Martiri Cristiani: Sabas Reyes Salazar
 

Sabas Reyes Salazar

Sabas Reyes Salazar Dopo le grandi persecuzioni contro la Chiesa nel periodo della Rivoluzione Francese, delle leggi anticlericali dei governi italiani e francesi della seconda metà dell’Ottocento, delle sanguinose persecuzioni contro i missionari e fedeli cattolici in Cina, negli anni a cavallo fra il XIX e XX secolo; della Rivoluzione Bolscevica in Russia del 1918 e prima di arrivare negli anni 1934-1939 alla grande carneficina della Guerra Civile Spagnola, si ebbe la persecuzione in Messico dal 1915 al 1929.
Dopo la dittatura di Porfirio Diaz (1876-1911) si ebbe un periodo di rivoluzioni e di guerre civili; in quest’arco di anni, le condizioni della Chiesa nel Messico furono estremamente difficili, specialmente dopo l’entrata in vigore, il 5 febbraio 1917, della nuova Costituzione anticlericale e antireligiosa.
Il clero cattolico fu oggetto di minacce, soprusi e vessazioni da parte dei governi massonici, che si spinsero fino alla più bruta violenza e all’assassinio; in fondo si perseguitarono i preti solo perché sacerdoti.
In un continuo succedersi di presidenti chiamati a guidare il Paese, alcuni uccisi, in preda a costanti conflitti interni, si giunse alla nomina di Plutarco Elias Calles nel 1924, questi lavorò per il risanamento economico, il rafforzamento del movimento operaio, favorì la distribuzione della terra ai contadini, ma inasprì anche la lotta contro la Chiesa, che in varie occasioni e situazioni si tramutò in una vera e propria persecuzione; i sacerdoti ed i laici cattolici vennero a scontrarsi con il più acerrimo ateismo.
Papa Giovanni Paolo II il 22 novembre 1992, beatificò nella Basilica di S. Pietro, 25 di questi perseguitati, che da sacerdoti, parroci o laici, donarono con il martirio la loro vita per la difesa della Fede e per l’affermazione della presenza della Chiesa Cattolica in Messico.
Il 21 maggio del 2000 lo stesso pontefice li ha canonizzati tutti i 25 in Piazza S. Pietro, indicando alla Chiesa Universale l’esempio della loro santità, operata in vita e coronata dal martirio finale.
Si riportano i 25 nomi, per ognuno esiste una scheda biografica:
Parroco Cristóbal Magallanes Jara - parroco Román Adame Rosales - parroco Rodrigo Aguilar Alemán - parroco Julio Alvarez Mendoza - parroco Luis Batis Sainz - sacerdote Agustín Caloca Cortés - parroco Mateo Correa Magallanes - sacerdote Atilano Cruz Alvarado - sacerdote Miguel de la Mora de la Mora - sacerdote Pedro Esqueda Ramírez - sacerdote Margarito Flores García - sacerdote José Isabel Flores Varela - sacerdote Pedro de Jesús Maldonado Lucero - sacerdote David Galván Bermudez - ragazzo Salvador Lara Puente - sacerdote Jesús Méndez Montoya - laico Manuel Morales - parroco Justino Orona Madrigal - sacerdote Sabás Reyes Salazar - parroco José María Robles Hurtado - ragazzo David Roldan Lara - sacerdote Toribio Romo Gonzáles - sacerdote Jenaro Sánchez Delgadillo - parroco David Uribe Velasco - viceparroco Tranquilino Ubiarco Robles. (La loro celebrazione collettiva è al 21 maggio).

Padre Sabás Reyes Salazar nacque a Cocula, Jalisco (diocesi di Guadalajara) il 5 dicembre 1883. Ordinato sacerdote nel dicembre 1911, divenne viceparroco a Tototlán, Jalisco (diocesi di San Juan de los Lagos) aveva una speciale devozione per la SS. Trinità; anima semplice e fervente invocava spesso le anime del Purgatorio.
Diede particolare cura alla formazione dei bambini e dei giovani, sia nell’insegnamento della catechesi, sia nelle scienze, arti e mestieri, soprattutto nella musica. Di carattere affabile, si dedicava al suo ministero, esigendo molto rispetto e sollecitudine, per tutto ciò che si riferiva al culto.
Quando nel 1927 si fu nel periodo più pericoloso per i sacerdoti, gli veniva consigliato di lasciare Tatotlán, ma lui replicava: “Mi hanno lasciato qui e qui attendo. Vediamo che cosa determina Iddio”. Nella Settimana Santa dell’aprile 1927, giunsero nel paese le truppe federali, con i proprietari di terre, cercando il parroco don Francisco Vizcarra ed i suoi assistenti.
Trovarono solo padre Sabás Royes Salazar e su di lui riversarono tutto l’odio generato in quella guerra civile; lo presero e lo legarono con forza ad una colonna del tempio parrocchiale e lo torturarono per tre giorni negandogli cibo ed acqua; poi con incredibile sadismo gli bruciarono le mani.
Il 13 aprile 1927, mercoledì santo, fu portato dentro il recinto del cimitero, dove, dopo che trovò la forza di gridare “Viva Cristo Re”, l’eroico vicario che non aveva voluto lasciare i suoi parrocchiani, venne fucilato; aveva 44 anni.


Autore: Antonio Borrelli








vai alla scheda precedente Torna all'elenco vai alla scheda seguente












  
Consiglia ad un amico questa pagina Aggiungi ai preferiti Scrivi un commento, questo rimarrà riservato Segnala su Facebook, Tweeter ed altri...
Invia ad un amico | Metti nei preferiti | Lascia un commento | Condividi su Facebook, Tweeter, ecc...