/ per lo cui caldo ne l’eterna pace / così è germinato questo fiore”.
Anche dopo questa sublime realizzazione, Maria resta la ragazza di prima, una semplice creatura, tutta disponibile a Dio. Ella, abitata da Dio,vive in funzione di Dio e del suo progetto,  un evento straordinario che la proietta in una posizione unica: è la Madre di Dio. Questa la sua vera grandezza.
Per questa ragione Dio vuole che l’umanità intera le sia debitrice: è Lei che ha fatto in modo che Gesù si facesse nostro fratello.
Dinanzi a questo mistero di salvezza siamo invitati a fare in modo che quello di Maria diventi nostro abituale atteggiamento. Qual figlio non dovrà avere in sé le fattezze della propria madre, di Lei che non ha dubitato minimamente a dare il suo pieno assenso a Dio con un Sì totale e definitivo?
 Senza alcun rimpianto, totalmente compresa del grande dono, con la luce interiore dello Spirito Santo, Maria ha detto il suo Sì, lungo tutto una vita, che ha reso possibile  la realizzazione del progetto tutto di Dio ma che prevedeva per la sua  realizzazione anche il contributo di ogni creatura.
L’annunciazione a Maria, mistero in sé completo, si prolunga nel tempo e raggiunge noi. In Maria l’Angelo del Signore continuamente si rivolge a noi per dirci: Rallegrati, il Signore è con te.
Dando, come Maria il nostro Sì incondizionato, fin da quaggiù possiamo essere abitatori del cielo. Possiamo vedere cose e avvenimenti sotto una luce diversa, perché realmente la nostra è una storia di salvezza. Leggiamo nel Vangelo che terminato l’incontro “l’angelo  partì da lei” (Lc 1, 38). Un vuoto incolmabile? No. Lo stesso Vangelo ci rassicura: “il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi, a mettere tra noi la sua tenda” (Gv 1, 14). Essa è il segno della permanente presenza del Salvatore, annunciato a Maria.




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Annunciazione - Ave Maria Piena di Grazia



Padre Giovannino Tolu di Fr. Giovannino Tolu,
O. de M.




  
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